Come organizzare un viaggio in Olanda

Eccoci qui, finalmente (o dovrei dire, forse, purtroppo? :) ) tornati dal bellissimo viaggio in Olanda! Da quanto ho visto le foto olandesi che ho condiviso sui social media (Instagram e Facebook soprattutto) vi sono piaciute parecchio e so che ci avete seguito con affetto in questo nostro tour tra mulini a vento e tulipani coloratissimi:  questo mi fa oltremodo piacere perché  il nostro itinerario era mirato a visitare il nord dell’Olanda e la zona della grandi città universitarie di Leida ed Utrecht, evitando volutamente Amsterdam. E inseguendo, come un filo immaginario, i colori di Mondrian, quel giallo, rosso, blu quest’anno ovunque presenti in Olanda per celebrare i 100 anni dalla nascita del movimento artistico De Stijl, noto anche come neoplasticismo, in cui l’arte è astratta, schematica, geometrica, essenziale.  In ogni caso, vi avverto sin da ora: l’Olanda ci è entrata nel cuore e credo che ne uscirà con molta fatica; per cui abbiate pazienza ma molti dei prossimi post qui sul blog saranno dedicati a raccontare i dettagli del nostro itinerario. In questo post lunghissimo provo, intanto, a condividere con voi le informazioni utili per organizzare un viaggio in Olanda utilizzando auto e treno e vi racconto come abbiamo strutturato il nostro itinerario, con costi, indirizzi, dettagli pratici del viaggio in modo da consentirvi di organizzare un viaggio in Olanda adatto a tutte le età e interessi.

Cosa vedere in Olanda

Come organizzare un viaggio in Olanda: 

  1. il periodo di viaggio
  2. il clima meteorologico
  3. i mezzi di trasporto utilizzati
  4. l’alloggio
  5. la lingua olandese
  6. i fiori
  7. cosa si mangia in Olanda
  8. i costi
  9. l’itinerario
  10. considerazioni generali

1. Il periodo di viaggio: siamo partiti da Roma sabato 22 aprile 2017  e siamo tornati a casa la domenica 30 aprile 2017. Nove giorni e otto notti, un lasso di tempo ideale per non stancarsi troppo e per poter dedicare la giusta attenzione alla visita delle diverse località. Con il senno del poi, forse saremmo potuti partire verso Schipol di venerdì sera in modo da poter avere tutto il sabato a disposizione. La settimana in questione è periodo di festa per gli olandesi, perché il 27 aprile si festeggia con grandi feste il compleanno del Re e quindi in alcune città che abbiamo visitato non c’era moltissimo afflusso di persone. Se da una parte è un bene perché così si gira con calma, dall’altro è anche vero che abbiamo trovato chiusi alcuni dei luoghi che avremmo voluto visitare. A proposito di chiusure: ricordatevi che soprattutto al nord e al di fuori dei grandi centri abitati la domenica è ‘sacra’ e difficilmente troverete qualcosa di aperto: a noi è successo di costatarlo a nostre spese a Drachten, dove i negozi ed i ristoranti del centro cittadino erano tutti chiusi (per fortuna ci ha salvato un chiosco in mezzo alla campagna che vendeva patate fritte, crocchette e polpette!).

2. Il clima meteorologico: a fine aprile la temperatura l’Olanda è alquanto più fredda che in Italia, sebbene il meteo tenda a variare velocemente, addirittura di ora in ora. Nuvole, sole, poca pioggia e comunque di breve durata, vento freddo e anche un po’ di grandine non sono mancati, ma mai noiosi o capaci di impedirci di visitare i luoghi. Insomma, io che preferisco le latitudini fredde in questo periodo mi sono trovata benissimo ma anche chi ama il caldo si può trovare a suo agio ad organizzare un viaggio in Olanda di questo periodo, purché abbia l’accortezza di mettere in valigia un piumino leggero ed un foulard o una pashmina da mettere al collo contro il vento, che soprattutto nel nord dell’Olanda si è fatto sentire (non è un caso che nella zona ci siano tantissime pale per la produzione e di energia eolica!).

