In moto da Roma: la Villa di Orazio a Licenza

Licenza è un  paesino del Lazio tra la Valle dell’Aniene e le  pendici dei Monti Lucretili – uno di quelli in cui se non sei appassionato di trekking o non hai parenti che ci abitano difficilmente ci vai – nei cui paraggi nel 1911 – nel corso di una campagna archeologica –  sono stati rinvenuti i resti di quella che fu la Villa di campagna del poeta Quinto Orazio Flacco. La campagna di scavo è stata più volte ripresa nel corso del XX° secolo fino a svelare uno di quei tanti tesori archeologici e culturali che possiede il nostro Paese e che – per problemi di burocrazia, difficoltà economiche degli Enti locali, mancanza di personale di custodia – sono scarsamente valorizzati.

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Noi siamo andati a visitare la Villa di Orazio a Licenza durante una delle nostre frequenti escursioni domenicali in scooter da Roma e ci siamo arrivati non certo per caso, perché già in precedenza –  durante un altro giro in scooter sui monti Lucretili con meta Orvinio – avevamo visto di sfuggita la freccia che indica il sito archeologico e perché tanti anni fa, quando andavo agli scout, la Villa di Orazio fu tra le mete di alcune uscite finalizzate a preparare una mostra sui Monti Lucretili. All’epoca i resti della la Villa  di Orazio erano in stato di semi abbandono, i mosaici non erano valorizzati e men che meno c’era la cancellata! A distanza di tempo, io ero curiosa di vedere come fosse cambiato il sito mentre Francesco voleva vedere questa domus del I° secolo a.C. di cui tanto gli parlavo ogni volta che sfioravamo Licenza nei nostri itinerari. E vale davvero la pena di vederne i basamenti, i resti delle mura ed alcuni notevoli  mosaici!

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Per arrivare alla villa di Orazio si deve percorrere la via Tiburtina fino a Vicovaro, proseguire fino all’incrocio con la Via Liciniese e seguire la freccia, collocata a sinistra, che si vede con un po’ di difficoltà pochi chilometri prima di arrivare a Licenza. Si accede ad una strada curata con impiantito a mattoni, fino ad arrivare ad un grande parcheggio antistante l’area archeologica, completamente recintata: la grande scalinata che immette nell’area archeologica è fiancheggiata ai due lati da due locali destinati, nel progetto, a diventare punto ristoro e book shop. Una struttura nuova mai pienamente messa in opera.

Basso il numero annuo delle visite: circa 5.000 visitatori l’anno, la gran parte scolaresche della zona oppure archeologi ed appassionati che arrivano dall’estero. Ed il bello è che l’ingresso è del tutto gratuito, vi sarà solo chiesto di apporre il vostro nome e la città di provenienza su un vecchio librone grigio da archivio ministeriale, unica traccia del passaggio di visitatori e curiosi.

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Probabilmente, come è successo a noi, troverete il cancello principale chiuso, ma un cartello vi informerà che l’accesso avviene dall’entrata secondaria. Lasciate la moto o la macchina al parcheggio e costeggiate a destra per un duecento metri il perimetro della villa, fino ad arrivare alla piccola casa del custode che, se presente, vi aprirà il cancello secondario dell’area archeologica. Altrimenti, se dovesse essere chiuso, provate a chiamare il numero di telefono affisso sulla cancellata.  La Villa di Orazio a Licenza dipende dalla Sovrintendenza Archeologica del Lazio, la cui sede è presso il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli: va spezzata una lancia in favore dei custodi: sono entusiasti, credono nel loro lavoro, sono ben disposti a dare informazioni e pazienti.

Donata ad Orazio da Mecenate, la Villa era in una posizione ideale per garantire agi e concentrazione  al poeta: abbastanza vicina alla Capitale, dotata di balneum, termae, portici, addirittura di vasche per l’allevamento di pesci, in una parola, completamente autosufficiente. Ciò la rendeva una meta appetibile anche per la corte imperiale: sembrerebbe che nella Villa di Orazio a Licenza vi abbia soggiornato più volte lo stesso Imperatore Augusto, nel corso nei suoi viaggi di trasferimento da una parte all’altra dell’Impero.

