10 motivi per visitare Siena e la sua provincia

Ditemi la verità: avete davvero bisogno di 10 motivi per visitare Siena e la sua provincia, un elenco puntato di attività da fare, luoghi da vedere, itinerari da seguire per decidere che forse sì, è tempo di andare – o anche tornare – in questa città d’arte e di cultura ma anche e soprattutto di Palio? Io credo proprio di no, perché Siena è così particolare, così unica, che non ha bisogno di grandi presentazioni o cartoline pubblicitarie per attrarre turisti e visitatori. Ed altrettanto lo sono i mille borghi della sua provincia, fatti di paesaggi struggenti, borghi racchiusi da mura, colline infinite solcate da vigneti, terme salutari ribollenti di acque benefiche, una montagna dove immergersi tra boschi secolari. E poi, ancora, le iconiche crete senesi, le abbazie medievali, la cultura del buon mangiare: potrei continuare ancora a lungo ad elencare,  perché di certo ci sono ben più di 10 motivi per visitare Siena e la sua provincia!

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E poi, appunto, impossibile parlare della meravigliosa città toscana senza citare il Palio, la tenzone che per due volte l’anno fa entrare in fibrillazione Siena e i suoi cittadini e che tanto fa discutere per la sorte non sempre fausta che spesso vede coinvolti  i cavalli che partecipano alla carriera. Il Palio di Siena e’ una carriera, appunto, non una gara, una corsa o una giostra. E sebbene sia un evento apprezzato anche da chi arriva a Siena per turismo, non è una manifestazione costruita ad arte per il divertimento dei visitatori. Il Palio è Siena e Siena è il Palio, l’uno si nutre dell’altra e viceversa, il Palio è allegoria sociale e politica, è il Medioevo più nobile che per due volte l’anno torna a vivere con i suoi fasti ed i suoi riti.

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Consiglio spicciolo: per il vostro bene, non provate mai a chiedere ad un senese per quale Contrada tifa, paragonando il microcosmo umano e sociale che racchiude l’evento senese ad una squadra sportiva: rischiate, quanto meno, di sentirvi apostrofare con un sonoro “strullo“, che è il modo locale per dire (tutto sommato amichevolmente) che non capite proprio un bel nulla. In ogni caso, la città e’ un contenitore prezioso di opere d’arte e di storie così come lo è la sua provincia.

Per quanto riguarda il Palio:

  • si parla di Palio già nel XII° secolo;
  • si corre il 2 luglio ed il  16 agosto di ogni anno;
  • le contrade sono 17: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone, che corrispondono a zone della città;
  • partecipano alla carriera solo 10 contrade, 7 di diritto (sono quelle che non hanno corso in precedenza) e 3 estratte a sorte;
  • l’ingresso in piazza è gratuito per tutti – e vista la conformazione di Piazza del Campo, si vede abbastanza – mentre dovete pagare  se volete gustarvelo dai palchi o dai balconi che affacciano sull’anello di tufo;

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Di Siena e dintorni ne ho scritto parecchio in questo blog, per cui i 10 motivi che vi elenco spesso vi porteranno a post specifici per approfondire, qualcuno oramai un po’ vecchiotto ma sempre valido: una selezione totalmente soggettiva e fondamentalmente poco oggettiva, visto che sono legatissima a Siena ed alla sua provincia (e comunque, se siete molto interessati alla città di Siena e su tutto quel che la città può offrire ad un visitatore esigente ed appassionato di arte e cultura,  vi invito a leggere il blog My Day Worth, di Amina Sabatini, che a Siena ci vive, ci lavora ma soprattutto la ama e con passione la racconta.

Dopo tutto questa premessa (un po’ logorroica, lo so, ma se parlo di Siena non mi fermo più!) siete pronti a scoprire quali sono i (miei) 10 motivi per visitare Siena e la sua provincia?

