Una gita a Tirano in Valtellina

Ciao a tutti da Francesco! È un po’ di tempo che non scrivo sul blog (di Claudia, devo specificarlo altrimenti si arrabbia e mi lascia senza cena per ripicca) ma torno molto volentieri per raccontarvi della gita a Tirano in Valtellina e di quanto è bella questa cittadina alpina!

Quando Claudia ha organizzato il viaggio per provare l’itinerario del Trenino Rosso del Bernina (come, non sapete cos’è? Seguite il link e leggete subito il post che ha scritto “la boss” prima di partire) e mi ha detto che “No, in Svizzera non ci dormiamo perché non ho trovato nulla che mi piace al di sotto dei 300€” (apperò!), e di aver prenotato invece a Tirano perché costava di meno, ho subito pensato che la solita “braccine corte” mi avrebbe portato a dormire in mezzo al nulla, in chissà quale paesello sperduto in mezzo ai monti, dove il massimo del divertimento sarebbe stato fare una partita a carte con i valligiani mentre fuori infuriavano tormente di neve e risuonava il muggito di qualche mucca insonne.

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E invece, no. Stavolta Claudia mi ha davvero stupito: la gita a Tirano è stata per-fet-ta! A partire dal B&B Porta Bormina, dove abbiamo dormito (ma lascio a lei il compito di presentarvelo in uno dei prossimi post, che la boss ha il pallino dell’arredamento e dello stile e di sicuro ci riesce assai meglio di me), ogni momento ha riservato piacevoli sorprese. E lo affermo e lo confermo: Tirano non è certo un paesello da niente, ma una piacevole cittadina dove non manca proprio nulla!

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Intanto, a Tirano ci sono ben due stazioni: una e’ della ferrovia italiana (dove corrono i treni di Trenord, che arrivano fino a Milano), l’altra è della ferrovia retica, svizzera, da cui parte il mitico Trenino Rosso del Bernina. Tutte e due sulla stessa piazza (che infatti si chiama Piazza delle Stazioni, a Tirano abbondano nelle ferrovie e pure nel cibo, ora ve l’ho detto), a sfidarsi a colpi di treni e di puntualità. Nonostante le ferrovie italiche ce la mettano tutta, è una gara impari: le vetture delle ferrovie italiane sono alquanto malandate, qualche ritardo si accumula lungo la linea (che è poi quella che costeggia “quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti” di manzoniana memoria), mentre quelle svizzere… bè, sono svizzere!

angoli di Tirano

Si capisce che Tirano è da sempre una città mercantile, uno snodo cruciale dove transitavano le vie che univano il nord Europa (Svizzera, Austria, Germania) con la pianura padana e quindi con il Mediterraneo: ci sono portici che ospitano botteghe, piazze eleganti che sono punto di incontro degli abitanti, antichi  palazzi importanti e raffinati, chiese con opere di pregio.

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Bisogna però distinguere tra Tirano vecchia – il centro abitato era una volta racchiuso da mura, su cui di aprivano tre porte, che prendono il nome della direzione verso cui sono rivolte: Porta Milanese, Porta Bormina e Porta Poschiavina – e la Tirano più recente, con viali alberati, tanti negozi (e anche questa volta Claudia “ha dato“, per fortuna avevamo con noi la valigia grande, quella dei viaggi intercontinentali…). Geograficamente separate dal corso del fiume Adda, se devo essere obiettivo sono entrambe interessanti e a me sono piaciute tutte e due ma quello che è davvero particolare e’ il lungo viale alberato che – superato il fiume – porta fino al Santuario rinascimentale di Madonna di Tirano, un corso che per stile e dimensioni non stonerebbe in una grande città.

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A proposito: proprio davanti al Santuario della Madonna di Tirano passano i binari del Trenino Rosso del Bernina: non è certo cosa di tutti i giorni vedere un vero treno passare nel mezzo di una piazza cittadina (e l’effetto, soprattutto di notte, con il treno con tutte le luci accese, il frastuono dei semafori e il colore rosso che distingue i treni della Ferrovia Retica ha tutto il suo fascino)!

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Ma torniamo alla gita a Tirano ed al suo centro storico, caratterizzato da due grandi piazze, una più “laica”, l’altra invece  dominata dalla Cattedrale di San Martino, che risale al metà del XVII secolo sebbene  in precedenza sullo stesso posto ci fosse una chiesa medievale. Sono però i palazzi nobili di Tirano gli edifici che di più mi hanno colpito, strutture di pregio riccamente decorate, un patrimonio architettonico insolito per una cittadina che conta meno di 10.000 abitanti .