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L’area su cui si estende la Villa di Orazio a Licenza – con questo termine viene ricompresa sia la Domus gentilizia che l’estensione dei terreni che ne facevano parte, oggi la chiameremmo “Tenuta di campagna” –  è molto ampia, ben 40 ettari che erano coltivati ad olivo, vigna, seminativo oltre a boschi e giardini. L’abitazione era piuttosto piccola per l’epoca, all’incirca 500 metri quadrati, ed era probabilmente edificata su un solo piano con 14 stanze suddivise su due cortili interni, le più importanti – di rappresentanza o forse quelle in cui viveva lo stesso Orazio – decorate da un minuto mosaico in bianco e nero con disegni geometrici; dalla Villa si accedeva al grande giardino circondato da un porticato. I rinvenimenti più preziosi (mosaici, affreschi) sono  conservati nel piccolo Museo Antiquarium di Licenza.

Lo stesso Orazio parla più volte della sua Villa in Sabina nelle sue opere, dono gradito che gli consentì di godere dell’otium e di trovare quella giusta concentrazione per produrre le sue opere mentre alla ordinaria gestione della tenuta agricola provvedevano i coloni e le loro famiglie.

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Per visitare la Villa calcolate almeno un’oretta:  non c’è servizio di visite guidate o una guida cartacea da poter acquistare, per fortuna i pannelli esplicativi che si trovano lungo i sentieri sono fatti bene e le panchine che di tanto in tanto si trovano sono comode per fermarsi ad immaginare come dovesse essere la vita al tempo di Orazio. L’estensione dell’area archeologica è abbastanza ampia e poiché si cammina sul prato, non dimenticate di indossare scarpe comode, meglio scarponcini da trekking se è piovuto da poco.

Una volta terminato, prima di riprendere lo scooter (o la moto o la macchina) al parcheggio, proseguite lungo la strada sterrata che passa accanto alla casa dei custodi: poche centinaia di metri più avanti vi troverete al cospetto del Ninfeo degli Orsini, una piccola cascata inserita nel Seicento in una struttura architettonica ma che – forse – già zampillava e rinfrescava dalla calura al tempo di Orazio. Da qui, fatevi rapire dal panorama,  aperto e  senza alcun ostacolo, sulla valle e sul borgo di Licenza.

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Informazioni utili:

Licenza dista da Roma 54 km. e il tempo medio di percorrenza per raggiungerla è di un’ora ed un quarto. Da Roma si segue la Via Tiburtina fino a Vicovaro, per poi prendere la Via Licinese – SR314 entrando in un ambiente paesaggisticamente molto interessante, con boschi e montagne.

Note:

  1. abbiamo visitato Licenza nel mese di settembre (ed ecco spiegato il paesaggio ancora verde!).
  2. il post sulla Villa di Orazio a Licenza fa parte della serie di nuovi itinerari da fare in giornata in scooter, moto o auto partendo da Roma .

10 itinerari in moto

Claudia Boccini

2 Commenti

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    Claudia Landoni novembre 23, 2015

    …l’ho sempre detto che se avessi dovuto scegliere un’epoca precedente alla nostra in cui vivere mi sarebbe piaciuta quella d”impero romano… se i resti sono così spettacolari, mi immagino come dev’essere stata la villa e la vita al suo interno…

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      Claudia Boccini novembre 23, 2015

      Va anche detto che è stato fatto un ottimo lavoro di restauro conservativo. Peccato, davvero peccato, che sia poco conosciuto, a parte chi abita in zona e gli esperti. Questo è un po’ il pregio ed il limite della nostra bella Italia: tanto patrimonio culturale e artistico, poca capacità di “venderlo” e pubblicizzarlo.

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