Cosa comprare in Giappone

Secondo post dedicato allo shopping in Giappone: in un post del 2014, in occasione del nostro primo viaggio nella capitale giapponese, avevo scritto alcuni suggerimenti su cosa acquistare come souvenir a Tokyo da riportare a parenti ed amici, scegliendo tra oggetti tradizionali e meno consueti. Il post è ancora validissimo, per cui se avete intenzione di partire alla volta del Giappone, potete rileggerlo in modo da chiarirvi le idee su cosa acquistare e dove. Tuttavia, nel corso degli ultimi tre viaggi che ci hanno portato ad approfondire la cultura e la società giapponese, da vera compratrice seriale ho – come dire -affinato il fiuto e credo che possa essere di utilità comune che condivida con voi qualche dritta su cosa comprare in Giappone, dove si trovano offerte e prezzi vantaggiosi e soprattutto che budget bisogna preventivare.

Un suggerimento sempre valido (che ho già riportato nel post 10 indispensabili consigli per acquistare souvenir in viaggio), è di prepararvi la lista con tutte le persone a cui volete riportare un regalo – o che da voi se lo aspettano – sbarrando il nome man mano che avete provveduto a comprare: vi aiuterà a focalizzarvi nell’operazione shopping e chissà, magari vi aiuterà a non spendere altro denaro nel dubbio di aver dimenticato qualcuno.

Dove acquistare? Difficile dare indicazioni, lo shopping è quasi uno sport per i giapponesi e nelle principali città troverete un’infinità di negozi e centri commerciali dove di sicuro trovate qualcosa che vi fa venir voglia di dire “lo voglio!”. Due grandi magazzini dove trovare tutto e di più sono Tokyu Hand (si trova a Tokyo ed in altre grandi città) e Daiso per il “tutto a 100 yen”, con migliaia di oggetti curiosi o utili, tra cui un buon assordimento di materiale per creativi e di cartoleria – però gran parte dei prodotti non sono giapponesi, sappiatelo –  a cui aggiungo anche il mitico Muji, che in Giappone assume dimensioni da grande magazzino, con tanti prodotti del marchio che non vengono commercializzati in Italia.

Per Tokyo: uno dei centri più grandi Tokyu Hand si trova ad Ikebukuru (1-28-10 Higashiikebukuro, Toshima, Tokyo 170-0013), un grosso Daiso lo trovate a Takeshita Dori (1 Chome-19-24 Jingūmae, Shibuya-ku, Tōkyō-to 150-0001 vicino alla stazione della JR Yamanote di Harajuko) e lo store Muji di Shibuya (Seibu Parking, 21-1 Udagawacho, 渋谷区 Tokyo 150-0042) uno dei più belli e completi, con un ristorante biologico all’interno.

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Cosa comprare in Giappone?

Tessuti: sono un prodotto caratteristico, più facile da trovare nei quartieri tradizionali o nei grandi centri commerciali, sia di Tokyo (nel caso: Ueno, Asakusa) che delle grandi città del Giappone e possono raggiungere grandi livelli di qualità e design (non solo tradizionale): potete scegliere tra tagli di stoffa preziosa per kimono (costosissima, vi avverto, non meno di 10.000 yen (circa 75 €) al metro ma con facilità si raggiungono anche i 60.000 yen se ci sono filati pregiati), semplici quadrati di stoffa più o meno preziosa da trasformare in furushiki, ovvero contenitori multifunzione (se non siete troppo esigenti ve la cavate tra i 1000 ed i 3000 yen, dipende dal tipo di tessuto), foulard di cotone dalle fantasie orientali o semplici asciugamani (nei negozi tipo Tokyu Hand li trovate a poche centinaia di yen);

Cosmetici: i prodotti cosmetici giapponesi sono eccellenti: non è un caso se in Europa i prodotti Shiseido, Kanebo, Shu Uemura sono tra i più apprezzati (e costosi!). Ma quello che forse non sapete è che le giovani donne giapponesi sono delle vere beauty addicted, e curano la loro pelle e il loro aspetto in modo quasi maniacale per cui le profumerie e gli store che vendono cosmetici assomigliano al giardino delle delizie segrete, pieni di prodotti per ogni uso inseriti in confezioni graziose o divertenti. Tanti diversi tipi di cosmetici (per lo più dai nomi occidentali ma con tutte le indicazioni in giapponese, quindi non è sempre facile individuare il prodotto giusto) che in Europa non arrivano e che promettono miracoli – e qualche volta li fanno realmente – e davvero tante le creme mirata ad ottenere una pelle pura e luminosa, le maschere di bellezza, i prodotti di bagno di ottima qualità.

