Vedere Lisbona con una visita guidata

La storia – e l’architettura – di Lisbona è stata segnata da eventi terribili: il disastroso terremoto e l’ancor più spaventoso tsunami del 1° novembre 1755, che fecero oltre 90.000 vittime, e i numerosi incendi che – assai di frequente –  hanno colpito la città.  Con queste premesse indispensabili Lilly, la nostra guida espertissima, ci ha introdotto a Lisbona ed all’itinerario attraverso le sue vie che, in una lunga e intensa mattinata, permetterà ad un tandem di turisti-viaggiatori con blog al seguito di vedere Lisbona con una visita guidata personalizzata, ad alto tasso di curiosità, per conoscerne lo spirito ed i piccoli segreti. Pronti a leggere? Ci sono davvero tanti consigli utili! 

L’appuntamento con Lilly è fissato alle 10.00 di mattina, davanti al porticato del Teatro Nacional Dona Maria II,  in Praça Dom Pedro IV, davvero a breve distanza dal nostro hotel (Heritage Avenida Libertade). Facciamo quindi in tempo a fare la nostra prima colazione lisboneta alla Leiteria Anunziata, nell’omonima piazza da cui parte anche l’ ascensor do Lavra, una delle tipiche funicolari di Lisbona.

La Leiteria Anunziata merita molto più più due parole: è uno dei tanti, tipici bar di quartiere della città, non turistico nel senso che viene frequentato da chi abita nelle vie limitrofe, vecchi e giovani ed è decorato con deliziosi affreschi azzurri che ritraggono mucche e bambini e con pannelli di azulejos sulle pareti, sempre a tema bucolico. Il cappuccino non è malvagio, buono il caffè  (secondo il mio metro, quindi non vi fidate troppo se siete caffeinomani convinti) così come le paste giganti ma i  pastéis non sono eccelsi, forse perché freddi. In ogni caso l’atmosfera di questo locale inaugurato nel 1918 ed entrato in piena attività nel 1927 è davvero piacevole: sembra di esser stati catapultati indietro nel tempo fino agli ani ’50, quando le vetrine di vetro e metallo, il bancone di acciaio ed i grandi frigoriferi facevano la loro prima comparsa. L’atmosfera è popolare e autentica nonostante a poche decine di metri ci sia Avenida Libertade, regno dello shopping firmato e luxury!

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uno degli azulejos della Leiteria Anunziata

Per raggiungere Lilly, passiamo davanti alla caratteristica Estaçao do Rossio, la stazione ferroviaria progettata da José Luís Monteiro ed inaugurata nel 1890, con la bella facciata in stile neomanuelino e con le curiose porte di ingresso che formano due ferri di cavallo intrecciati (delle caratteristiche della stazione – che è stata una sorpresa – vi parlerò più avanti, nel post che scriverò su Sintra, ma se volete saperne di più vi consiglio di leggere il post sulla Stazione di Rossio che ha scritto il mio amico Enrico del blog BassaVelocità, vero esperto di stazioni e ferrovie).

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la stazione di Rossio

Riconosco immediatamente Liliana, pur avendola vista solo in foto, grazie alla borsa giallo-neon di Lisbon Movie Tour che indossa (Lilly è una guida tecnologica e in più occasioni utilizzerà l’Ipad per mostrarci foto, immagini, filmati). Insomma, presentazioni, baci, abbracci, saluti e via, pronti ad iniziare quello che si rivelerà un tour speciale, fatto di aneddoti e storie (e sì, anche di qualche assaggio molto goloso!).

