Gita di un giorno a Sintra e Cabo de Roca da Lisbona

Nel nostro viaggio a Lisbona abbiamo scelto di dedicare una intera giornata alla visita di Sintra, località a breve distanza dalla capitale portoghese ed una delle mete più amate nel XIX° secolo dalla nobiltà lusitana  e dagli artisti e scrittori europei. E belli lo sono davvero, Sintra ed i suoi dintorni!

Da Lisbona il modo più facile per arrivarci è prendere il treno dalla bella stazione di Rossio: i convogli sono simili a metropolitane di superficie, sono frequenti e partono ogni 20 minuti circa, il costo è minimo (circa 2,50€ con la carta ricaricabile Viva Viagem) e si arriva a Sintra in meno di 45 minuti. Certo, lungo il percorso del treno non avrete grandi panorami, piuttosto un susseguirsi di  spogli palazzoni della periferia lisboneta, brutta e opprimente come tutte le periferie del mondo. Anche se – a mio parere – conoscerle aiuta a comprendere la vera anima dei luoghi che si visitano, che non sempre e non solo sono la perfezione iconica “ad uso turisti“.

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Comunque, torniamo alla nostra gita di un giorno a Sintra. Arrivati alla fine del viaggio in treno (Sintra è la stazione terminale, quindi non potete sbagliarvi) avete davanti a voi due possibilità: optare per l’autobus pubblico 434 (poco frequente, fa un percorso circolare toccando solo i principali luoghi di interesse turistico della cittadina dell’Estremadura, in modalità hop-on hop off, ovvero potete salire e scendere seguendo il senso del percorso al costo di 5€ a persona) oppure, ed è la soluzione che vi consigliamo noi, noleggiare appena fuori dalla stazione un’autovettura con conducente, che vi farà anche da guida e vi accompagnerà a visitare località al di fuori dell’itinerario del bus 434.

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Il soffitto della sala della musica di Palacio Monserrate, con volute ed arabeschi

Avrete l’imbarazzo della scelta: fuori della stazione, muniti di cartelli e depliant, troverete decine di guide che offrono il loro servizio. Noi ci siamo affidati al caso ed alla simpatia ed abbiamo chiesto al tecnologico Frederico Almeida Santos di Lighthawk Tours di accompagnarci alla scoperta di Sintra e dei suoi tesori. Certo, il costo è diverso (in due abbiamo speso 60€ per tutta la giornata) ma avere a disposizione una Jeep 4×4 ci ha permesso di fare un itinerario assolutamente affascinante, con i nostri tempi e seguendo le nostre scelte, più un fuori strada non previsto  tra i boschi che circondano Sintra. E poi Frederico è una guida certificata, parla perfettamente l’inglese e comprende quanto basta di italiano.

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Palacio de Monserrate

L’usuale circuito turistico prevede la visita al Palazzo de Pena, al suo Parco ed al centro storico della città di Sintra, talvolta con estensione alla particolare ed interessante Quinta da Regaleira, abbastanza vicina al centro. Noi, invece, abbiamo preferito puntare, dopo una breve introduzione alla città e su suggerimento di Frederico – che non finiremo mai di ringraziare –  al Palacio de Monserrate ed al suo grande parco. In ogni caso, se volete saperne di più sulla Quinta da Regaleira vi suggerisco di leggere il  scritto dalla mia amica Elena sul blog Giorni Rubati.

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Il Palazzo prende nome da una cappella del XVI° secolo dedicata alla Madonna di Monserrate, che si trovava sulla collina dove ora sorge l’edificio in stile romantico-moresco, voluto dal ricco industriale tessile inglese Sir Francis Cook quale residenza estiva della sua famiglia.

