Cosa vedere in Camargue

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C’è un posto in Francia dove i racconti dei cavalieri trovano consistenza, dove il difficile ambiente naturale si trasforma in ricchezza, dove al tramonto fenicotteri del colore dell’alba volano in gruppi per raggiungere stagni salati. Siamo in Camargue, diretti verso Aigues Mortes, cittadina circondata da acquitrini, stagni e canali fluviali che hanno creato luoghi di ripopolamento faunistico e aviario tra i più preziosi del Mediterraneo, oggi inseriti nel Parco  Naturale Regionale della Camargue, che poi è a sua volta uno dei luoghi più selvaggi e carichi di energia che abbia mai osservato.  Cosa vedere in Camargue, quindi, oltre a un meraviglioso ed incontaminato ambiente naturale?

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Quel che vi racconto non è legato ad un viaggio recente, che sia chiaro: noi siamo stati in Camargue nel 2013, alla fine di un viaggio in Provenza talmente intenso che posso senz’altro collocarlo tra uno dei più belli fatti insieme a Francesco, percorrendo vie che attraversano villaggi con le case dalle imposte azzurro polvere, seguendo gli itinerari delle terre d’ocra e beandoci del fresco delle acque che già ammaliarono Francesco Petrarca.

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Un allevamento di tori di Camargue

Un viaggio di quelli che sali in macchina, prenoti un hotel tranquillo, immerso nel verde e che ti sia di cuccia confortevole per i ritorni serali e poi via, seguendo l’ispirazione dell’attimo ed anche il profumo intenso della lavanda. Paesaggi che sembrano dipinti, girasoli e cipressi, vigneti, colline. Una Francia che nelle sue diverse forme ricorda forse la Toscana, la Provenza è la Regione francese più “mediterranea” anche nella cucina, che usa con abbondanza olio ed erbe aromatiche. Perfino il dialetto che vi si parla, che deriva dritto dritto dalla Lingua d’Oc usata dai trovatori per comporre canti d’amore, ricorda nei suoni idiomi a noi conosciuti.

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Ma se la Provenza è idilliaca, scendendo verso Arles già cambia l’atmosfera, le architetture delle case, il colore della luce, accecante e intensa. I volti intensi degli uomini seduti a bere i pastìs nei bar, le arene dove – proprio come in Spagna, da cui dista all’incirca 300 km – si pratica la tauromachia. Ecco, Arles è punto di cesura tra la Provenza e la Camargue e a mio parere è importante fermarsi qualche tempo – meglio una giornata intera – nella città costruita lungo il corso del Rodano proprio per entrare lentamente nel paesaggio camarguense.

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La Tour Carbonniere

Da Arles ci si addentra lungo le strade assolate del Parco Naturale Regionale della Camargue, chilometri e chilometri spesso in mezzo al nulla, sospesi su rettilinei che corrono tra acquitrini e rari casolari , spesso affiancati dalle tipiche Capanne dei Guardiani, casoni bianchi di calce con un’abside sul retro ed il tetto di canne e paglia.

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Prima ancora di arrivare ad Aigues Mortes, conviene imboccare la strada provinciale D570 fino a raggiungere il borgo sul mare di Saintes Maries de la Mer, villaggio bianco tra il mare e gli stagni che costituiscono le bocche del Rodano – gigantesco l’Étang des Vaccares, che poi è tutt’uno con l’Étang de Monro, separato dal mediterraneo solo da una striscia di terra su cui corre una delle tante strade che attraversano il Parco.

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Anche Saintes Maries de la Mer merita una sosta, meglio un pernottamento se vi è possibile: per godere del mare e delle belle spiagge ma soprattutto per vederla di sera, quando ritrova la sua anima di villaggio raccolto attorno alla Chiesa fortificata di Notre Dame de la Mer (foto qui sopra), luogo di culto amatissimo dai gitani  che qui,  il 24 e 25 maggio di ogni anno festeggiano, in un rito atavico, la loro patrona Sara, portandola in processione nelle acque del Mediterraneo, in un bagno purificatore tanto simile ad un battesimo.

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La Tour de Costance

Da Saintes Maries de la Mere si torna indietro per prendere la strada D58, che porta diretta fino alla città fortificata di Aigues Mortes: abbiamo lasciato la zona delle bocche del Rodano per entrare nel territorio del Gard. Aigues Mortes si preannuncerà da lontano con con il suo grande torrione circolare e le spesse mura poste a salvaguardia del centro abitato, che ha origini che risalgono ad epoche precedenti al 1240, quando il Re Santo di Francia, Re Luigi IX, intuì che in una possente rocca avrebbe potuto alloggiare guarnigioni a tutela delle coste.