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Avenida Libertade ed i mosaici della pavimentazione

Il particolare pavimento di Praça Dom Pedro IV, con un mosaico di pietre bianche e nere che simulano le onde del mare, attira immediatamente la nostra attenzione:  è la cosiddetta calçada portuguesa, uno stile decorativo tipico delle piazze e dei marciapiedi di Lisbona ottenuto con la sapiente posa di pietre calcaree (il bianco) e di basalto (il nero).  Tanto per dire, dalla finestre del nostro hotel i marciapiedi di Avenida de Libertade apparivano come dei tappeti floreali! Se volete farvene un’idea, vi basta aprire Google Maps, posizionarvi sul centro di Lisbona quindi passare in modalità “Earth” e utilizzare lo zoom fin quasi a stressarlo: vedrete meraviglie, davvero, che vi faranno venir voglia di fare al volo la valigia, saltare sul primo aereo e correre a Lisbona per vederle dal vivo!

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Il monumento alla memoria degli Ebrei trucidati nel 1506

Ci spostiamo in Largo de Saõ Domingo, dominato dall’omonima chiesa, dal murales su Lisbona Città di tolleranza (con le scritte in tutte le lingue del mondo) e dal monumento in memoria dei più di 4.000 ebrei trucidati nel 1506 a seguito di una stupida, improvvisa ed ingiustificata “caccia al diverso”, in questo caso i giudei, accusati di essere causa di peste, carestie, disastri e siccità varie. Visiteremo invece con calma l’interno della Chiesa di Saõ Domingo alla fine del tour, perché è in corso la funzione religiosa e soprattutto perché è talmente particolare che Lilly ci consiglia di visitarla con attenzione e un giusto stato d’animo.

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Largo de Saõ Domingo

Da Largo  de Saõ Domingo ci spostiamo in Praça de Figueira passando per Rua Dom Antão de Almada: ci sono tanti negozi deliziosi, pasticcerie, gastronomie, rivendite di baccalà, molte ancora con le insegne antiche. Ci sono anche gli immancabili venditori di fumo. In pratica, sono diventati un’attrazione turistica pure loro: pseudo spacciatori che – alla luce del giorno e senza alcuna remora – offrono erbe ai viandanti. In realtà sembrano innocui, quasi che la merce dello spaccio siano bouquet di fiori anziché stupefacenti.  Insomma, non ho ben chiaro perché ma la polizia che li vede (e immagino li conosca uno per uno) li lascia stare.

Praça de Figueira è abbastanza caotica, ci passano tram, auto, c’è un parcheggio ed una fermata di metropolitana. Per di più, c’è un mercato di produttori agricoli – noi lo definiremmo “a chilometro zero” –  con tante ghiottonerie che attirano numerosi visitatori (noi lo visiteremo nei giorni successivi, per dedicarci allo shopping di ghiottonerie). Da notare, nella piazza, un paio di locali particolari: l’Hospital de Bonecas, l’ospedale delle Bambole, e la Confeitaria Nacional, che da 185 anni produce dolci che vende da asporto oppure da degustare nelle eleganti sale da tè interne (e le vetrine sono un’ode al picco glicemico!). Alla Confeiteria Nacional si può anche trovare il Bolo de Rei, dolce tipico del periodo natalizio con forma di ciambella e ricoperto di frutta secca e canditi, nella versione originale.

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Proseguiamo alla scoperta del quartiere della Baixa (leggetelo come Bàiscia, più o meno, altrimenti se chiedete informazioni potrebbero non capirvi) percorrendo la Rua Augusta, la via dello struscio per eccellenza di Lisbona, voluta dal marchese di Pombal, il primo ministro che si occupò della ricostruzione di Lisbona dopo il terremoto del 1755. Per scelta strategica e di sicurezza, ma anche per piacere estetico, inserì nel contesto urbano numerose vie ampie e parecchie piazze che, in caso di terremoto, avrebbero potuto rappresentare una via di salvezza per gli abitanti della città. Tra queste, fece appunto edificare la Rua Augusta, riservata al passeggio dei nobili, che arriva fino in Praça do Comércio ed è conclusa da un suggestivo Arco trionfale su cui domina, nel lato rivolto verso il mare, proprio una statua del Marchese di Pombal.

