Vieni a visitare Siena a Natale: è scintillante magia!

Io sono innamorata di Siena, lo sono per tante ragioni, alcune sicuramente legate alla mia storia personale che vanno, però, a sommarsi alla reale ammirazione per questa città unica, uno spaccato di Medioevo che è riuscito a giungere quasi integro fino ai giorni nostri. E se la città toscana del Palio è bella sempre, Siena a Natale si veste di abiti scintillanti che sottolineano le stupende architetture gotiche e le vie del centro cittadino, rimaste immutate nel tempo.

A Siena è facile immaginare come fosse la quotidianità nei secoli dopo l’anno Mille e visualizzare Ambrogio Lorenzetti alle prese con gli imponenti affreschi sulle mura della Sala dei Nove del Palazzo Pubblico, mentre tratteggia le sue Allegorie (Allegoria del Buon Governo e Allegoria del Cattivo Governo con le relative Allegorie degli effetti in città e in campagna), oppure Bernardino degli Albizzeschi, più noto come San Bernardino da Siena, mentre assiso sul pulpito infiamma il cuore dei senesi e riempie Piazza del Campo con le sue Prediche Volgari, predicando per ben 45 giorni di fila! Tutto è (quasi) uguale ad allora, qui non vi è stata cementificazione selvaggia e la stessa struttura cittadina, che può contare sulla suddivisione in contrade (vi ricordo che queste entità territoriali non sono legate solo al Palio ma sono centro di aggregazione e vita sociale) ha aiutato a preservare un patrimonio architettonico senza pari.

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Circondata da mura, svettante di torri (molte abbattute o capitozzate nel corso dei secoli), si entra nel centro di Siena oltrepassando imponenti portali di accesso: Porta Romana, Porta Ovile, Porta Pispini, Porta Camollia, Porta San Marco sono alcune ma Siena nel Medioevo aveva tante porte e varchi, quasi 40 secondo quanto riporta nel suo trattato storiografico su Siena “Historia Senensis” Sigismondo Tizio, vissuto a cavallo tra il 15° ed il 16° secolo.

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Passare attraverso una di queste porte è appunto entrare nella storia, oltre che nella città, e tanti sono i ricordi scolastici che immancabilmente tornano alla mente: d’altra parte in questa città sono nati oppure hanno lavorato numerosi artisti, poeti e letterati, gli stessi riempiono libri d’arte e di storia. Qualche nome? Duccio di Buoninsegna, Jacopo della Quercia, Simone Martini, Ambrogio e Pietro Lorenzetti, Cecco Angiolieri, Federigo Tozzi solo per citarne i più noti.

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Passeggiando per le vie di Siena vengono in mente le terzine incatenate della Divina Commedia (e sì, il “Ricorditi di me, che son la Pia- Siena mi fé, disfecemi Maremma – salsi colui che ‘nnanellata pria – disposando m’avea con la sua gemma” è una delle più note che citano la città toscana e tutt’oggi il Palazzo de’ Tolomei, nell’omonima piazza nel centro di Siena, è testimone di un tempo passato in cui Siena era crocevia di commerci, affari, banchieri ed intrighi.

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E’ a Siena che si trova la Banca più vecchia del Mondo, quel Monte de’ Paschi che nasce nel 1472 come Monte dei Pegni in supporto al popolo senese provato da momenti di difficoltà economica e precarietà politica e che oggi è lui a trovarsi in grandi difficoltà con il mercato. Palazzo Salimbeni è la sede storica del Monte ed è un vero fortilizio monolitico (non per nulla è anche definito “la Rocca”), adeguatamente distante dai centri del potere pubblico (il Palazzo del Comune) e religioso (lo stupendo Duomo) affinché il vile denaro non contaminasse la res publica e la casa del Signore (oppure, leggendolo in altro modo, affinché il controllo del denaro non subisse troppe influenze dallo Stato e dalla Chiesa). Tutti gli anni a Siena a Natale viene innalzato l’abete in Piazza Salimbeni, accanto alla statua del senese Sallustio Bandini, uomo di chiesa, letterato ma soprattutto capace giurista ed economista. Quest’anno, in compagnia di chi silenziosamente protesta.

