Verificare le fonti prima di condividere

Nei giorni scorsi ho rischiato di creare un piccolo incidente (e ho fatto prendere un vero coccolone ad una collega) perché ho rilanciato una notizia presa dai social poi rivelatasi fasulla senza verificare le fonti. Non una notizia-bufala ma un vero e proprio fake, falso, come viene definito in gergo tecnico, che avrebbe ingannato chiunque per la veridicità del messaggio. E come me, tanti altri ci sono caduti. Ma da un errore (mio, ma ancor più di Facebook) ho capito quanto sia importante, prima di pubblicare, condividere o rilanciare qualsiasi genere di notizia,  fare sempre una approfondita verifica delle fonti e incrociare dati per saggiarne l’affidabilità.

FB falsa esplosione Bangkok

Vi racconto cosa mi è successo il 27 dicembre 2016.

Antefatto: sulla time-line di amici che vivono in Thailandia compare il controllo di sicurezza “Stai bene? Dillo a Facebook” che annuncia che nella capitale thailandese c’è stato uno scoppio ed un messaggio che invita i diversi utenti che vivono in zona a comunicare di stare bene. Caso vuole che nello stesso momento si trovi nel Paese asiatico un parente di una collega.

Fatto: non solo condivido automaticamente sul mio profilo Facebook senza premurarmi di verificare le fonti (lo ha detto Facebook, no?), ma mi precipito ad avvisare di persona la collega chiedendole di verificare se il parente è al sicuro. Segue momento di panico, crisi sfiorata e a seguire – una volta chiarita la faccenda, vedi sotto –  la necessità , di più, il dovere! – di scuse infinite da parte mia.

Misfatto (e non uso questo vocabolo a caso): sempre sulla time line compare la smentita del fatto, si scopre infatti che non c’è stato nessuno scoppio a Bangkok ma che un semplice gesto di protesta culminato in un lancio di petardi contro un edificio governativo, notizia poi rilanciata e condivisa da numerosissimi utenti del social media e quindi da giornali locali, ha fatto scattare uno dei tanti algoritmi di Facebook che ha quindi “letto” e classificato come attentato un semplice scoppio di petardi, innescando l’allerta generale.

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Ora, a parte che sarà bene che Facebook stesso riveda il criterio con cui viene attivato il sistema di check-in – peraltro strumento encomiabile reso disponibile nel 2014, spesso utilizzato in occasione di grandi catastrofi naturali e più di recente in Europa in occasione di attentati (in Italia è scattato anche in occasione dei recenti terremoti che hanno coinvolto il Centro Italia), l’avvenimento mi ha dato lo spunto per focalizzare la riflessione su quante informazioni condividiamo in modo fin troppo impulsivo e come può, nel caso specifico un blogger – ma in generale tutti coloro che per piacere, curiosità, passione frequentano i social media – evitare di incappare in simili errori nel suo mestiere.

Coraggio: alzi la mano chi ha messo like in automatico o ha condiviso notizie clamorose, quelle che fanno leva sull’emotività istintiva del lettore – la cosiddetta pancia – ma che a posteriori si rivelano vere e proprie bufale: siamo in tanti, vero? Succede, anche in modo assolutamente non consapevole.

Mentre un giornalista ha il dovere – non solo morale, ma etico e professionale, imposto dalle regole dell’Ordine – di verificare accuratamente le proprie fonti, come può un blogger garantire la validità, la correttezza, l’eticità di quanto pubblica sul suo blog e quindi a cascata la sua attendibilità e affidabilità? E dove si possono verificare le fonti?

Un blogger (non importa se travel, food, fashion o pincopallo), per quanto svincolato dal controllo e dalla censura di un ordine professionale, ha comunque il dovere di essere quanto più accurato possibile nei suoi post, citando dati aggiornati e verificati (e, se possibile, inserendo note al post con l’indicazione di dove sono stati presi), verificando attraverso riscontri su libri, siti internet affidabili (è questa la parola chiave!), agenzie di stampa (e l’Ansa per l’Italia è sempre una garanzia), testimonianze personali e dirette oppure di chi realmente conosce gli avvenimenti e le realtà narrate. Questo, in via generale. Per un trave blogger tra le fonti affidabili aggiungerei anche le informazioni recuperate per il tramite degli enti del turismo, i comunicati stampa ufficiali, alcune guide di viaggio particolarmente curate e aggiornate come le Lonely o le guide del National Geographic.

Di sicuro ci sono molti altri mezzi e strumenti da utilizzare per essere ritenuti affidabili: voi come vi organizzate per verificare la veridicità di una notizia? C’è qualche fonte privilegiata che controllate prima di condividere una notizia su social?

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Una delle testate on line thailandesi che aveva ripreso, sempre il 27 dicembre, la notizia rivelatasi non vera dello scoppio a Bangkok

Claudia Boccini

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