Castelli del Lazio: il Castello di Santa Severa

Chi percorre la Via Aurelia in direzione di Roma, una volta superata Santa Marinella lo vede emergere quasi dalle onde, imponente nella sua mole massiccia e squadrata, un vascello finalmente in porto dopo aver navigato per secoli, attraversando storie e vicende. Il Castello di Santa Severa, dopo un lungo periodo di lavori di restauro, di consolidamenti e recuperi è stato definitivamente restituito alla fruizione dei turisti e degli appassionati di arte, in quello che oggi è un piacevolissimo sistema culturale diffuso aperto tutto l’anno che unisce un piccolo borgo medievale, piccole botteghe artigiane, una libreria, una caffetteria, un centro visite liberamente accessibile ad alcune zone museali in cui si entra solo se muniti di biglietto.

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Noi abbiamo avuto l’opportunità di visitare il Castello di Santa Severa in occasione di un Instameet organizzato dalla Regione Lazio, accompagnati nell’itinerario da storici dell’arte e, a distanza di tempo dall’ultima volta che ci eravamo stati – parliamo di diversi anni fa, quando era in parte abbandonato ad un destino non esattamente roseo, lo abbiamo trovato del tutto trasformato.

La storia del Castello di Santa Severa: il territorio su cui si trova il Castello è stato urbanizzato fin dall’antichità grazie alla presenza di corsi d’acqua dolce e le indagini archeologiche hanno confermato che già nell’età del Bronzo vi era un piccolo villaggio abitato. E’ con gli Etruschi, però, che la zona diventa famosa e conosciuta: il Castello di Santa Severa sorge infatti sulle rovine di Pyrgi, la grande città portuale etrusca e centro di commerci e di scambi con i paesi del mediterraneo, frequentato da greci e fenici e successivamente utilizzato anche dai Romani a servizio della città di Caere (Cerveteri). La conformazione della costa e del territorio all’epoca erano molto diversi da come appaiono oggi, il mare non arrivava sotto alle mura del castello ma era arretrato di alcune centinaia di metri e ancora oggi sul fondale marino restano numerosissime tracce di edifici, mura e costruzioni antiche.

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Nel 1964, proprio nei pressi del Castello, furono trovate tre lamine d’oro risalenti al 500 a.C., preziose non tanto per la materia di cui erano fatte quanto perché riportavano iscrizioni con testi in fenicio ed etrusco, una sorta di stele di Rosetta che ha permesso di conoscere meglio la misteriosa lingua etrusca; ora le lamine si trovano presso il Museo di Valle Giulia di Roma. Ma ancora molto ha da offrire il Castello di Santa Severa al visitatore curioso: recenti scavi archeologici, curati dal Gruppo archeologico del territorio cerite, hanno rinvenuto all’interno del Castello una domus romana, una necropoli e una chiesa paleocristiana.

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Ma proseguiamo con la storia del Castello di Santa Severa: sulle rovine degli insediamenti romani sorse quindi un piccolo borgo abitato mentre notizie del Castello vero e proprio si cominciano ad avere solo a partire dall’XI° secolo quando i nobili normanni che ne erano proprietari lo donarono alla potente Abbazia di Farfa. I possedimenti restarono alla Chiesa per lunghissimo tempo tanto è che nel 1482 il Castello fu assegnato all’Ordine ospedaliero del Santo Spirito (lo stesso che gestiva l’omonimo ospedale di Roma) il cui simbolo – croce patriarcale con le due aste – si ritrova in più parti all’interno del complesso. L’Ordine di Santo Spirito mantenne la proprietà fino al 1980, quando i beni degli ordini ospedalieri passarono alle Aziende Sanitarie Locali e quindi alla Regione.

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Il Castello prende il nome da una giovane cristiana, Severa, flagellata e martirizzata nel periodo dell’impero di Diocleziano e nella piccola Chiesa romanica di Santa Maria Assunta, liberamente visitabile all’interno del Castello, la Santa è ritratta nella tela d’altare del XVI secolo assieme alla Vergine e a Santa Marinella. La parte più antica del Castello di Santa Severa è comunque il grande torrione che guarda verso il Tirreno, una Torre Saracena costruita attorno all’XI° secolo e parte di un complesso sistema di difesa e avvistamento accanto cui si è sviluppato il Castello vero e proprio, a cui è stata successivamente collegata con un passerella aerea.

