Visitare lo Yacht Britannia ad Edimburgo

Visitare lo Yacht Britannia, per tanti anni residenza reale galleggiante di Sua Altezza Reale la Regina d’Inghilterra Elisabetta II, è stata una delle esperienze più interessanti di Edimburgo. Anzi, una vera esperienza reale!  Non sono di idee monarchiche (quelle erano appannaggio di nonna Paolina,  che era nello stesso tempo anche abbastanza socialista ma seguiva con apprensione le vicende della Corte sabauda nemmeno fosse un telefilm a puntate) o stravedo particolarmente per gli Windsor ma proprio perché lo yacht Britannia ha più anime, una più interessante dell’altra, percorrerne i ponti, curiosare nelle stanze che hanno ospitato la famiglia reale ma anche politici e uomini di affari, è leggere una pagina della nostra storia recente.

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Salire a bordo dello lo Yacht Britannia era una delle tante attività da fare ad Edimburgo che avevo messo in programma per il nostro viaggio in Scozia  e l’aver scelto un hotel a due passi dall’Ocean Terminal, dove lo Yacht Britannia si gode la sua pensione dorata, ha reso più semplice visitarlo subito dopo l’apertura del mattino (occhio, perché è una meta gettonata di Edimburgo – e a ragione – e spesso c’è fila per entrare).

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Lo Yacht Britannia (o, come usava negli anni ’50, il Panfilo Britannia) è stato solo l’ultimo di una lunga serie di imbarcazioni utilizzate dalla dinastia reale britannica e nasce nel 1953 nei cantieri navali John Brown & Company di  Clydebank; venne varato da una giovane Elisabetta II, che ne scelse il colore dello scafo – un punto di blu particolarmente vellutato, segnato da una fascia color oro sul margine superiore della fiancata. Una nave amata dalla Sovrana, che la utilizzò per visite di Stato, per accogliere a bordo ospiti di rango, per navigare con la famiglia attorno alle isole scozzesi nella tradizionale crociera estiva.

A proposito: non provate nemmeno a cercare il nome esteso dello yacht: non è scritto da nessuna parte, nemmeno sulla fiancata, per garantire l’incognito e la privacy della sovrana. Svettano invece sul vascello i tre alberi, quello centrale è anche antenna di ricezione radio, collegati tra loro da un gran pavese di bandierine.

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A causa degli alti costi di manutenzione e l’avvento di mezzi di trasporto più comodi e rapidi, l’imbarcazione venne dismessa nel dicembre del 1997, dopo oltre 40 anni di viaggi transoceanici e crociere domestiche, portando con sé il fascino di un epoca in cui ancora gli Oceani erano solcati da piroscafi che collegavano il nuovo ed il vecchio continente. Ancora oggi lo yacht Britannia continua ad avere un’allure speciale, sebbene sia stato collocato ad Edimburgo in un bacino di Leith, il porto della città scozzese e trasformato in un’attrazione turistica. Di tutto rispetto, va detto, perché la visita agli interni della nave permette con gran facilità di immaginare la vita a bordo, rigidamente regolata da norme di comportamento per garantire che nulla potesse disturbare gli augusti ospiti e di scoprirne i segreti che permettevano la convivenza tra Sua Altezza Reale e la sua famiglia ed oltre 200 membri dell’equipaggio scelto tra i più capaci, riservati e adatti marinai della Marina britannica, il personale di servizio, lo staff amministrativo ed i vari addetti.

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Una vera città galleggiante, ancora oggi in perfetto stato di efficienza (non ho però idea se i motori potrebbero funzionare ancora), suddivisa su più livelli (ponti). Ovviamente, i ponti più alti erano destinati ai ranghi più elevati: la Regina e la Sua famiglia disponevano di un’intera sezione della nave, dove potevano rilassarsi, ascoltare musica, prendere il sole, giocare con giochi di società o “da ponte” oppure ricevere ospiti o seguire gli affari di Stato (sia la Regina che il principe consorte avevano una propria stanza da letto ed un ufficio, collegato telefonicamente con Buckingam Palace.

