Cosa vedere ad Ostenda città del mare del Nord

Il Mare del Nord è una calamita a cui non sono capace di resistere e ancora di più se il mare in questione è quello che lambisce la costa delle Fiandre, in particolare, la città di Ostenda. Che poi dire Ostenda e dire mare è quasi un assioma, la città è famosa per il suo porto (il secondo del Belgio, il primo è – per movimento di merci – Zeebrugge) ma ancor più per la sua lunga spiaggia di sabbia fine, dorata, quasi mediterranea.

Città portuale e marittima ma anche città amata da regnanti e bella società, che qui – o negli immediati dintorni, già a partire dal XIX° secolo aveva fatto edificare le sue ville estive e si era circondata di tutti quei “servizi” indispensabili per la buona società, come la neoclassica Koninklijke Gaanderijen (Galleria Reale), un porticato a colonne sul mare lungo quasi 400 metri,  che unisce il parco e la villa reale con l’ippodromo. Per chi interessa: nella parte centrale della Galleria si trova il Thermae Palace, hotel di lusso di Ostenda e all’interno dell’ippodromo è stato recentemente creato anche un Golf Club, con 9 buche.

Ancora: ad Ostenda venne costruito una Kursaal dove tenere concerti: l’edificio attuale è in stile modernista – una ricostruzione post II^ guerra mondiale, periodo in cui Ostenda fu occupata dai tedeschi che ne fecero uno dei punti cardine del Vallo Atlantico, sistema di difesa strutturato contro le invasioni dall’Inghilterra – ed ospita anche il Casinò della città.

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Noi siamo arrivati ad Ostenda (nome fiammingo: Oostende) da Gent con il treno: la distanza è minima, circa 40 minuti di viaggio ma, per motivi temporanei legati alla manutenzione della linea ferroviaria siamo stati costretti a cambiare a Brugge (Bruges) e a prendere un bus.  E per fortuna! Con il bus, che ha seguito strade provinciali, ci siamo immersi in una realtà agreste che altrimenti non avremmo mai avuto modo di scoprire, incontrando sul nostro itinerario fattorie, mulini a vento, corsi d’acqua idilliaci. Fiandre bellissime, insomma!

La stazione ferroviaria di Ostenda merita un inciso: un edificio sontuoso in stile classico francese (era destinata ad accogliere i re che venivano ad Ostenda per trascorrere le vacanze, non dimentichiamolo), caratterizzato da una doppia struttura a torre. Un avamposto sul mare delle regie ferrovie belghe, che ci è sembrata un po’ decaduta e polverosa, m a ragione: sono in corso notevoli interventi architettonici per trasformarla – affiancando allo storico edificio modernissime strutture in vetro – in una vera stazione del mare che connetta ferrovia, scalo crocieristico, trasporti urbani.

Ecco, prima ancora di arrivare con il treno (o con il bus) si capisce di essere vicini ad Ostenda perché in lontananza compaiono le due guglie gemelle della Sint Petrus en Pauluskerk, la Cattedrale di San Pietro e Paolo, in stile gotico e riedificata all’inizio del XX° secolo a seguito di incendi. Si vedono le guglie ma soprattutto si comincia a sentire nell’aria il profumo del mare. Ed è mare vero, Oceano Atlantico, capace di burrasche e di maree sorprendenti, in cui in in un breve spazio di tempo metri e metri di battigia vengono liberate dai flutti.

Ostenda boat collage

Scesi dal treno, ci si trova in un’atmosfera prettamente portuale, da una parte una piccola marina con barche a vela, più avanti il porto canale dove attraccano pescherecci, nel mezzo il ponte mobile che permette il transito delle imbarcazioni. Il nostro hotel è proprio sul Visserskaai, la passeggiata che costeggia il porto urbano (mentre il vero porto è al di là della stazione) e per arrivarci passiamo davanti ad Amandine, un peschereccio oceanico capace, come altre simili imbarcazioni che da qui salpavano, di gesta sorprendenti e di arrivare fin sulle coste dell’Islanda da Ostenda con solo 8 membri di equipaggio. Ora il peschereccio Amandine è stato messo in secca e trasformato in un museo interattivo, dove al costo di 4€ (sono previste riduzioni) si può scoprire come scorreva la vita a bordo. Ci sono anche riproduzioni a grandezza naturale di marinai colti nelle loro faccende quotidiane.

