Beni che si possono acquistare nei negozi duty free

Quando i miei amici/parenti fumatori scoprono che sto per prendere un aereo diretto in un Paese extra-europeo, regolarmente provano a chiedermi di acquistare una “stecca” di sigarette perché sanno bene che – nella quasi generalità dei casi – acquistandole ai negozi duty free degli aeroporti si pagano molto meno che in Italia, in quanto al costo del prodotto non viene applicata l’IVA. Raramente accetto. Non mi sembra così corretto indossare i panni della “consapevole spacciatrice di nicotina“: io non fumo e sono dell’idea che se anche i miei amici smettessero di fumare ne guadagnerebbero in salute! In ogni caso, che acquisti le sigarette o meno, ogni volta ho lo stesso dubbio: qual’è il quantitativo esatto di beni che si possono acquistare nei negozi duty free? Quante sigarette? Quanti litri di alcolici? E cosa succede, invece, all’interno dell’Unione Europea?

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By Coolcaesar at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15811657

Cominciamo prprio da quest’ultima: all’interno dell’Unione Europea non ci sono limiti quantitativi al trasporto di beni per uso personale mentre ci sono per tutti i beni che vengono commercializzati. Va anche detto che non sono previsti prodotti in esenzione dall’IVA, semmai in taluni Paesi europei si riesce a risparmiare qualcosa sull’acquisto di sigarette&liquori usufruendo delle diverse e talvolta minori imposizioni fiscali, che variano da Paese a Paese. E’ pur vero che alcune Nazioni, per disincentivare l’uso e l’abuso di prodotti a base di nicotina e di alcolici, applicano tasse aggiuntive che rendono il prezzo finale assolutamente non competitivo.

Ma come si capisce se un bene è per uso personale o è destinato alla vendita? Il criterio è strettamente quantitativo: ad esempio, per alcool e tabacco ci sono limiti ben definiti superati i quali sorge il sospetto che i beni in questione siano destinati alla vendita. In ogni caso, si tratta di quantitativi non certo esigui. Vediamoli insieme (fonte: http://europa.eu/youreurope/citizens/travel/index_it.htm):

  • 800 sigarette
  • 400 sigari piccoli (c.d. sigaretti)
  • 200 sigari
  • 1 kg. di tabacco
  • 10 litri di bevande alcoliche (tasso di alcool maggiore di 22°)
  • 20 litri di vino liquoroso come sherry, porto, marsala (fino a 22°)
  • 90 litri di vino (di cui, al massimo 60 litri di vino spumante)
  • 110 litri di birra

L’acquisto di profumi, cosmetici, creme per uso personale è libero (certo che se acquistate 50 flaconi  di profumo, qualche legittimo dubbio sul reale uso personale potrebbe venire anche all’agente della finanza meno attento!).

Quando invece si entra nell’Unione Europea da un Paese extracomunitario (ad esempio, tornate da un bellissimo viaggio negli Stati Uniti, dalla Svizzera, dal Giappone, dalla Norvegia o, per restare nel Mediterraneo, dalla Turchia), è possibile importare beni esenti da IVA entro parametri  ben precisi.

sigarette

In questo caso, il limite massimo dei beni che si possono portare è assai diverso da quello che abbiamo visto poco sopra:

  • 1 litro di alcolici (tasso di alcool maggiore di 22°)
  • 2 litri di vino liquoroso o spumante (fino a 22°)
  • 4 litri di vino
  • 16 litri di birra
  • 200 sigarette max
  • 100 sigaretti max
  • 50 sigari max
  • 250 gr. di tabacco max
  • profumi: 50 cl.
  • eau de toilette: 250 cl.
  • caffè: 500 gr.
  • thè: 100 gr.

Importante:

  • per poter importare alcolici e tabacchi, bisogna essere maggiorenni
  • dai Paesi extraeuropei si possono inoltre importare, in aggiunta a liquori, profumi e sigarette,  merci assortite per un valore non superiore a 430 euro (se si arriva per via aerea o marittima), 300 euro se si arriva per via terrestre. E’ comunque possibile che alcuni Paesi applichino in massimali più basso in caso di ragazzi. So che quasi nessuno di noi si ricorda di farlo, ma dovremmo sempre conservare gli scontrini che provano il prezzo di acquisto dei diversi beni, da mostrare in caso di controlli;
  • nel caso di ingresso nel territorio dell’Unione Europea da un Paese terzo, deve essere dichiarati il possesso di denaro superiore a 10.000 euro. 
  • se si arriva da Paesi terzi è fatto divieto di importar prodotti a base di carne e latte, anche in piccole quantità mentre non ci sono limitazioni al trasporto di carne o prodotti caseari all’interno dell’Unione Europea (*)
  • tra Paesi membri dell’Unione Europea non sono ammessi acquisti duty free;

Attenzione:

  1. se si eccede la franchigia di 430/300 euro, bisogna dichiarare in arrivo i beni importati alla dogana e pagare i diritti doganali. In caso di verifica e accertamento di quantitativi eccedenti quelli permessi ed in assenza di dichiarazione volontaria alla dogana, si incorre in sanzioni amministrative e/o penali.
  2. Attenzione: quando dall’Unione Europea si entra in un qualsiasi Paese terzo extracomunitario, le franchigie di importazione cambiano a seconda dei diversi ordinamenti locali. Nel portale di WordDutyFree trovate una pagina – in inglese – con la specifica per ogni Paese del Mondo, inclusi i prodotti vietati per l’importazione (sul lato destro, c’è il menù a cascata on ordine alfabetico con tutti i Paesi del Mondo).
(*) i 28 Paesi membri dell’Unione Europea, a marzo 2016: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
Claudia Boccini

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