Le Fiandre, i diamanti e Anversa

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Va bene, lo ammetto. Ci siamo stati nel dicembre 2014 (questo è uno di quei post che ho scritto ma che – per un motivo o per l’altro – non ho mai pubblicato) e nonostante la nebbia fitta ed il freddo umido che entrava nelle ossa, i negozi desolatamente chiusi ad eccezione di qualche gioielleria vicino alla stazione – dove le centinaia di diamanti esposti facevano a gara a chi brillava di più – Anversa ci è piaciuta parecchio.

Ci è piaciuta per un sacco di motivi, a partire dalla facilità con cui si raggiunge da Bruxelles: poco più di mezz’ora di treno, che “approda” praticamente nel centro della città in una stazione che dire fantastica è dir poco. Abituati alla stazione Nord di Bruxelles, da cui siamo partiti – la classica stazione anni ’40 in stile razionalista, con le pareti di mattonelle gialle, le pensiline in mattoncini rosso scuro e come unico tocco di modernità le scale mobili che connettono i binari alla biglietteria ed alla hall da cui si prende la metropolitana (questa parte della stazione è decisamente più moderna, a dir la verità), Anversa Centrale è la realizzazione del sogno segreto di qualsiasi architetto specializzato in edilizia ferroviaria.

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Una stazione tra le più belle del mondo, come viene anche affermato sul sito della SNCB, le ferrovie belghe. Fuori l’edificio in stile eclettico caratterizzato dalla grande cupola che si eleva sopra la sala di attesa, costruito tra il 1895 ed il 1905 su progetto dell’architetto Louis de la Censerie e dell’ingegner Clemente Van Boegaert, che seguì la costruzione della luminosa volta vetrata che sovrasta la sede dei binari; sotto, scavata nel sottosuolo, la moderna stazione su tre piani che serve i treni locali e ad alta velocità, in cui le diverse piattaforme dei treni anzichè essere affiancate come d’abitudine, sono sovrapposte su diversi livelli.

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Inutile dire che con una stazione così scenografica, chiunque resta sbalodito e ben disposto verso questa città dalla lunga tradizione mercantile! Se volete saperne di più sull’edificio della stazione di Anversa, vi consiglio di leggere il post di Bassavelocità, che è architetto di mestiere e di treni, ferrovie e stazioni ne sa molto più di me!

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Altro motivo per cui ci siamo trovati davvero a nostro agio è l’efficientissimo ufficio informazioni (si trova dentro la stazione centrale, esattamente sotto il grande orologio) dove un cortese addetto ci ha dato il benvenuto nella città nella nostra lingua – dopo gli sforzi con il francese, l’inglese ed il fiammingo, che spesso non sapevamo più in che lingua parlare, sentire un po’ d’italiano non poteva che farci piacere! – ci ha, nell’ordine: muniti di mappa gratuita e dettagliata della città, indicato cosa vedere di interessante, fornito indicazioni su come raggiungere il Museuum an de Stroom-MAS, sconsigliato di vedere una zona della città perchè davvero poco interessante di domenica, ringraziato per aver scelto Anversa come nostra meta! Ecco, io un giretto ad Anversa ai nostri addetti agli uffici informazioni delle nostre stazioni lo consiglierei proprio…

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Comunque, lungo le strade troverete di frequente comodi segnali indicatori con segnato il tempo di percorrenza necessario per raggiungere la destinazione, quindi nessun rischio di perdervi anche senza una cartina stradale. Anversa, in fiammingo Antwerp, nonostante sia una delle più grandi città del Belgio ed in assoluto la più grande delle Fiandre, è caratterizzata da un centro storico raccolto e compatto e si può visitare tranquillamente a piedi, soprattutto se non spaventa camminare per qualche chilometro in vie belle e piene di vetrine.

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Il nome Antwerp (“lanciare la mano”) sarebbe legato ad una leggenda: il soldato Silvius Brabone, la cui statua è al centro del Grote Markt, avrebbe tagliato la mano al gigante Druon Antigoon che taglieggiava gli abitanti della zona e l’avrebbe gettata nel fiume Schelda, che scorre in mezzo alla città. Ad Anversa troverete spesso il richiamo a questa storia e molte sono le mani tagliate sparse nella città, sotto forma di statue, installazioni o anche, come al MAS, decorazioni delle pareti.

In realtà, la città nasce nel IX° secolo quando, per evitare le incursioni dei normanni, venne creato un primo nucleo cittadino attorno allo Steen, il castello tutt’ora esistente sulle rive della Schelda. Dalla stazione centrale per raggiungere il centro della città ci vogliono non più di 20 minuti: basterà seguire la via De Keyserlei, caratterizzata da numerose gioiellerie. Questa è anche la zona dei tagliatori di diamanti, che hanno le loro botteghe principalmente nella Pelikaanstraat. A proposito di diamanti: le pietre preziose arrivarono ad Anversa sulla scia dei commerci intrattenuti dai mercanti locali con le Indie, unica zona di estrazione fino all’Ottocento. E il taglio moderno del brillante, ottenuto utilizzando un altro diamante, è stato inventato a poca distanza da Anversa, a Bruges, ad opera di Lodewijk Van Berchen.