Ostenda street food collage

Passeggiare sul Visserskaai è davvero piacevole: una lunga camminata sul molo costeggiato da un lato da un’infinita serie di ristoranti e brasserie, dall’altro da chioschi che vendono street-food a base di pesce: per la maggiore vanno i gamberetti e le zuppe con le lumache di mare (che abbiamo assaggiato in versione pikant), ma anche i merluzzi essiccati e le ostriche meriterebbero un assaggio! A farci compagnia, insolenti gabbiani pronti a rubare bocconcini saporiti alla minima distrazione! Lungo la passeggiata lungo il molo si incontra anche il piccolo acquario marino di Ostenda e il mercato del pesce, che di pomeriggio sbaracca i banchi e lascia la piazzetta libera di guardare verso il mare. Più avanti il Visserskaai si  trasforma in Albert I Promenade  e qui cambia il panorama: sulla destra, il mare è una distesa di acqua verde, grigia, blu, che cambia colore con il mutare del sole che appare e scompare tra le nuvole, repentino come il vento che in questo angolo di città soffia spesso impetuoso e spazza via pensieri e malinconie.

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Malinconia che però a tratti compare, soprattutto quando si passa accanto al monumento in memoria dei marinai, una stele sobria, con due marinai, uno che guarda fiducioso verso il mare e verso l’orizzonte l’altro, raccolto in preghiera, sotto una croce. Mai dimenticare che per quando affascinante, bello, e apparentemente placido, il mare dà, il mare toglie. E Ostenda, città di mare che di mare vive e da cui trae linfa, non può non rendere omaggio ai suoi sconosciuti eroi.

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Caratterizzano questa parte della città le strane ed imponenti Rock Strangers, le installazioni arancioni di Arne Quinze, un artista concettuale belga, che a dirla tutta da lontano io avevo scambiato per coperture di sicurezza di giganteschi macchinari! Sempre qui, in estate (nel 2016 dal 25 giugno al 4 settembre) si tiene il Festival delle sculture di sabbia, dove artisti provenienti da ogni parte del Mondo creano i loro capolavori destinati a durare per il tempo di una stagione!

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La spiaggia di Ostenda non ha nulla da invidiare ad una spiaggia italiana: ampissima nella zona del centro città, si estende a perdita d’occhio per chilometri e chilometri, spesso protetta da un sistema di dune costiere. Va detto, però, che la cementificazione selvaggia ha colpito anche il mare delle Fiandre e spesso vi capiterà, lungo la costa, di vedere orribili (ma orribili davvero!) mega complessi condominiali costruiti proprio sulla spiaggia. Per fortuna, lunghi tratti sono ancora liberi ed è possibile ammirare l’ecosistema delle dune, in primavera un tripudio di fiori.

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Sempre sul lungomare, poco distante dal Kuursaal, una scultura contemporanea di Patrick Steen, Dansende Golven(onde danzanti) e proseguendo di nuovo una lunga serie di ristoranti e locali: Ostenda è una città vivace e d’estate offre molte opportunità per trascorrere una bella serata. A proposito: in zona mi è stato consigliato da Tania del blog Wanderlust il ristorante “Le Chevalier”, specializzato in bouillabaisse (http://www.lechevalier.be).

Ad Ostenda, soprattutto in primavera, il tempo cambia repentinamente: la nostra bella passeggiata è stata bruscamente interrotta da un imponente e breve acquazzone che ci ha fatto rifugiare all’interno dell’Ufficio del Turismo di Ostenda, in Monacoplein 2 (dietro al Kuursal). Qui potete avere informazioni e mappe e potete prenotare visite guidate.

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La nostra passeggiata ad Ostenda è proseguita lungo Leopold II Laan per andare a vedere un piccolo, idilliaco, parco al centro della città: il LeopoldPark. Creato tra il 1861 ed il 1870 dall’architetto paesaggista Luis Fuchs, richiama nelle forme di un parco inglese con laghetti, ponti, statue, padiglioni e fontane ed è famoso per ospitare l’orologio floreale e per la scultura di una donna nuda, Dikke Mathilde, opera del 1954 di George Grard.