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La biblioteca di Palacio Monserrate

Ristrutturato sotto la supervisione dell’architetto inglese James Knowles, l’insieme nel complesso è strabiliante: il piano terreno del palazzo è un susseguirsi di sale, corridoi, rotonde che rendono omaggio allo stile ispano-moresco, indiano e romantico-occidentale, in un sincretismo di stili eclettici e in un contesto naturalistico che gli hanno valso l’iscrizione, assieme a tutti i beni artistici, paesaggistici e edili della collina di Sintra, nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

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Io non sarei più venuta via dal Palacio del Monserrate: i pannelli di alabastro finemente lavorati in stile Mogul usati per schermare le sale, la bella libreria con gli scaffali in noce, le scale decorate con bassorilievi e intagli che salgono al primo piano, più sobrio, destinato alle stanze da letto e poi i mosaici di pietre dure, il lungo corridoio che connette le diverse sale con una successione di archi e colonne, la sala da musica dall’acustica così perfetta che ancora oggi vi si tengono concerti. Bellissimo!

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Per fortuna Francesco mi ha trascinato via, perché altrimenti avrei perso un altro elemento di grande attrazione del complesso del Palacio de Monserrate: il suo immenso parco, un giardino romantico di 33 ettari con sentieri che sfiorano collezioni botaniche provenienti da tutto il mondo, laghetti, rovine nel più puro stile romantico.

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Anzi, il consiglio che mi sento di darvi è di iniziare la visita del Palacio de Monserrate proprio dal parco, prendendo il sentiero in discesa a sinistra della biglietteria, che porta alla cascata artificiale, alle rovine della Cappella e quindi al giardino giapponese, ai laghetti ornamentali, al giardino messicano, al roseto e all’arboretum fino a raggiungere finalmente il Palazzo. Solo per il parco, calcolate  oltre mezz’ora di visita serrata.

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Tornando verso l’uscita, date uno sguardo alla Boulder House, ora sede degli uffici del Parco di Sintra: la sua facciata è decorata da enormi, massicce pietre. Poco distante il centro servizi, con bookshop, toilette e caffetteria.

Frederico, che ci ha aspettato fuori dal Palacio de Monserrate, ci propone una piccola ma affascinante modifica al programma: lasciare per il pomeriggio la visita al Castello dei Mori e al noto Palacio Pena per dirigerci subito verso un luogo sì turistico, ma comunque affascinante: Cabo de Roca, il punto più occidentale del continente europeo, l’ultimo lembo d’Europa prima dell’infinità oceanica. Inutile dire che accettiamo immediatamente, Cabo de Roca, il promontorium magno dei romani,  è uno di quei luoghi simbolo che bisogna vedere se si viene a Lisbona!

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Cabo de Roca

Mezz’ora di macchina attraversando lentamente piccoli paesi, costeggiando fincas agricole, boschi finché il territorio diventa più brullo, battuto dal vento. Arriviamo a Cabo da Roca quasi in contemporanea con un paio di bus pieni di giapponesi, ma non importa: qui il vento scompiglia i capelli, entra sotto la pelle, muove come onde verdi i prati attorno al (brutto) faro ed è capace di raccontare storie di gesta epiche.

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Evitiamo come la peste il ridicolo diploma in finta pergamena che attesta la presenza sul punto più ad ovest del continente, che per di più viene venduto a caro prezzo nel locale ufficio turistico mentre ci attardiamo (anche qui  non volevo venire più via) tra i sentieri verdi di eriche che costeggiano la scogliera che scende a dirupo nel mare. Il salmastro riempie i polmoni e l’energia delle onde è incredibile: il pensiero va a chi, nei secoli scorsi, le ha sfidate alla ricerca di nuove terre da conquistare.

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Talmente affascinata da questo luogo, che chiedo a Francesco di fermarci qui per pranzo: nella vicina frazione di Colares scegliamo il ristorante tipico Pão De Trigo, dove Frederico ci racconta un po’ di aneddoti sulla zona e ci aiuta a scegliere piatti locali. Avere una guida del posto è fondamentale, davvero una scelta che rifarei mille volte! A proposito: in tre spendiamo 45€, un piatto unico abbondante come è stile in Portogallo, vino e caffè.