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Comunque, le vetrine dei gioiellieri sono un tripudio di luce e di tentazioni ed io sarei restata ore a guardare i gioielli che sbrilluccicavano mentre Francesco (non ho ancora capito perché!) , ha bellamente ignorato le esposiziononi ed improvvisamente ha preso la rincorsa per raggiungere il Meier, il corso elegante di Anversa. Continuando su Schoenmarkt si arriva in uno dei punti cardine della città, Groenplats, su cui si innalza il campanile della Cattedrale gotica di Notre Dame, la chiesa più grande del Belgio al cui interno sono conservate le tele di Rubens “Cristo in croce” e “Deposizione dalla Croce”. Ricordatevi che durante le liturgie non sono permesse visite e che l’ingresso “da turisti” costa € 6,00; l’ingresso principale è in Grote Makt.

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Sempre da Groenplatz parte un simpatico trenino turistico colorato che, al costo di 7 euro a persona, in 40 minuti vi farà fare il giro dei principali monumenti di Anversa. L’acciottolato delle vie di Anversa lo rende piuttosto scomodo, a dir la verità, ma se avete dei bambini si divertiranno come matti a sentirsi “shakerati” come cubetti di ghiaccio mentre fuori dai finestrini scorrono i punti di interesse della città. Superata la Handshoemarkt, si entra nel Grote Markt, grande piazza con il Municipio cittadino, circondata dalle tipiche case fiamminghe medievali con i tetti merlati che un tempo ospitavano le Gilde, quelle che oggi definiremmo le associazioni dei commercianti. E qui vi attende la statua del buon Silvius Brabone, che alza la mano del gigante, che giace a terra straziato dal dolore (un po’ cruenta, la composizione artistica, ma rende bene l’idea di vittoria sui nemici!) .

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Dal Grote Markt, passeggiando tra le vie che lo circondano, si scopre una città colta, curiosa, dove la cultura artistica è di casa e le botteghe degli antiquari frequenti, quasi quanto le mescite di birra ed i caffè. Ad Anversa c’è la Koninklijke Academie voor Schone Kunsten, una delle Accademie d’arte più importanti del Belgio e tra le più antiche d’Europa (è stata fondata nel 1663), che annovera tra i suoi dipartimenti una importante sezione dedicata alla moda.

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Dal Grote Mark, con una passeggiata lungo la Schelda di circa 20 minuti, si arriva al MAS, Museum aan de Stroom, cerniera visibile tra la città ed il porto. Spettacolare per più motivi: intanto per la struttura creata dagli architetti Neutelings and Riedij, 10 piani in cui la leggerezza del vetro curvato bilancia la compattezza delle parti di pietra rossa dell’India; per le esposizioni che vi si tengono; per la possibilità di salire con le scale mobili gratuitamente fino al 10° piano seguendo un percorso che si snoda a 360° attorno all’edificio permettendo di godere di viste sulla città, sul fiume e sul porto ogni volta diverse. Da qui si ha una vista panoramica e…  alt! qui vi sto dicendo qualcosa che noi non abbiamo potuto verificare e dovete crederci sulla fiducia: arrivati al 10° piano sotto di noi si stendeva una fitta cortina di nebbia che ci ha permesso di vedere a non più di 50 metri! Il MAS è il museo “di Anversa e su Anversa“, dove si ritrovano le radici della città, il suo passato ed il suo futuro. E dove si può ammirare – probabilmente unica al mondo, una collezione di enormi gru portuali. Una di queste, la più antica e con forme che ricordano i balocchi dei bambini, è posizionata proprio fuori dall’entrata del MAS.

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La giornata è proseguita con una sosta per il pranzo da Bacino, ristorante turistico dalle leggiadre tovagliette a fiori che si trova in Torfbrug 5, via laterale della Cattedrale (su Tripadvisor non ha grandi recensioni, tuttavia a noi è sembrato molto più che accettabile), dove finalmente abbiamo assaggiata la carbonade e lo stufato con il purè di carote. In attesa di tornare verso la Stazione Centrale per prendere il treno che ci avrebbe riportati a Bruxelles, abbiamo trascorso il pomeriggio passeggiando lungo le caratteristiche vie di Anversa cercando di combattere il freddo – che con il trascorrere delle ore si impadroniva della città e delle nostre ossa – con un tè bollente accompagnato da un waffeln. D’altra parte, non si può andare in Belgio senza assaggiarne almeno uno, no?

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Qualche piccolo consiglio su Anversa:

  • se vi è possibile, evitate di visitarla di domenica: vedere tanti bei negozi desolatamente chiusi ha fatto scattare in me l’effetto “piccola fiammiferaia”, ovvero guardare attraverso le vetrine senza alcuna possibilità di entrare per acquistare;
  • la visita del solo MAS occupa diverse ore.
  • visitare Anversa ed anche i musei è impensabile in una sola giornata. Calcolate almeno due giorni e cercatevi un hotel sul posto (è anche meno cara di Bruxelles)
  • se avete intenzione di visitare più musei, potrebbe essere vantaggioso acquistare la Antwerp City Card;
  • come in tutto il Belgio, la birra di Anversa è ottima. Approfittatene per assaggiare la Seef, una birra storica che si mesce con una tecnica particolare e che è stata “ricostruita” dopo lunghi studi e dopo aver ritrovato i lieviti originali.

Claudia Boccini

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