Molto divertenti le “ruote a pedali” a disposizione dei visitatori: seduti sulle panchine, si può fare sport in compagnia! Ovviamente Francesco non si è tirato indietro e le ha provate!

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Un altro polmone verde della città, molto più grande e con diversi laghetti, è il Maria HendrikaPark, sormontato dalla Torre dell’Acqua. Davvero un bel posto dove fare una passeggiata o fermarsi per un pic-nic. Occhio: il parco è  grande ed è facile perdere l’orientamento :) .

Non distante dal LeopoldPark, il Mu.Zee (Romerstraat 11), il museo di arte moderna e contemporanea della città che possiede collezioni permanenti di James Ensor, Leon Spilliaert e degli eponenti del rivoluzionario movimento artistico Co.Bra e spesso ospita esposizioni temporanee, come Holy Molecule dell’artista concettuale Honoré d’O in mostra ad aprile 2016, in cui viene sviluppato il concetto artistico attraverso l’uso di polistirolo, maschere anti-polvere, ovatta. Onestamente, davvero troppo per le nostre capacità di comprensione (costo del  biglietto 9€ con riduzioni).

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Ostenda città del mare del Nord è una delle mete poco conosciute dal turismo italiano, ed è un vero peccato:  una città grande (all’incirca 70.000 abitanti che in estate quasi raddoppiano), con una bella spiaggia, un mare affascinante, il cielo dove le nuvole corrono veloci, belle vie dove passeggiare guardando vetrine con tante occasioni per uno shopping di qualità, offerte culturali da sfruttare – ed in estate numerose sono le feste e gli eventi organizzati – un teatro, all’interno del Kuursal, che ospita musical di respiro interazionale. E musei da visitare se, per caso, il tempo non è bellissimo. Oltre al già citato Mu.Zee, interessante lo Stadsmuseum Oostende sulla storia della città, con oggetti, affiches, documenti e applicazioni multimediali (€4), la casa del pittore James Ensor (2€), interessante anche per comprendere come potesse essere la vita della società bene ad Ostenda nei primi decenni del XX° secolo.

Piacerà invece anche ai bambini visitare il Fort Napoleon, struttura militare difensiva voluta da Napoleone quale baluardo contro gli attacchi degli inglesi (8€, previste numerose riduzioni) ed il dedicato Explorado (a partire da 15,95€), per imparare divertendosi, un parco d’avventure e di spettacolari attrazioni per sperimentare e conoscere la scienza e la natura, che però, ad aprile 2016, era “momentaneamente chiuso”.

E poi c’è un’attività da fare, ad Ostenda, che mette d’accordo grandi e piccoli: fare un viaggio sul Kusstram, il tram che da De Panne a Knok percorre tutta la costa delle Fiandre: quasi 70 km. di binari che costeggiano cittadine, zone rurali, boschi, aree marine, spiagge. Il Kusstram ci dà appuntamento al prossimo post su Ostenda e il Mare del Nord: non perdetevelo, sarà un gran bel viaggio!

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Claudia Boccini

4 Commenti

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    francesca agosto 29, 2017

    Salve,trovate che sia azzardato andarci a dicembre? credete che troverò modo di goderla almeno un giorno?grazie :)

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      Claudia Boccini agosto 29, 2017

      Certo, dicembre non è proprio il momento migliore, le ore di luce sono poche e tempo brutto non così improbabile, ma vuoi mettere vedere Ostenda addobbata a festa per Natale? Io che sono un po’ pazzerella ci andrei, ma davvero non più di una giornata, senza nemmeno dormirci (per dormire meglio Brigge/Bruges)

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    Claudia Landoni maggio 12, 2016

    Ostenda mi manca… ma dopo aver letto il tuo post è in lista d’attesa! :) grazie

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      Claudia Boccini maggio 12, 2016

      Vedrai che ti piace :) E per te che se una grande camminatrice, imperdibili le passeggiate lungo la spiaggia andando verso De Haan!

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