Cosa vedere in Olanda 6

3. I mezzi di trasporto utilizzati: da Roma abbiamo raggiunto Amsterdam-Schipol con l’aereo scegliendo di volare con la compagnia olandese KLM: ottimo volo ed equipaggio cordiale e professionale. In aeroporto abbiamo preso una vettura a noleggio già prenotata dall’Italia tramite la compagnia Hertz (compagnia privilegiata per tutti i nostri viaggi fly&drive, questa volta l’auto era una Renault Megane Limited Station Wagon, in ottime condizioni e super accessoriata), che abbiamo utilizzato per 4 giorni durante l’itinerario nell’Olanda del Nord mentre successivamente ci siamo avvalsi dei treni e dei mezzi urbani del trasporto pubblico olandese. Questa doppia scelta ha un motivo: nelle grandi città può essere complicato (e costoso) parcheggiare un’auto, di contro i servizi urbani sono efficienti e puntuali mentre per spostarsi tra i piccoli paesini della Frisia, del Flevoland e della regione di Groninga avere a disposizione un mezzo proprio evita attese e tragitti complicati e soprattutto lascia la grande libertà di decidere il proprio itinerario al momento. Quindi se dovete organizzare un viaggio in Olanda tenete conto della possibilità di utilizzare o meno una macchina, perché in alcune situazioni può essere inutile.

A proposito di auto e di strade, Francesco (ha guidato sempre lui) ha trovato che la rete autostradale e stradale olandese sono davvero ottime: le autostrade sono ad accesso gratuito, l’asfalto è perfetto e non si trova una buca nemmeno a pagarla, le indicazioni sono facili da comprendere anche per chi non conosce l’olandese. Bisogna solo stare molto attenti ai limiti di velocità che variano in funzione di traffico e tipo di strada, perché ci sono parecchi autovelox. A proposito: molti dei parcheggi gratuiti olandesi funzionano con il sistema del disco orario e noi, che non ne avevamo uno in auto, più volte abbiamo risolto scrivendo l’orario di arrivo con una penna su un foglio da lasciare sul cruscotto.

Per programmare gli spostamenti in treno, è stato fondamentale il sito delle ferrovie olandesi, che ha un valido motore di ricerca dei percorsi. In genere i collegamenti tra Leida ed Amsterdam, tra Leida ed Utrecht e tra Utrecht ed Amsterdam sono molto frequenti, con almeno 2 treni ogni ora. I biglietti si possono fare ai distributori automatici, che accettano anche carte di credito (si pagano 50 centesimi in più sul prezzo base) e si vidimano all’ingresso in stazione; ricordatevi di non gettare il biglietto fino all’arrivo, perché per uscire dalla stazione deve essere nuovamente vidimato. Nelle stazioni più grandi c’è sempre un chiosco per chiedere informazioni sui binari di partenza dei treni e sugli orari.

Per spostarci nelle città ci siamo mossi sempre a piedi tranne ad Utrecht, dove abbiamo acquistato un biglietto per gli autobus urbani valido per 3 giorni, al costo di 11,50 euro per ciascuno.

4. L’alloggio: nel corso del viaggio in Olanda abbiamo cambiato 4 strutture alberghiere, ciascuna di loro con caratteristiche particolari tali da renderle uniche e in grado di farci conoscere aspetti diversi dello stile di vita olandese. A Giethoorn, ad esempio, abbiamo dormito per una notte in una locanda storica sui canali che intersecano il caratteristico paesino, con stanze ricavate in quella che era una fattoria ed arredate in modo eclettico. Nello stesso hotel ci abbiamo anche cenato, con vista romantica sul canale! A Leeuwarden abbiamo scelto invece di dormire per due notti in un bellissimo hotel-scuola, gestito dagli allievi del locale istituto di management alberghiero Stenden (una bellissima esperienza, capace di far venir voglia di spedire figlie e figlie a studiarci!);  a Leida ci siamo fermati per tre notti in un Boutique Hotel molto particolare, ricavato nella struttura di una ex caserma militare a due passi dal centro cittadino e dalla stazione ed accanto ad uno dei due mulino a vento storici della città mentre ad Utrecht grazie alla collaborazione con Visit Utrecht, abbiamo pernottato per due notti in un hotel molto accogliente e con un design amico dell’ecologia a 5 minuti (reali) di distanza con l’autobus dal centro cittadino, in mezzo al verde ed ai canali del polder De Voorveldse, strutturato come un lodge. Nei prossimi post vi darò maggiori dettagli sui singoli hotel, per ora questo è l’elenco:

