Volare con Qatar Airways

qatar1Skytrax, sistema di recensioni sulle performance delle linee aeree esteso a livello mondiale, ha conferito a Qatar Airways il primo posto nella classifica 2015 delle migliori compagnie aeree e quindi, affidandomi al sui giudizio (e, non lo nego, ad un’offerta di volo a costi imbattibili), l’abbiamo scelta per raggiungere Bangkok da Roma. In precedenza avevamo già volato con un’altra compagnia mediorientale, Emirates, che fa base a Dubai (mentre Qatar fa base a Doha) ed in quel caso il mio giudizio sul comfort di volo e sul servizio era stato più che positivo sebbene con qualche piccolo particolare migliorabile. Ora si trattava di scoprire se volare con Qatar significava davvero vivere un’esperienza ancora migliore.

Il nostro volo Qatar è partito da Roma Fiumicino nel primo pomeriggio e nonostante in aeroporto ci siano ancora in corso lavori di ripristino a seguito dell’incendio che nel 2015 ha coinvolto il terminal 3 e sia stato innalzato l’allerta terrorismo con conseguenti maggiori file ai controlli di sicurezza, arriviamo velocemente al gate di imbarco situato nel cosiddetto satellite, a cui si arriva con il trenino interno. La prima tratta – Roma/Doha – la facciamo con un Boeing 787 Dreamliner mentre dopo lo scalo di un paio di ore a Doha (che passano velocemente gironzolando nell’enorme aeroporto pieno di negozi lussuosi e carissimi) la tratta Doha/Bangkok la faremo con un Airbus A380.

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Ma partiamo dai fondamentali e vediamo cosa si può aspettare chi sceglie di volare con Qatar (tutti i diversi punti sono riferiti ad un volo in economy class).

  • la flotta di aerei di Qatar è piuttosto giovane, suddivisa tra Airbus (tra cui i moderni A380 e A350) e Boeing; che sia una compagnia aerea in espansione è ben chiaro quando si scopre sul sito della compagnia che per i prossimi anni sono stati già ordinati oltre 220 nuovi velivoli;
  • Qatar è una compagnia mediorientale ma gli equipaggi sono internazionali: su tutti gli aerei che abbiamo preso (2 all’andata e 2 al ritorni) c’era ampia prevalenza di indiani, filippini ed alcuni europei, incluso il pilota;
  • è possibile imbarcare in stiva ben 30 kg. di bagaglio in franchigia e portare 7 kg. di bagaglio a mano, oltre a laptop e borse con attrezzatura fotografica; al desk di Fiumicino erano disponibili etichette per i bagagli, che però non ho invece visto al’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok (ma, forse, non ci ho fatto troppo caso);
  • gli aerei di Qatar si riconoscono dalla livrea bianca e grigia con bande e dettagli bordeaux, colori che ritroveremo anche nelle divise del’equipaggio e nei sedili degli aerei;
  • a proposito di abbigliamento dell’equipaggio: non dimentichiamo che siamo a bordo di una compagnia islamica e quindi le linee sono gradevolmente classiche e nel caso delle hostess le gonne non sono di certo corte, in uno stile che ricorda le tipiche divise degli anni ’50, impressione rafforzata dal cappellino in feltro a “bustina” color bordeaux. Le hostess indossano tailleur con gonna o pantaloni bordeaux ed una (fatemelo dire!) terribile camicetta giallino chiaro con colletto alla coreana e microfantasie ;

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  • nel settore economy le poltrone sono nel nuovo modello con spalliera stretta, che consente di recuperare alcuni preziosi centimetri di spazio tra una fila e l’altra e le cappelliere sono abbastanza spaziose da contenere bagagli a mano voluminosi. Le poltrone si reclinano quel tanto che basta per rendere migliore e abbastanza confortevole un lungo viaggio (certo, le poltrone di business e prima sono tutta un’altra cosa, ma anche in termini di costi!). Anche le cinture di sicurezza sono abbastanza ampie per contenere i passeggeri più “in carne” (me compresa!);
  • lo spazio tra una fila di poltrone e l’altra non è poi così eccessiva, e per quanto riguarda l’A380 ho avuto la metta sensazione che su Emirates fosse maggiore (su Qatar l’allestimento dell’aereo ha privilegiato l’uso dello spazio per mettere più posti, tant’è che anche i bagni mi son sembrati più piccoli). All’andata siamo stati fortunati: il volo era abbastanza vuoto (siamo partiti di venerdì) e ci siamo potuti mettere nella fila immediatamente dietro la paratia che separa la business, con tanto spazio per le gambe;

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  • ogni poltrona ha uno schermo audio/video (le dimensioni variano in base al velivolo) con un buon assortimento di film (pochi di autori italiani, ma ce ne sono parecchi internazionali con doppiaggio in italiano), di giochi, playlist, e-book (perfino religiosi, io non riuscivo a dormire e mi sono letta tutta una Sura del Corano);
  • ogni poltrona ha presa USB e presa elettrica ed è possibile connettersi ad internet per navigare, o leggere la posta (servizio a pagamento, se non sbaglio tranne la prima mezz’ora);
  • interessante il sistema di illuminazione interno della cabina, che simula il trascorrere delle ore e a dormire (e quindi a sopportare meglio il jet-lag);
  • curiosità: sulla mappa video che fornisce informazioni sul volo, sia in arabo che in inglese, oltre alla destinazione viene sempre preso come punto di riferimento la città della Mecca;
  • se si sceglie di volare con Qatar,  non è possibile fare il check in on-line prima di 36 ore ed è pressoché inutile stamparsi i biglietti, soprattutto se i vostro volo prevede uno scalo a Doha: al desk di accettazione vi verranno comunque consegnati  i biglietti cartacei  tradizionali inseriti in una custodia di cartoncino giallo, il vostro segno di riconoscimento per agevolarvi il transito da una parte all’altra dell’aeroporto di Doha. A proposito dello scalo di Doha: le distanze tra i diversi terminal sono davvero notevoli per cui tenetene conto se dovete spostarvi da una parte all’altra dell’aeroporto (e non fate come noi che ci siamo trovati a dover percorrere un chilometro in pochissimo tempo perché io – lo ammetto, è stato uno sbaglio! – avevo completamente confuso gli orari di arrivo e partenza);
  • all’imbarco sono a disposizione giornali (in lingua araba o in inglese);
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aeroporto di Doha

