Perché l’evento Seo&Love non mi ha convinto

Quest’anno ho deciso di investire alcune ore del mio tempo (e anche un po’ di euro) in una serie di appuntamenti ed eventi utili a migliorare la mia consapevolezza come blogger. Avvenimenti fluidi, innovativi, per lo più multicanale: si tratta di convegni, workshop, congressi ma più spesso si tratta di un mix di approfondimenti e apporti di esperti di comunicazione, di creatori di contenuti e strateghi di marketing. Insomma, per farla breve, nel giro di 15 giorni ho partecipato a due appuntamenti, uno a Roma (PlayCopy, convegno/workshop sul copywriting, organizzato da Valentina Falcinelli – Pennamontata) ed uno a Verona (Seo&Love, ‘percorso in-formativo per comprendere il mondo dei contenuti online, le migliori strategie per aumentare il traffico del proprio sito e generare nuove opportunità di business‘, organizzato da Salvatore Russo). Capisco che se non siete dentro la materia questi due nomi non vi diranno assolutamente nulla, così come mi rendo conto che questo post – che non parla di viaggi, esperienze, eventi, buon mangiare – può interessarvi un emerito bel nulla. Però. Però secondo me c’è sempre da imparare e in questo caso può essere utile ascoltare un parere personale ma realmente vissuto per capire come funziona la costellazione di eventi che ruotano al mondo della comunicazione digitale, quanto può essere utile parteciparvi in prima persona o che vi partecipino mariti, mogli, figli/e o nipoti  o quanto invece sia meglio restarsene a casa ad approfondire la materia su un buon libro, investendo il proprio tempo in un corso di formazione classico docente/allievo o anche decidere che quello che  ci interessa davvero è fare una bella passeggiata al parco.

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Mentre per Roma giocavo in casa e quindi oltre ad acquistare il biglietto (108.58€) non ho avuto altre spese, per Verona il costo del biglietto è stata in fondo la spesa minore (€ 57,34), a cui ho però dovuto sommare le spese di trasporto e di hotel. In entrambi i casi, l’aspettativa era molto alta anche considerato il livello e la notorietà dei relatori.

Vi dico subito che dopo aver seguito PlayCopy ero rimasta un po’ perplessa per non dire insoddisfatta, tuttavia rileggendo con calma gli appunti e riguardando i video della giornata di formazione mi sono resa conto che sono stati veicolati tantissimi concetti e informazioni estremamente utili a chi lavora con la scrittura e le parole. D’altra parte, come specificato anche nel nome, si trattava di un convegno ma anche di un workshop, dove accanto ad interventi interessanti ma brevi sono state ospitate delle vere e proprie lezioni con prova pratica finale su argomenti nuovi, ancora non divulgati sul web o comunque conosciuti da pochi.

Cosa che ahimè non è stata per Seo&Love dove al taglio fin troppo spettacolarizzato dell’evento, agli scarsi minuti a disposizione delle decine e decine di famosi relatori, si sono sommati argomenti a mio parere fin troppo visti sul web. Tradotto: bella la manifestazione, grandioso l’evento ma c’è ben poco di nuovo sotto il sole e la misteriosa SEO – Search Engine Optimization, quella cosa che permette a Google di farci trovare i migliori risultati (*) quando facciamo una ricerca – continua ad essere una parola che da sola tira più di un carro di buoi e fa accorrere comunque un nutrito pubblico.

Partecipare a Seo&Love è stato quindi un investimento – in termini economici che di tempo sottratto ad altri impegni – non  pienamente ripagato? Non esattamente, secondo me ci sono pro e contro e cerco di spiegarveli.

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PRO

a) Costo: vi sfido a trovare eventi di questa portata ad un costo così minimo. Nell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia di Verona si sono avvicendati 42 relatori davanti ad un pubblico di oltre 680 persone, molte di più considerando quelle che seguivano in streaming.

b) Relatori: per chi non è dell’ambiente sono dei perfetti sconosciuti ma provate a chiedere a chi mastica di web e tecnologia se conoscono Riccardo Scandellari, Francesco Russo, Salvatore Aranzulla, Matteo Pogliani (tanto per fare alcuni nomi). Professionisti capaci di creare seguito, di risolvere problemi, di fatturare milioni di euro, dei guru in pratica: vederli – e ascoltarli – tutti insieme non è cosa da poco.

