In Scozia per visitare l’isola di Iona

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L’Abbazia di San Columba visto dal porto di Iona

Nel nostro viaggio estivo in Scozia, abbiamo fatto una breve puntata sulle isole Ebridi interne per visitare l’isola di Iona e l’isola di Mull, quest’ultima solo di passaggio in realtà, prendendo il traghetto da Oban. Iona è un’isola piccola, poco più di un grosso scoglio in mezzo all’Oceano, la dimensione territoriale dell’isola di Iona – che appartiene alle Ebridi interne – è minima:  le sue dimensioni sono 1,6 km per 5,6 km., il punto più alto misura 101 metri, ci dimorano stabilmente meno di 180 abitanti. E, quindi, perché si deve visitare Iona?

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Abbazia di Iona: le croci celtiche

Non sono certo le dimensioni il motivo per cui migliaia di turisti si sobbarcano un passaggio in nave, un lungo percorso in mezzo alle brughiere ed ai pascoli dell’isola di Mull e quindi un ulteriore tratto di mare da superare con il traghetto per poter visitare l’isola di Iona: questo microscopico lembo di terra è enormemente importante per la Scozia e per la storia degli scozzesi. E’ proprio a Iona che nell’anno 563 d.C. il monaco Columba sbarcò con 12 confratelli dalla natìa Irlanda, da cui era stato esiliato: la leggenda vuole che il Santo uomo, il cui nome in gaelico è Colum Cille, fosse anche un guerriero, avesse partecipato a battaglie e non avesse esattamente un ottimo carattere.

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A Iona San Columba fondò un monastero da cui la religione cristiana – e la cultura, l’arte, la conoscenza – venne irradiata nelle remote terre delle Highlands abitate dai Pitti, genti pagane. L’antico Monastero di San Columba era anche un florido centro di cultura: il suo scriptorium (il luogo dove venivano scritti e miniati i libri in pergamena) era ritenuto uno dei migliori e  alcune teorie suggeriscono che lo stesso Book of Kells, il libro dei Vangeli finemente miniato conservato a Dublino presso la biblioteca del Trinity College, sia stato realizzato proprio a Iona così come il  Cathach di San Columba, un salterio decorato. Le frequenti incursioni dei vichinghi, che depredavano l’isola, costrinsero i monaci ad abbandonare Iona e solo intorno al 1200 l’isola venne tornò ad essere un centro di culto monastico vitale con la costruzione dell’abbazia benedettina, che sorge in parte sui resti del monastero di San Columba ed è costante meta di pellegrinaggi. La religione riveste ancora oggi un ruolo importante sull’isola: ospita infatti la Comunità di Iona, una centro ecumenico impegnata a sperimentare nuovi modi di vivere il Vangelo.

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Comunque, anche al profano Iona appare davvero come una terra benedetta, perché è sufficiente scendere dal piccolo traghetto che in 10 minuti di percorso fa la spola con il porticciolo di Fionnphort, sull’isola di Mull, per sentirsi avvolti da una energia speciale, da una intensa sensazione di pace. No, non mi sono fatta prendere dalla suggestione, è davvero così: Iona è un’isola che ha qualcosa di diverso. Sarà un caso, ma lungo il tragitto che abbiamo fatto sull’isola di Mull per raggiungere Fionnphort ha sempre piovuto mentre non appena siamo sbarcati a Iona – nemmeno 2 km. di distanza dalla costa di Mull – ci ha accolti un cielo talmente azzurro che quasi sembrava dipinto mentre il sole sfolgorante si rifletteva sulle spiagge bianche e rosa dell’isola, simili a spiagge caraibiche.

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I resti del convento delle monache agostiniane a Iona

Sull’isola di Iona c’è solo un centro abitato principale, Baile Mòr, a poche decine di metri dall’attracco del traghetto: qui si trovano gli uffici pubblici, la chiesa, la scuola ed i negozi dell’isola – un piccolo supermercato, qualche negozio di souvenir, artigianato locale e abbigliamento tecnico, l’ufficio postale, un paio di ristoranti e pub e una manciata di B&B e Guest House. A Iona c’è anche un campo da golf, una graziosa sala da tè (Heritage Garden Cafè) un ostello ed in campeggio.