  • Giethoorn: De Dames Van De Jonge Hotel Restaurant – Beulakerweg 30, Giethoorn  tel. +31 521361360
  • Leeuwarden: Stenden Hotel – Rengerslaan 8, Leeuwarden,  tel. +31 583030800
  • Leida: Boutique Hotel d’Oude MorschPark de Put 1, Leiden, tel. +31 715690090
  • UtrechtStar Lodge Hotels, Biltsestraatweg 92, Utrecht, tel. +31 308000401

5. La lingua olandese: non è proprio facile da comprendere soprattutto quando viene parlata ma se ve la cavate con l’inglese non avrete problemi di comunicazione, perché pressoché la quasi totalità di olandesi lo conosce (molto bene!). In molti conoscono anche il tedesco. In ogni caso, un sorriso e un dank u wel (grazie) sono sempre graditi.

6. I fiori: non è un luogo comune come si potrebbe pensare, l’Olanda ed i fiori vanno a braccetto e nella stagione primaverile si resta senza fiato a vedere gli immensi appezzamenti di tulipani che con le loro sfumature rallegrano le campagne. Addirittura, abbiamo capito già in aereo che stavamo sorvolando l’Olanda grazie alle macchie di colore che ci apparivano guardando dal finestrino dell’aereo! Tulipani ma anche gladioli, narcisi, giacinti, muscari dal blu intenso, campi senza fine dove vengono coltivati i fiori che poi verranno spediti in tutto il mondo. Ovviamente, il costo dei bulbi è decisamente inferiore a quello dei nostri vivai, per cui se siete appassionati di giardinaggio, è un acquisto consigliato. La coltivazione dei fiori da bulbo avviene soprattutto nelle zone meno umide e acquitrinose, noi ad esempio non li abbiamo visti – se non in piccoli appezzamenti – nella zona della Frisia e del Flevoland mentre in tutta la zona che va da Den Helder fino a Leida i campi sono estesi e frequenti.

Cosa vedere in Olanda 3

7. Cosa si mangia in Olanda? Non avrete problemi con il cibo: la cucina olandese tradizionale privilegia la carne, il pesce, l’uso delle patate, gli stufati cotti a lungo, il burro, il formaggio mentre lo street food olandese trova la massima espressione nei chioschi che si incontrano lungo le strade o nei mercati: non perdetevi le crocchette, le Frikandel (salsicce panate), il kibbeling, bocconcini di pesce fritto al momento, servito in vaschette con salsa remoulade (il migliore lo abbiamo assaggiato al mercato di Leida), i panini fatti al momento con burro, cipolla e aringhe o sardine crude e le immancabili frites, le patatine fritte che vengono sempre servite con maionese (mentre il ketchup l’ho sempre dovuto chiedere espressamente). Alla cucina della tradizione si affianca, soprattutto nelle città, la cucina speziata ed etnica (asiatica per lo più), che arriva dritta dritta dalle ex  colonie del Suriname.  Attenzione agli orari dei pasti, notevolmente diversi da quelli italiani soprattutto per quel che riguarda il pasto della sera: si inizia a cenare già alle 17.30 e la normalità è sedersi a tavola entro le 18.30. Per uno spuntino dolce, ottimi gli stroopwafels (sono due cialde ‘da wafer’ piene di caramello) soprattutto se le acquistate al chioschetto che ve le prepara al momento. Se volete contenere i danni calorici (sì, la cucina olandese non è proprio dietetica :) ) potete sempre ordinare una zuppa e un’insalata. Occhio, però: la zuppa viene generalmente servita con pane e burro!

8. I costi: nella tabella qui sotto trovate  alcuni dei singoli costi sostenuti per organizzare il viaggio in Olanda e come potete vedere il costo per i trasporti non è stato indifferente. Va detto che per quanto riguarda il volo aereo noi abbiamo scelto la compagnia aerea KLM, ma ce ne sono diverse (tra cui Easyjet, Ryanair, Transavia) che collegano l’Italia con Amsterdam o con altre città olandesi a costi minori ed è possibile risparmiare parecchio utilizzandole, soprattutto se viaggiate con un bagaglio ridotto. Un’altro costo abbastanza impegnativo è stato il noleggio auto, in parte giustificato dall’assicurazione aggiuntiva Kasko (che ha praticamente fatto raddoppiare il costo del noleggio, ma ci ha salvaguardato da qualsiasi tipo di problema potessimo incontrare). Per quanto riguarda i pasti, la spesa è soggettiva: si va dalla spesa importante per un ristorante formale ai pochi euro dello street food o delle tavole calde dei grandi magazzini (anche noi ci siamo fermati alla caffetteria di Hema, catena di negozi che vende abbigliamento ed oggetti per la casa a basso costo, sempre molto carini). Tutti i costi sono per due persone.