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La visita del Castello di Santa Severa: una volta entrati nel Castello dalla porta ad arco che guarda verso l’Aurelia, ci si trova nel piccolo borgo medievale con una via principale costeggiata da edifici che si allarga in più cortili, ugualmente circondati da magazzini ed abitazioni: a sinistra il Cortile dei Trottatori, così detto perché un tempo vi erano stalle di cavalli, dove si trova il Museo del Territorio con una esposizione di attrezzi agricoli e documenti sui lavori di bonifica della zona, a destra il Cortile delle Barozze, un tempo il granaio del Castello con magazzini per granaglie e macine: la funzione è ricordata dalla scultura creata con mole di pietra al centro del cortile.

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Accanto al portale di accesso al Castello si trova anche l’interessante Museo del mare e della navigazione antica, con sale espositive che ripercorrono i fasti della marineria fenicia, greca, etrusca e romana con ricostruzioni e reperti ritrovati nei fondali antistanti il Castello di Santa Severa o nelle immediate vicinanze: alcune anfore grandissime – potevano contenere fino a 2.500 litri – utilizzate per conservare il vino, le dolia, per motivi di spazio sono invece conservate nel Cortile delle Barozze. Provengono da un relitto individuato nel 1983 al largo della costa tra Ladispoli e Torre Flavia-

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Proseguendo verso il complesso storico del Castello, si passa accanto ad una grande terrazza erbosa da cui si ha un bel panorama verso la costa sud per poi entrare – solo con biglietto – nella piazza d’armi, da cui si accede a sale espositive da cui attraverso il pavimento vetrato è possibile vedere i recenti rinvenimenti archeologici. Nell’edificio principale è invece ospitato il Museo del Castello di Santa Severa, con reperti e documenti che ripercorrono la vita quotidiana nel Castello e si accede infine, dopo aver salito strette scale, alla terrazza panoramica della Torre Saracena da cui la vista si allarga sulla costa tirrenica laziale e sui vicini Monti della Tolfa.

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Quando visitare il Castello di Santa Severa? Noi ci siamo stati in un caldissimo pomeriggio di fine giugno e molti dei partecipanti alla visita ne avevano approfittato per unire una serata culturale ad una bella giornata balneare: il Castello è a pochi metri dalla spiaggia (c’è un sentiero sterrato che passa proprio dietro il fontanile che si vede nella foto) ed il litorale di Santa Severa è uno dei più frequentati dai romani che fuggono dall’afa della città, grazie anche alla qualità dell’acqua del mare. Io credo comunque che non ci sia una stagione più indicata di un’altra per visitare il Castello di Santa Severa anzi, il suggerimento è di tornarci più volte, in orari e stagioni diverse, per apprezzare il mutare del paesaggio che circonda l’edificio.

Informazioni utili:

  • il Castello di Santa Severa dal 27 aprile 2017 è aperto in via continuativa tutto l’anno.
  • All’interno del complesso è ospitato anche il Centro Visite della Riserva di Macchiatonda
  • il biglietto che permette l’ingresso dei 5 musei presenti nella struttura costa 8€ (ridotto 6€). I musei/luoghi soggetti ad ingresso con biglietto sono:
    • Museo del Mare e della Navigazione Antica
    • Antiquarium di Pyrgi
    • Museo del Territorio
    • Museo del Castello di Santa Severa
    • Torre Saracena
  •  Il Castello di Santa Severa è aperto dal martedì alla domenica con orari diversificati in base alla stagione (orari riferiti al 2017):
    • 25 aprile – 30 settembre: dalle 10 alle 19
    • mesi di ottobre e novembre: dalle 10 alle 15
    • mesi da dicembre a febbraio: dalle 10 alle 14
    • mese di marzo: dalle 10 alle 15
  • Sono disponibili audio-guide (5€) e visite guidate accompagnate (da 3€ a 6€ in base al percorso scelto)
  • A disposizione dei visitatori, un grande parcheggio sterrato, un bar-caffetteria-tavola calda, toilette.
  • Per arrivare al Castello di Santa Severa:
    • in auto: arrivati al km. 52.500 della via Aurelia, seguire le indicazioni ed entrare nel viale di accesso al Castello
    • in treno: da Roma prendere il regionale che va a Civitavecchia e scendere alla fermata di Santa Severa (15 minuti di strada a piedi).

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Claudia Boccini

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