In genere le profumerie sono anche farmacie (o viceversa?) e gli scaffali dei cosmetici sono un magnete a cui non resistere. Tra i prodotti cosmetici più tipicamente giapponesi  che possono trasformarsi in un regalino economico per le amiche, ci sono le maschere in tessuto non tessuto – idratanti, nutrienti, rilassanti, ringiovanenti, rimpolpanti, euforizzanti – che si trovano anche nei supermercati. Tra le più popolari, le LuLuLou, vendute a circa 350 yen, ma se ne trovano anche a meno. In farmacia/profumeria vendono anche numerosi integratori alimentari, peccato non riuscire a comprendere a cosa servano!

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Set completo Shiseido White Lucent, acquisto giapponese

Ceramiche e porcellane: il rito del pranzo giapponese (leggete il post dedicato alla mostra sul Washoku per saperne di più) prevede l’utilizzo di numerosi contenitori: ciotole, piattini, vassoi, stoviglie. E sono sempre molto raffinate ed eleganti, lavorate spesso artigianalmente e con l’uso di colori preziosi. Facile quindi riuscire a trovare – anche se non sempre a buon prezzo – ceramiche e porcellane di qualità da portare a casa come ricordo tangibile del vostro bellissimo viaggio in Giappone. Nel corso del recente viaggio noi abbiamo scelto di visitare Arita, quella che può essere considerata una vera città-manifattura, dove lungo la via principale abbiamo trovato oltre 200 tra negozi e laboratori di ceramiche e porcellana. Per il benessere della mia carta di credito, era giorno di festa ed erano quasi tutti chiusi!

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Oggetti devozionali: andare in Giappone e non visitare almeno qualche tempio è come andare a Roma e non vedere il Colosseo. La religiosità giapponese è in bilico tra buddismo e shintoismo, con alcuni tratti di animismo ma quel che è certo è che nei templi l’atmosfera suggestiva e la ritualità codificata assume toni mistici per cui e partecipare ad una delle cerimonie – il canto dei monaci, il rumore sordo e profondo del gong, l’incenso che si leva nell’aria in nuvole profumate, l’acqua gelida della fonte che purifica – è l’occasione per conoscere più da vicino la società giapponese. In più, presso i templi si possono acquistare per poche centinai di yen alcuni oggetti devozionali da riportare a casa, a metà tra souvenir di viaggio e ricordo di esperienze vissute.

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Gallinella con pulcino di buon augurio per l’anno nuovo acquistata al Tempio di Meiji Jingu a Tokyo (2017)

Artigianato tradizionale: per comprare artigianato tradizionale di buona qualità – attenzione, si trovano spesso oggetti fabbricati in Cina, quindi occhio alle etichette! – il consiglio è di puntare ai negozi dei quartieri tradizionali, come Asakusa a Tokyo o Gion a Kyoto, oppure nei mercati, dove in genere si trova una buona scelta: potrete sbizzarrirvi a comprare oggetti tipicamente giapponesi come ventagli, sandali geta, bacchette per mangiare, teiere di ghisa, ventagli, scatole porta tè decorate di carta washi, accessori di abbigliamento realizzati con stoffe di kimono, piccole scatole porta pranzo (Bento) decorate, ecc. Quando il regalo di viaggio è davvero un souvenir…

Prodotti di cartoleria: c’è da perderci la testa e il portafogli, perché la cartoleria giapponese è qualcosa di unico, che unisce la praticità, l’essenzialità e il buon gusto. Quaderni, penne, bigliettini di auguri con i classici caratteri Kanji, nastri washi-tape (che costano meno che in Italia), portadocumenti super accessoriati e poi tutti i prodotti molto kawaii (=carini) con disegni di cartoni animati, pupazzetti e fiorellini. Insomma, se siete patiti di questo genere di oggetti, quasi quasi per il vostro bene vi suggerisco di non entrare in una cartoleria!

Giochi e miniature: qui non si scappa, il Giappone comanda e una passeggiata nella zona di Akihabara a Tokyo vi farà entrare in un mondo quasi incredibile, dove interi grattacieli sono dedicati alla vendita di videogiochi e giochi elettronici, con miniature di mostri o di eroi dei Manga che sbucano da ogni dove pronti per essere acquistate – a caro prezzo, ne ho viste alcune a 40.000 yen! – da turisti e da giovani locali. Attenzione: come vi dicevo, molti store si sviluppano su più piani quindi non limitatevi a cercare sul piano fronte strada.