In generale, i costi da sostenere per un turista che vuole organizzare un viaggio in Olanda (benzina, trasporti, spesa nei mercati/supermercati, hotel, ristoranti, escursioni varie) non sono molto diversi da quelli italiani anzi, in alcuni casi sono perfino minori! Ad esempio, a parte una cena degustazione nel ristorante dell’Hotel Stenden dove abbiamo speso molto più della media, è possibile cenare in ristoranti di qualità spendendo al massimo 60€, ma il più delle volte restando nel limite di 45€. Questo perché le porzioni sono davvero abbondanti e  un piatto unico (carne/pesce, verdure e patate) è più che sufficiente, al più ci si può aggiungere un antipasto, un dolcetto ed una birra (che come sempre accade nel nord Europa, costa come o addirittura meno dell’acqua imbottigliata!).

Olanda spese generali 1

Altri costi da mettere in conto sono gli ingressi nei Musei, eventuali visite guidate, i giri in barca lungo i canali (in alcuni casi sono indispensabili per scoprire i luoghi da prospettive diverse, noi ne abbiamo fatta una a Giethoorn lungo i canali che sembrano finti per quanto son belli ed una a Leida, in una imbarcazione speciale con il tetto che si abbassava per poter transitare sotto i ponti più bassi.

Olanda spese musei 2

9. L’itinerario: 

  • 1° giorno – Amsterdam Schipol – Lelystad – Urk – Giethoorn – totale 137 km: dopo essere atterrati all’aeroporto di Amsterdam Schipol e aver ritirato la vettura a noleggio, abbiamo imboccato l’autostrada fino ad arrivare nella zona del Flevoland. Il tempo minaccia pioggia per cui ci siamo fermati velocemente a Lelystad per vedere, solo dall’esterno, il museo Bataviawerf con le due navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali in parte ricostruite. Lelystad è una città giovanissima, sorta nel 1967 a seguito della costrizione della diga Afsluitdijk sul Zuiderzee, che ha permesso di recuperare terre abitabili strappandole al mare. La città è piccola e ovviamente molto moderna ed  ha la caratteristica di trovarsi oltre 3 metri sotto il livello del mare! In assenza di opere d’arte storiche, Lelystad (e il Flevoland in generale) hanno dato spazio all’arte contemporanea ed alla land art e proprio per andare alla ricerca di una delle più note, Exposure di Antony Gormeley,  abbiamo percorso parte della diga Houtribdijk che collega Lelystad a Enkhuizen, dall’altra parte del Markeermer, fermandoci per pranzo nel punto di osservazione panoramica a metà della diga, dove c’è un ottimo ristorantino (Roadhouse Checkpoint Charlie). Nel primo pomeriggio abbiamo ripreso la strada verso Giethoorn, sostando prima ad Urk, delizioso paesino dall’aspetto marinaro, con una via su cui si affacciano casette caratteristiche ed un bel faro. Arrivati a Giethoorn e preso possesso della stanza presso l’hotel De Dames Van De Jonge, siamo andati subito a fare il giro in battello del paese – e meno male, perché in aprile l’ultima corsa parte  alle 17.00!