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E’ tempo di ripartire, ci aspetta ancora un pomeriggio intenso ma anziché dirigerci immediatamente verso Palacio Pena, Frederico ci fa un regalo inaspettato e graditissimo: ci porta a visitare l’antico complesso conventuale della Santa Croce, detto anche di Capuchos, costruito in mezzo alla foresta nel XVI° secolo. Un ambiente mistico sebbene non sia più utilizzato per la vita monastica dal 1834, ovvero da quando gli ordini monastici furono soppressi in Portogallo, luogo lontano dal frastuono di turisti che raramente si spingono fin qui: arrivare da Sintra è abbastanza complicato, soprattutto è scomodo con i mezzi pubblici.

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Convento Capuchos

Il Convento Capuchos è nascosto tra le querce e le celle, il chiostro, la chiesa sembrano essere stati appena utilizzati. Grazie anche all’intelligente illuminazione, è messo in risalto il sughero utilizzato per coibentare ma soprattutto decorare il Convento: la semplicità del materiale esalta il risultato. Seguendo angusti corridoi e  scale impervie si visitano gli spazi comuni del vecchio convento (il piccolo refettorio, la cucina, la biblioteca, la sala del Capitolo, le celle dei monaci, l’erboristeria e l’infermeria) in cui monaci seguivano la regola di San Francesco d’Assisi vivendo in povertà e semplicità.

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Per visitare il Convento Capuchos abbiamo impiegato circa un’ora ma è uno dei classici luoghi dove ne servirebbero molte di più, anche per fermarsi ad osservare i dettagli e fare una passeggiata fino alla Cappella della Crocifissione, che noi abbiamo per forza di cose (e di tempo) dovuto saltare.

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Frederigo ci avverte che è tempo di rientrare verso Sintra per visitare Palacio Pena, il castello abbarbicato sul crinale della collina che domina la cittadina portoghese. Peccato che la strada asfaltata in mezzo al bosco, che ci avrebbe dovuto portare indietro in poco tempo, sia chiusa a causa di alberi abbattuti di una tempesta di vento e pioggia che c’è stata qualche giorno prima! Quindi, con un po’ di ansia ci avventuriamo in un vero fuoristrada (grazie Jeep!) lungo quello che sembra essere un letto di un torrente in secca, tra sassi di grandi dimensioni, arbusti abbattuti e molti, moltissimi scossoni!

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Castello de Pena

Alla fine, ci troviamo sulla strada che porta al Palacio Pena costeggiando l’immenso parco dove ci sono anche gli Chalet della contessa di Edla e la fattoria (non avremo tempo per visitarlo, nonostante Frederico ci confermi che è davvero interessante). Parcheggiata la Jeep nel parcheggio davanti all’entrata, ci rendiamo subito conto che qui, rispetto ai luoghi che abbiamo visitato durante i resto del giorno, la situazione è diversa, più caotica e molto più turistica.

Il Palacio Pena è infatti abbastanza vicino alla città di Sintra (sono circa 2 Km.) ed è raggiunto dal famoso autobus n. 434 di cui vi parlavo all’inizio. In ogni caso, auto o bus, mettete in conto una bella scarpinata lungo la ripida via d’accesso al palazzo vero e proprio: gradevole, purché fatta con passo lento!

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A dirla tutta, è stato il luogo di Sintra che mi è piaciuto di meno: per me il Palacio Pena –  costruito nel XIX° secolo sui resti di un monastero danneggiato dal grande terremoto del 1755 per volere di Dona Maria II Regina del Portogallo e di Don Fernando II (conosciuto anche come il Re artista) e trasformato in residenza estiva reale – resterà nella mia memoria come un gran caos di persone, un insieme di edifici dai colori eccessivi (un’accozzaglia di edifici in vibrante colore giallo, rosa, rosso, il tutto molto disneyano) forse frutto di un restauro poco accorto, un itinerario interno attraverso sale, stanze e saloni affollati di gruppi organizzati. Mi sono invece piaciuti, e tanto, lo spettacolare panorama che si vede dal suo terrazzo, gli azulejos che rivestono atri e portali, la grande cucina con gli utensili e le pentole di rame lucide.