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Il più famoso è l’imponente Palazzo Salis,  residenza del XVII secolo costruita da quello che era il governatore della Valtellina, con una facciata in stile fiorentino (non per nulla, era stata realizzata su disegno di Jacopo Barozzi detto il Vignola). Peccato non aver potuto visitare l’interno, sono ben 11 sale affrescate strutturate in forma di circuito museale, ed il giardino interno, ma in inverno le visite guidate sono solo su prenotazione (ma di sabato e domenica – quando ci sono più turisti che arrivano a Tirano per salire sul Trenino Rosso del Bernina, potreste programmare almeno una visita!). Curiosità: io sono un appassionato di storia garibaldina ed anche qui ho trovato traccia dell’eroe dei due mondi: una targa affissa sulle mura di Palazzo Salis ricorda infatti un breve soggiorno di Garibaldi.

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Un altro Palazzo da vedere, quanto meno il suo esterno, e’ Palazzo Visconti Venosta – Quadrio Curzio, sede della pro loco, non troppo  distante dal b&b dove abbiamo soggiornato:  notevole la loggia barocca con colonne e pilastri ed un cortile con portici.  Anche a Tirano, i palazzi sono simbolo di ricchezza, potere, benessere e più grandi e decorati sono, maggiore è lo status di chi li possiede.

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un antico edificio tradizionale in Via San Carlo

In questa gita alpina di tre giorni ho apprezzato parecchio Tirano (mentre mi ha lasciato indifferente St. Moritz, in Svizzera: negozi di lusso, tante banche, qualche pasticceria blasonata, insomma poco da fare a parte guardare le vetrine) e mi sono divertito ad entrare  – lo so, non si fa ma io l’ho fatto! – in cortili e androni per scattare foto di giardini segreti e di vecchi archi e percorrere i vicoli che portano fino al corso dell’Adda. Ed ho mangiato e bevuto davvero bene: la tradizione vinicola valtellinese e’ consolidata  e le vigne, coltivate per lo più a vitigno nebbiolo, sono disposte sui declivi delle montagne, in piccoli terrazzamenti scoscesi che costringono i contadini a lavorare come i loro avi, senza troppi macchinari. E’ un paesaggio alpino in cui l’uomo ha saputo trovare  – con difficoltà – lo spazio necessario per le coltivazioni e che ripaga la fatica con la grande qualità dei prodotti. A proposito: insieme a vigneti vedrete che ci sono anche tante coltivazioni di mele: le mele della Valtellina sono piuttosto famose!

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Anche la qualità della gastronomia valtellinese e’ di tutto rispetto, diversa dagli usi lombardi:  massiccio l’uso della farina di grano saraceno, con cui si preparano i pizzoccheri, il pane, la polenta. Tipici sono anche gli  Chisciöifrittelle di farina di grano saraceno ripiene di formaggio casera ed ovviamente i salumi (qui siamo nella patria della bresaola, anche se molto più interessanti mi sono sembrati il prosciutto della Valtellina e la mortadella di fegato, una specialità) ed i formaggi, prodotti da caseifici locali. Un nome che ho imparato ad apprezzare e’ la latteria sociale di Chiurlo, che oltre ad ottimi formaggi fa buoni yogurth.

Ristoranti e trattorie a Tirano non mancano, con costi per  tutte le tasche, così come bar, locali ed enoteche per un aperitivo: noi abbiamo provato l’Antica Osteria dell’Angelo per un pranzo tradizionale valtellinese con pizzoccheri, bresaola e fette di bue cotte al bastone (per capire meglio di cosa si tratta, guardate il video!), la trattoria “da Gagin” per una cena con Chisciöi, salumi, polenta e formaggi ed il Bistrot Merizzi, poco distante dalla Stazione della Ferrovia Retica (per un aperitivo). Peccato non aver potuto provare un’osteria tipica, la Roncaiola, ma era necessaria l’auto per poterla raggiungere. Per chi vuole portare un pezzetto di Valtellina a casa, il Punto Valtellina e’ un indirizzo da tenere a mente per acquistare prodotti locali.

Insomma, Tirano mi è piaciuta. E secondo me può piacere anche a te che mi leggi, perché ha davvero tutto per attrarre il turista: arte, natura, cultura, manifestazioni, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, possibilità di fare sport, eventi. Per cui, se vuoi raggiungere la Svizzera con il trenino Rosso del Bernina, oppure devi raggiungere Livigno, Bormio, Santa Caterina per le tue vacanze estive o invernali, ricordati di fare una sosta a Tirano per passeggiare lungo le sue vie acciottolate alla ricerca di cortili ed edicole affrescate.

Claudia Boccini

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