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Nessun problema nemmeno per la corrispondenza e i dossier diretti alla Regina: l’efficiente servizio diplomatico faceva sì che venissero fatti trovare ad ogni porto di sbarco, affinché la Sovrana potesse seguire gli affari di Stato anche in viaggio. Guardare attraverso le porte le cabine dove soggiornava la Royal Family fa un po’ effetto voyeur, ma tant’è: non credo che siano poi tante le navi che hanno trasportato per un periodo così lungo dei Reali per tanti anni e che siano così tanto ben conservate.

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Sempre nel ponte superiore, avevano gli alloggi il Commodoro e gli Ufficiali, che avevano proprie cabine (piccolissime, a dir la verità), cucine, sale da pranzo e sale relax mentre il resto dell’equipaggio alloggiava nei ponti più bassi, non distanti dai magazzini, dalla magnifica sala motori, pulitissima e con le tutte le cromature lucide, e dagli enormi magazzini destinati a stivare tutto ciò potesse essere utile alla Regina. L’ambiente era molto formale e la separazione tra ruoli netta, così come erano rigide le regole che garantivano il massimo rispetto del silenzio e della discrezione.

I marinai, a differenza di quanto accadeva in tutte le altre navi della flotta britannica, erano obbligati a non indossare il berretto a bordo (altrimenti la Regina, in quanto capo delle forze armate, sarebbe stata costretta a ricevere il saluto ogni volta che ne avesse incontrato uno sulla nave) e ad indossare scarpe con la suola di gomma, per non fare rumore. Inoltre, tutti i lavori di manutenzione e pulizia dovevano essere terminati entro le 8.00 del mattino, per non intralciare gli ospiti ed infastidirne il riposo. Una curiosità che aiuta a far comprendere riti e abitudini a bordo: nel caso un marinaio avesse incontrato tra i vari ponti uno dei membri della famiglia reale, era obbligato a restare immobile e a guardare fisso davanti a sé finché non fosse passato.

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Un accenno va fatto alle cucine: efficienti, dotate di frigoriferi giganteschi che permettevano di stivare derrate alimentari sufficienti per due mesi (ma quando lo Yacht Britannia si fermava in porto, era abitudine che il cuoco scendesse a fare la spesa nei mercati locali per approvvigionarsi di frutta e verdura fresche ed anche di alimenti caratteristici del luogo), locali destinati a conservare le preziose stoviglie, l’argenterie, i cristalli. Tutto organizzatissimo, ogni cosa al suo posto, in un meccanismo di gestione rodato ed efficiente. Talmente efficiente e pronto ad ogni evenienza che a bordo dello Yacht Britannia veniva caricata anche la Rolls Royce Phantom V di rappresentanza della sovrana: e per farla entrare nel garage di bordo era necessario smontare il parafango anteriore e farla salire con una piccola gru!

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Tra le particolarità dello Yacht Britannia, una lavanderia di dimensioni industriali dove lavoravano senza sosta alcuni membri dell’equipaggio incaricati di lavare e stirare le divise dell’equipaggio ed anche la biancheria dei nobili passeggeri :) e la presenza di un vero e proprio ospedale con sala operatoria attrezzata. Lo Yacht Britannia, infatti, in caso di necessità poteva essere velocemente convertito in brevissimo tempo in nave ospedale e poteva ospitare un migliaio di sfollati, come accadde nel 1986 quando fu inviato ad Aden per salvare i rifugiati.

Britannia 24Nei ponti bassi del Britannia, accanto alla zona dei dormitori e dei bagni comuni dei marinai, un piccolo pub destinato all’equipaggio  – ma dove pare che di tanto in tanto si affacciasse anche qualche membro della Casa Reale per bere un boccale di birra senza obblighi protocollari – ed un negozio NAAFI (Navy, Army and Air Force Institute) che vendeva generi di prima necessità, cartoline, giornali e dolciumi destinato all’equipaggio ma dove anche la principessa Diana fece shopping, acquistando magliette con il logo Britannia per i giovani principini.