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Praça do Comércio

Figura davvero interessante, quella di Sebastião José de Carvalho e Melo conte di Oeiras marchese di Pombal (non appena rientrata a Roma, ho voluto conoscere meglio questo personaggio, importantissimo nella storia del Portogallo) oggi lo definiremmo un  riformatore, o forse un uomo illuminato. Si occupò del Portogallo con lo stesso potere che avrebbe potuto avere un sovrano e ne rafforzò l’economia, instaurò un regime protezionista, limitò il potere della nobiltà, espulse i gesuiti dal Paese, abolì la schiavitù e promosse l’istruzione. Massone convinto (e molti sono i simboli massonici che – ad un occhio attento – si rivelano nei palazzi e nelle vie di Lisbona – come le due mani strette in saluto che si vedono su uno dei palazzi di Rua Augusta), non a caso le statue che ritraggono il Pombal spesso lo pongono accanto ad un leone, simbolo massonico di potere e gloria.

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Rua Augusta, uno dei simboli massonici

In Praça do Comércio, una piazza grande che a me ha immediatamente ricordato, nella forma e nella prospettiva, Piazza Unità d’Italia di Trieste,  Lisbona incontra il fiume Tago, in questo punto grande quanto un mare. Qui ho percepito lo stato d’animo che attanagliava il cuore dei tanti esploratori e marinai portoghesi che lasciavano le rive europee per dirigersi, con fragili gusci di legno, alla scoperta del Nuovo Mondo. Le due colonne che emergono dall’acqua, quasi a delimitare il definito e l’incerto, sono magnifiche: un monumento allo spirito di avventura, dove il significato non è di chiusura ma di apertura verso l’infinito.

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da Praça do Comércio guardando il Tago

Pensate che il nostro tour sia finito qui? Assolutamente, no! Siamo solo all’inizio: ci aspetta Praça do Municipio, poi qualche passo su Rua do São Julião e quindi la salita, sostenuta ma assolutamente fattibile, lungo Rua Nova do Almada fino ad arrivare all’incrocio con Rua Garret. In questo percorso si incontrano numerosi negozi di design e di arredi. Tra tutti, mi è piaciuto per stile e proposte il Roof Design Studios – www.roof.pt/en.

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ancora Praça do Comércio ed i tram caratteristici di Lisbona

Qui non siamo più in Baixa ma nello Chiado (leggetelo – più o meno – come sciado), un altro dei quartieri che costituiscono Lisbona. A proposito: ve l’ho già detto che Lisbona è costruita su sette colli, proprio come Roma? La differenza, fatemelo dire, è che a Roma i colli sono molto più bassi ed estesi e ci si stanca molto ma molto di meno!

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pareti di azulejos, balconi con ringhiere in ferro battuto, colore: Lisbona!

Rua Garret ci introduce in una Lisbona borghese, con negozi di classe, caffetterie famose, piazze, balconi con ringhiere in ferro battuto (li adoro, non ce ne è uno uguale all’altro!) e gli immancabili marciapiedi in porfido e pietra calcarea. Liliana ci chiede di focalizzare l’attenzione su un paio di negozi, rimasti immutati negli arredi dal secolo scorso: quella che era la gioielleria Anca, con vetrine in legno lavorato a volute, sovrastate da leoni, e la caffetteria La Brasileira.

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la statua di Ferdinando Pessoa davanti a La Brasileira

Quest’ultimo locale, quasi in Praça Chiado, era frequentato dallo scrittore portoghese Ferdinando Pessoa, uno dei mostri sacri della letteratura portoghese, a cui è stata dedicata la statua bronzea che si trova sulla piazzetta subito diventata  meta obbligata per foto souvenir e selfie per tutti i turisti che passano di qui (anche noi, ovvio, abbiamo la nostra foto con Pessoa!). Una curiosità che ci ha raccontato Lilly: la Brasileira nasce come merceria con degustazione di caffè e solo successivamente si trasforma in vera e propria caffetteria (la storia completa fatevela raccontare da lei, perché vedere Lisbona con una visita guidata è il mezzo migliore per prendere confidenza con la città! :) ).

