L’Orto Botanico di Leida: ponte tra Olanda e Giappone

Torniamo in Olanda e questa volta vi porto a visitare un luogo davvero speciale, il bellissimo Orto botanico di Leida (Leiden in oladese): si tratta di un complesso scientifico e naturalistico di grande valore, parte delle prestigiose istituzioni universitarie della città ma soprattutto è il primo giardino botanico ad essere stato realizzato in Olanda nel lontano 1594, e tra i primi dell’Europa, cronologicamente battuto solo dagli italiani Horti di Pisa (fondato nel 1544) e di Padova (1545). La scelta di visitare l’Orto Botanico di Leida non è casuale: anche in questo ambiente abbiamo trovato un filo teso che unisce l’Europa all’Asia, il Giappone all’Olanda, una sorta di ponte immateriale che rende le due nazioni, una in Europa ed una in Asia, più vicine di quel che si potrebbe supporre.

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Introduzione storica:

L’artefice dell’Orto Botanico di Leida – che si trova proprio nel centro della bella città olandese, di cui cui vi parlerò meglio più avanti – è il botanico fiammingo Carolus Clusius, la cui statua si trova proprio davanti al settore storico di quello che oggi è anche un grande parco curato, che portò nell’Orto Botanico più di 700 specie di piante  di cui 200 officinali. Carolus Clusius introdusse per la prima volta in Olanda anche i bulbi di tulipani, dando il via a quella tulipomania che caratterizzerà i secoli successivi, in cui i tulipani erano simbolo di prestigio e ricchezza ed erano venduti a peso d’oro.

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Da sempre custode di piante esotiche e rare, l’Orto Botanico di Leida ampliò nel XIX° secolo la sua collezione di specie asiatiche grazie all’apporto del medico e scienziato di origine tedesca Philipp Franz von Siebold, che durante il periodo in cui lavorò con la Compagnia delle Indie Orientali nell’isola giapponese di Dejima, a Nagasaki (1823-1829),  collezionò un quantitativo enorme di oggetti, tessuti e suppellettili (oggi custodite a Leida nel Museo che prende il suo nome) oltre a elementi botanici del Giappone, inclusi alberi, che inviava a Leida attraverso le navi della Compagnia delle Indie Orientali.

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Per ricordare l’apporto di von Siebold all’interno dell’Orto botanico di Leida con l’apporto degli architetti del paesaggio giapponesi prof. dr. Makoto Nakamura e prof. dr. Hiromasa Amasakiè stato costruito nel 1990 un piccolo giardino giapponese racchiuso da scenografiche pareti rosse che ingloba, tra l’altro, una pianta di Zelkova serrata, uno degli alberi giapponesi inviati dal medico di Dejima in Olanda. Entrarvi è entrare nello spirito del Giappone e vi si ritrovano tutti gli elementi che caratterizzano un giardino tradizionale nipponico: lampade, una piccola sala da tè, ghiaia a simboleggiare lo scorrere dell’acqua. Non mancano panchine per fermarsi a meditare, in quello che è uno spazio privilegiato dell’Orto Botanico di Leida.

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La collezione di piante:

Nell’Orto Botanico di Leida oggi ci sono oltre 20.000 specie diverse, fiori, arbusti e piante di alto fusto, tra cui specie rare o in via di estinzione: il percorso di visita si snoda tra giardini tematici e serre tropicali dove vengono coltivate piante del sud est asiatico e ninfee giganti (Victoria Amazonica), sezioni dedicate alle  orchidee, alle bulbacee (tulipani, narcisi, giacinti), alle felci e perfino alle piante aromatiche mediterranee. Molti gli alberi ‘antichi’, che sono stati impiantati nei secoli scorsi: l’albero dei tulipani (Liriodendron tulipifera) è probabilmente il più vecchio (risale agli inizi del 18° secolo), il Ginko Biloba è del 1785.

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Una sezione dell’Orto Botanico è impostata come giardino sistematico, ovvero le diverse specie sono riunite in base alle interrelazioni reciproche. Tra le piante curiose che vengono coltivate nell’Orto Botanico di Leida il primo posto lo vince di sicuro l’ Amorphophallus titanum, pianta tropicale conosciuta anche con il nome di aro gigante, che ha il fiore più grande del mondo – capace di arrivare fino a 3 metri di altezza – ed un piccolissimo inconveniente: il fiore emana una puzza terribile di putrefazione. Curioso e terribile allo stesso tempo, vero? :).