Elettronica: un indirizzo dove cercare novità ed eventualmente fare acquisti è BIC CAMERA. Ce ne sono diversi store sia a Tokyo che in altre città giapponesi. Per certo a Tokyo ce ne è uno vicino alla stazione di Tokyo, quasi di fianco al Tokyo International Forum (ci ho comprato l’obiettivo 50mm. per la reflex) ed uno a Shinjuko, nella via che porta al grattacielo a forma di cetriolone (qui ho preso il cavetto dell’Iphone, che avevo strappato). I prezzi? Dipende. Alcuni acquisti possono essere convenienti, altri molto meno. Ricordatevi però due cose:

  • se superate i 5.000 yen, come turisti europei potete chiedere il Tax Refund, ovvero all’aeroporto, prima di passare i varchi della dogana, vi rimborsano l’8% di quanto speso (ma dovete chiedere il modulo al negozio dove fate acquisti e non tutti lo fanno, BIC Camera di sicuro sì come il grande magazzino Mitsukoshi);
  • al momento di tornare in Italia, occhio ai controlli doganali: è possibile importare dall’estero merce fino ad un importo massimo di € 430, oltre potreste  essere soggetti al pagamento di diritti doganali. Dico potreste perché i controlli sono a campione; a me è successo di essere fermata –  per ora unica volta – al rientro in Italia dopo essere stata a Livigno, che è zona extra doganale.
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shopping in profumeria/farmacia: integratore a base di erba di riso, magnesio e potassio (chiesto alla farmacista parlando in latino!) e una spazzola sciogli nodi

Generi alimentari: comprare in Giappone generi alimentari significa innanzitutto fare grandi scorte di tè verde, di tè matcha e di tè aromatizzati. Appena fuori dal mercato di Tsukiji di Tokyo ci sono alcuni negozi specializzati, ma angoli dedicati li trovate anche nei maggiori centri commerciali (io i migliori – e più cari! – li ho trovati da Mitsukoshi a Ginza) e se volete spendere il giusto e fare la vostra bella figura riportando tè verde senza spendere troppo non disdegnate i Combini, i supermercati di quartiere: non avranno confezioni raffinate, ma i tè che vendono sono buoni. Nei mercati alimentari giapponesi vendono anche, essiccati e confezionati sottovuoto, i pregiati funghi shiitake. Anche questo è un acquisto da fare! Sempre in tema di regali alimentari da comprare in Giappone, valutate i dolcetti di pasta dolce, spesso a forma di pulcino, banana, fiorellino presentati in confezioni regalo e le scatole di crackers di riso, un po’ salati ma gustosi o i fogli di alghe, che a quanto pare fanno benissimo anche aggiunti a zuppe e minestroni. Se avete la possibilità di recuperare una scatola rigida che la protegga in valigia, una bottiglia di Sakè è un acquisto da valutare, anche se potete acquistarlo anche nei negozi  Duty Free dell’aeroporto al momento di tornare in Italia, lo pagate un po’ di più ma siete sicuri di poter imbarcare a bordo la bottiglia senza paura di danni. Da comprare in Giappone, inoltre, gli strumenti di cucina essenziali per preparare il sushi: coltelli affilatissimi (in aereo imbarcateli in stiva, mi raccomando!), stuoie di bambù per arrotolare il riso, bottigliette di aceto di riso.

Abbigliamento: se indossate taglie piccole (max 46 donne, uomini L) in Giappone trovate abbigliamento classico-sportivo a prezzi convenienti da Uniqlo (ha diversi negozi sparsi per il Giappone). Altri marchi di abbigliamento più o meno famosi da acquistare una volta in Giappone sono Alchemist, Onitsuka Tiger, Zucca. In generale, le taglie giapponesi sono piuttosto piccole rispetto a quelle europee (difficilmente i giapponesi sono in sovrappeso, grazie all’alimentazione sana).

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Tutti (quasi!) gli acquisti dell’ultimo viaggio in Giappone: sto quasi cominciando a diventare parsimoniosa!

Per finire: non posso non farvi vedere cosa ho comprato in Giappone nel viaggio 2017! Nella foto in alto da sinistra a destra, dall’alto in basso: quaderno porta foto per scrapbooking, con piccoli gadget inclusi; calendario; nastro washi e carta per origami, 3 foulard fantasie assortite; filtro per il tè in silicone a forma di teiera; altro nastro washi; scatola bento, maschera facciale a forma di personaggio dei fumetti; bustine a pois; fogliettini a base di cipria per il viso, anti lucido; rimuovi macchie da viaggio (mi ha incuriosito, ancora non so se funziona!); tovaglietta di cotone a fiori rossi e verdi. Poi, non in foto: tè verde, biscotti e dolcetti, padellina rettangolare per frittate e la Lucky Bag :) .

Claudia Boccini

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