La mostra su Alphonse Mucha al Vittoriano di Roma

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Il Complesso del Vittoriano di Roma ospita mostre e retrospettive sempre interessanti. Me ne sono convinta una volta di più lo scorso giovedì quando, invitata a partecipare ad un evento serale con visita guidata riservato a blogger ed influencer, ho avuto modo di ammirare la mostra su Alphonse Mucha, pittore, scenografo, fotografo, illustratore, capace di opere eclettiche ed artista a tutto tondo, (perfino stilista di gioielli e grafico pubblicitario ante-litteram!) ma soprattutto uomo con un forte legame con la sua terra, la Moravia e, in generale, all’identità slava, vissuto a cavallo tra il XIX° ed il XX° secolo.

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Simbolo per eccellenza dell’Art Noveau – chissà quante volte avete ammirato le sue donne eleganti e femminili, vestiti di abiti dalle forme fluide ed acconciate con fiori, elementi silvestri o naturali inserite in una composizione armonica che sorprende per la qualità – e la sacralità – del disegno e la sinuosità delle linee, senza sapere che fossero opere di Alphonse Mucha!

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Nella mostra su Alphonse Mucha viene mostrata la sua produzione multiforme, che accosta il ritratto decorativo all’uso artistico della calligrafia e di quello che oggi viene definito lettering, ovvero lo studio di nuovi caratteri con forme calligrafiche innovative. Molto interessante l’uso che Mucha fece della fotografia, divenuta ben presto una delle sue passioni: non solo per ritrarre familiari e paesaggi, ma quale strumento per “costruire” e preparare le successive opere grafiche o pittoriche.

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Un artista capace, dalla personalità visionaria ed inquieta, attratto dalla mistica e dall’occultismo nonché massone convinto, partecipò attivamente alle campagne politiche delle terre slave. Mucha ha viaggiato spesso per lavoro in Europa e nel continente americano, venendo in contatto con i pittori appartenenti alla corrente dei Nabis  e con Paul Gauguin e Paul Sérusier, incontro importante per la sua produzione in quanto per i Nabis la pittura, la scultura ed in genere l’arte hanno lo stesso valore, la stessa dignità delle cosiddette arti visive minori, tra cui il design e la grafica.

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Importante per la carriera e la notorietà di Mucha fu la collaborazione con la l’attrice Sarah Bernard, per la quale creerà, a partire dal manifesto per la rappresentazione Gismonda e per 6 anni, tutta una serie di manifesti, scenografie e perfino costumi teatrali. Ma  produrrà anche copertine di riviste, calendari, scatole per biscotti, locandine pubblicitarie, che non mancano nella mostra su Alphonse Mucha al Vittoriano, inclusa una famosissima locandina delle Bières de la Meuse.

Da Ivançice in Moravia, dove era nato, Alphonse Mucha si trasferirà a Vienna per seguire la famiglia di origine e quindi a Monaco di Baviera, a Parigi, poi ancora negli Stati Uniti, dove sarà professore presso l’Istituto d’arte di Chicago, per poi tornare infine a Praga.  Un uomo legatissimo alla sua patria ed alle sue radici slave, imbevuto di ideali utopici e visionari. Rientra in questo contesto di ricerca il ciclo pittorico “Epopea slava“, venti tele di grandi dimensioni che ripercorrono i principali eventi della storia slava.

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Informazioni utili:

  • La mostra su Alphonse Mucha è la prima grande retrospettiva dell’artista esposta in Italia, con oltre 250 opere in grado di mostrare l’estrema multiformità della produzione e di far comprendere la visione artistica di Mucha quale simbolo dell’Art Noveau. La mostra è suddivisa in 6 sezioni:
    • Un boemo a Parigi
    • Un creatore di immagini per il grande pubblico
    • Un cosmopolita
    • Il mistico
    • Il patriota
    • L’artista-filosofo
  • E’ in programma fino all’ 11 settembre 2016 presso il Complesso del Vittoriano, Ala Brasini.
  • Il biglietto di ingresso costa 13€ (intero), sono previste riduzioni.
  • La mostra è curata da Tomoko Sato, curatrice della Fondazione Alphonse Mucha,  e si svolge sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale ed è prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.

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La visita guidata a cui ho partecipato è stata teatralizzata con la presenza di modelle abbigliate come i quadri di Mucha, vere Muse floreali poste accanto ai quadri che interpretavano. E l’Oréal, partner della serata insieme ad Arthemisia, ci aspettava con una vera sorpresa: davanti a noi cinque donne affascinanti, tutte influencer di rilievo, sono state acconciate come “le donne di Mucha” e tra queste, sempre bella, sorridente e simpatica, anche Monica, la presidente dell’Associazione italiana travel blogger!

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Claudia Boccini

2 Commenti

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    Claudia Landoni luglio 18, 2016

    proprio oggi sono andata a vedere la mostra di Genova su Alfons Mucha che sarà aperta fino al 18 settembre ed è la stessa che è stata per tre mesi a palazzo Reale a Milano. Conoscevo l’autore per aver visitato anche il suo museo a Praga, ma questa mostra mi ha aggiunto tantissimo.
    Se volessi continuare il percorso che hai iniziato a Roma potresti metterla in programma; le tematiche sviluppate non coincidono, anche se alcune opere sono ovviamente presenti in entrambe le mostre, visto che erano manifesti riprodotti in più copie. Questo è il link http://www.mostramucha.it/la-mostra/

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      Claudia Boccini luglio 19, 2016

      grazie Claudia! E’ una notizia interessante e utile. Chissà… ma quest’anno ho davvero poche ferie :(

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