In gita da Roma per scoprire i segreti di Cori

Il 25 ed il 26 marzo 2017 si sono celebrate le Giornate FAI di Primavera, un evento oramai entrato nell’agenda di tutti gli appassionati di arte, cultura e turismo perché permette di visitare siti normalmente chiusi in un’atmosfera gioiosa e piena di entusiasmo. Anche io e Francesco, complice il blocco di Roma di sabato 25 marzo per la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma ed ancor più la bellissima giornata di primavera, con un cielo azzurro fiordaliso illuminato da un sole quasi estivo, ne abbiamo approfittato per tirare fuori lo scooter e fare una gita da Roma per scoprire i segreti di Cori, un piccolo borgo del Lazio in provincia di Latina che ospitava alcuni degli eventi FAI e che, senza esagerazione, ci ha lasciato senza fiato per la grande quantità di siti, chiese, luoghi e palazzi che testimoniano la sua lunga storia e ci ha permesso di scoprire una zona del Lazio che, nonostante i tanti giri in scooter fatti, non conoscevamo assolutamente!

Cori vicoli

CORI – vicoli di Cori Valle

Sistemato lo scooter nel parcheggio di Cori Valle che si trova alla fine di via Roma e versata un contributo economico al FAI (abbiamo scelto l’opzione amici del Fai, 10€ in due con in regalo una borsina in iuta molto carina, la vedete in una delle foto del Tempio dei Dioscuri) e subito abbiamo trovato ad accoglierci gli studenti del Liceo Artistico di Latina, entusiasti e capaci ‘apprendisti ciceroni‘ che ci hanno accompagnato lungo un itinerario di visita e scoperta dell’antica Còra, l’antico nome della cittadina che secondo la leggenda venne fondata da Dardano, esule troiano. In realtà le origini di Cori sono incerte e si perdono nella notte dei tempi ed i primi insediamenti in queste zone risalgono all’età del Bronzo. Con l’arrivo dei Romani Cori perde la sua autonomia di centro della Lega Latina ma contemporaneamente assume grande rilievo e potenza come città federata di Roma, mantenendo, pur nel corso di alterne vicende, una sua autonomia politica ed amministrativa. Simbolo della sua indipendenza, lo stemma di cui poteva fregiarsi, con l’acronimo SPQC (Senatus Popolusque Corii), stranamente non inserito nell’attuale gonfalone cittadino.

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CORI – palazzo nobile

Nel medioevo Cori subì lo stesso destino di molti dei paesi che si affacciavano sulle paludi pontine, con dispersione della popolazione che fuggiva in luoghi più sicuri per allontanarsi dalla malaria, dagli attacchi dei pirati (risulta che nell’832 i Saraceni arrivarono fino a Cori), dai saccheggi delle truppe al soldo dei Principi e degli Imperatori di turno. Nel 1410, Cori divenne feudo pontificio e, con l’avvento del Regno d’Italia, un Comune della provincia di Roma prima e, dal 1934, della nuova provincia di Latina. Complessivamente, il paese di Cori era una roccaforte ben difesa, circondata da mura ciclopiche, torri difensive e case-torri e con l’accesso assicurato da tre porte: Porta SigninaPorta Romana e Porta Ninfina, che prendevano i nomi dalle città verso cui erano rivolte, ovvero Segni, Ninfa e Roma.

Dopo una breve ma necessaria introduzione storica, i nostri giovani Ciceroni ci hanno accompagnato, in diverse tappe, a scoprire alcuni dei segreti di Cori, anzi, di Cori Valle, una delle due zone urbanistiche in cui è suddivisa la cittadina: Cori Monte è infatti la zona del paese arroccata sulle propaggini dei Monti Lepini e dominata dal Tempio di Ercole mentre la parte alla base della collina è individuata come Cori Valle.

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CORI – particolare di una delle cappelle della Collegiata

La prima tappa è stata la Chiesa di Santa Maria della Pietà, o Chiesa Collegiata di Cori Valle, che inizialmente aveva il nome di Santa Maria della Plebe, in quanto edificata a metà del 1100 grazie alle offerte ed agli oboli del popolo di Ceri. La Chiesa originaria era in stile romanico ed era stata realizzata con tutta probabilità su quello che era un tempio romano ma nel 1600 venne trasformata nelle attuali forme, con navata centrale maggiore e due minori laterali. Dell’antica chiesa romanica resta un portale in pietra ed alcuni oggetti sacri di particolare interesse, come il candelabro pasquale in marmo con i due leoni contrapposti alla base  ed un cilindro scolpito con elementi bucolici e il trono o cattedra episcopale. Nelle diverse arcate della chiesa si aprono piccole cappelle, abbellite da quadri di pittori locali o di scuole minori.

