Cosa leggere prima di andare in Giappone

Per prepararmi – anche mentalmente – al prossimo viaggio, da ottobre scorso ho ripreso la lettura di guide di viaggi sul Giappone, libri, romanzi e – udite udite! – anche manga di autori giapponesi o comunque che hanno vissuto in Giappone. Ma cosa leggere prima di andare in Giappone? E soprattutto, con quale criterio scegliere tra i tanti autori?

Nel mio caso – siamo alla terza esperienza con il Giappone e quindi la mia intenzione era di andare oltre la semplice guida truristica o il manuale geografico, cercando di approfondire alcuni aspetti della vita e della quotidianità nipponica perché talvolta oltre l’immagine che viene offerta al turista spesso la realtà dietro lo specchio è diversa e volevo capire se anche in Giappone non ci sono tutte luci ma anche qualche ombra, ho scelto di ripartire dai volumi che già possedevo e che avevo letto – talvolta sfogliato velocemente – per preparare gli itinerari dei due precedenti viaggi e per cercare di comprendere meglio la storia e la filosofia alla base della società giapponese, così diversa, speciale e attraente per noi gaijin, stranieri.

Per cui, ho riletto con più attenzione la mia piccola collezione di libri e guide a tema Giappone, in particolare le guide di viaggio, l’e-book scritto dal giornalista Patrick Colgan “Orizzonte Giappone, Viaggio fra cultura cucina e natura di un paese all’apparenza incomprensibile“, insostituibile guida e fonte di riflessioni sul Giappone e il più scolastico “Storia del Giappone”,  di Kenneth G. Henshall.

Ho quindi acquistato su Amazon tre volumi nuovi, di genere e di argomenti diversi tra loro. Da una parte un noir cupo e intrigante capace di trasformare il lettore in spettatore partecipe di un’azione teatrale (e corale), quindi un manga classico (prima volta in assoluto che leggo un manga, all’inizio non capivo come leggere perché la consequenzialità delle tavole non corrisponde a quella utilizzata nei fumetti occidentali – sì, lo so, un manga non è esattamente un fumetto!) e un libro che è allo stesso tempo un manga, un saggio, un romanzo ed anche una biografia per immagini, opera di un disegnatore non giapponese ma italiano, Igort, che per lungo tempo ha vissuto a Tokyo collaborando con la Kōdansha, una delle più note case editrici di Tokyo.

consigli di lettura su libri e manga giapponesi

Il noir della scrittrice Natsuoi Kirino, “Le quattro casalinghe di Tokyo” (casa editrice Neri Pozza), mi ha intrigato tantissimo, sia per la trama che per lo spaccato di vita giapponese che traccia man mano che si svolge la storia – tragica ma per certi versi surreale. La vita monotona e insoddisfatta di Yayoi, Masako, Yoshie e Kuniko, mogli e madri insoddisfatte, prenderà una deriva da cui nessuno potrà più tornare indietro. Le quattro donne, di età e situazioni familiari diverse, sono accomunate dall’essere operaie addette al turno di notte in una fabbrica che confeziona Bento e tutte parteciperanno – ognuna per la sua parte – alla “eliminazione fisica” di un uomo, il marito di Yayoi. Lungo le pagine scorre una Tokyo buia, immobile nella ripetitività di gesti e situazioni, periferia urbana che diviene periferia dell’anima, ben lontana dalle luci sfolgoranti di Ginza.

Cambiando completamente genere,  “Una gru infreddolita (Itezuru)” edizioni BD, è uno dei manga più conosciuti dello scrittore e  disegnatore Kazuo Kamimura, ambientato nel periodo che dai primi decenni del ‘900 arriva fino agli anni del conflitto mondiale. E’ la storia della piccola Tsuru, venduta da piccola dal padre ad una casa di Maiko per apprendere l’arte ed il mestiere di Geisha. La vita di Tsuru scorre tra obblighi e doveri, cresce e fa il suo apprendistato in un mondo di donne impegnate a trarre il massimo dalla loro arte e dalla loro bellezza, viene ben presto messa a contatto con dolore solitudine, asperità e momenti tragici della vita ma nonostante ciò il suo sguardo mantiene la curiosità di bambina. Attraverso i disegni la vita di Tsuru scorre veloce, dettagli focalizzano eventi e avvenimenti, mentre l’uso continuo di ombre e chiaroscuri carica la storia di pathos.

Il terzo volume che ho acquistato è allo stesso tempo un saggio, un manga, un libro di viaggio, una novella:i Quaderni Giapponesi – un viaggio nell’impero dei segni (casa editrice Coconino) è scritto ed illustrato da Igort, disegnatore e autore. In parte è la biografia del suo periodo giapponese quando, unico occidentale, viene ingaggiato come disegnatore dalla casa editrice di Tokyo Kōdansha, specializzata in manga. Attraverso le immagini ed un bellissimo stile grafico si scopre un manga insolito che trae il meglio dalla cultura occidentale e da quella nipponica, con uso di colori e segni che richiamano la cultura pop degli anni 60. Igort ci mostra, talvolta in modo fin troppo intimista, uno spaccato del Giappone meno turistico e ne sottolinea abitudini, usi, ritmi di lavoro diversi da quelli conosciuti. Gli incontri con i dirigenti della casa editrice, i rapporti con i colleghi disegnatori, la scoperta della spiritualità, l’impatto con la città e con le abitazioni minuscole, con i quartieri di Tokyo dove la vita scorre insospettabilmente lenta. Un vero cammino iniziatico inserito all’interno di una graphic novel, in cui i lettori sono chiamati ad accompagnare Igort, nome d’arte del pluri premiato Igor Tuveri.

Mi piacerebbe continuare ad approfondire la conoscenza della letteratura giapponese, soprattutto contemporanea (sì, Kitchen di Banana Yashimoto l’ho già letto!) quindi se avete libri e letture da consigliarmi, ve ne sarò davvero grata!

Claudia Boccini

2 Commenti

  1. Avatar
    One Two Frida gennaio 04, 2017

    Se ti è piaciuta Kirino Natsuo, ti consiglio La notte dimenticata dagli angeli. Un noir poliziesco, sempre ambientato a Tokyo. Anche a me è piaciuta molto.
    Banana invece mi ha un po’ stancato
    Ho una rubrica in cui parlo di libri giapponesi, se scopro qualche altro titolo te lo segnalo ;-P

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      Claudia Boccini gennaio 09, 2017

      Credo che continuerò a leggere altri libri di Kirino Natsuo, mi intriga il suo creare atmosfere noir in ambienti quotidiani (e mi ha aiutato a guardare il Giappone meno da turista). Grazie per il suggerimento, ne farò tesoro (e sì, se mi giri qualche dritta, molto volentieri!)

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