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A ridosso di Baile Mòr, lungo la strada che porta in meno di 15 minuti all’Abbazia, si incontrano i resti del “The Nunnery“, l’antico convento che ospitava monache agostiniane, fondato al tempo dell’edificazione dell’Abbazia benedettina di Iona (1230 d.C.), rimasto in attività fino ai tempi della Riforma protestante (1560). A me sono piaciuti molto i resti di questo vecchio complesso monastico, le pietre levigate dal vento, l’abside della chiesa ancora ben salda, il prati verde che li circonda e delle panchine strategicamente disposte per ammirare il vecchio convento e, perché no, conciliare la meditazione.

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La Chiesa dell’Abbazia di Iona

Proseguendo lungo la strada costeggiata da muretti di pietre a secco – che proteggono dal vento freddo piccoli orti domestici – e superato il boschetto di alberi a ridosso della Chiesa di Baile Mòr, dopo aver oltrepassato la croce celtica scolpita nella pietra detta di Mc Lean,  si arriva ben presso all’Abbazia benedettina di San Columba, edificata sui resti di quello che era il monastero originario: noi, sbagliando, siamo entrati nel recinto abbaziale passando direttamente dentro il Camposanto, con una piccola cappella e lapidi oramai cancellate dal tempo. Anche questo luogo riveste un ruolo particolare per la storia scozzese: nei secoli ha accolti i resti mortali dei Re di Scozia ed anche dei re di Irlanda e di Norvegia. Prima di essere trasferiti nelle tombe, le spoglie mortali percorrevano la cosiddetta “via dei morti”, un sentiero che collegava il monastero con il cimitero.

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Per accedere al complesso abbaziale vero e proprio bisogna pagare un biglietto di ingresso (in fondo al post tutti i dati utili), ma la spesa è ripagata dalla possibilità di visitare una struttura monastica perfettamente conservata circondata da un prato di erba verdissima, con all’interno un chiostro notevole dove sono esposte stele funerarie e pietre con iscrizioni gaeliche, la grande chiesa ancora utilizzata dalla Comunità di Iona per le celebrazioni ed una serie di edifici esterni – tra cui l’abitazione dell’Abate, a supporto del monastero.

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ll Chiostro dell’Abbazia di Iona

Prendetevi tutto il tempo necessario per osservare la particolare struttura degli edifici, i tetti spioventi, le mura di pietra, le alte croci celtiche intagliate nella pietra, tipiche nella loro forma che unisce croce+cerchio: la Croce di St. Martin risale al 9° secolo ed è una elle croci celtiche meglio conservate mentre l’altra, la Croce di St. John, è una replica di una croce dell’8°secolo i cui resti sono conservati nel piccolo museo abbaziale. Credenti o non credenti, sedetevi nella Chiesa, emozionante nella sua semplicità sottolineata dai grandi archi a sesto acuto che delineano i diversi spazi dedicati alla preghiera. Se volete, potete anche dedicarvi a qualche acquisto nel piccolo shop interno all’Abbazia.

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Come organizzarsi per visitare l’isola di Iona?

Il modo migliore per visitare l’isola di Iona, se non avete troppo tempo, è quello di utilizzare una delle escursioni di gruppo che partono da Oban, come quella della West Coast Tour che abbiamo scelto noi dopo lunghe riflessioni: l’idea iniziale era infatti di arrivare a Mull con la nostra auto a noleggio imbarcandola sul ferry  della compagnia di navigazione Caledonian Mac Brayne (CalMac) ad Oban e sbarcando a Craignure sull’isola di Mull,  per poi percorrere la strada in mezzo ai glen (colline) ed ai loch (laghi) passando per il piccolo abitato di Bunessan per poi lasciare la macchina a Fionnphort e prendere il traghetto. Per fortuna (sì, per fortuna!) al momento di prenotare i posti auto sul ferry erano completamente esauriti ed abbiamo scelto il “piano B”, appunto il tour organizzato.

Perché ho detto per fortuna? Per un motivo molto semplice: sapevamo che le strade di Mull sono strette, ma non immaginavamo quanto: in alcuni momenti la strada – per entrambi i sensi di marcia! – non era larga più di due metri e per consentire il passaggio alle vetture (e, peggio, ai pullman!) che procedono in senso contrario l’unico modo è fare complicatissime manovre di retromarcia fino ad attivare ad uno dei frequenti “passing place“, piazzole di sosta e scambio. Già complicato farlo con il sole, figuriamoci con una macchina che non si conosce benissimo, con poco tempo a disposizione e per di più con la pioggia e la nebbia come poi abbiamo trovato!

