Prime riflessioni sul viaggio in Tunisia

 Avrei voluto scrivere questo post subito, non appena rientrata dal viaggio in Tunisia, ma ero talmente carica di gioia e felice di aver scoperto un Paese tanto intenso e bello che ho preferito lasciarmi travolgere dai ricordi, immergermi nel tesoro di fotogrammi – mentali e reali –  che ho riportato a Roma. D’altra parte, la Tunisia è una modella perfetta, che si presta volentieri a mettersi in posa:  paesaggi da mille e una notte, panorami mozzafiato che dal mare corrono verso le montagne dell’Atlante, scorci di villaggi bianchi con le case dal tipico tetto a cupola e gli infissi blu, le vestigia di civiltà antiche che hanno lasciato tracce nelle fisionomie di uomini e donne dai volti intensi, i cui avi sono berberi, fenici, normanni, bizantini, arabi… In una parola, l’essenza del Mediterraneo stesso.

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Sidi Bou Said

Nel viaggio stampa/educational organizzato dalla compagnia aerea Tunisair e dall’Ente del Turismo tunisino, in collaborazione con il locale Ministero del Turismo, abbiamo visitato Tunisi ed alcune tra le più famose città vicine, solo un morso di Tunisia, in pratica, ma succoso e capace di solleticare la voglia di proseguire nella scoperta del Paese.

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Dar Sebastien

Va detto subito, a scanso di equivoci, che se nel 2015 la Tunisia ha subito l’offesa dolorosa di alcuni attacchi terroristici degli estremisti dell’IS (la strage del Museo del Bardo il 18 marzo 2015 in cui sono morti anche cittadini italiani, l’attentato al Resort di Sousse il 26 giugno 2015, l’assalto al bus della guardia presidenziale il 24 novembre 2015), il Governo in carica ha immediatamente messo in campo tutte le forze e le precauzioni per garantire ai cittadini ed ai visitatori la massima sicurezza: ovunque si vedono agenti, spesso si incontrano posti di blocco, negli hotel, nei resort e nei luoghi frequentati dai turisti sono stati installati metal detector mentre addetti alla sicurezza sono pressoché ovunque, perfino sulle spiagge e nei siti archeologici.

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Tunisi, il centro città

La sicurezza dei turisti è priorità assoluta: il turismo  per la Tunisia è economicamente importante, l’indotto può garantire lavoro e prosperità e, a cascata, evita che il radicalismo estremo attecchisca tra le fasce di popolazione che più subiscono gli effetti della crisi economica.

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Hammamet: lungomare sotto la Kasbah

Certo, la Tunisia è terra di contrasti culturali e sociali: ad una élite ristretta, ricca e colta, si contrappone una ampissima sacca di povertà, una moltitudine che vive con pochi dinari mentre nel mezzo sta pian piano emergendo la nuova borghesia. Nelle strade si vedono tante ragazze vestite all’occidentale passeggiare a braccetto con coetanee che indossano fiere il velo islamico, ma entrambe sono spigliate e sorridenti. Il canto del Muezzin risuona nell’aria mentre da un’auto arrivano le note jazz di John Coltrane e le partiture contemporanee di Giovanni Allevi. Nel centro di Tunisi le antiche botteghe della Medina attirano come calamite compratori curiosi di immergersi nell’atmosfera da labirintico caravanserraglio mentre nella nuova periferia i quartieri moderni sorti negli ultimi anni attorno ai laghi della Capitale ospitano moderni e lussuosi centri commerciali. Tunisi è una città arabo-francofona, il francese è parlato correntemente, ma altrettanto lo è l’italiano, lingua appresa nel corso di secoli di rapporti commerciali e di… trasmissioni televisive: i canali televisivi italiani si ricevono molto bene!

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Hammamet: vicoli della Medina

Tuttavia non potrebbe esistere la Tunisia da cartolina se non ci fossero i tunisini. Il popolo tunisino è calorosopacifico e per primo rifiuta il terrorismo e auspica la pace. Negli sguardi che abbiamo intercettato c’è orgoglio per il proprio Paese, per le proprie radici, c’è voglia di fare, di far sentire a proprio agio i visitatori. Nel corso del viaggio in Tunisia ci siamo allontanati dalla Capitale per raggiungere Hammamet e Sidi Bou Said e sono stati tanti i sorrisi, soprattutto delle donne, che abbiamo ricevuto, sguardi curiosi dove il benvenuto aveva la luce della speranza e gli sguardi aperti parlavano più di mille parole messe assieme: in Tunisia ci siamo sentiti accolti con tanto affetto. Il timore che io avevo alla partenza – lo stesso timore che provo anche a Roma, quando scendo in metropolitana e trovo a presidiarla militari armati di mitra-  è svanito come nebbia al sorgere del sole.