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  • 2° giorno – Giethoorn –  Groningen – Drachten – Moddergat -Leeuwarden – circa 200 km: da Giethoorn partiamo presto la mattina per raggiungere Groninga, passando in mezzo a boschi e polder bellissimi. C’è poco traffico – è domenica ed è periodo di festa – e sembra di viaggiare dentro una cartolina illustrata: da una parte placide mucche frisone che ruminano, dall’altra canali solcati da barche a vela, più avanti casette con il camino acceso. Groninga ci riporta alla realtà di una grande città, ci sono tanti ragazzi e per le vie si vedono i resti delle baldorie e delle bevute del sabato sera. I negozi aprono tardi e quindi ci godiamo la visita della città, passeggiamo nel Vismarkt, quindi nel Grote Markt e ci fermiamo ad ammirare la Martini Toren e la Martini Kerk (dove entriamo un attimo prima che inizi il servizio religioso, la religione professata dalla maggioranza è quella riformata o protestante). Ci perdiamo (letteralmente!) nelle viette laterali piene di negozi di design e di modernariato prima di ritrovare la strada verso il parcheggio coperto Q-Park dove abbiamo lasciato l’auto (qui il parcheggio è abbastanza caro, sarebbe stato meglio trovare un parcheggio più distante dal centro). Da Groninga proseguiamo in direzione di Drachten, una delle località interessate dagli eventi del De Stijl, ma rimaniamo un po’ perplessi perché è tutto, ma davvero tutto, chiuso! E’ domenica, ci dicono, e quindi non ci resta che accontentarci di vedere il centro della città con la chiesa, il lungo viale e l’installazione Carillon di Gunnar Daan  e quindi di fare due passi fino alle caratteristiche case del ‘quartiere Pappagallo’, edifici progettati dall’architetto Cees Rienks de Boer  su disegno originale del 1921 di Theo van Doesburg, con i caratteristici infissi colorati nei colori primari. Da Drachten proseguiamo fino a Moddergat, tipico paese ai bordi della grande diga che divide le terre dei polder dal Mare del Nord. Interessante il piccolo Museum ‘t Fiskershúske e accogliente la piccola locanda Yke-Muoi, specializzata in thè e caffè e incredibile la distesa di fango che si forma con la bassa marea, estesa fin quasi ad arrivare alle isole frisoni che si vedono in lontananza. Da qui ci dirigiamo verso Leeuwarden dove, dopo aver fato una rapida passeggiata per il centro cittadino, pernottiamo allo Stenden Hotel e ceniamo al ristorante Wannee, come l’hotel gestito dai ragazzi dell’istituto di management alberghiero, che operano sotto la guida del Masterchef Albert Kooy.

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  • 3° giorno – Leeuwarden – Sneek – Hindeloopen – Leuwarden – circa 100 km.: mattina tutta dedicata a visitare Leeuwarden, dove visitiamo la Grote Kerk, la Kanselarij, il Waag (la pesa), vediamo dal basso la storta torre Oldehove, purtroppo di lunedì il Fries Museum ed il Keramik Museum sono chiusi così ci accontentiamo di fare una passeggiata lungo il canale Nieuwestad e fare qualche piccolo acquisto. Da Leuwaarden andiamo a pranzo a Sneek, dove visitiamo il Fries Scheepvaart Museum, il museo della navigazione. Davvero un bel Museo, con tanti pezzi interessanti da vedere e con alcune ricostruzioni di abitazioni borghesi del XIX° secolo. A me è piaciuto particolarmente l’ufficio degli spedizionieri navali, con tanti dettagli minuziosamente ricostruiti! Da Sneek arriviamo fino ad Hindeloopen, per una passeggiata tra i vicoletti e i ponticelli di quello che è ancora uno dei porti turistici più attivi dell’IJsselmer.
  • 4° giornoLeeuwarden – Den Helder – Julianadorp – Bergen –  Amsterdam Schipol – Leiden – circa 200 km: da Leeuwarden ci dirigiamo verso l’IJsselmer e lo attraversiamo tutto passando sulla Afluitsdijk: da una parte l’acqua del lago, piuttosto calma, dall’altro lato, infuriato e in tempesta, il Mare del Nord. Nel mezzo, una diga su cui corre la strada, battuta dal vento freddo. Dobbiamo riconsegnare l’auto solo nel tardo pomeriggio per cui ne approfittiamo per allungare l’itinerario fino a raggiungere Den Helder per una sosta (peccato non aver avuto tempo sufficiente per visitare il Museo della Marina, con tanto di vero sommergibile in mostra) e quindi proseguiamo fino alla zona delle dune (e dei tulipani!) di Julianadorp. Tornando verso Amsterdam Schipol, dove lasciamo l’auto a noleggio, ci fermiamo a Bergen, piccola cittadina amata dagli artisti all’interno del Parco nazionale Zuid-Kennemerland: atmosfera vivace, negozietti carini e bellissima la Ruinekerk, i resti di una chiesa medievale che a me ha ricordato molto la toscana Abbazia di San Galgano. Da Bergen arriviamo infine ad Amsterdam Schipol, dove riconsegniamo la vettura a noleggio e con il treno raggiungiamo Leida, dove ci fermeremo per le successive 3 notti presso il Boutique Hoteld’Oude Morsh. Ceniamo al ristorante Kasual, specializzato in cucina fusion olandese-asiatica. Ci troviamo talmente bene che ci torneremo anche la sera successiva!

