Il museo della fotografia Fotografiska di Stoccolma

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Il museo della fotografia Fotografiska – Stoccolma

Invito tutti gli appassionati di fotografia, gli aspiranti maghi dell’obiettivo, i cultori delle immagini che raccontano storie a fare un viaggio a Stoccolma e visitare il museo della fotografia Fotografiska, un’istituzione-museo che è anche e soprattutto un’esposizione in continuo divenire che ospita le opere dei migliori fotografi scandinavi e mondiali. Ma invito a visitare Fografiska anche chi vuole vedere Stoccolma da una prospettiva diversa – dalle finestre panoramiche del Museo la vista spazia sul centro di Stoccolma e sull’isola di Dijurgärden, proprio di fronte – e per apprezzare la grande apertura della città verso tutte le arti, anche quelle definite – ingiustamente – minori.

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Il “contenitore” che ospita il museo della fotografia Fotografiska si trova alle pendici della collina di Södermalm ed è un edificio mercantile del 1906, dai tipici mattoni rossi, una volta utilizzato come dogana. Edificio storico ma interni modernissimi, appositamente creati per essere destinati a gallerie per esporre fotografie, con luci adatte a mettere in risalto i dettagli di ogni singola opera.

Per raggiungere Fotografiska abbiamo preso la T-Bana (che poi sarebbe la metropolitana) scendendo alla fermata di Slussen e quindi abbiamo proseguito a piedi per un quarto d’ora. Credo che ci fermi anche un bus ma non so dare indicazioni utili. In ogni caso, è vicino ai ai terminal navali dove attraccano le navi da crociera della Viking. Se andate a piedi anche voi, abbiate l’accortezza di attraversare la strada e passare sul lato sinistro costeggiando il mare e non – come noi –  a destra sotto la collina, dove il marciapiede è pressoché inesistente e le macchine sfrecciano fin troppo veloci.

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Il museo della fotografia Fotografiska – Stoccolma

Il museo della fotografia Fotografiska ospita 4 mostre principali all’anno, attorno cui ruotano ulteriori 15-20 mostre minori: questo invoglia i visitatori a tornare più e più volte (ogni anno oltre 500.000 visitatori varcano la soglia del Museo ed anche quando ci siamo stati noi, l’afflusso di pubblico era davvero sostenuto e l’attenzione che veniva rivolta alle opere d’arte mostrava che si trattava di veri appassionati).

A Fotografiska ogni cosa ruota attorno alla fotografia ed al suo mondo: a partire dal bookshop, specializzato in libri tecnici e raccolte fotografiche, ai tanti corsi di fotografia con esperti del settore che vengono proposti (un po’ cari, la come sempre la qualità dell’insegnamento si paga), alle visite guidate ed alle esposizioni temporanee allestite negli spazi museali di oltre 2.500 metri quadrati. A rendere ancor più attraente Fotografiska contribuisce il suo rinomato ristorante che si trova al secondo piano, dalle cui finestre il dettagli del panorama di Stoccolma appaiono  come in una bella immagine, che serve cucina di territorio elaborata con cura e servita con grande attenzione alla combinazione di colori: un invito a fotografare prima di mangiare!

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L’attenzione al mondo della fotografia, agli artisti rinomati così come ai fotografi emergenti, è massima: a Fotografiska hanno esposto nomi del peso di David La Chapelle, Annie Leibovitz e  Nick Brandt. Giusto quando ci siamo stati noi, al Fotografiska era in corso una mostra di foto virate in seppia del fotografo inglese – particolarmente intense le foto degli elefanti – dedicate all’Africa orientale e alla mattanza degli animali selvaggi che viene perpetrata dai bracconieri e dai cacciatori d’avorio.

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Tra le altre mostre fotografiche che abbiamo ammirato nella nostra visita al museo della fotografia Fotografiska, di tutt’altro genere rispetto a quella di Nick Brandt (si comprende quanto l’arte della fotografia possa assumere forme diverse e quanto sia legata alla percezione del singolo fotografo la modalità di riprodurre una scena!) gli scatti della coppia di fotografi olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, famosi per pose irriverenti o insoliti ritratti surreali ma in ogni caso sempre esteticamente perfetti grazie ai trascorsi nel mondo della moda e i ritratti bianco/nero del pittore svedese Anders Zorn, che sperimentava l’uso dell’apparecchio fotografico in parallelo alla produzione pittorica. Le foto colgono attimi di vita quotidiana, ma sono sgranate, soffuse da luce e ombra, a loro volta simili ad opere pittoriche.

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Informazioni utili:

Fotografiska è aperto dal lunedì alla domenica dalle 9 del mattino fino alle 11 di sera (è uno dei musei di Stoccolma con l’orario più lungo) ed è chiuso il 24 ed il 25 dicembre. Per informarsi sulle attuali e prossimi esposizioni consiglio di andare sulla pagina di Fotografiska con il calendario.

Costo dei biglietti: adulti 120 SEK, ridotti 90 SEK (il museo della fotografia Fotografiska è gratuito con la Stockholm Card).

Claudia Boccini

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