Cosa è la Zika, come difendersi

La Zika, la malattia virale trasmessa dalle zanzare che sta colpendo gran parte del Centro America, è il nuovo incubo dei viaggiatori. Soprattutto perché – al momento – non esiste ancora un vaccino in grado di garantire una protezione sicura dagli effetti del virus, perché la trasmissibilità da animale (zanzara) a uomo sembrerebbe elevata e perché porta complicanze gravi soprattutto nel caso venga contratto da donne in gravidanza. Ma cosa è, esattamente, la Zika? Come si contrae? Quali sono i sintomi? Come si può evitare il contagio?

Queste sono solo alcune delle domande che mi pongo tutte le volte che si parla di Zika in tv o sul web e per cercare di dare una risposta da profana ai miei dubbi ho cercato di approfondire sul sito ufficiale del Ministero della salute  e dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO), che ha definito la Zika una “Emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale“, organizzando le informazioni in modo che siano utili innanzitutto a me (ed anche a voi se avete in programma un viaggio nei cosiddetti “Paesi a rischio” – ma in un mondo globalizzato, dove le distanze sono ridotte grazie ad aerei e navi, ho la brutta sensazione che a breve ce ne saranno molti di più. Ad oggi, in Italia, già sono alcuni i casi accertati di Zika sebbene i contagiati l’abbiano  – per così dire – importata al rientro da un viaggio in uno dei Paesi colpiti (fonte: Ansa).

Premessa indispensabile ed essenziale: come sapete bene non sono un operatore sanitario e le informazioni tratte dai diversi siti, qui raccolte,  hanno un mero scopo informativo: se avete anche solo un lontano sospetto di aver contratto la Zika (perché siete stati in Paesi a rischio o a contatto con persone ammalate), la prima cosa da fare è rivolgervi al vostro medico o all’ospedale di zona.

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photo credit – Ministro della salute (rielaborata)

Cosa è la Zika?

E’ un’infezione virale (genere Flavivirus) trasmessa attraverso la puntura dalle zanzare Aedes Aegypi, la stessa zanzara capace di trasmettere i focolai virali della febbre gialla e della Dengue. E’ stata scoperta per la prima volta nel 1947  in Uganda, nelle foreste di Zika ed isolata in una scimmia di razza Rhesus mentre nell’uomo è stata rinvenuta solo nel 1968 in Nigeria. Già nel 2007 è stata segnalata una epidemia di Zika in Micronesia, nell’isola di Yap e successivamente nella Polinesia francese: non è quindi un virus “nuovo”.

Come avviene l’infezione da Zika? Quali sono i sintomi ?

L’infezione si contrae attraverso la puntura della zanzara Aedes, portatrice del virus; le zanzare Aedes pungono soprattutto di mattina e nel tardo pomeriggio-sera. Dal momento del contagio (=puntura della zanzara portatrice) i sintomi – febbre, dolori articolari agli arti, mal di testa, eruzioni cutanee, congiuntiviti – possono comparire dopo un paio di giorni così come dopo 10-12 giorni. Alcuni individui (1 su 4) non presentano sintomi evidenti.

Sono allo studio alcuni casi di possibile infezione diretta per via sessuale ed ematica, a seguito di trasfusioni.

Come si curano i sintomi di Zika?

Al momento sembra possibile solo il trattamento sintomatico: farmaci per la febbre, per i dolori articolari, per le eventuali eruzioni cutanee. Il vostro medico, che andrà subito informato in caso vi sentiate male al rientro da Paesi a rischio , saprà indicare il trattamento migliore per voi.

Che conseguenze comporta l’infezione da Zika?

Al momento si sta indagando sulla possibile correlazione dell’infezione da Zika con un aumento di nascite di bambini microcefalici (=testa piccola e conseguente anormale sviluppo della massa cerebrale). Per questo motivo alcuni Paesi a rischio (Brasile, Colombia,El Salvador, Ecuador)  hanno invitato le donne a non programmare gravidanze per i prossimi mesi o, comunque, ad adottare tutte le precauzioni del caso per evitare di essere contagiate. Un’altra conseguenza che sembrerebbe correlata alla Zika è la maggiore incidenza della sindrome di Guillain-Barré, in cui il sistema immunitario attacca una parte del sistema nervoso causando debolezze muscolari e formicolio agli arti e problemi neurologici più importanti.

Esiste un vaccino preventivo contro la Zika?

Sebbene siamo allo studio, al momento non c’è nessun vaccino disponibile.

Quali sono i Paesi colpiti da epidemie di Zika?

Soprattutto le Nazioni del centro e del Sud-America:  Brasile,  Colombia, Venezuela, Suriname, Messico,Guiana Francese, il Dipartimento francese d’oltremare della Martinica, Panama, Honduras, El Salvador ma si sono verificati focolai anche alle Barbados, in Ecuador, in Bolivia, in Guatemala, Guadalupe, Haiti, Porto Rico, Saint Martin, Paraguay. In pratica, quasi tutti i Paesi nella fascia centrale del Continente Americano. Nel sito della ECDC (Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie) trovate l’elenco aggiornato dei Paesi colpiti negli ultimi nove mesi.

E’ possibile viaggiare senza limiti in questi Paesi?

Al momento, non vi sono limitazioni nei movimenti ma è bene  adottare alcune precauzioni basilari. Meglio che evitate di recarvi in Paesi a rischio Zika se non è indispensabile – e comunque valutate con attenzione  – soprattutto se siete donne in gravidanza, immunodepressi o sofferenti per malattie croniche o avete con voi bambini piccoli:

  • se entro tre settimane dalla presenza in aree a rischio presentate sintomi compatibili con il virus Zika (ricordo: febbriciattola, dolori articolari, congiuntivite, eruzioni cutanee) contattate il vostro medico fornendo tutte le informazioni necessarie;
  • le donne in gravidanza che hanno soggiornato in aree a rischio devono informare il ginecologo, che le monitorerà con attenzione;
  • nel caso di donatori di sangue, dopo il soggiorno in Paesi a rischio avvertire sempre il centro trasfusionale e, in ogni caso, prima di procedere a donazioni, dopo il rientro far trascorrere almeno 28 giorni (c.d. criterio di sospensione temporanea dalla donazione);
Quali precauzioni bisogna adottare?

E’ importante creare un ambiente ostile alla zanzara Aedes, in modo da impedirne il proliferare. Quindi:

  • evitare di lasciare acqua stagnante in contenitori, serbatoi, pozze o anche vasi  e fioriere e se necessario coprire i serbatoi d’acqua;
  • gettare con regolarità i rifiuti, impedire che restino a lungo all’aperto;
  • usare zanzariere alle finestre e, se necessario, anche sui letti. In caso di locali particolarmente infestati da zanzare, spruzzare insetticidi o collocare emanatori a pistrine/liquidi;
  • vestirsi in modo da esporre minor superficie corporea possibile (quindi: pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe) e possibilmente con colori chiari (che pare alle zanzare piacciano poco)
  • applicare spray o creme repellenti
  • se possibile, soggiornare in ambienti con aria condizionata (a quanto pare, sfavorevole al proliferare delle zanzare)

Altre indicazioni utili si trovano sulla circolare del Ministero della salute n. 2291 del 27 gennaio 2016.

 

Cattura

fonte: Ministero della Salute

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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