Seguendo i nostri giovani ciceroni siamo arrivati su Via Ninfina, asse viario di rilievo che tutt’oggi collega Porta Romana con Porta Ninfina, e da qui abbiamo proseguito fino a quello che era la zona dell Foro dell’antica Cora e che oggi corrisponde all’incirca a Via delle Colonne (così definita perché ancora oggi accanto alle case si notano resti e spezzoni di colonne di marmo). All’incirca a metà della via ci sono ben tre dei segreti di Cori meglio custoditi di cui uno, la Chiesa di San Salvatore, era stata aperta straordinariamente per l’occasione delle Giornate Fai.

Cori dioscuri

CORI – il Tempio dei Dioscuri

Era questa infatti la zona dedicata al Tempio dei Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce figli di Zeus e di Leda: doveva essere davvero un tempio importante, considerata l’altezza e lo stile elegante delle due colonne in stile corinzio con architrave con iscrizioni: ancora svettano alte, sopravvissute a secoli di storia, di guerre e di stratificazioni edilizie, probabilmente erano parte della facciata principale del santuario, il cui nucleo più antico risale al V° secolo a.C.. Ancora ben visibile è il retrostante sancta sanctorum del tempio, un recinto quadrato con la cella principale dedicata ai Dioscuri, dove erano custodite statue in marmo di Paros, di cui restano solo alcuni frammenti conservati nel Museo della città e del territorio di Cori, e due celle laterali minori. Il tempio doveva essere piuttosto imponente, con lati di 6 colonne poste su un podio e ben visibile da lontano.

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CORI – Chiesa di S. Salvatore

Nella stessa piazzetta dove si trovano le colonne del Tempio dei Dioscuri c’è anche la piccola e al momento piuttosto malandata Chiesa del SS. Salvatore. Una chiesa di origine medievale, i cui interni fanno trapelare – seppur polverosi e in parte cadenti – affreschi policromi, stucchi e pitture di ottima fattura, quest’ultime in parte attribuite al fiorentino Anastasio Fontebuoni, che ha lavorato a più riprese a Cori.

Dopo la visita al Tempio dei Dioscuri, i nostri giovani ciceroni passano di nuovo il testimone ad altri loro colleghi che ci accompagnano fino alla piazza del Pozzodorico, una piazza aperta, grande, con il pavimento di pietra, proprio sotto la piazzetta delle Colonne del Tempio dei Dioscuri, che nasconde un segreto: sotto il piano ci sono le cisterne dell’acqua di epoca romana ed alcuni locali che forse erano adibiti a magazzini o a mercato; non è ancora chiaro, i ragazzi ci hanno detto che Cori è una miniera di rinvenimenti archeologici, troppo lavoro e troppo studio ancora ci sarebbe da fare su Cori e ci hanno raccontato anche una curiosità legata al nome della piazza, che in dialetto locale viene definita il Pizzitonico.

Cori Porta Ninfina

CORI – porta Signina e il Sipportico

Ancora un cambio di staffetta, ancora altri studenti del Liceo artistico di Latina ci prendono ‘in consegna’ e ci accompagnano a scoprire l’ultima tappa di questo interessantissimo itinerario alla scoperta dei segreti di Cori, lungo quasi due ore: ci spostiamo verso la Porta Ninfina, l’unica ad avere ancora l’aspetto medievale, sebbene quella che vediamo è una ricostruzione del 1984 dell’originale distrutta durante la II^ guerra mondiale. Scopriamo così che la Porta Ninfina è una porta di tipo sceo, costruita in modo da poter attaccare i nemici dal lato destro, quello normalmente non coperto dallo scudo (che si portava a sinistra). Proprio accanto alla Porta Ninfina c’è una via in salita a gradoni particolarissima, Via del Porticato, realizzata utilizzando come base le antiche mura e che nei secoli scorsi era un luogo di commerci, con diverse botteghe artigiane e le locande. Un lato di via del Porticato ha grandi finestroni ad arco che guardano verso il romano Ponte della Catena e la vallata. Ovviamente anche questo luogo così importante ha un soprannome: per chi abita a Cori Via del Porticato è la ‘Sippòrtica‘.

L’itinerario organizzato dagli ‘aspiranti ciceroni’ lungo le strade di Cori Valle termina al Ponte della Catena e da qui torniamo velocemente seguendo via Ninfina fino a Piazza Romana, dove ci fermiamo per un pranzo economico e leggero (e con un servizio purtroppo disattento e lentissimo) alla Pizzeria Corese, in attesa dell’apertura pomeridiana di un altro luogo FAI, il meraviglioso Oratorio della SS. Anunziata, edificato nel XIV° secolo al di fuori della cinta muraria di Cori ma sulla via principale di accesso, in una posizione strategica: l’Oratorio non era solo un luogo di culto e di venerazione per San Silvestro (il santo che sconfiggeva draghi) ma anche punto di controllo dove i forestieri che dovevano entrare in paesi dovevano giurare di rispettare leggi di Cori, raccolte in Statuti.