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Il Duomo di Siena,  che nei colori dei marmi richiama lo stemma (la balzana) della città, è allo stesso tempo simbolo e parabola delle ambizioni dei senesi, che avrebbero voluto ampliarlo fino a farlo diventare perfino più grande di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze (città con cui Siena spesso e volentieri si è trovata in competizione): i lavori di ampliamento del Duomo furono bruscamente interrotti con l’arrivo della pestilenza del 1348 e mai più ripresi. In compenso nel suo interno a croce latina si trovano alcuni dei capolavori dell’arte italiana, quasi fossero un tesoro nel tesoro: il Pulpito di Giovanni Pisano, la stupenda sala della Biblioteca Piccolomini affrescata dal Pinturicchio, così come dallo stesso artista è affrescata la Cappella di San Giovanni Battista; ancora, le statue bronzee di Domenico Beccafumi, l’altare maggiore di Baldassarre Peruzzi. Stupendo il pavimento in marmo, intarsiato per raffigurare avvenimenti, allegorie, storie bibliche e mitologiche.

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Siena a Natale diventa ancor più magnifica e l’Avvento è il momento in cui le vie dello struscio – via di Città, via Banchi di Sopra, via dei Termini, Via Montanini appaiono ancora più spettacolari: Siena è uno spettacolo in tutte le stagioni ma in inverno – e a ridosso del Natale – ancor di più, con tutte le lucine brillanti che illuminano le strade e la meravigliosa Piazza del Campo, le vetrine delle pasticcerie più famose ricolme di dolci tipici senesi, quei ricciarelli e panforti che ci arrivano direttamente dai ricettari medievali, amalgama paradisiaco di mandorle, miele, spezie, zucchero, canditi: da tradizionali dolci locali, sono oggi uno dei simboli diffusi del Natale. Siena nel periodo natalizio è particolarmente attenta al visitatore ed ha confezionato insieme una serie di eventi, incontri, concerti: “Tutto il Natale a Siena 2016“, un cartellone ricchissimo che fino al 31 gennaio 2017 assicura appuntamenti interessanti.

Non mancano piccoli mercatini di Natale ed uno con una quindicina di espositori viene riproposto tutti gli anni in Piazza Matteotti, conosciuta anche come la Piazza della Posta; il mercato grande di Natale si tiene invece in Piazza del Campo nel primo fine settimana di dicembre mentre una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed altri chioschi natalizi sono allestiti nei giardini de La Lizza.

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Il clima di Siena a Natale può riservare temperature basse, la sua posizione elevata rispetto alle campagne che la circondano sembra attrarre i venti gelidi che si incanalano nei vicoli della città, in quei sali-scendi infiniti capaci di stroncare il fiato e le gambe. Per fortuna non mancano locali dove rifugiarsi: meglio gli eleganti e costosi bar che si affacciano su Piazza del Campo o gli spartani e abbordabili locali in via di Pantaneto, una delle zone giovani della città per via delle facoltà universitarie? La scelta è difficile, ma il risultato è certo: il mangiare (e bere) bene a Siena sono una certezza.

Un consiglio pratico: Siena a Natale come in tutto il resto dell’anno è una città che si gira a piedi per cui se andate a Siena in auto e programmate diverse ore (o giorni) di visita in città, valutate di lasciare l’autovettura in uno dei parcheggi di scambio gratuiti che ci sono appena fuori la città, ben interconessi con il centro dai bus “Pollicino”: il parcheggio della Coroncina, sulla via Cassia (bus n. 51); il parcheggio dei Due Ponti (bus n. 52) o di San Marco (bus n. 54); tutto il centro storico è infatti zona a traffico limitato (ZTL) ed i parcheggi centrali costano parecchio, 1,50€ l’ora per quelli lungo le strade e 2€ per quelli in struttura coperta (oppure, se pernottate a Siena, la tariffa giornaliera è di 25€ in struttura coperta). Altra soluzione, il parcheggio della Stazione ferroviaria (50 centesimi la prima ora oppure 2 euro per tutto il giorno), collegato con scale mobili all’Antiporto di Camollia.

Claudia Boccini

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