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Il percorso di visita:

L’ingresso all’Orto Botanico di Leida è da uno degli edifici di mattoni scuri dell’Università situati lungo il canale Steenschur, l’indirizzo esatto è Rapenburg 73 ma non potete sbagliarvi perché troverete tanti cartelli che vi indicano il percorso per raggiungerlo.

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Dall’esterno nulla lascia intuire la bellezza del posto perché solo una volta superato il patio di accesso ci si trova davanti ad un giardino botanico tradizionale, suddiviso in settori e chiuso da piccole cancellate al cui lato è invece stata innalzata modernissima serra che serve anche come centro servizi (qui c’è la caffetteria, la biglietteria, il bookshop e ci sono spazi per laboratori per bambini).

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Una volta acquistato il biglietto (noi abbiamo utilizzato un pass di ingresso offerto da Visit Leiden), si accede all’Orto Botanico vero e proprio e dopo aver superato l’Orangerie, un luogo fantastico dove si possono anche celebrare matrimoni (!) più avanti si incontra il complesso di serre tropicali dove sono ospitate le piante asiatiche, messicane, africane: insomma tutto ciò che ha bisogno di clima caldo e umido. Qui c’è anche la serra delle farfalle, sono esemplari di varie specie in gran parte davvero enormi ed io non mi vergogno a dire che sono fuggita quasi urlando quando una decina di loro ha deciso rapidamente e simultaneamente di venire ad annusare il profumo fruttato che avevo indossato!

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Il percorso prosegue costeggiando il canale Witte Singel  tra alberi, piante e  fiori fino ad arrivare al giardino giapponese dedicato a von Siebold e, più avanti, un giardino tradizionale mentre proseguendo si attraversa una sezione dell’Orto Botanico definita ‘giardino delle erbe’. Il sentiero prosegue fino ad arrivare all’Osservatorio astronomico, inserito all’interno dell’Orto Botanico e visitabile in alcuni giorni determinati (più sotto ci sono tutte le informazioni). Qui è molto bello fermarsi ad osservare il lento via via delle imbarcazioni lungo il canale, immersi in un’atmosfera tranquilla e – se stagione – in mezzo a prati fioriti.

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Per riprendere il percorso bisogna necessariamente tornare indietro (o, almeno, lo era quando ci siamo stati ad aprile 2017, perché stavano facendo dei lavori su un edificio accanto all’Osservatorio) dove ci aspetta il percorso in mezzo al giardino delle felci. Il sentiero costeggia lo stagno, l’arboretum e il giardino sistematico, da cui da una porticina si accede a quella che è la zona più antica dell’Orto Botanico, l’hortus conclusus che aveva creato Carolus Clusius. Ancora, riprendendo il sentiero, si arriva al roseto. Lungo il percorso panchine, installazioni d’arte, corsi d’acqua. Davvero un luogo idilliaco di Leida, città davvero bella e in continuo fermento culturale (è una città giovane, sede di una famosissima università e di ragazzi ce ne sono tanti), dove rifugiarsi e rallentare un po’ i ritmi.

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Informazioni utili:

  • L’Orto Botanico di Leida è in Rapenburg 73, 2311 Leiden
  • biglietto € 7.50, previste riduzioni;
  • il Giardino Botanico di Leida è aperto:
    • dal 1° novembre al 31 marzo dalle 10.00 alle 16.00, chiuso il lunedì
    • dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 10.00 alle 18.00, tutta la settimana
    • è invece chiuso il 27 aprile, il 3 ottobre e nei giorni che vanno da Natale a Capodanno.
  • L’Osservatorio Astronomico è invece aperto ai visitatori solo il mercoledì, il sabato e la somenica dalle 11.00 alle 16.00 (17.00 in estate) e ci sono visite guidate gratuite alle 11.30 e alle 15.00
  • è una meta suggerita ad appassionati ma anche a famiglie con bambini.

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Claudia Boccini

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