Il paleolitico a Scontrone

La visita del paesino abruzzese di Scontrone conferma che molto spesso le deviazioni impreviste sono anche quelle che si rivelano più interessanti: collocato su uno sperone di roccia ai margini del Parco nazionale di Abruzzo e Molise. Scontrone è uno del Borghi Autentici d’Italia, fa parte della Comunità montana dell’Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia e, nonostante abbia una popolazione residente di soli 585 abitanti frazioni incluse (Istat, 31.12.2012), possiede un interessante piccolo centro storico completamente affrescato da murales, alcuni piccoli musei civici e a breve distanza dall’abitato si trova  – udite, udite – un giacimento paleontologico di fossili di vertebrati del Miocene superiore, che risale a circa 9 milioni di anni fa ed è uno dei più importanti d’Italia.

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Tutto questo in un solo paesello poco conosciuto ai più: perché già l’entroterra abruzzese è poco considerato come meta turistica (e chi pensa questo sbaglia: ci sono paesi e paesaggi che non hanno assulutramente nulla da invidiare a località nazionali o internazionali più rinomate) ma chi lo sceglie punta diretto verso la costa, le grandi montagne del Grand Sasso e della Maiella oppure, appunto, ai siti naturalistici del Parco nazionale d’Abruzzo e Molise, che sono a pochissimi chilometri da  Scontrone, vicini eppure distanti. Si visita Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, magari si raggiungono Scanno, Rivisondoli e Pescocostanzo o si sconfina in Molise per visitare il Teatro Sannitico di Pietrabbondante ma credo che se lancio la domanda: “chi di voi conosce Scontrone?” a rispondermi in modo affermativo sarete in pochissimi.

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Anche noi, va detto, lo abbiamo scoperto per puro caso: al rientro dal week end in Alto Molise, mentre stavamo percorrendo la statale 83 che da Castel di Sangro va verso Pescina del Marsi attraversando i maggiori centri abitati del parco Nazionale d’Abruzzo e Molise, prima ancora di arrivare ad Alfedena ed entrare  all’interno del parco abbiamo deciso di prenderci un caffè. E visto che era ancora presto e avevamo ancora tempo prima di tornare a Roma, abbiamo seguito la freccia che indicava Scontrone. Lungo la strada in salita un parcheggio segnala il sentiero che porta al giacimento paleontologico mentre proseguendo si arriva al paese.

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Ad accogliervi, una grande piazza aperta sulle montagne del Molise, una vista spettacolare soprattutto se il tempo è sereno (ma se andate in inverno, ricordatevi di attrezzarvi con gomme termiche o catene da neve e indumenti e scarpe calde: siamo a oltre 1000 metri di altezza e il freddo punge!) e tanti murales colorati lungo le vie, sulle pareti di case o sulle facciate degli edifici pubblici. Come prima cosa, vi consiglio di fare un giro esplorativo per il paese di Scontrone, per prendere confidenza con le sue vie acciottolate e spesso in ripida salita, con le case in pietra locale curate e linde, con la sensazione di serenità che vi si respira.

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Inseguite il racconto narrato dai murales: hanno un tema comune, legato all’emigrazione (e quanti emigranti sono partiti da Scontrone e dai paesi d’Abruzzo per raggiungere Roma, se andava bene, o anche Paesi lontani!).  Negli affreschi si celebra la storia del paese, la sua attitudine agricola, il lavoro in miniera o nelle fabbriche, la povertà delle genti, il calore della famiglia ma ancor più la malinconia della lontananza. I colori sono intensi, vivaci, quasi a voler sfidare il tema impegnativo; alcuni sono quasi astratti, altri più figurativi, tutti estremamente coinvolgenti. Tanti gli oggetti tipici rappresentati: aratri, conche e tegami di rame.

