Il Museo Calouste Gulbenkian a Lisbona

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Il Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona è proprio bello. Ma bello bello, sia dentro che fuori. Non riesco a trovare un aggettivo migliore dell’abusato “bello” per questo centro di arte e divulgazione culturale dalle forme essenziali e immerso nel verde, la cui collezione di opere d’arte custodite nasce dalla passione di un imprenditore, filantropo ed estimatore d’arte. Se Lisbona è la vostra destinazione, non dimenticate di visitarlo: entrare nel Museo Gulbenkian è come partire per un viaggio attraverso la storia, ma ancor più la cultura, dell’Oriente e dell’Occidente.

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Una collezione enorme – oltre 6000 opere –  senza dubbio eclettica e apparentemente priva di un filo logico ma talmente ben assortita da renderla un unicum nel panorama internazionale. Arte romana, persiana, egizia, islamica e poi opere pittoriche dei grandi maestri europei del rinascimento, gioielli e preziosi. Una cavalcata senza freni attraverso i secoli,  con opere d’arte di grandissimo pregio e collezioni preziose. Nessuno stupore, quindi, se accanto a mosaici romani trovate tappeti persiani o lacche cinesi vicino ai quadri di Rubens.  La molla che spingeva Calouste Gulbenkian ad acquistare opere d’arte era una passione sconfinata per il bello, tant’è che è famosa la sua affermazione “solo il meglio è abbastanza buono per me”.

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Calouste Gulbenkian nasce nel 1869 da una famiglia armena a Üsküdar, sul Bosforo che successivamente si trasferisce prima in Egitto e quindi in Inghilterra, di cui prese la cittadinanza. Grazie alla sua abilità nel campo imprenditoriale, Gulbenkian  diviene ben presto un nome di spicco nell’industria petrolifera, con numerose concessioni di sfruttamento petrolifero che gli consentiranno di accumulare una vera fortuna economica e di assecondare la sua passione per l’arte. La sua scelta di far confluire le sue collezioni private – che lui considera come “figlie” e che rappresentano 50-60 anni della sua vita, nonché la sua filosofia, sono ben riassunte nella sala di ingresso del Museo Gulbenkian di Lisbona:

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Sebbene sia scritta in portoghese, credo che il senso si riesca a comprendere. E’ il gusto personale che lo guida nella scelta delle opere e oggi noi possiamo sicuramente affermare, a posteriori, che Calouste Gulbekian era davvero dotato di buon gusto!

Trasferitosi a Lisbona negli ultimi anni della sua vita (morirà nella capitale portoghese nel 1955 e verrà sepolto a Londra), dopo numerose incertezze decise di costituire una Fondazione per tutelare e raccogliere in un Museo la vastissima collezione affinché non venisse disperso l’ingente patrimonio di cui fanno parte, tra le tante,  opere di Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Fragonard, Manet, Degas, Monet.

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Ho visitato il Museo Calouste Gulbenkian da sola, una domenica mattina, in attesa di prendere di nuovo l’aereo che da Lisbona – dove ero stata per il #sivalisbona organizzato in collaborazione con Skyscanner – mi avrebbe riportato a Roma. E non è stata una visita casuale o veloce, perché il Museo Gulbenkian era una delle mete già in programma anche durante il primo viaggio a Lisbona, fatto insieme a Francesco, ma che per problemi di tempo, non eravamo riusciti a visitare.

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Per arrivarci ho utilizzato la comodissima metropolitana di Lisbona (avercela, una metro così, a Roma!): ho preso la linea vermelha (rossa) e sono scesa alla fermata São Sebastião e ho poi seguito, in discesa, la Avenida António Augusto de Aguiar fin quasi ad arrivare a Praça de Espanha. Detto così sembra chissà quanta strada ma in realtà sono 10 minuti a piedi. Una volta entrata in un oasi verdissima, alla fine del breve percorso che costeggia il palazzo della  Fondazione vera e propria c’è l’ingresso del Museo Calouste Gulbenkian. Subito una bella sorpresa: la domenica non si paga l’ingresso, che comunque ha un costo limitato (10€ compresa la Coleção Moderna, che però non ho visitato ed è una buona scusa per tornare a Lisbona :)  ) e, in ogni caso, l’accesso alla caffetteria, al bookshop ed al grande giardino sono gratuiti.

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Il sobrio edificio che ospita il Museo è un progetto degli architetti Ruy Jervis d’Athouguia, Pedro Cid e Alberto Pessoa mentre il parco – che ospita anche un anfiteatro –  è stato realizzato dagli architetti paesaggisti Gonçalo Ribeiro Telles e António Viana Barreto, che hanno dato vita ad un rifugio idilliaco, con laghetti, essenze arboree, papere e volatili intraprendenti – occhio a non infastidirli perché non temono nulla, nemmeno i visitatori e qualche volta sono un po’ “nervosetti”.  Anche dall’interno del Museo il giardino è comunque una presenza costante, sempre visibile attraverso le vetrate che interconnettono visivamente con l’esterno.

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Il percorso di visita è cronologico quindi sarà semplice seguire il fluire della storia e dell’arte, anche se non siete esperti. In ogni caso, sarà un’esperienza visiva unica, capace di migliorare la percezione personale del bello. A mio parere, di grande impatto sono le collezioni di tappeti, di azulejos, di ceramiche e la quadreria. Da far restare senza fiato la collezione di elementi di oreficeria di René Lalique, con spille zoomorfe, vasi leggeri e spille serpentiformi. Magnifica! Ma altrettanto lo sono le sculture in giada, i pannelli, i contenitori asiatici, i codici miniati, la sezione dedicata all’arredamento.

Dopo aver visitato il museo, mi sono fermata per pranzo alla tavola calda interna, con il terrazzino aperto sul giardino. Per essere all’interno di un museo, i prezzi e la qualità sono ottimi e c’è abbondate scelta (un antipasto, un primo, un contorno e una bottiglia d’acqua più un caffè, 12€). All’interno della tavola calda funziona il wi-fi, che prende anche nel salottino davanti al bookshop, sebbene il segnale sia meno vigoroso. Come in tutti i musei, non mancano toilette e guardaroba.

Dal Museo Gulbenkian, potete tornare in centro città lungo il Parque Eduardo VII, uno dei punti panoramici da cui vedere dall’alto Lisbona. Il Parque è stato realizzato su una collina ma se andate verso il centro è tutta discesa!

Informazioni utili:

Museo Calouste Gulbenkian – Av. de Berna, 45A / 1067-001 Lisbona. Telefono: (00)351.217.823000

Il museo è aperto dalle 10.00 alle 18.00 tranne il martedì, giorno di chiusura settimanale. E’ chiuso anche il 24 ed il 25 dicembre, il 1° gennaio, la domenica di Pasqua ed il 1° maggio.

Biglietto €10 compresa la Coleção Moderna, sono previste riduzioni e la domenica l’ingresso è gratuito.

Claudia Boccini

2 Commenti

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    Claudia agosto 16, 2016

    Bello! Non l’ho mai visto, un motivo in più per tornare a Lisbona

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      Claudia Boccini agosto 16, 2016

      E, soprattutto, cerca di andarci di domenica: così hai l’ingresso gratuito :)

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