La Trattoria La Palazzina di Rieti

Mai fermarsi alle apparenze: lo dico sempre e lo ripeto una volta di più. Il concetto –  che sottintende la necessità di provare  prima di esprimere un giudizio su qualsivoglia situazione o elemento – è valido per i diversi ambiti della vita ma questa volta, nello specifico, lo applico alla Trattoria La Palazzina di Rieti che, se ci fossimo limitati alla sola apparenza estetica, avremmo scartato a priori. Uscendo dalla città laziale in direzione Rivodutri, nell’ultima periferia che è già campagna, un’insegna luminosa che deve avere diversi lustri indica l’accesso ad un grande parcheggio, fiancheggiato da un edificio abbastanza spoglio senza nulla di particolarmente attraente che possa catturare l’attenzione del viaggiatore. Insomma, se abbiamo varcato l’arco ricoperto di rampicanti che immette nel dehór della trattoria  è stato un puro caso, legato alla voglia di fermarci un momento dovo aver scalato con lo scooter le salite del Monte Terminillo, sempre bello sia in inverno che in estate, ma questa volta regno di un clima freddo quasi incredibile per essere il mese agosto!

(post scriptum: talmente freddo che mi sono buscata una brutta bronchite estiva. La lezione che ho imparato? Mai sottovalutare la montagna e portarsi sempre una giacca a vento leggera, anche in pieno agosto!)

Trattoria La Palazzina di Rieti

L’esterno della Trattoria La Palazzina di Rieti

Entrati nel giardino pieno di fiori e di piante di peperoncino (*), abbiamo trovato numerosi tavoli pronti ad accogliere gli ospiti della domenica, disposti sotto le fronte ombrose di tigli. Entrando nel locale, invece, ci si trova in un ambiente che gioca con i ricordi del passato, che enfatizza nell’angolo dedicato alla lettura. Cosa insolita per quella che è una trattoria di quasi-campagna, c’è infatti una bella libreria piena di volumi e riviste legate alla gastronomia, alla città di Rieti ed al periodo del Ventennio quando il Terminillo,  dopo che Mussolini ne aveva apprezzato l’ambiente montano, venne trasformato a tappe forzate nella “Montagna dei Romani”, con la costruzione di rifugi, chalet e delle prime piste da sci.

Ma c’è un motivo: la famiglia Amici, tuttora presente nella proprietà della Trattoria La Palazzina, fu tra i primi gestori della baita montana di Pian dei Roscè ed il legame con la montagna reatina è sempre stato molto saldo: nel corso del tempo hanno gestito strutture alberghiere e di ristorazione a Pian de Valli, quello che è il centro abitato e commerciale del Terminillo da cui parte anche la funivia, e diversi nella stessa città di Rieti. Insomma, tra i muri della Trattoria la Palazzina sono passate generazioni di albergatori e cuochi! Anzi, senza alcun dubbio, si può senz’altro affermare che la famiglia Amici è “la famiglia di ristoratori più antica di Rieti” in quanto il primo esercizio commerciale dedicato alla ristorazione venne aperto nel 1880 dalla bisnonna Emilia.

Trattoria La Palazzina di Rieti

Fateci caso: sto continuando a definire La Palazzina come Trattoria: fa parte della scelta della proprietà di non stravolgere il passato e mantenere l’attenzione per le cose buone di una volta, quando in cucina le donne preparavano la pasta fatta in casa, si cuoceva il pane nel forno domestico e si mesceva vino schietto e mai traditore ed anche l’ambiente esterno, realmente informale e non costruito, richiama l’aia di un podere o di una fattoria agricola.

Quindi mai fermarsi alle apparenze: soprattutto se sfogliando la carta del menù si scopre una girandola di piatti della tradizione affiancati da punte di eccellenza regionale, spesso rivisitata con capacità con il bonus di costi onestissimi: si capisce che dietro ogni ricetta c’è un attento e costante lavoro di ricerca e di miglioramento. Fanno poi parte dell’offerta della Trattoria La Palazzina alcune carni di particolare pregio come la Chianina, la Manzetta Prussiana (dalla carne particolarmente tenera che ricorda il Wagyu giapponese), il  Black Angus.

Trattoria La Palazzina di Rieti

Cosa abbiamo mangiato (con grande soddisfazione!) alla Trattoria la Palazzina di Rieti?

Per antipasto ho diviso con Francesco un grande tagliere misto di affettati di razze pregiate e formaggi selezionati (€14,00), uno più buono dell’altro (e fidatevi, che da buona toscana di caci e pecorini me ne intendo abbastanza!) seguiti da due primi piatti: Francesco ha scelto gli ottimi ed equilibrati tagliolini ai sapori del bosco (€9) con speck, funghi porcini e taleggio mentre io ho immediatamente puntato sul menù gli spaghetti cacio e pepe (8€), un classico della tradizione laziale, in questo caso serviti all’interno di un cestino di formaggio friabile e croccante. Anche Francesco, che ne ha assaggiato un (bel) po’, ha concordato con me sulla grande bontà.

A seguire, una grigliata mista (una sola porzione che abbiamo diviso, costo 12€, sufficiente a sfamare 2 persone digiune e quindi dopo antipasto e primo del tutto esagerata) con manzo, maiale, agnello, salsiccia, pancetta, pollo, accompagnata da cipolle al forno (4€) e radicchio grigliato (5€).

Per il dolce non c’è stato spazio: rimando ad altra occasione l’assaggio del pan briacone alla crema, della zuppa inglese e del semifreddo alle mandorle, che mi ispiravano parecchio. Abbiano invece preso un paio di caffè, accompagnati da una apprezzata mini ciambellina dolce all’olio. Costo totale (incluso vino e acqua minerale) 60€.

Tra le scelte della Trattoria la Palazzina, alcune che non potranno non essere apprezzate:

  • ha un ampio parcheggio con area sosta camper dove si può caricare luce ed acqua gratuitamente
  • in estate il giardino si trasforma in una sala da pranzo, con ombrelloni ed alberi a dare refrigerio
  • i  bambini possono giocare in sicurezza nella zona adibita a parco gioco, con scivoli ed altalene
  • nel locale il wi-fi gratuito
  • c’è la possibilità di prenotare on-line
  • pane, coperto e acqua “di fonte” gratuiti
  • sul menù sono indicati con simboli specifici i piatti che utilizzano peperoncino, ingredienti di eccellenza e se sono indicati per vegetariani
  • interessante la cantina, sebbene noi ci siamo limitati a bere un paio di bicchieri di rosso di Montepulciano d’Abruzzo, il vino “della casa”.

Informazioni utili:

Trattoria  La Palazzina – Via Angelo Maria Ricci, 107, 02100 Rieti RI, Italia

sito web: http://www.lapalazzina.it

Trattoria La Palazzina di Rieti

i peperoncini della Trattoria La Palazzina

 (*) altra specializzazione della Trattoria sono i peperoncini: a Rieti si svolge la fiera dei peperoncini, un po’ un vanto per la zona, e con l’Officina del Peperoncino la Trattola la Palazzina contribuisce  a diffondere l’uso della piccante spezia nella gastronomia.

Claudia Boccini

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