Cosa c’è di buono da mangiare a Madrid

Come vi accennavo nel post Consigli utili per un viaggio a Madrid, la cucina madrilena è  gustosa ed è molto facile trovare dei piatti simili, per sapori e ingredienti, a quelli italici. Ma, ovviamente, con delle specificità ben connotate, che rendono un viaggio a Madrid interessante anche sotto il profilo della scoperta gastronomica. Molte pietanze sono un retaggio – o una evoluzione – della cucina povera delle campagne iberiche e gli ingredienti ancora oggi sono quelli della tradizione: alcune delle eccellenze come il Jamon Serrano, il formaggio Manchego e Zamorano (tanto per citarne due), la frutta piena di sapore,  il pesce e i frutti di mare che arrivano freschissimi dai porti del Mediterraneo e dell’Atlantico sono una continua fonte di meraviglia. Mangiare a Madrid non è mai un problema, così come mangiare bene e, perfino, riuscire spendere il giusto.

Mangiare a Madrid significa fare incontri di gusti che appartengono a Paesi diversi, è una cucina piena di contaminazioni: nelle ricette madrilene si ritrovano elementi della cucina di corte asburgica, pietanze in cui convivono sapori mediorientali o speziati, in ogni caso ingredienti e metodi di cottura influenzati da terre lontane.

In più, a Madrid ci sono innumerevoli ristoranti (economici o raffinati, perfino stellati) dove i menù sono un invito alla degustazione: secondo il sito ufficiale del turismo di Madrid, in città ci sarebbero addirittura 3.100 ristoranti, generalmente di ottima qualità! Impossibile, in un viaggio lungo un fine settimana o poco più, pensare di provarli tutti, non vi sembra? :) Quindi, la soluzione migliore per mangiare bene a Madrid è affidarsi all’intuito, privilegiando cervecerías (birrerie), tascas e tabernas (osterie), i piccoli ristoranti dove la clientela è composta da madrileni oppure seguire le indicazioni delle guide gastronomiche: a Madrid ci sono 13 ristoranti insigniti con stelle dalla Guida Michelin, e per l’esattezza ci sono 7 ristoranti con 1 stella, 5 ristoranti con 2 stelle e 1 ristorante straordinario con 3 stelle, il DiverXO, dove opera il super chef David Muñoz. Il ristorante iper stellato si trova all’interno dell’Hotel NH Collection Eurobuilding, lo stesso dove abbiamo alloggiato noi. Il conto è, ovviamente, adeguato ma se avete (almeno!) 200€ a testa da investire, l’esperienza è di quelle che si ricordano per sempre.

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Altra caratteristica del centro di Madrid sono i mercati: a parte il super conosciuto Mercado de San Miguel (in Plaza San Miguel, vicino a Plaza Mayor), che è sempre super affollato (ed i suoi prezzi non sono tanto economici) ma merita una visita per la particolare architettura, per la cura con cui sono esposte delizie gastronomiche e per rendersi conto di cosa significa andare per tapas, vanno segnalati altri mercati meno turistici ma altrettanto interessanti, come il Mercado de San Antón (in Calle Augusto Figueroa, 24, nel quartiere Chueca), una vera fucina del buon mangiare ed allo stesso tempo un prototipo funzionale di mercato sostenibile ed eco-compatibile (la sua raccolta differenziata è famosa per l’efficienza): al primo piano ci sono rivendite di alimentari, al secondo imperano piccoli ristoranti e fast food etnici mentre al terzo livello c’è La cucina di San Antón un ristorante che, oltre ad offrire un proprio menù, in cambio di pochi euro cucina quanto si è precedentemente acquistato in precedenza. In Calle Ayala 28 si trova il Mercado de la Paz, dove oltre a banchi e negozi di generi alimentari si trovano rivendite di prodotti per la casa. Un mercato piccolo e tradizionale, con tanti piccoli ristoranti dove pranzare bene senza spendere troppo è il Mercado de Antón Martin (Calle de Santa Isabel, 5,), distante qualche centinaio di metri dal Museo Reina Sofia: il quartiere dove si trova è multietnico ed anche i prodotti in vendita arrivano da diverse parti del mondo. All’interno, c’è perfino una scuola di flamenco e un negozio di scarpe per il flamenco!