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  • 5° giorno – Leida: dedichiamo tutta la giornata alla visita della città, anche qui i canali sono una caratteristica e per avere una visione globale del centro storico ci affidiamo ad un giro sui canali  con la compagnia di navigazione Bootjes en Broodjes, che hanno il punto di ritrovo sul Blauwpoortsbrug (il giro dura all’incirca un’ora ed è utile per capire come muoversi poi a piedi). Una volta scesi seguiamo il percorso turistico  Leidse Loper, ben indicato sulla mappa della città, che permette di vedere gli angoli più caratteristici del Nieuwe Rijn, del Kloksteeg, le chiese, i cortili segreti, il mercato (dove, come dicevo, abbiamo assaggiato il kibbeling, il pesce fritto, più buono), il mulino De Valk, la zona della città in cui è vissuto Rembrandt. Visitiamo il Museo Siebold, collezione di oggetti e opere d’arte giapponesi e l’Orto Botanico, davvero molto, molto bello!
  • 6° giorno – Leida – Lisse – Keukenhof – Leida – circa 40 km.: la mattinata la dedichiamo alla visita del Parco Keukenhof, una meraviglia di luogo aperto per sole otto settimane all’anno dove i tulipani diventano opere d’arte. Inutile dire che al Keukenhof ci si vorrebbe stare per sempre, tra colori accesi e fiori perfetti. Tuto è molto curato, organizzato, efficiente ed anche se il Parco viene visitato da centinaia di migliaia di persone, c’è sempre un angolino tranquillo in cui rifugiarsi in contemplazione. Nel pomeriggio, prima che il museo chiudesse (i Musei in Olanda sono generalmente aperti tra le 11.00 del mattino e le 17.00 del pomeriggio) ci siamo precipitati a visitare il Museum Volkenkunde, con le sue bellissime collezioni di oggetti provenienti da tutto il mondo. Inutile dire che io ho apprezzato molto la mostra temporanea sul Giappone :) . All’uscita, ci siamo fatti travolgere dall’atmosfera euforica della festa del Re: musica, concerti, mercatini e tanta birra (non mi venite a dire che gli Olandesi sono compassati, eh!).

Cosa vedere in Olanda 7 Urk

  • 7° giorno – da Leida a Utrecht con il treno (circa 45 minuti di viaggio in treno): i treni olandesi sono veloci, puntuali e frequenti (ed in più hanno il wi fi gratuito che funziona benissimo) quindi il trasferimento da Leida ad Utrecht è davvero semplice e comodo. Partiamo presto da Leida perché abbiamo diversi impegni per la giornata organizzati per noi da Visit Utrecht e quindi una volta arrivati, dopo aver lasciato le valigie presso lo Star Lodge Hotels, facciamo un giro veloce per il centro della città e raggiungiamo Domplein per una visita affascinante: scopriremo infatti, proprio sotto la piazza della Cattedrale di San Martino, i resti della Utrecht romana (o dovrei meglio dire della città di Trajectum) e i misteri che avvolgono lo stesso Duomo. Il tempo per uno spuntino veloce al mercato del Vredenburg e di corsa raggiungiamo il Museum Centraal, per la mostra “Rietveld’s Masterpiece, long live De Stjil” sulle opere e gli arredi progettati dall’architetto Gerrit Rietveld e per vedere la ricostruzione dello studio di Dick Bruna, il “papà” della coniglietta Miffy. Il pomeriggio non è ancora finito: mentre io vado in giro per Utrecht a scattare foto ai negozi (sì, va bene, lo ammetto, non ho scattato ‘solo‘ foto, ho anche fatto shopping!), Francesco partecipa alla visita guidata alla DomTor: ben 456 scalini da salire (e ridiscendere) per raggiungere la sommità ed avere la più bella vista su Utrecht! Prima di tornare in hotel ceniamo in uno dei locali storici della città olandese, il De Zakkendrager.
  • 8° giorno – Utrecht – Amersfoort – Utrecht (circa 20 minuti di viaggio in treno): la mattina facciamo un bel giro in zona Janserkerkhof, dove di sabato si tiene il mercato dei fiori: tantissimi e a prezzi favolosi, peccato non poterli portare a casa! Visitiamo poi il delizioso Nintije Museum, il museo della coniglietta Miffy: è soprattutto indicato per famiglie con bambini piccoli (che qui possono giocare a guidare automobiline ‘a spinta’ in un circuito che riproduce una strada cittadina, con passaggi a livello, semafori etc, oppure trasformarsi in piccoli artisti oppure ascoltare le storie di Miffy o interagire con i personaggi nati dalla fantasia di Dick Bruna. Lo ammetto: pur non essendo bambina, mi è piaciuto tantissimo visitarlo e… anche a Francesco! Nel pomeriggio prendiamo il treno per raggiungere la vicina cittadina di Amersfoort, dove è nato Piet Mondriaan. Il centro della città è vivacissimo, con tantissimi negozi e locali, c’è anche un trenino rosso gestito da volontari che permette di visitare la città ma la nostra meta è stata la Mondrianhuis, che raccoglie quadri, opere e realizzazioni del pittore olandese. Curiosa la ricostruzione dell’appartamento in cui viveva a Parigi e altamente scenografica l’installazione multimediale. Al ritorno ad Utrecht, facciamo due passi nella zona del quartiere universitario, pieno di ristorantini etnici.
  • 9° giorno –  Utrecht – Amsterdam Schipol: il tempo per una passeggiata nel parco del Voorveldse Polder ed è tempo di riprendere le valigie e andare, sempre con il treno, verso l’aeroporto di Amsterdam Schipol.

