Viaggio a Lisbona

Heritage Av Liberdade Facade

photo credit: Hotel Heritage Avenida Libertade

Il viaggio a Lisbona, che come sempre ho auto-organizzato cercando di ottenere il miglior rapporto qualità prezzo per quel che riguarda hotel e voli aerei, è un “viaggio del cuore”, uno di quelli che per anni cerchi di realizzare ma che – per un motivo o per l’altro –  ti sfuggono dalle mani. Lisbona è una meta turistica che ha le sembianze di una bella donna vestita di lussuosi abiti vintage, apparentemente restìa a concedersi al primo spasimante invaghito dalle sue gonne fluide, che muove con fare maliardo. Lisbona è sogno, è lirica, è simile ad  una ragazzina  in preda ai primi batticuori che ha bisogno di tempo per concedersi ai focosi spasimanti ma quando ciò avviene, è per sempre.

Di Lisbona mi affascina la sua posizione nell’estremo lembo occidentale dell’Europa, ultima città che i suoi navigatori vedevano prima di imbarcarsi alla volta delle Americhe o delle tante colonie che il Portogallo aveva disseminato tra i diversi continenti. Mi intriga il suo essere città colta e mai superba, semmai curiosa.

L’Italia è terra di santi, di eroi, di poeti e di naviganti, altrettanto si può affermare del Portogallo e se Roma è conosciuta per i suoi 7 colli, altrettanto lo è Lisbona. Perfino il caffè è simile a quello italiano, “uma bica”, una tazzina,  è la richiesta che risuona più di frequente dei bar di Lisbona e la cultura del caffè è tanto salda in Italia quanto in Portogallo. Insomma, Lisbona non sarà Roma, ma certo la distanza fisica (per arrivare a Lisbona da Roma Fiumicino sono necessarie oltre tre ore di volo) è ben maggiore della distanza culturale.

Lisbona mi piacerà, ne resterò delusa, oppure mi lascerà indifferente? Mi intrigano tantissimo le ricche decorazioni barocche delle sue chiese e dei suoi palazzi, ridondanti per lo stile manuelino; ho voglia di farmi avvolgere dai suoi colori fatti di blu cielo, di tetti rossi, di tram gialli. Di salire sugli életricos, i tipici tram, che sembrano sfidare la legge di gravità tanto sono impervie le strade acciottolate che scalano. Ho voglia di incantarmi davanti a pareti di azulejos, perdermi nei vicoli della Mouraria, del Chiado e della Baixa, fermarmi ad annusare gli odori dei vicoli e l’inconfondibile aroma del bacalhau che proviene dalle taverne. Ho voglia di sostare in un Miradouros  per immaginare orizzonti senza limiti guardando il Tago e, più oltre, l’oceano che non ha fine.

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Portugal, Torre_de_Belem, Nick Roux, 2000. Licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 1.0 GenericUser: (WT-shared) NJR ZA at wts wikivoyage

Voglio ascoltare le sonorità dolci della lingua portoghese, così ammaliante, cantare sotto voce le struggenti note del fado e perfino ammalarmi di saudade, quel particolare stato in cui la nostalgia, il desiderio, l’innamoramento, il dolore diventano una sola cosa e accarezzano con tenerezza rimpianti e speranze.

Un po’ di informazioni veloci su come abbiamo organizzato l’itinerario:

  • volo aereo Roma-Lisbona con TAP, compagnia di bandiera portoghese, mentre per i pernottamenti abbiamo scelto uno dei boutique hotel della città, l’Heritage Avenida Libertade, ricavato da un edificio del 18° secolo dalla tipica facciata blu, che nella ristrutturazione operata dall’architetto Miguel Câncio Martins conserva molti elementi originali come, ad esempio, le ringhiere e le persiane;
  • per risparmiare qualche euro sugli ingressi ai musei ed ai Palazzi più famosi, molto probabilmente acquisteremo la Lisbona Card (che comprende anche i mezzi pubblici gratuiti) almeno per i primi due giorni. Esaurite le visite più costose, passeremo poi ad utilizzare i normali biglietti giornalieri;
  • non mi preoccupano pranzi e cene: so bene che a Lisbona si mangia molto bene e che i prezzi sono al di sotto di quelli romani. In ogni caso, se  on è troppo freddo e il vento non sferza i volti,c’è sempre spazio per organizzare un pic-nic estemporaneo (il Parque Eduardo VII o, più distante, il Jardim de Belém, sembrano proprio fatti apposta per una sosta rigenerante dopo strade faticose, che salgono e scendono in continuazione!);
  • a differenza di altri viaggi che abbiamo fatto in totale autonomia, per aiutarci ad entrare nello spirito della Capitale lusitana ci accompagnerà Liliana Navarra, italiana expat che di mestiere fa la guida professionista e che Lisbona la conosce sicuramente meglio del contenuto della sua borsa :). Scegliere di avvalersi di una guida professionista non significa venir meno alla propria attività di travel blogger ma, anzi, arricchisce di contenuti e di esperienze il vissuto di viaggio: grazie a Liliana – potete saperne di più sulle sue proposte turistiche sul sito Lisbon Movie Tour – potremo concentrarci su particolari, storie, racconti della città che, altrimenti, avremmo fatto fatica (o, comunque, impiegato tempo) a comprendere;
  • sempre con Liliana seguiremo un itinerario specifico, che ha organizzato proprio per noi, alla scoperta delle botteghe di design locale, sia tradizionale che contemporaneo, anche questo una delle tante passioni che riempiono la mia vita, seconda forse solo ai viaggi.
Tram_28,_Lisbon,_20051011

photo credit: Dr.G.Schmitz – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4384927

Oltre a visitare la città (imperdibile il monastero dos Jeronimos, la Torre di Belém, il Castello di São Jorge, il Museu Nacional do Azulejo, il museo ed il parco Gulbelkian, i diversi quartieri che formano Lisbona), affronteremo le grandi piazze e le piccole viette senza dimenticare la Lisbona moderna, quella sorta in occasione dell’Expo del 1998: il Pavilhao do Conhecimento (Museo della scienza), Parque Das Nacoes, le architetture di Calatrava (diventato oramai una costante nei nostri viaggi in Europa), l’infinito ponte Vasco da Gama.

Se poi avanza tempo, da Lisbona è fattibile un’escursione in treno/bus a Sintra e a Cabo Roca, il punto più occidentale d’Europa, con il suo caratteristico faro bianco e rosso e, davanti, solo l’oceano, per migliaia di chilometri.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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