c) Progetto: è il secondo anno che si svolge Seo&Love, chi c’è stato nel 2016 ne ha parlato in modo entusiastico (e ha confermato che erano meno relatori, meno pubblico: insomma, più tempo per approfondire e per sviluppare temi). Quest’anno è stato fatto un grosso balzo in termini quantitativi e – forse, è anche questo un mio parere – si è puntato più sulla spettacolarizzazione. Si può sempre sperare che al terzo Seo&Love si trovi un giusto equilibrio, no?

d) Città: Verona è bella e al di là dell’Arena e di Giulietta è una città da vivere e scoprire con calma: per quel che mi riguarda, a Verona ci sarei venuta pure per per seguire il convegno della rapa lessa. Tra l’altro, la scelta di tenere il convegno di venerdì è stata a mio parere strategica per consentire di agganciarci un fine settimana di turismo (nel nostro caso speso tra Verona e Peschiera del Garda) e ammortizzare le spese ‘accessorie’ di hotel e trasporto ferroviario.

d) Partecipanti:  tra le centinaia si persone che si sono messe in fila la mattina per accedere all’auditorium e altrettante ordinatamente in fila per il buffet del pranzo, ho ritrovato volti conosciuti che è stato un gran piacere rivedere. E no, questo non è “fare networking” (leggi più in basso).

e) Pranzo: non penso sempre e solo a mangiare, ma devo dire che il risotto all’Amarone con aggiunta di gelato di formaggio Monteveronese era strepitoso ed anche l’abbondante assortimento di affettati e sfiziosi sottolio della Redoro, uno degli oleifici veronesi più noti che è stato sponsor, insieme ad altre realtà, della manifestazione, non era da meno;

f) Goodie bag, o borsa del convegnista: tra i gadget oltre al volume “Seo & Content“, di Salvatore Russo e Ale Agostini (Hoepli ed.) assaggi della produzione Redoro, riviste, sconti.

g) Foto di rito con la stella del web: anche io non ho resistito a scattare una foto a Salvatore Aranzulla, che con i suoi tutorial è un vero  mito per tutti i digital-imbranati come me  (Aranzulla se lo vedete da solo in strada nemmeno lo riconoscete: un normalissimo ragazzo di 27 anni, educato e privo di spocchia ma apparentemente molto imbarazzato per tanta popolarità, capace di fatturare milioni di euro e di essere seguito da una media di 500.000 utenti al giorno!)

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CONTRO:

a) Effetto vetrina: al massimo, un relatore ha avuto 15-20 minuti di tempo ma assai più spesso solo 10 minuti per fare il suo intervento. Troppo poco per creare sinergia con il pubblico e riuscire a dire qualcosa che non si limitasse a quei concetti ed affermazioni che si incontrano navigando sul web.

b) Interventi deboli: più che per la sostanza degli argomenti, ciò che ha influito negativamente è stata la scarsità estrema di tempo assegnato a ciascun relatore. Provate a dividere 8 ore di convegno per quasi 50 relatori ed avrete il tempo medio a disposizione di ciascuno.

c) Un pizzico di disorganizzazione: la grande affluenza di  pubblico ed una iniziale poco efficiente gestione delle registrazioni dei partecipanti ha fatto slittare l’avvio del convegno di quasi un’ora rispetto a quanto programmato. Ciò ha compresso ancor più la scaletta dei tempi a disposizione dei relatori.

d) Scarse novità: partecipare ad  un convegno di questa portata fa molto figo, ma quanto c’è di effettivamente innovativo rispetto a quanto si legge sui siti web italiani di settore ed ancor più su quelli esteri? Un esempio: Riccardo Scandellari, vero esperto del blogging e delle tecniche di comunicazione, ha affrontato nel suo intervento di 10 minuti 10 il newsjacking (no, non è una parolaccia, fidatevi, ma è il “cavalcare l’onda” scrivendo di notizie di attualità). In pratica, se ne parlava già nel libro “Afferma la tua identità con il net branding“, scritto dallo stesso Scandellari nel 2015 e che io ho da tempo acquistato su Amazon.

e) Networking: parola usata (e spesso abusata) per indicare la possibilità di fare nuove conoscenze, stringere contatti, scambiare opinioni di spessore tra partecipanti ad un avvenimento. Un po’ il mantra di questi eventi anche se mi balugina sempre il sospetto che dietro alla smania per il networking si celi il nulla.  In ogni caso, in eventi di questa portata e di questo taglio davvero difficile farlo, a meno di non considerare networking stare in fila dietro al relatore famoso in attesa di un mestolo di riso al vino Amarone.

f) Rapporto costi/benefici: se non avessi inserito l’evento Seo&Love di Verona in un percorso turistico di ampio respiro probabilmente sarei rientrata a Roma delusa. Non conosco le aspettative di chi ha partecipato all’evento ma di certo so che se io devo bruciarmi un paio di giorni di preziosissime ferie (per non parlare dei costi di treno/hotel e compagnia bella), mi aspetto di avere in cambio ben più di una occasione di incontro o di generica riflessione. Ovviamente, tutto è soggettivo e legato ad aspettative, esperienze, storie personali ma nel mio caso quel che cerco è sostanza, novità, strategie da rielaborare.