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Isola di Mull

Ma se avete almeno un paio di giorni da dedicare a Mull e Iona (consiglio: se dovete programmare un viaggio in Scozia, cercate di ritagliarveli perché vale davvero la pena spendere  del tempo sulle due isole), potete pensare di portare con voi l’auto, in modo da essere liberi di girare per Mull, che è un’isola grande, ovviamente guidando sempre con grande prudenza.

In ogni caso, ci sono autobus di linea della West Coast che – quasi sempre concomitanza con l’arrivo e la partenza delle navi dal porto principale di Craignure, portano fino a Fionnphort e a Tobermory, il principale insediamento urbano dell’isola di Mull.

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La nostra esperienza: dettagli per visitare l’isola di Iona con una escursione organizzata

  • Per l’escursione con West Coast Tour abbiamo speso con 35£ a testa, prenotandola all’agenzia all’angolo di Queen’s Park (è di fianco al porticciolo). Attenzione: l’agenzia chiude alle 18.00;
  • Al momento della prenotazione vi verranno consegnati 6 biglietti a persona:
    • 2 per il percorso a/r con il ferry CalMac Oban/Craignure (45 minuti per tratta)
    • 2 per il tragitto  a/r con bus West Coast Motors Craignure/Fionnhport, con il conducente che farà anche da guida e vi racconterà la storia, gli aneddoti, le vicende di Mull. La nostra autista (una simpatica signora!) ha parlato ininterrottamente per tre ore (1,30 all’andata e altrettanto al ritorno), con grande partecipazione. Davvero brava!
    • 2 per il tragitto a/r in traghetto Fionnhport/Iona (10 minuti di tragitto)
  • L’escursione per visitare l’isola di Iona parte alle 10.05 (ma dovrete trovarvi all’imbarco del ferry alle 9.30) e termina alle 18.00. Le escursioni sono organizzate nel periodo marzo-ottobre;
  • Non ci sarà nessuno ad accompagnarvi all’imbarco ne’ a Oban ne’ a Craignure o a Fionnhport: in pratica dovrete cavarvela da soli sia per fare l’imbarco ad Oban (semplicissimo: si sale al primo piano e una volta aperti gli accessi seguite il percorso), che per trovare il bus diretto a Fionnhport o imbarcarvi sul piccolo traghetto che collega la sponda dell’isola di Mull con quella dell’isola di Iona. Unica accortezza: non perdete i biglietti (vi verranno richiesti di volta in volta) ed una volta imbarcati ad Oban, quando scendete a Craignure cercate il pullman diretto a Fionnhport per l’escursione “delle due isole”. Attenzione perché sulla banchina ci sono diversi autobus diretti in direzioni diverse e se, come noi, sbarcate sotto una pioggia scrosciante può essere un po’ caotico.
  • A Iona avrete due ore di tempo piene per visitare l’Isola. Non vi basteranno per fare tutto, ve lo anticipo. O visitate l’Abbazia o fate un giro panoramico: tutte e due le cose in due ore proprio non ci stanno!
    • Per ottimizzare i tempi e visitare l’isola di Iona con tranquillità, vi consiglio poi di evitare di fermarvi a pranzare in un pub altrimenti vi resta ancora meno tempo e pertanto organizzatevi con un pranzo al sacco da consumare nel giardinetto attorno all’ex  convento delle monache agostiniane oppure sulla spiaggia bianca di Iona. Prima di partire da Oban,  potete fate spesa al supermercato Tesco, dietro la stazione ferroviaria, che è aperto dalla mattina fino alle 24.00.
  • Dell’isola di Mull in realtà vedrete poco, nel senso che l’isola è grande e voi percorrete con il bus solo un tratto: la vedrete scorrere dai finestrini ma non vi fermerete mai, che per avere un assaggio dell’isola può anche andare bene, ma nel mio caso mi ha lasciato con un antipatico senso di incompiuto, di non visto e con delle orribili foto scattate attraverso i vetri.
  • una volta rientrati ad Oban, approfittatene per una cena street-food a base di frutti di mare al chioschetto verde appena usciti dal terminal delle navi: è aperto fino alle 18.30 (come gran parte dei negozi di Oban, mentre i ristoranti ed i pub hanno orari prolungati).

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Ulteriori informazioni e link utili per visitare l’isola di Iona e l’isola di Mull:

     Cattura

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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