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Proprio da qui – il mare era più vicino di quel che è ora, ma da sempre il territorio è soggetto ad insabbiamenti – salpavano le navi che andavano in verso la Terrasanta per portare crociati e principi in cerca di gloria. Immaginate la scena: crociati a cavallo, gli stendardi spiegati, in lontananza il sole ed il mare e tutto attorno paludi malsane, primo vero ostacolo da superare indenni. Aigues Mortes era un’oasi di tranquillità prima di mettersi alla prova, sfidando il Mediterraneo e le truppe nemiche.

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Soggetta inizialmente al potere dei monaci dell’abbazia di Psalmodie, che la cedettero al Re in uno scambio di denaro e terreni, le mura di Aigues Mortes hanno un unico torrione circolare, la Torre di Costanza, un mastio imponente alto 30 metri che guarda verso l’entroterra (si può visitare) mentre all’interno è da visitare la chiesa medievale di Notre Dame des Sablons, probabilmente l’edificio più antico di Aigues Mortes edificato in stile gotico.

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All’interno delle mura che circondano Aigues Mortes, aspetta uno scacchiere regolare di vie che si intersecano, nella forma del castrum romano, con abitazioni basse, al massimo due piani, una grande piazza centrale molto “francese”, con alberi che offrono la loro ombra ai tavolini dei tanti ristoranti con dehór (sono turistici, ma noi ci abbiamo mangiato con gusto e soddisfazione). Oggi Aigues Mortes è una piacevole città turistica, a pochi chilometri le località marine di Le Grau du Roi e La Grande-Motte, dove ci sono villaggi, alberghi, ristoranti e spiagge selvagge. Noi ci siamo stati un paio di volte sia per fare vita balneare che per cenare in uno dei tanti ristorantini che offrono menù di pesce. Poco distante dal centro abitato di Le Grau du Roi le spiagge diventano selvagge, la più famosa è forse L’Espiguette, che nella parte più esterna è anche una spiaggia naturista e arcobaleno.

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Ma cosa vedere in Camargue e, nello specifico, ad Aigues Mortes? E’ una cittadina tutto sommato piccola, in cui aleggia qualcosa del suo passato potente di città-guarnigione e città del sale. Aigues Mortes è infatti famosa per le sue saline, forse le più grandi che abbia mai visitato, in ogni caso le più estese di Francia: ben 9800 ettari! A proposito: io vado in fissa per le saline (notevoli quelle di Sicciole in Istria ed anche le piccole saline di Tarquinia) perché sono luogo di sosta dei fenicotteri che trovano negli stagni salmastri l’habitat ideale per sostare e rifocillarsi prima di puntare verso sud.

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E ad Aigues Mortes di fenicotteri ne vedrete quanti ve ne pare: più  o meno rosa a seconda di quanti micro-molluschi abbiamo mangiato (sono sempre loro che danno quell’incredibile colore rosa alle acque degli stagni e delle saline), sono uno spettacolo quando all’imbrunire solcano il cielo in stormi compatti prima di fermarsi per la notte. E siccome i fenicotteri non sono piccoli uccellini ma bei pollacchioni alti, è pressoché impossibile non vederli anche da lontano.

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A proposito delle saline di Aigues Mortes, l’ingresso alle  Salins d’Aigues Mortes  si trova in Route du Grau du Roi, e sono così grandi che bisogna prendere un mini trenino per vedere tutto il processo produttivo: passerete accanto a montagne di sale candido, costeggerete stagni rosa carico da cui il vento solleva una spuma bianca che sembra zucchero filato ed invece è sale, vedrete i capanni dei salinari, le diverse vasche di essiccazione, il museo ed il negozio dove acquistare il pregiato Fleur de Sel de Camargue, assai apprezzato dagli chef.

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Soprattutto, vi sentirete talmente piccoli davanti all’immensità – ed alla potenza – della natura che la Camargue ed il suo ecosistema  vi resteranno a lungo nel cuore. Per visitare le Saline – dal 1° marzo al 31 ottobre – calcolate almeno un’ora e mezza; il costo di ingresso, trenino incluso, è di 10€ per gli adulti e 8€ per i bambini (costi aggiornati al 2016).