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Salvatore Aranzulla

CONCLUSIONI

Fare formazione, tenersi aggiornati, confrontarsi con i professionisti è vitale per chi scrive sul web ed ha a che fare con una realtà tecnologica e comunicativa in continuo mutamento. Eventi come Seo&Love, come altri di questo genere, vanno vissuti almeno una volta per comprenderne capacità, potenzialità (e anche difetti) e veicolare meglio le scelte future. Se parteciperò ad una eventuale edizione 2018 di Seo&Love? Quasi certamente no, se viene mantenuto questo format scappa e fuggi, tuttavia non solo non lo escludo ma vi dico che già da adesso potrei prenotare l’hotel a Verona se verrà previsto più spazio per i singoli oratori, anche creando momenti collaterali di approfondimento.

 (*) dire migliori risultati in realtà non è corretto: spesso Google trova risultati non eccelsi ma perfettamente ottimizzati per essere trovati grazie lavoro di specialisti SEO

Claudia Boccini

3 Commenti

  1. Avatar
    Salvatore Russo febbraio 22, 2017

    Ciao Claudia,
    post articolato e molto ragionato. Vorrei continuare il ragionamento arricchendolo con il pensiero di chi lo ha organizzato. Sinceramente leggendolo mi è sembrato molto meno negativo del titolo, i punti positivi sono davvero differenzianti.

    Quando dico che SEO&LOVE è un percorso in-formativo, è perché voglio realizzare un percorso in-formativo. Per alcuni, probabilmente tu, dato che conoscevi tutti gli argomenti discussi (bravissima) può essere un momento di confronto (quindi preferivi più pause o speech più lunghi), per altri recuperare informazioni sulla marea di argomenti legati a una piccolissima parte dell’eco-sistema della comunicazione digitale.

    La prima edizione è stata diversa dalla seconda e la seconda sarà totalmente diversa dalla terza. Rimanendo per un attimo a questa edizione il programma pubblicato mesi prima aveva un intento ben chiaro: creare una maratona informativa della complessità di argomenti dedicati al mondo digital. C’erano in platea più di 300 imprenditori. La mia intenzione era spalancare tutte le finestre del palazzo del digital marketing e far capire quanto è complesso questo lavoro, fornire scintille in grado di accendere il fuoco della formazione oppure la voglia di iniziare a fare le cose in una certa maniera. Gli speech sono stati modulati in base all’argomento, da un minimo
    15 minuti a un massimo di 30 minuti. Ci sono stati 23 speech con 42 relatori. Se dichiari che hai 42 relatori in una sola giornata con più di 20 speech è chiara l’intenzione della tipologia di evento che vuoi creare.

    In merito alla terza edizione, praticamente il programma e ospiti sono già confermati. A questo punto possiamo sederci e affrontare casi di successo specifici con un numero di relatori ristretto e di altissimo livello. Il resto sarà svelato ad aprile quando si presenterà il nuovo progetto.

    SEO&LOVE è un viaggio e, come tu ben sai, ogni volta è diverso, anche nella stessa città ;)

    Un abbraccio

    Salvatore

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    • Avatar
      Claudia Boccini febbraio 22, 2017

      Grazie mille Salvatore per il tempo che hai dedicato a leggere il post, per la risposta, per i chiarimenti e soprattutto per le interessanti anticipazioni. Chiarisco subito che il titolo apparentemente negativo è – come tu sai meglio di me – un meccanismo “acchiappa-lettori”.
      Ho voluto mettere su carta le mie riflessioni (che appunto sono personali e che possono essere completamente diverse dagli altri 679 partecipanti): dopo il grande evento di Verona mi sono sentita come quel bambino che viene accompagnato al Luna Park e gli viene detto che tutte le giostre sono a sua disposizione ma può farci solo un giro di 2 minuti su ciascuna. E poi basta. Insoddisfatta per le troppe aspettative riposte? Forse. Di sicuro, una volta scesa dalla giostra, resta la voglia di fare un secondo giro, lungo e entusiasmante.

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