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i pasteis della Manteigaria – la spolverata di cannella ci sta benissimo!

Per la pausa caffè Lilly ci porta in una fabbrica di pasteis, la Sede de Manteigaria União in Rua do Loreto, strada a destra dopo Praça Luís de Camões: oltre a servire un caffè ottimo (detto da Francesco che, a differenza di me, di caffè se ne intende), qui si può vedere come vengono prodotti i pasteis: un lavoro quasi del tutto manuale, che richiede pazienza e grande manualità. Qui sotto trovate un video che illustra solo un momento della produzione. Comunque i pasteis appena sfornati, con una generosa spolverata di cannella, sono eccezionali (nulla a che vedere con quelli che avevamo assaggiato la mattina).

Fatto il pieno di zuccheri, proseguiamo nella nostra passeggiata mattutina tornando indietro di poche decine di metri ed imboccando Rua da Misericórdia (con diversi ristoranti e locali carini) e quindi Rua São Pedro de Alcântara, dove passiamo accanto alla birreria Trindade (caratteristica per l’ambiente e gli azulejos che decorano le paretu, ma turistica, cara e non così eccelsa nella cucina, come scopriremo nei giorni successivi a cena con amici) ed al ristorante Faz Gostos che si trova dall’altro lato della strada – di livello assai più elevato .

Saliamo ancora lungo la strada, ma ha ragione Liliana, ne vale proprio la pena: ci troviamo finalmente in uno slargo, con giardini ed uno dei panorami più belli di Lisbona: il Miradouro de São Pedro de Alcântara, con una vista fantastica su Lisbona che arriva fino al Tago, ed anche più oltre. La foto che abbiamo scattato, la vedete qui sotto :) .

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vista dal Miradouro de São Pedro de Alcântara

Qui arriva anche uno dei più famosi elevador di Lisbona, l’Elevador de Gloria. Sui muri lungo il tragitto che compie la vettura, sono stati installati dei pannelli che vengono messi a disposizione dei writers locali per periodi di tempo definito: in pratica, una galleria di street art a cielo aperto ed in perenne evoluzione!

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Elevador de Gloria

Scattate foto e selfie di rito, torniamo indietro sui nostri passi costeggiando quello che era un ex convento fino ad arrivare in Largo Raphael Bordallo Pinheiro: da notare la caratteristica targa stradale ed il palazzo con la facciata completamente ricoperta di azulejos riccamente decorati e con parecchi simboli massonici più o meno evidenti, come la stella ad otto punte sulla sommità del timpano. Una volta qui c’era una delle più famose fabbriche di mattonelle di Lisbona, ora invece c’è  un bar.

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Siete stanchi? Ma no! Continuiamo ancora per un po’, vi prometto che del tour del pomeriggio, in cui incontreremo alcuni atelier di design e botteghe artigiane di Lisbona, ve ne parlo in un post a parte (anche perché credo di non aver mai scritto un post così lungo!).

Pronti? Allora, continuiamo – questa volta in discesa – ancora lungo  Rua Trindade. Nella casa all’angolo con Largo do Carmo ha vissuto Pessoa (sul balcone c’è un manichino-statua con il cappello, inconfondibile!) ed ora è stata trasformata in un B&B, per cui se siete appassionati delle sue opere, potete anche prenotare la stanza dove dormiva lo scrittore.

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Largo do Carmo – Museo archeologico del Carmo

Largo do Carmo è davvero molto particolare: qui si trova il Comando Generale della Guardia Nazionale Repubblicana, con annesso museo (e sentinella in alta montura, con elmo e criniera), il Museo archeologico del Carmo e ciò che resta del gotico Convento del Carmo, distrutto nel terremoto del 1755 e mai più ricostruito. Nel bel mezzo della piazza, fa bella mostra lo Chafariz do Carmo, una fontana per la distribuzione dell’acqua. Grazie agli alberi che ombreggiano la piazza ed ai numerosi negozi, ristoranti e librerie, in estate questo deve essere un luogo speciale per sfuggire dal caldo!