Van Jonge Hotel

10. Considerazioni generali: nei Paesi Bassi c’ero già stata, una volta da sola ed una con Francesco, l’ultima nel 2013, ma in verità entrambe le volte mi sono limitata ad Amsterdam e poco più. Perché è quasi normale, se tu sei un turista ed hai poco tempo a disposizione, concentrarti solo sul luogo più conosciuto, dimenticando che tutto attorno c’è un Paese intero con le sue specificità e finisci per avere un’immagine di certo limitata. Insomma, come accade con tutte le grandi città che con la loro notorietà fagocitano il resto del territorio, Amsterdam è Olanda ma al tempo stesso non lo è del tutto. Tuttavia è sufficiente spostarsi di poche decine di chilometri dalla capitale per trovarsi immersi nel tipico paesaggio agricolo. Quando ho deciso di investire alcuni giorni di ferie in un viaggio in Olanda, non immaginavo che la realtà fosse ancor più fantastica di quanto immaginato e di trovarmi a percorrere chilometri su strade immerse nel verde, tra boschi, campagne, canali per poi sorprendermi a guardare con occhi sgranati casette da fiaba, mulini a vento e sì, anche gli immensi campi di tulipani! Ne’ mi immaginavo di girare tra le vie di città bellissime, attraversate da ponti e con palazzi austeri che nascondono musei belli da impazzire, dove le biciclette corrono (fin troppo!) veloci e gli abitanti ti salutano se ti incontrano per strada pronti a darti una mano, con il sorriso, se ti vedono in difficoltà con vie, direzioni, percorsi.

Con Francesco abbiamo cercato di visitare – forse un po’ di corsa, ma il tempo quello era – sia le grandi città universitarie di Groninga, Leida ed Utrecht che i piccoli centri minori di Giethoorn, Sneek, Urk, Hindeloopen, Den Helder, Bergen e tanti altri, che sulla mappa appaiono come puntini ed invece hanno un cuore grande grande, fatto di edifici, di storie, di persone gentili. Ovunque, ma davvero ovunque, tanta cura della ‘cosa pubblica’ e di quella privata, strade in perfetto stato, case che paiono vetrine (ammiro la capacità degli olandesi di trasformare le finestre in set decorativi, è un modo gentile per condividere con i passanti la loro quotidianità), aiuole e giardini che rasentano la perfezione. Un Paese efficiente, moderno, tollerante e aperto pur  tuttavia saldamente legato alla sua storia e capace di fare festeggiare il suo Re, in occasione del suo compleanno, con una partecipazione genuina e sincera come non mi è mai capitato di vedere altrove.

Il nostro è stato un itinerario lento, dolce e a misura d’uomo, fatto di soste per ammirare campagne, parchi naturali e cittadine caratteristiche e per conoscere l’arte e la cultura creativa olandese, che quest’anno trova la sua massima espressione nella celebrazione del Dutch Design e del De Stijl, suggerendo destinazioni adatte ad età differenti e creando un circuito di visita dove trovano spazio arte, cultura, esperienze.

E, in ogni caso, ve lo dico e ve lo ripeto: in Olanda non fermatevi solo ad Amsterdam!

Claudia Boccini

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