Le case bianche e blu di Sidi Bou Said

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Ancora un post sulla Tunisia, terra di sole e di colori! E di colori ce ne sono davvero  tanti a Sidi Bou Said, villaggio amato dagli artisti europei e tunisini che si trova a meno di 20 km. da Tunisi, lungo la linea ferroviaria che da Tunisi porta a La Marsa (noi abbiamo l’abbiamo però raggiunto in bus) e che abbiamo visitato nel corso del MegaTour organizzato dall’Ente del Turismo Tunisino, di cui siamo stati ospiti.

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Colori tanti a Sidi Bou Said, il verde chiaro degli alberi e il verde cupo dei cipressi, il fucsia luminoso delle bouganville in fiore, il grigio-blu delle strade, i colori profondi dei tappeti e delle stoffe, dei monili intriganti e delle spezie profumate in vendita nei piccoli negozi, sebbene i colori che hanno reso famosa questa bella cittadina protesa sul Mar Mediterraneo siano fondamentalmente due: il bianco calce delle sue case ed il blu cobalto, usato con generosità per evidenzia finestre, portoni, volute di ferro battuto e mille dettagli. Un villaggio vivace, con negozi e rivendite di prodotti locali, gallerie d’arte, scorci panoramici e ristoranti di ottimo livello, come il Dar Zarrouk, dove abbiamo pranzato in un’oasi di classe e di tranquillità, con un grande giardino ombroso dove rilassarsi.

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Mi è piaciuta Sidi Bou Said, il suo essere cittadina vivace, vissuta ed allo stesso tempo esclusiva e popolare. Noi ci siamo stati di sabato pomeriggio e la località era piena di famiglie tunisine in gita, ragazze che passeggiavano lungo le suggestive vie, bambini che scorrazzavano allegri. Immancabili i mille venditori di souvenir (a cui, lo ammetto, non ho saputo resistere) mentre nell’aria, tra il profumo dello zucchero filato e quello dei brik fritti, aleggiava lieve il profumo, intenso e ipnotico, del gelsomino.

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A Sidi Bou Said il pittore Paul Klee ha trovato ispirazione e ancora oggi l’arte e la cultura sono promosse: festival musicali (uno dei più importanti è l’internazionale Mûsiqât, che ne 2015 si è tenuto in ottobre), rassegne di pittura, stage di artisti. E un po’ vip, esclusiva, Sidi Bou Said lo è davvero. Tunisia da cartolina, perfetta, Sidi Bou said non solo ispira pittori, ma è a sua volta un quadro perfetto.

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Dall’alto del borgo, che si raggiunge percorrendo una serie di strade tortuose in lieve salita, la vista sul Golfo di Tunisi è spettacolare, la piccola marina e la spiaggia incantevoli. Un luogo-non luogo, dove la bellezza è di casa. Ma ciò che più intriga a Sidi Bou Said è la possibilità di perdersi tra i vicoli , dove le case hanno porte caratteristiche, alla ricerca dello sfondo ideale per uno scatto fotografico perfetto. Non sarà difficile da trovare e tra cambi repentini di gamme cromatiche del blu e architetture caratteristiche ciascuno potrà portare via con sè la foto capace di racchiudere l’essenza della Tunisia, la stessa che affascinava Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, altri ospiti famosi di Sidi Bou Said. A proposito: il nome Sidi Bou Said del villaggio ha origine da un religioso musulmano, Abou Said ibn Khalef ibn Yahia Ettamini el Beji, che nel 1200 scelse questo luogo per ritirarsi in preghiera ed ancora oggi la sua tomba è meta di pellegrinaggio

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Se avete tempo, provate una delle specialità del villaggio tunisino, il té alla menta con i pinoli, dolce e intenso, oppure assaggiate uno dei dolcetti in vendita nei chioschi o, ancora, sedetevi nel giardino che guarda la marina e lasciatevi pervadere dalla serenità assoluta del luogo!

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Vicino al parcheggio del piccolo suk, una porta gialla, nel tipico stile tunisino, immette nel Museo della Musica Mediterranea, creato in quella che era la residenza del nobile Rodolfe d’Erlanger, pittore e musicologo francese, quello che a tutti gli effetti può considerarsi il padre dell’attuale stile mediterraneo di Sidi Bou Said: sembra che sia stato un suo suggerimento quello di uniformare i colori della case utilizzando il bianco ed il blu.

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Lungo Rue Hedi Zarrouk, la via principale di Sisi Bou Said, in cambio di un paio di euro, ragazze del posto offrono la loro abilità di tatuatrici con l’henné e con pochi tocchi creano arabeschi fioriti sulle mani, mentre ragazzi offrono mazzolini di gelsomini abilmente intrecciati. Piccoli souvenir dal costo minimo ma dal grande potere evocativo: cosa sono pochi spiccioli per entrare in uno dei racconti delle Mille ed una notte?

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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