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Chafariz do Carmo

Scendiamo velocemente verso la stazione di Rossio passando per la Calçada do Carmo, torniamo in Praça de Figueira ed imbocchiamo Rua dos Fanqueiros fino ad incrociare i binari del mitico tram 28, che seguiamo entrando in quella che è la collina dell’Alfama. Un paio di curve, la piazza con il museo di Sant’Antonio da Padova (che invece più correttamente andrebbe chiamato “da Lisbona”, visto che qui era nato!) e quindi compare lei, la grande cattedrale di Lisbona, la Sè, come viene indicata in portoghese.

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La Sè di Lisbona

Considerata l’ora, sono oltre le 13.00, ci fermiamo abbastanza stremati al ristorante Cruzes Credo (piatti locali rielaborati e spazio anche per proposte veggie), dove prendiamo coscienza che le porzioni che vengono proposte in quasi tutti i ristoranti della città sono, a dir poco, molto generose!

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ancora un panorama di Lisbona (il Castello di Sao Jorge) dal Miradouro de São Pedro de Alcântara

Ci fermiamo qui, per oggi. Con calma ci incammineremo, in uno dei prossimi post, lungo l’itinerario del design e delle produzioni artigiane ed andremo, sempre insieme a Lilly, alla scoperta della Mouraria, una zona della città bellissima, dove le case, l’atmosfera, i ritmi, i suoni, le passioni sono ancora quelli della tradizione.

 Lisbona è davvero bellissima, fatemelo dire!

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Effetto LIsbona e… Lisbon Movie Tour! (Lilly, io e Franz)

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

8 Commenti

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    Fiorella marzo 13, 2016

    Il tuo articolo, mi ha convinto a prendere una guida come Lily, come si fa a contattarla? Parla anche italiano? Io ci andrò la 2^settimana di luglio. Spero di sopportare bene il caldo.

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      Claudia Boccini marzo 13, 2016

      Ciao Fiorella, puoi contattare Liliana Navarra (Lilly) tramite la sua pagina web Lisbon Movie Tour ed alla mail lisbonmovietour@gmail.com.
      E’ davvero molto brava, è un’ottima scelta (quando guida i tour ti accorgi subito che non racconta la città solo perché è il suo lavoro, ma perché la sua è vera passione per Lisbona). Se non ci riesci a contattarla, fammi sapere. Lilly è italiana (quindi parla italiano!) ma vive a Lisbona da quasi un decennio.

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        Giuseppina marzo 21, 2017

        Ciao prima di contattarla potrei sapere il costo della giornata con lei? Grazie mille, molto utile e ben scritto il tuo post.
        Pina

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          Claudia Boccini marzo 21, 2017

          Per i costi, dipende dal tour, lei ci ha accompagnato in giro per Lisbona dalle 9.00 del mattino alle 17.00 del pomeriggio in modo esclusivo e seguendo un itinerario che avevamo chiesto specificamente, quindi non ho idea di quanto possa chiedere per le visite guidate meno complesse. Secondo me puoi contattarla tranquillamente e senza impegno, Liliana è sempre gentile e prodiga di consigli (sul suo sito non c’è scritto nulla?)
          Claudia

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    Lucia marzo 08, 2016

    É proprio vero, scoprire una città con una guida local è tutta un’altra cosa!
    Segno il nome!

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      Claudia Boccini marzo 08, 2016

      Liliana è davvero capace, curiosa ed interessata alla città ed a tutte le novità che ci sono. Insomma, davvero un riferimento prezioso!

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    Elena marzo 03, 2016

    Con questo post mi hai fatto rivivere il mio viaggio a Lisbona! Che bei ricordi… ho il rimpianto di non aver gustato i pasteis perché nel primo trimestre di gravidanza è meglio evitare le uova! Beh, aspetto il resto!

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