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Fateci caso: spesso vi imbatterete in teste di leone (è il simbolo di Stroncone), in sculture di pietra e in installazioni che richiamano gli elementi della magia e del mistero: sono il risultato di incontri e manifestazioni di arte visiva che si sono svolti a Scontrone a cui hanno partecipato artiste internazionali, chiamate ad esprimere la propria arte attraverso murales, fotografie, mosaici e sculture seguendo più temi, in questo caso… della stregoneria! Molte delle opere donate dalle artiste (oltre 100 pezzi) sono riunite nel locale Museo internazionale della donna nell’arte. Fa parte del Polo museale di Scontrone anche il Museo della Radio, che mostra la collezione di radio d’epoca raccolte nel corso degli anni da Bruno Palmieri, autore e regista televisivo.

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Lungo la via che porta fino alla Chiesa di Santa Maria, su un ballatoio decorato da due murales e da una testa di leone di pietra si trova l’ingresso al Centro di documentazione paleontologico Hoplitomeryx, una vera sorpresa nella sorpresa! Il centro di documentazione è la chiave per comprendere la storia e soprattutto la preistoria di Scontrone. Ma anche di quella dell’Italia: sarà che a scuola la preistoria viene fatta studiare velocemente e soprattutto in un’età in cui non sie è pienamente in grado di capirne la portata per il resto delle vicende dell’uomo (sono dell’idea che lo studio della storia seguendo un percorso cronologico ed europa-centrico non sia sempre vincente) ma difficilmente ci rendiamo conto (o, comunque, ci ricordiamo) che il nostro Pianeta è in perenne evoluzione e che se oggi ci sono mari, oceani e continenti definiti, non è stato sempre così.

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Nel 1991, a seguito di rinvenimenti casuali sulle pendici del vicino Monte Greco, è stato scoperto un importante sito fossilifero: inseriti all’interno di pietre e calcareniti è stata accertata la presenza di ossa, denti e scheletri di  animali preistorici del Miocene. Ora mi scusino i paleontologi, ma provo a fare una sintesi rapida e imprecisa. Nel Miocene Scontrone doveva essere davvero un luogo interessante: era una delle poche terre emerse assieme al Gargano di quella che oggi definiamo Italia: non c’erano le montagne ma pianura, le terre erano costeggiate dal mare, il clima era caldo, quasi subtropicale e in questo territorio vivano animali in gran parte estinti o mutati nella forma e nelle dimensioni. Tra questi gli Hoplitomeryx, antichi artiodattili simili  a daini con tre corni e due canini sporgenti, il Deinogalerix, insettivoro gigante detto anche “Riccio terribile non aculeato”, una specie di palmipede gigante (Anseriforme, con dimensioni maggiori di un cigno reale), ma anche coccodrilli e testuggini palustri carnivore della specie Mauremys, estinta in Italia ma ancora presente nella penisola iberica.

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Gli scavi e le ricerche sul campo continuano ancora, seguendo un sentiero facile si può raggiungere il sito (comunque recintato) ed il Centro di Documentazione “Hoplitomeryx” ha come compito di far conoscere  – tramite spazi museali moderni, multimediali e ben allestiti ed una brava, giovane guida che accompagna nella visita – i rinvenimenti paleontologici. Badate bene: l’ingresso al Centro di documentazione è ad ingresso libero ma è ben gradita una donazione: noi abbiamo offerto 5€ ed in regalo abbiamo avuto anche un libretto che spiega  – bene – le vicende geologiche e paleolitiche di Scontrone.

E il caffè, motivo per cui avete fatto la deviazione per Scontrone, alla fine lo avete preso? Sì, al bar – ristoro – tabaccaio La Noce, in Via Roma. Un esercizio commerciale di altri tempi, dove gli arredi forse non saranno moderni ma l’accoglienza è realmente genuina!

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Per maggiori informazioni sugli orari, i ristoranti, le possibilità di alloggio nonché sulla frazione di Villa Scontrone, vi rimando al sito internet istituzionale del Comune di Scontrone.

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Claudia Boccini

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