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Poco distante, sul crinale della collina che guarda verso la pianura e, più oltre, verso il mare, è adagiato il Castello dei Mori, vestigia del tempo in cui il Portogallo era una provincia dell’Andalusia araba. C’è ancora tanto da vedere ma dobbiamo fare una selezione e scegliamo di farci accompagnare di nuovo in centro città, per dare uno sguardo, almeno dall’esterno, al particolare Palazzo nazionale di Sintra, che si trova nel centro della cittadina e da cui svettano i due grandi camini conici e fare una passeggiata tra botteghe di souvenir, rivendite di dolce liquore Jinjinha e pasticcerie specializzate in pasteis.

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Palacio Nacional

Il centro di Sintra ci appare estremamente turistico e alla fine non gli dedichiamo troppo tempo, anche perché è arrivata l’ora di tornare, sempre accompagnati da Frederico, alla stazione per riprendere il treno per Lisbona.

Qualche indicazione e suggerimento:

  • calcolate un’intera giornata per visitare Sintra, ancor meglio se pianificate di dormirci una notte, in modo da visitare tutti i siti con calma;
  • potete utilizzare solo i mezzi pubblici e forse risparmiare qualcosa ma mettete nel conto che dovrete fare lunghe attese e in alta stagione viaggiare stretti e scomodi (i bus che collegano i diversi siti sono abbastanza piccoli). Inoltre, dovrete organizzarvi con una buona guida cartacea o digitale per riuscire a cogliere i dettagli della vostra visita;
  • nei diversi palazzi c’è sempre una caffetteria (nel Convento Capuchos solo delle macchinette per snack) ma il luogo si presta anche a pic-nic. In ogni caso, i ristoranti hanno prezzi abbordabili, simili a quelli di Lisbona  (e, quindi, rapportati a quelli italiani, più bassi di un 30%);

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  • I bus pubblici:
    • il bus 434 collega la stazione di Sintra con il Parco e Palacio Pena e con il Castello dei Mori
    • bus 417 e 403 collegano Cascais e Estoril a Sintra, passando non troppo distante dal Convento  Capuchos e da Cabo de Roca
    • per raggiungere Monserrate, dovete prendere il bus 403 o il bus 418
  • I costi dei biglietti di ingresso (sono previste riduzioni e biglietti cumulativi): Convento Capuchos 7€; Parco e Palazzo Pena 14€; Parque ed al Palacio de Monserrate : € 7,60.

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 Vi lascio il biglietto da visita tecnologico di Frederico Almeida Santos: se andate a Sintra e volete visitarla in modo diverso, più a vostra misura, contattatelo :)

I nostri post su Lisbona e dintorni:

Claudia Boccini

15 Commenti

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    Chiara gennaio 07, 2018

    Ciao Claudia,
    Ho letto il tuo racconto della giornata a Sintra e mi hai messo ancora più dubbi ???? ovviamente considero la cosa positiva.

    Volevo fare il classico palazzo de Pena ma fare anche Quinta de Regaleira che in tanti dicono essere molto bella; ora però arrivi tu col Monserrate…tu cosa faresti tra i due?

    Inoltre volevo chiederti: con la Viva Viagem, se ricarico il giornaliero di 6 euro, il costo del trasporto fino a Sintra andata e ritorno è gratuito o scontato? Ho un po’ di dubbi perché con la Lisboa Card si spende un tot e si va ovunque con quella cifra spesa inizialmente, mentre con la Viva si paga ogni volta che si prende un mezzo, ma ridotto invece che prezzo pieno?