  • Siena era una tappa importante per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena ed anche il complesso ospedaliero del Santa Maria della Scala – oggi superbo museo ma fino a poche decine di anni fa ospedale pienamente operativo – era al servizio di coloro che attraversavano l’Italia sulle orme del vescovo Sigeric fino ad arrivare a Roma. Provate anche voi a ripercorrere il tragitto di un pellegrino seguendo l’itinerario che parte da Porta Camollia e arriva al Duomo: scoprirete una Siena mistica e misteriosa, comunque sorprendente!
  • In questa città religiosamente laica, a cavallo del XIV° e del XV° secolo visse e predicò San Bernardino, nato a Massa Marittima (che ora è in provincia di Grosseto ma all’epoca apparteneva a Siena), monaco francescano dall’elogio forbito che seppe dare impulso al rinnovamento della chiesa ed un’altra senese è stata assunta all’onore degli altari: Caterina Benincasa, Santa Caterina. Non si può visitare Siena senza visitare il Duomo, magnifico nel suo rivestimento marmoreo bianco/nero e scrigno di opere d’arte o la più sobria chiesa di San Domenico, più defilata. In provincia, invece, tutte da visitare le tre abbazie di Sant’Antimo, Monte Oliveto Maggiore e San Galgano, quest’ultima sconsacrata ma capace di trasmettere energia e senso di infinito.
  • Provate a salire sulla Torre del Mangia, il campanile che svetta sopra il Palazzo Pubblico: sarà una scalata impegnativa, ve lo anticipo, ma dall’alto potrete ammirare i tetti rossi di Siena (tante le fornaci che producevano – e producono ancora – i coppi dei tetti) e l’estensione della campagna senese, coltivata con amore e struggente nella sua perfezione di morbide colline, al mattino spesso avvolte da nebbie lievi. Un’immagine che vi resterà a lungo nel cuore :)

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  • Spostandoci in provincia, distante da Siena ma non troppo, (sono all’incirca 35 km.), vi aspetta Montalcino, patria del vino Brunello e borgo dove il Medioevo sembra non esser mai finito: il particolare impianto delle vie principali, la Rocca, il Palazzo del Popolo sono ancora lì, solenni e immortali. Sorprendente Montalcino, anche nello shopping: non solo vino e prodotti alimentari!

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  • Il colore rosso è una costante della provincia di Siena: non parlo di colore politico – sebbene sia (stata?) una delle provincie roccaforte della sinistra italiana – ma del colore delle abitazioni e dei palazzi. Il terreno argilloso e le numerose fornaci hanno contribuito fin dal Medioevo a dare alle cittadine della provincia di Siena il caratteristico aspetto di città di mattoni, lo stesso che si ritrova, ad esempio, a Buonconvento dove i mattoni creano la cinta di mura che attornia completamente il centro storico.
  • Chissà quale segreto si nasconde a Torrita di Siena, dove il motto “Ad Umbra Lumen” campeggia sulla piazza principale. Una storia affascinante, una filosofia da approfondire.
  • Nel Senese i castelli non mancano: ce ne sono tanti, alcuni maggiomente noti, come appunto la Rocca di Montalcino, il Castello di Sarteano, Brolio e Badia a Coltibuono in zona Chianti, altri conosciuti solo dagli intenditori, come il Castello di Bibbiano o Castiglione d’Orcia. Un tour sulle tracce dei castelli è un buon motivo per visitare Siena e la sua provincia, non vi pare? Anzi, che ne dite se vi preparo un piccolo itinerario “da castello a castello”?

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  • Il sistema dei piccoli musei della provincia di Siena (I Musei delle Terre di Siena) è ben strutturato e alcuni sono veramente interessanti da visitare. Cito, tra quelli che conosco meglio,  il Museo del Cristallo di Colle Val d’Elsa, l’Antiquarium di Poggio Civitate – Murlo, sui rinvenimenti etruschi della zona, il Museo civico e archeologico di arte sacra Palazzo Corboli di Asciano, il Museo di Arte sacra della Val d’Arbia di Buonconvento, il Museo civico archeologico della Collegiata di Casole d’Elsa;

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  • Se vi dico terme, cosa mi rispondete? Nella provincia di Siena, soprattutto nel sud della provincia, c’è un’ampia scelte di piscine ed impianti termali, più o meno organizzati o spartani. Non sapete quale scegliere? Un paio di nomi ve li suggerisco volentieri: Terme di Rapolano e  Piscine Theia di Chianciano. Oppure, leggete il post sulle terme della provincia di Siena e valutate quale fa per voi.

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  • La cucina e la gastronomia toscana è conosciuta nel mondo, quindi anche solo andare a Siena per assaggiare la ribollita può valere un viaggio. Ma c’è un piatto, popolare e gustoso ma poco conosciuto che se vi capita di trovare  in menù vi consiglio di assaggiare: la scottiglia. E mi raccomando, accompagnatela con un bicchiere di buon vino, a voi la scelta se bere Chianti, Brunello, Rosso della Val d’Arbia, Rosso di Montecucco.

Se l’idea di visitare Siena vi piace e volete rendere super speciale il vostro soggiorno, fate una scelta “da una volta nella vita” e prenotate in uno degli eleganti Resort di Lusso in provincia di Siena, spesso ricavati in Castelli o in Dimore storiche, tutti accomunati da un’altissima qualità dell’accoglienza e del servizio.  Oppure, scegliete un agriturismo immerso nella campagna , certi che al risveglio, dopo aver aperto le imposte, vi troverete circondati da un paesaggio meraviglioso, così unico da essere scenario di film e spesso set per la pubblicità.

Claudia Boccini

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