Il cielo di Scozia

Il cielo di Scozia meriterebbe una serie di post, uno per ogni nuvola, goccia di pioggia o raggio di sole che mi ha regalato. E’ un cielo che cambia con la velocità di un respiro, capace di assumere mille sfumature che partono dal grigio fino ad arrivare all’azzurro fiordaliso, con mille tonalita’ racchiuse nel mezzo.

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D’altra parte c’è chi, ai colori del cielo  ha dedicato una canzone, bella come un dipinto ad acquarello, che mi dà energia ogni volta che la ascolto.  Era il 1993 e Fiorella Mannoia interpretava una canzone con testi di Massimo Bubola, “Il cielo d’Irlanda”. Una canzone che mi ha sempre aiutato a scacciare la malinconia, anche nei momenti meno sereni, per il ritmo vivace e per il messaggio positivo che trasmette. Non ve la ricordate? Ecco una parte del testo:

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te

Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero

Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia spesso d’umore
il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
si apre e si chiude con il ritmo della musica

(…)

Cieli che cambiano con la stessa rapidità degli stati d’animo, come una donna volubile che prima chiede amore e poi lo rifiuta, come una ruota che gira senza nessuno capace di fermarla. Quando sono stata in Irlanda avevo cercato i cieli  volubili e infiniti, ma era un anno caldissimo, in cui il sole splendeva sulle brughiere del Donegal e a parte veder correre  veloci nel cielo rare nuvole, non avevo ritrovato alcuna delle immagini cariche di energia narrate dalla canzone.

A distanza di anni e a distanza di chilometri, posso finalmente dire i cieli della canzone esistono e sono assai più affascinanti di quelli descritti con parole e note: non si trovano in Irlanda, ma in Scozia! Qui davvero il cielo è un cappello di pioggia e si sfama del muschio che ricopre pietre e brughiere, rapidamente si trasforma in un oceano di nuvole e luce per poi assomigliare ad una donna che cambia spesso d’umore!

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Il cielo in Scozia e’ una variabile priva di criteri oggettivi, e’ ombre buie al mattino, seguite da sole e cieli azzurri che esplodono in mille gradazioni e poi ancora nebbia e venti freddi, accompagnati da piogge. Tutto nell’arco di poche ore, mentre tu non sai più in quale stagione ti trovi e annaspi disperata  nell’armadio alla ricerca del vestito giusto da indossare, che non esiste perché tutti sono adatti e nessuno lo è, e quindi ti ritrovi a vestirti a strati, proprio come una cipolla da sfogliare in base alla necessità.

Non potrai fare a meno di una maglietta a mezze maniche,  di una felpa o un maglione in pile, di una giacca anti acqua con il cappuccio – perché gli ombrelli il vento di Scozia li gira e rivolta – di un paio di scarpe chiuse e comode e di un foulard di seta, leggero e caldo per evitare infreddature: il cielo di Scozia, anche in estate, e’ pioggia che lucida le strade e bagna i capelli e, come la canzone, mette allegria (ed energia) anche  se è grigio.

Claudia Boccini

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