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A proposito di Diana: il Britannia ospitò la sua luna di miele e proprio in questa occasione venne fatto portare a bordo un letto matrimoniale ed anche la camera ha uno stile più moderno: tutte le altre cabine che compongono gli appartamenti reali del Britannia hanno solo letti singoli e sono arredate – in base ai gusti della Sovrana e del Principe consorte e su consiglio del designer Sir Hugh Casson –  nel tipo stile degli anni ’50, con mobili leggeri e tessuti floreali, quasi a riprodurre in mezzo al mare una casa di campagna. Quasi il 95% degli arredi, degli oggetti e delle strutture sono originali.

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Per visitare lo Yacht Britannia bisogna raggiungere l’Ocean Terminal, centro commerciale multifunzione (ha anche un enorme parcheggio, tanti ristoranti, una palestra, supermercato, uno store, numerosi negozi) creato appositamente per ospitare il Britannia nel corso della riqualificazione della zona di Leith, che da posto malfamato è oggi diventato un piacevole quartiere residenziale ben collegato con il centro di Edimburgo (vi fermano diversi autobus, uno tra tutti, da tenere a mente perché funziona 24 ore su 24, e collega Leith con Park Edimburgh, è il n. 22). Si sale al secondo piano, si paga il biglietto (più in basso, alla fine del post, trovate tutte le informazioni pratiche) e si attraversa un corridoio allestito con oggetti dello Yacht, foto, mappe e spiegazioni in più lingue.

Poco prima di entrare nella struttura che connette i diversi ponti viene consegnata un’audioguida compresa nel prezzo, che vi sarà utilissima per apprendere la storia del Britannia ed i suoi mille piccoli segreti nonché seguire un percorso di visita omogeneo che parte dall’alto e, ponte dopo ponte, fa scoprire la vita a bordo. A proposito: sul Britannia c’è il wi-fi gratuito e veloce e ci sono cartelli che invitano a condividere foto e scatti sui social. C’è anche un piccolo gioco-concorso per i bambini (ovviamente anche per i bambini cresciutelli!): in diversi luoghi dello Yacht sono stati posizionati ad arte dei pupazzi di peluche che rappresentano i cani corgy della Regina Elisabetta: bisogna trovarne il più possibile per poter partecipare all’estrazione di un piccolo premio!

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Una volta terminata la visita agli interni “di rappresentanza” (magnifica a mio parere la grande sala da pranzo, allestita come se da un momento all’altro dovessero arrivare ospiti per un pranzo di gala e il salotto vicino allo scalone, con quell’aria piacevolmente vintage e nello stesso tempo esclusiva di un club inglese) si esce dalla nave per vedere i motoscafi veloci e, appunto, la meravigliosa sala macchine, un vero capolavoro di manutenzione. Prima di uscire definitivamente, si attraversa un negozio dove vengono venduti gadget a tema navale o riproduzioni di oggetti che venivano usati a bordo.

Calcolate più di due ore di tempo per visitare lo Yacht Britannia ed i suoi 5 ponti: noi siamo entrati alle 9.30 ed usciti alle 12.30, tempo assolutamente ben speso!

Qualche dato sullo Yacht Britannia:

  • Data di varo: 16 aprile 1953
  • Data di dismissione: dicembre 1997
  • Miglia percorse: 1.087.623
  • 968 visite ufficiali
  • Equipaggio: oltre 240 tra marinai e ufficiali

Informazioni utili per visitare lo Yacht Britannia:

  • Il Royal Yacht Britannia si trova presso l’Ocean Terminal e si raggiunge dal centro di Edimburgo con i bus della Lothian n. 11, 22 e 35 (biglietto corsa singola £1,60, biglietto giornaliero £4,00 – tariffe luglio 2016).
  • Orari di apertura: da novembre a marzo dalle 10.00 alle 15.30; da aprile a settembre dalle 9.30 alle 16.30; ottobre dalle 9.30 alle 16.00.
  • Biglietti: adulti 15£, senior e studenti 13.50£, bambini/ragazzi (5-17) 8,50£
  • sito webhttp://www.royalyachtbritannia.co.uk/
  • è preferibile utilizzare scarpe comode.
  • Su uno dei ponti superiori del Britannia c’è una sala da tè per pranzi veloci.
Claudia Boccini

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