La villa di Dar Sebastian a Hammamet

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E’ davvero la casa più bella del mondo? Forse la villa di Dar Sebastian lo è o, almeno, così pensava l’architetto statunitense Frank Lloyd Wright, colui che ha mutato lo stile ed il concetto dell’architettura moderna, dopo averla vista. In ogni caso, la villa tunisina appartenuta al miliardario rumeno George Sebastian (da qui il nome, Dar in arabo-tunisino significa proprio “casa”) è ancora, a distanza di quasi un secolo, un magnifico esempio di dimora mediterranea e la villa è  immersa in un parco dove gli hibiscus e gli alberi di agrumi danno vita ad un piccolo, magico Eden.

Noi siamo stati a Dar Sebastian in una splendida giornata illuminata dal sole caldo di aprile,  nel corso del nostro viaggio-tour organizzato dall’Ente del turismo tunisino e la visita ha contribuito non poco a farci comprendere come lo spirito di accoglienza cosmopolita da lungo tempo sia parte della cultura e della tradizione tunisina.

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Situata nella prima periferia di Hammamet, lungo la strada che porta verso la Medina ed il Forte, Dar Sebastian è oggi la sede del Centro Culturale Internazionale di Hammamet, istituzione che promuove eventi artistici e musicali di qualità portando avanti lo spirito di mecenatismo che contraddistingueva il miliardario Sebastian, che nella villa di Hammamet ospitava artisti famosi, filosofi, creativi, couturier. Se Dar Sebastian è un nome per voi forse nuovo, immagino che non lo siano i nomi di Jean Cocteau, di Paul Klee, di Andre Gide, di Elsa Schiaparelli, tutti ospiti di Dar Sebastian.

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Dar Sebastian è stata terminata nel 1927 ed è stata edificata in uno stile razionale che mixa la cultura abitativa nordafricana con elementi di Art Decò europei: dall’esterno la villa è un monolite bianco  immerso nel verde del bosco e della pineta. Varcando il portone di ingresso, nel tipico stile arabo, ci si trova in una grande sala di soggiorno ora utilizzata come sala espositiva. Da qui si accede al patio interno, caratterizzato da un portico e da una scenografica piscina azzurra, che sembra invitare gli ospiti della villa a fare un tuffo rinfrescante.

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Come in un labirinto, i corridoi interni si aprono su stanze da letto, sui soggiorni, sulla cucina, ancora in gran parte arredati con i mobili originali bianchi disegnati da Jean-Michel Franck, semplicissimi e lineari con l’unico vezzo di sobrie decorazioni di borchie, nello stesso stile che si ritrova sulle porte e negli usci tunisini. Anche con le temperature roventi dell’estate, l’interno della villa di Dar Sebastian mantiene un clima fresco e piacevole. L’allestimento delle stanze, con letti rifatti, tovaglie stese sui tavoli, cuscini lasciati distrattamente sulle poltrone, rende semplice immaginare come dovesse essere la vita al tempo di George Sebastian e dei suoi famosi ospiti.

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Un periodo buio per Dar Sebastian fu invece durante la seconda guerra mondiale, quando la tenuta venne requisita dal Maresciallo Rommel per essere trasformata nel quartier generale delle truppe dell’Asse Italia-Germania durante la campagna del Nord Africa. Pare che Rommel amasse particolarmente Dar Sebastian ma altrettanto la amò lo statista inglese Winston Churchill, che durante il suo soggiorno trovò l’ispirazione per scrivere alcuni capitoli delle sue memorie.

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Nel 1962 la proprietà di Dar Sebastian e della tenuta circostante è passata allo Stato Tunisino mentre nel 1968, finanziato dalla Fondazione Gulbenkian (sì, la stessa del Museo che si trova a Lisbona e che ho visitato di recente) e su progetto dell’architetto Paolo Chemetov, viene costruito il (brutto!) teatro all’aperto, un massiccio obbrobrio in cemento che ha però un grande bonus: il meraviglioso panorama sul mare che si vede dalle gradinate più alte. Dalla casa partono i sentieri che attraverso la macchia mediterranea, siepi e arbusti portano verso la spiaggia ed il mare mentre altri puntano verso l’agrumeto, i giardini tematici e verso il piccolo museo dell’agricoltura. Una parte del sentiero corre su una sinuosa passerella di legno, una sorta di via sospesa che connette le diverse zone della tenuta e che nello stesso tempo aiuta ad entrare, anche  fisicamente, nel paesaggio.

Informazioni utili:

Il Centro Culturale Internazionale di Hammamet  Dar Sebastian si trova in Avenue des Nations Unies n. 97 – 8050 – Hammamet. Telefono: 72 280 410 Fax : 72 280 722. Per arrivare a Hammamet da Tunisi si può prendere il treno (impiega da 1 ora ad 1 ora e mezza); dalla stazione per raggiungere Dar Sebastian sono oltre 3 km. e 40 minuti a piedi, ma vi conviene prendere un taxi.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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