    GRAZIE se mi vorrai aiutare…fatico a trovare risposta a questo mio dubbio.
    Chiara.

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      Claudia Boccini gennaio 07, 2018

      Ciao Chiara, provo ad aiutarti, per quanto posso :).Se ti organizzi beni, riesci a fare tutti e tre, anche perché la Quinta da Regaleira è abbastanza vicina al paese di Sintra (gli altri due li raggiungi con il bus). Palacio de Pena è bello ma eccessivamente turistico ed anche un po’ kitsch, a dirla tutta, ma ha un bel panorama e in ogni caso lo visiti in un paio di ore al massimo, a meno che tu non voglia girare anche per il parco. A me è piaciuta moltissimo Monserrate, ma dipende anche in che periodo vai: oltre alla villa, particolarissima, merita tanto il parco e se è tempo brutto può non rendere al meglio.
      La corsa fino a Sintra (A/R) con la Viva Viagem non è gratuita, ma scontata rispetto ad un biglietto ordinario. La Lisboa Card te la consiglio solo se hai intenzione di visitare parecchi musei e girare molto con i mezzi pubblici per Lisbona. Devi fare due conti… :)

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    michela ottobre 24, 2017

    Bello leggere il tuo viaggio! Io partirò con un gruppo di amiche il 15 novembre, iniziamo da Porto, poi volevamo fare giornata e pernottamento a Sintra e Cabo de Roca e per finire tre giorni a Lisbona. Volevamo noleggiare un auto, la consigli o è meglio spostare con i mezzi là????

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      Claudia Boccini ottobre 24, 2017

      Che bello un viaggio tra amiche in Portogallo! Se l’idea è di visitare solo Sintra + Cabo e Lisbona, io vi consiglio i mezzi pubblici. Se invece volete vedere anche altri paesi e città lungo la strada che da Porto porta fino a Lisbona allora ovviamente sì per l’auto. Nel caso, fate in modo di prelevare l’auto a Porto e lasciarla al vostro arrivo a Lisbona: pagate qualche decina di euro in più ma risparmiate sui giorni di noleggio e sul parcheggio (in centro complicato e a pagamento) ed in ogni caso a Lisbona ci si sposta benissimo con i mezzi pubblici (fate la carta ricaricabile Viaviagem, risparmiate anche sulle tariffe).
      Buon viaggio!!!

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    Massimo agosto 20, 2017

    Buongiorno a tutti, grazie al blog abbiamo contattato Frederico. Lo abbiamo contattato per un giro di una sola giornata tra sintra e cabo da roca. A nostra opinione per visitare come si deve quinta della regaleira , palacio de pena e cabo da roca sarebbe meglio avere a almeno due -tre giorni..ma avendo la fortuna di avere una guida come Frederico, persona estremamente professionale, tranquillo e disponibile siamo riusciti a vedere e ad avere spiegazioni su molti luoghi e particolari sconosciuti al turismo di massa. Essendo profondamente innamorato della sua città riesce a far vedere questi luoghi con occhi diversi, e con la sua cultura a farli apprezzare in modo particolare. Consigliamo la visita ,col solo rammarico di aver avuto poco tempo, e di aver scelto il periodo forse più turistico, che rende più difficile soffermarsi ad apprezzare le meraviglie di questa regione del Portogallo ricca di storia e cultura.

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      Claudia Boccini agosto 20, 2017

      Grazie Massimo, io e Franz siamo molto contenti di esservi stati utili e di aver condiviso con voi e con i lettori del blog i riferimenti di Frederico, davvero un’ottima guida. Spero che Sintra vi sia piaciuta!

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    Diana aprile 13, 2017

    Sarò a Lisbona a Pasqua. Ho in mente di andare a Sintra il lunedì. Dato il periodo, mi consigli di contattare una guida già da qui oppure di sceglierla a Sintra? Sono in molti a farlo oppure dato il periodo saranno tutti occupati. Ti ringrazio e complimenti per il blog!