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Una delle attività che vi consiglio di fare ad Aigues Mortes è di salire a bordo di una delle imbarcazioni che risalgono il Canal du Rhône scivolando lente accanto a tenute agricole, allevamenti di tori e di cavalli. Da lontano si nota la Tour Carbonniere, che risale all’epoca di Re Luigi IX, che aveva funzioni di controllo sull’unica strada che collegavano l’entroterra con Aigues Mortes nonché di fonte di guadagno per via del pedaggio che vi si doveva pagare.

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Sicuramente nel corso dell’escursione in barca avrete modo di partecipare ad una esibizione dei Gardians, i mandriani, che daranno dimostrazione di come viene tenuto insieme un branco di cavalli o di giovani tori. E’ in queste zone che vengono allevati gli animali che verranno inviati alle corride di Spagna e di Arles e la carne di toro, che può piacere o meno, è un piatto prelibato della gastronomia locale.

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Una curiosità: nei dintorni di Aigues Mortes, soprattutto nella zona di Psalmodie, ci sono numerosi vigneti che hanno la particolarità di essere piantati direttamengte nella sabbia (simili li ho visti anche in Sardegna a Sant’Antioco): questo metodo impedì l’estinzione dei vitigni durante una terribile epidemia di filossera, una malattia delle viti, che ci fu nel 1875.

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Stagni salati rosa e spuma di sale

In città e nei dintorni ci si muove a piedi o con la bicicletta – è pianura e non è mai faticoso –  e per arrivare fino alla spiaggia, sulla costa, ci sono comunque i bus oppure il treno, che parte da Nîmes, passa per Aigues Mortes e fa capolinea a Le Grau du Roi. Se volete visitare Aigues Mortes e sentirvi un po’ bimbi, utilizzate il Petit Train, trenino turistico in funzione dal 1° aprile al 30 settembre che parte da la Porte de la Gardette e impiega 25 minuti per fare un giro completo della città (costo 5€ adulti, 3€ bambini – costi aggiornati al 2016).

Informazioni utili su cosa fare e cosa vedere in Camargue e ad Aigues Mortes (attenzione: è strutturato come un menù a tendina, cliccate sul + per leggere)

 

Cosa vedere in Camargue

Sicuramente il Parco Ornitologico di Pont de Gau, il Museo della Camargue del Mas du Pont du Rousty ad Arles, gli stagni infiniti, le saline gestite dall’uomo ed anche quelle che si formano naturalmente negli stagni per evaporazione. Poi spazio alle passeggiate, alle escursioni in bicicletta, a cavallo e perfino in quadche vi porteranno a scoprire angoli speciali della Regione.

Informazioni sulla città di Aigues Mortes

Aigues Mortes è una cittadina francese con una popolazione di circa 8.000 abitanti, circondata da stagni e zone umide della Camargue, a pochi chilometri dal Mar Mediterraneo.

Come arrivare ad Aigues Mortes dall'Italia?

Aigues Mortes dista da Montpellier circa 30 Km. mentre da Ventimiglia sono circa 340 km. Per arrivarci bisogna prendere l’autostrada A8 (a pagamento) superando Aix en Provence ed Arles. Quindi seguire la D570 e la D58

Qual'è il periodo migliore per visitare Aigues Mortes?

Tarda primavera (per le fioriture), estate (per le saline), autunno (per vedere la migrazione dei volatili)

Cosa fare ad Aigues Mortes?

Visitare il particolare abitato racchiuso nella fortezza medievale, divertirsi a visitare i tanti negozi con oggetti sfiziosi, noleggiare un’imbarcazione e navigare negli stagni, visitare le saline, tra le più grandi d’Europa, seguire il volo dei fenicotteri, andare al mare all’Espiguette, mangiare pesce e ostriche, partecipare ad una balade des mandiers (le attività di gestione dei bovini curate dai mandriani), salire sulla torre Costanza per scattare foto agli incredibili stagni color rosa che sono davanti alle mura di Aigues Mortes

Dove dormire ad Aigues Mortes?

Ampia la scelta di strutture di ospitalità, sia hotel che case vacanze (soprattutto verso il mare). E’ possibile trovare alloggi di stile tramite Airbn’B: noi avevamo alloggiato in un B&B scenografico, Villa Eden, affacciato sulla nuova marina di Aigues Mortes, con piscina e mille dettagli very luxury (dategli un’occhiata, ne vale la pena!)

Cosa assaggiare di buono ad Aigues Mortes?

Imperdibile la Fougasse di Aigues Morts, una volta cotta nei forni solo nel periodo di Natale ma che oggi si trova tutto l’anno. Ingredienti semplici: impasto per brioche, zucchero, burro e aroma di fiori d’arancia.

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ancora un’immagine delle saline di Aigues Mortes

Claudia Boccini

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