  • poco dopo il decollo, espletate tutte le formalità di sicurezza di rito, viene offerta una bustina con una salviettina rinfrescante e una volta stabilizzata la velocità di crociera, viene servito il pasto principale;
  • buona la qualità del catering: in tutti i voli fatti con Qatar è stato servito almeno un pasto caldo ed uno spuntino, pietanze internazionali appetitose e buone (considerato che sempre di cucina industriale si tratta), preparate utilizzando alimenti Halal secondo la tradizione ed i precetti islamici. Da segnalare che nei pasti principali c’è sempre un piatto unico con carboidrati e proteine da poter scegliere tra carne, pesce o un piatto veggie, un’insalata di verdure o di legumi, un dolcetto, del formaggio e dei cioccolatini (in partenza da Roma abbiamo trovato i Baci Perugina!), oltre a burro, pane, una confezione monodose di acqua;

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  • anche la colazione (i nostri voli sono arrivati di mattina, sia all’andata a Bangkok che al ritorno a Roma) è servita con la possibilità di scegliere il piatto principale: dalla colazione “all’occidentale”, con pancakes alla crema e cannella passando per la colazione orientale con carne e pesce e l’immancabile riso. Sempre, per tutti, succo di arancia, yogurt, macedonia di frutta (pochina…), pane, burro e marmellata. A parte, con il carrello, viene offerto caffè, the, succhi di frutta.

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  • sull’Airbus A300 prima del pasto hanno consegnato un menù di carta, mentre sull’A380 il menù era presentato sullo schermo personale;
  • le posate sono rigorosamente di acciaio, consegnate insieme a tovaglioli, bustine e di sale, pepe e zucchero all’interno di una confezione sigillata;
  • in base all’orario di decollo, è stato offerto un piccolo snack a base di tortine salate e dolci, che però non mi hanno entusiasmato (ah, la pizza che ci aveva offerto Lufthansa nel viaggio a New York, chi se la scorda?)
  • bevande alcoliche:  sono a discrezione dei passeggeri, ovvero non vi vengono esplicitamente offerte ma se volete berne ci sono (forse è un sistema per salvare capra e cavoli e garantire il rispetto dei precetti religiosi da una parte e non stravolgere le abitudini di chi invece non ne è soggetto dall’altra). Sul sito della compagnia sembrerebbe infatti che a bordo non vengano proprio servite bevande alcoliche (“Durante il volo, offriamo una vasta selezione di bevande non alcoliche“) ma in realtà non è così: potete chiedere vino  bianco, rosso, prosecco, birra, e nel carrello del caffè c’è sempre stata una bottiglia di distillato che ha iniziato il suo percorso piena e lo ha terminato completamente vuota;
  • ho notato che durante il volo è molto limitato il servizio di “rinfresco e buffet”, ovvero vassoi con piccoli snack, bicchieri di acqua  e succhi di frutta che aiutano a reidratarsi, essenziali in voli così lunghi, che in genere vengono lasciati nella zona cucina a disposizione dei passeggeri o offerti direttamente al posto dalle hostess/steward. Su Qatar per averli bisognava chiamare l’assistente di volo. Un po’ scomodo e limitante, a mio parere.
  • per il comfort dei suoi passeggeri economy, in caso di voli notturni, Qatar fa trovare su ogni sedile, oltre alla classica copertina (in questo caso, di morbido pile grigio), alle cuffie per utilizzare il sistema audiovisivo personale ed al piccolo cuscino, una mini trousse grigia di panno con dentro la mascherina per dormire, tappi per non sentire rumore, un paio di calzettoni, spazzolino e dentifricio;
  • le toilette sono in numero sufficiente ed attrezzate con sapone, acqua profumata di Ferragamo, crema per le mani;
  • alla fine, volare con Qatar ha significato godere di un’esperienza di volo complessivamente positiva, pochi vuoti d’aria o turbolenze e, addirittura, con l’Airbus A380 il decollo e l’atterraggio sono pressoché impercettibili (ma questo lo avevo già notato anche nel viaggio con Emirates);
  • l’equipaggio di Qatar (potrei sbagliarmi, ma composto di meno unità rispetto a quello che avevamo sugli aerei Emirates) è professionale ed efficiente ma poco espansivo: insomma, io di sorrisi cordiali ne ho visti pochi però va anche detto a favore che le hostess si sono fatte in quattro per aiutarci: l’aereo da Bangkok a Doha era in ritardo, il tempo per prendere il volo per Roma davvero esiguo (e per uscire dall’A380 ci si mette un bel po’ di tempo perché in economy i passeggeri imbarcati sono proprio tanti!) e nonostante l’aereo fosse quasi del tutto pieno sono riuscite a spostarci in due poltrone poco distanti dall’uscita: solo in questo modo ci hanno permesso di prendere la coincidenza in tempo.

In generale, Qatar è davvero una buona compagnia aerea, all’altezza (ma non superiore, a mio parere) di Lufthansa ed Emirates.

(le foto le ho scattate con l’Ipad, con una luce inesistente)

Claudia Boccini

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