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      Claudia Boccini aprile 13, 2017

      Intanto, grazie per il commento e… per i complimenti! Considerato il periodo, forse è meglio muoversi in anticipo (so per certo che Lisbona sarà una delle destinazioni più gettonate per questo periodo di ponti :) ) Se ti va, poi fammi sapere come ti è sembrata e le tue impressioni, mi farebbe piacere!
      Claudia

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    giuseppina guarna marzo 21, 2017

    Ciao, molto interessante questa organizzazione della giornata a Sintra. L’unico dubbio che ho è che vorrei scegliere un giorno limpido e arrivare a Cabo de Roca per il tramonto, quindi pensavo di fare il giro a sintra e poi raggiungere Cabo de Rosa per ammirare il tramonto e rientrare a Sintra in tarda serata se i collegamenti lo consentono. Devo scartare invece la possibilità di fare Calais, Sintra e Cabo de Roca in una sola giornata mi sa…troppe cose insieme…dovrò destinare a Calais altra mattinata dei miei 4 giorni. Cosa ne pensi? attendo tua opinione, grazie mille. Pina

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      Claudia Boccini marzo 21, 2017

      Ciao Giuseppina,
      benvenuta sul mio blog!
      Concordo con te: due giorni sono necessari, davvero impossibile fare le cose per bene e vedere tutto in un solo giorno! L’ideale potrebbe essere arrivare a Sintra la mattina, visitare le ville esterne quindi raggiungere Cabo de Roca per il tramonto con il bus se disponibile (verifica gli orari, da qualche parte nel post c’è il link alla compagnia di trasporto locale, se non la trovi fammelo sapere che la recupero. Nel caso non ci fossero bus comodi – secondo me ci dovrebbe essere, soprattutto se ci vai in stagione turistica – valuta la possibilità di andare in taxi o con auto a noleggio. Quindi rientrare a Sintra per la cena e per il pernottamento, con la possibilità di fare una passeggiata nel piccolo centro storico. La mattina potresti completare la visita di Sintra quindi raggiungere Calais con il bus (ci vuole molto meno tempo per visitarla) e quindi tornare con il treno a Lisbona. Oppure, potresti riservare a Calais un pomeriggio in modalità andata/ritorno a Lisbona.
      Per gli alloggi a Sintra, muoviti per tempo perché ce ne sono ma non in modo esagerato.
      Fammi sapere cosa decidi e se posso esserti utile in qualche altro modo!
      Claudia

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        giuseppina guarna marzo 22, 2017

        Grazie mille per la tua velocissima risposta. Ho già prenotato alloggio sempre a Lisbona, già da Gennaio per andare a Pasqua…(i prezzi sono notevoli), quindi farò gira a Sintra in giornata, tramonto a Cabo de Roca e rientro da Sintra col treno verso Lisbona. Devo solo verificare gli orari del bus di rientro o valutare il tour come hai fatto tu chiedendo a Frederico se ci porta a Cabo de roca al tramonto. Mi pare fattibile almeno sulla carta… Continuo ad organizzare il mio tour a Lisbona e a leggere i tuoi preziosi consigli. Buona giornata Pina

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          Claudia Boccini marzo 22, 2017

          Pina, grazie a te! E se vorrai condividere, al tuo rientro, qualche tua esperienza a Lisbona, le pagine del blog aspettano anche il tuo racconto :)
          Claudia

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    Claudia Landoni maggio 26, 2016

    il vento di Cabo de Roca e le padelle di rame del palazzo me li ricordo come se fossi ancora lì, anche se sono passati 16 anni… purtroppo non ho visto il parco e il monastero, perciò ho due buoni motivi in più per tornare in Portogallo…

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      Claudia Boccini maggio 26, 2016

      Credo che il Portogallo ha talmente tanti motivi per essere visitato che c’è solo l’imbarazzo della scelta! :) Sono innamorata di questo Paese!

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