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Sidi Bou Said – vista sul golfo

Cosa ci è piaciuto più di tutto, in Tunisia? Di certo la visita al Museo del Bardo di Tunisi, in cui alla bellezza del luogo e dei capolavori di arte musiva che custodisce si è unita una grande, irrefrenabile commozione al ricordo degli eventi dolorosi che vi sono accaduti. E poi  i colori del villaggio di Sidi Bou Said, il panorama agricolo che da Tunisi porta ad Hammamet e qui l’imponente Kasbah e le vie strettissime della sua Medina. Ancora: gli scorci sul mare romantici e struggenti; alcune botteghe della Medina di Tunisi, purtroppo viste di sfuggita, in cui vecchi venditori bevono tè alla menta seduti all’interno di meravigliose botteghe; il piccolo sito archeologico romano  di Pupput, strappato con successo alla speculazione edilizia; il giardino botanico e la villa di Dar Sebastien. In particolare io mi sono innamorata dei colori e delle mille forme delle porte e delle finestre tunisine, dai colori densi su cui volute di chiodi e rivetti creano decori geometrici simili ad opere d’arte. Quante porte, e quante finestre, abbiamo fotografato!

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Sidi Bou Said – Musei degli strumenti musicali (da notare: la porta gialla)

La stagione turistica in Tunisia inizia a maggio e si prolunga fino ad ottobre, il clima è ideale, l’accoglienza curata, le strutture turistiche di qualità ed i costi decisamente bassi. Per di più, è una meta comoda,  facile da raggiungere dall’Italia (da Roma è meno di un’ora di volo con Tunisair) e ha molto da offrire al turista che ama i Resort ed i Villaggi, al viaggiatore che vuole immergersi nella cultura e nella storia  tunisina e a chi ama circondarsi di lussuose ed esclusive comodità. In più – a parte l’harissa, salsa a base di peperoncino e spezie piccantissima  – si mangia molto bene così come sono interessanti  i vini prodotti nell’entroterra di Tunisi.

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Medina di Tunisi, vista sui tetti

Nei prossimi post vi racconterò meglio la “mia” Tunisia, mi soffermerò sui sapori delle pietanze, vi accompagnerò a vedere alcuni dei mosaici più belli del mondo e città fortificate; vi farò ascoltare mille storie che sono, anche, la storia di tutti noi che viviamo sulle sponde di questo immenso lago salato che si chiama Mediterraneo.

Gli altri post della Bussola e il Diario sulla Tunisia:

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

7 Commenti

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    Lucia aprile 19, 2016

    “solo un morso di Tunisia, in pratica, ma succoso e capace di solleticare la voglia di proseguire nella scoperta del Paese.”
    Sono d’accordissimo e non vedo l’ora di tornarci! É un paese tutto da scoprire… e come si fa a non innamorarsi dei suoi colori e delle sue forme?

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    Sara aprile 19, 2016

    Come non concordare?
    Fisicamente sono a Brescia ma con la mente e l’anima sono rimasta ancora là.
    Per me è stata la quinta volta in Tunisia ovviamente in località differenti tranne per Sidi Bou Said però ogni volta che torno la vedo sempre più bella, anche se in certi aspetti si sta notevolmente modernizzando rimane comunque uno stato che continua a mantenere le sue tradizioni e questa cosa mi piace davvero tanto!
    Bel articolo Claudia, mi affascina molto come scrivi.

    Un bacio
    Sara
    #viaggiareapois

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      Claudia Boccini aprile 19, 2016

      Grazie Sara, sei gentilissima!
      La mia prima volta in Tunisia è stata davvero fantastica e più passano le ore ed i ricordi si organizzano, più apprezzo anche i più piccoli dettagli!
      :) Felice di averti conosciuta

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    Monica I Viaggi di Monique aprile 19, 2016

    E’ bello leggere di un luogo di cui in realtà pochi conoscono colori e tradizioni.
    Quando parlo di Tunisia, nel mio lavoro, tutto si riconduce alle spiagge di Djerba e al mare, invece ci sono angolini preziosi da conoscere, come questi.
    Belle foto! Belle emozioni!
    Monica I Viaggi di Monique

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      Claudia Boccini aprile 19, 2016

      Grazie Monica per il commento e le belle parole :) !
      Questo è stato solo un assaggio, spero di conoscere più a fondo la Tunisia e la sua cultura. E’ un po’ come quando assaggi le ciliegie, una volta assaggiata una, difficile fermarsi!

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        Claudia Boccini aprile 27, 2016

        Si! E’ apparentemente molto più tranquillo di quello che “da fuori” si potrebbe immaginare!

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