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CORI – gli affreschi dell’Oratorio della SS. Annunziata

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CORI – gli affreschi dell’Oratorio della SS. Annunziata – il Giudizio Universale

L’Oratorio conserva un ciclo di affreschi dai colori così intensi che sembra siano stati dipinti ieri; per questo motivo e per la grande intensità delle scene affrescate da Pietro Coleberti da Priverno, talvolta viene anche definito la ‘Cappella degli Scrovegni del Lazio‘. Il ciclo di affreschi è un racconto per immagini degli episodi più famosi del Vecchio e del Nuovo Testamento, tra cui l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, gli Apostoli ed un impressionante Giudizio Universale che si trova sulla parete di ingresso. Voluta dal cardinale spagnolo Pedro Fernández de Frías, e successivamente completata grazie all’intervento dei Cardinali Alfonso Carrillo de Albornoz e Juan Cervantes de Lora, nel corso dei secoli divenne meta di pellegrinaggio di viaggiatori spagnoli che (ahimè!) lasciavano traccia del loro passaggio firmando sugli affreschi. Struggente anche l’affresco con il Cristo in Croce di scuola giottesca che si trova nella cappella laterale dell’Oratorio, ristrutturata di recente.

CORI – crocifisso dell’Oratorio della SS. Annunziata

Cori ha molto, molto altro da far conoscere: per mancanza di tempo nel corso della gita da Roma in scooter per scoprire i segreti di Cori non abbiamo potuto visitare il Tempio di Ercole, il Complesso monumentale di Sant’Oliva, il Museo della Città e del Territorio e tutta Cori Monte. Quindi non ci resta che riprogrammare un’altra gita, per comprendere meglio il segreto di questa cittadina laziale costruita da stratificazioni successive e dove il tempo pare avere una dimensione che va oltre la storia!

Da me e Francesco, un grazie grandissimo ai capaci ‘apprendisti ciceroni’ del Liceo Artistico di Latina, che con competenza e con vera, grande passione per l’arte, ci hanno accompagnato lungo le vie di Cori. Grazie anche al Preside ed ai docenti dell’Istituto, che hanno creduto nel progetto FAI, valorizzando i tanti talenti dei loro allievi e dando loro la possibilità di mettersi in gioco al di fuori delle aule scolastiche. Insomma, bravi!

 Informazioni utili:

Cori si trova in provincia di Latina, da cui dista 26 km., mentre da Roma bisogna percorrere 56 km. per raggiungerla. Si può arrivare seguendo la Via Appia in direzione Terracina (con deviazione all’altezza di Cisterna); seguendo la via Anagnina che da Roma raggiunge i Castelli Romani e quindi una volta arrivat al bivio per Artena girare a destra in direzione Cori-Giulianello oppure l’Autostrada A1 uscendo a Valmontone e proseguendo per Artena, Giulianello, Cori. Altra alternativa, è prendere i bus del Cotral che da Roma Anagnina raggiungono Cori.

Per visitare l’Oratorio di San Silvestro, bisogna contattare la Pro Loco di Cori (tel. 348.9053474) oppure chiedere al negozio dall’altro lato della strada (normalmente viene aperto tra le 9.30 e le 11.oo e dalle 15.00 alle 18.00, nei festivi solo la mattina).

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Panorama di CORI

Claudia Boccini

2 Commenti

  1. Avatar
    PRO LOCO CORI aprile 01, 2017

    VISITE: Per l’APERTURA ORDINARIA della Cappella chiedere al negozio o all’abitazione di fronte al monumento:
    Feriali: dalle ore 9.30 alle 11.00 e dalle 15.00 alle 18.00
    Festivi: dalle ore 9.30 alle ore 11.00.

    Cappella della Santissima Annunziata di Cori (c’è chi la definisce la Cappella degli Scrovegni del Lazio)

    VISITE: Per l’APERTURA STRAORDINARIA della Cappella negli orari:
    Feriali: dalle 11.00 alle 12.30
    Festivi: dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

    In quest’ultimo caso telefonare al 3489053474 (Pro Loco Cori)

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      Claudia Boccini aprile 04, 2017

      Grazie mille per i dettagli sugli orari, che non sono riuscita a trovare nella gran confusione dell’apertura della giornata FAI. Ma quando ci sono le aperture straordinarie?

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