Ma, allora, cosa mangiare a Madrid? Una suddivisione va fatta tra “grandi classici” e “sfizi”: tra i primi troviamo ricette importanti, capaci di soddisfare l’appetito più robusto mentre tra i secondi vanno di diritto i bar à tapas. Dappertutto, come ingrediente di base o come contorno, le patate.

A proposito di tapas: ce ne sono tanti tipi quanti sono i locali che le vendono a Madrid e tantissimi sono i bar ed i locali dove assaggiarle, sebbene non sempre in termini di costi siano la scelta migliore per cenare (una tapa media costa sui 3 euro, in base agli ingredienti). Da questo punto di vista migliori sono le raciones, tapas in porzioni rinforzate.  Se assaggiate le tàpas, ricordatevi di mettere da parte gli stecchini (i pinchos) che tengono insieme i vari ingredienti perché dimostrano quante ne avete mangiate e quindi quante ne dovete pagare. Quasi sempre, le tapas si accompagnano con un bicchiere di birra o di vino.

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Tra i classici:

  • cocido madrileno: uno stufato di carni miste cotto nel brodo, accompagnato da legumi (i ceci ci sono sempre) e verdure stufate;
  • zuppa all’aglio (sopa de ajo): una zuppa povera a base di pane, aromatizzata con parecchio aglio (ricorda un po’ la pappa al pomodoro toscana ma senza pomodoro);
  • huevos estrellados: si potrebbe definire come il comfort food dei madrileni. Un piatto povero anche questo, piuttosto calorico ma confortante e saporito, a base di patatine fritte sovrastate da un paio di uova all’occhio di bue ricoperte da fette di jamon croccante;
  • callos: trippa al pomodoro con salsicce;
  • bacalao: la tradizione del baccalà non appartiene solo al Portigallo e anche a Madrid è possibile assaggiare dell’ottimo bacalao al pil pil (ricetta di origine basca, a base di aglio e peperoncino), crocchette di baccalà, bacalao en brandada, ecc.;
  • pulpo a la gallega: polpo lessato, tagliato a pezzettini e condito con olio extravergine di oliva, sale e polvere di paprika semi piccante

Gli “sfizi”:

  • tortillas: frittate alte a base di uova e/o patate;
  • bocadillo de calamares: panino ripieno di anelli di calamari fritti. Costano poco, sono gustosi, piuttosto oleosi: con un bocadillo si  risolve uno spuntino, con due un pranzo veloce. I migliori assaggiati? Da Brillante, sulla piaza del Museo Reina Sofia;
  • patatas bravas: patate fritte con salsa al pomodoro piccante;
  • crocchette: di patate, di formaggio, di patate e jamon, ecc. Un classico dei bar à tapas o un antipasto da condividere (compartir) tra commensali;
  • bocadillo con jamon iberico e pomodoro: anche questo un classico da spuntino, da accompagnare indistintamente con caffè, un bicchiere (copa) di birra o di vino
  • boquerones: acciughe lasciate sbiancare sotto aceto oppure fritte;

I dolci:

A Madrid dovete fare assolutamente una sosta alla Pasticceria La Mallorquina anche se non vi piacciono i dolci: le vetrine colme di dolci dalle forme antiche, pieni di panna e canditi oppure fritti o lievi come nuvole. Ed all’interno vi sembrerà di entrare in una fabbrica operosa, tante le commesse con la divisa che selezionano, impacchettano, porgono vassoi carichi di paste e pasticcini agli avventori (ed i costi non sono nemmeno così eccessivi, se si pensa che La Mallorquina è in Plaza del Sol, quindi in pieno centro ed è una pasticceria storica!). Altrimenti, fermatevi in una delle numerose pasticcerie-panetterie per un sosta dolce e golosa: avrete l’imbarazzo della scelta tra huesos de santo (dolcetti con mandorle), roscón de reyes (dolce di Natale, assomiglia ad un panettone non troppo alto), la torrijas (dolce semplice e povero a base di uova), gli immancabili ed untuosi churros da zuppare nella cioccolata calda.

Claudia Boccini

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