Scrivere un case history di successo per il blog

Nel precedente post in cui accennavo qualche suggerimento su cosa fare con il blog in estate, ho anticipato al punto 6. l’opportunità di predisporre un report in formato pdf con dati analitici e informazioni di dettaglio, ovvero scrivere un case history di un progetto del blog che reputi ben riuscito, che ti potrà essere di grande aiuto per valutare il risultato ottenuto e per presentarti o supportare in modo professionale candidature per future collaborazioni.  Va innanzitutto chiarito che un case history è cosa ben diversa da un media-kit, in quanto quest’ultimo si focalizza più sull’attualità che sul passato, tiene conto di variabili più generali della biografia del blog (e del blogger), riporta riferimenti generali a collaborazioni effettuate, progetti in corso o terminati, dati analitici aggiornati complessivi.

Il case history, invece, è “l’insieme dei lavori e dei progetti realizzati da un’azienda e ritenuti più significativi o di particolare successo o prestigio” (questo secondo Garzanti Linguistica) e proprio per tale motivo il case history non sostituisce il media-kit ma semmai lo affianca, approfondendo e puntualizzando alcuni aspetti che altrimenti, nel caso di presentazioni e/o collaborazioni, rischierebbero di non essere messi in debita evidenza.

Di seguito metto a disposizione una traccia per scrivere un case history adeguatamente dettagliato e informativo, con un percorso ‘ad indice’ suddiviso per punti e sottocategorie. Nulla ti vieta di modificarlo, ampliarlo, migliorarlo e stravolgerlo in base alle tue esigenze: in fondo, questo è quello che uso io ma ciascuno di noi ha un proprio stile ed esigenze diverse!

Ricordati innanzitutto che scrivere un case history richiede tempo, non solo per redigerlo materialmente ma anche per dare il tempo necessario ai numeri ed ai valori che dovrai citare di stabilizzarsi – visualizzazioni, like, view, ecc. generalmente raggiungono il loro massimo nell’arco di un paio di mesi dal momento della pubblicazione del post e delle successive condivisioni social. Il consiglio è di lavorare al tuo case history poco alla volta, iniziando dalle informazioni generali e non soggette a mutamento ed aggiungendo pian piano ulteriori  dati e riflessioni. Ad esempio, il mio case history per il 2017 sarà sul viaggio in Olanda (un itinerario ed un progetto intenso, a lungo termine, complesso e coinvolgente, sul quale sto scrivendo e condividendo davvero tanti post) e sebbene abbia già in bozza gran parte delle informazioni, so che dovrò aspettare almeno settembre per inserire i dati di dettaglio e terminare di scrivere il case history.

Case History grande

Qualche consiglio prima di analizzare punto per punto lo schema di lavoro che ti permetterà di scrivere un case history senza fatica:

  • la grafica e la leggibilità sono molto importanti, per cui spendi un po’ del tuo tempo per individuare le palette di colori più adatta, il font da utilizzare e soprattutto scegli uno stile di scrittura che abbia il giusto equilibrio tra un report aziendale e una presentazione accattivante. Non dimenticare di far intuire subito al tuo interlocutore che il case history che sta leggendo è legato al tuo blog (puoi usare lo stesso set di colori, il tuo logo, ecc.);
  • non è necessario scegliere un progetto complesso da analizzare, ma è fondamentale che il progetto sia reale ed effettivamente valido, in modo da poter assumere le vesti di ‘ambasciatore‘ del tuo saper fare;
  • scegli comunque il tuo progetto migliore, il tuo vanto, oppure se non hai ancora nulla di realmente strutturato puoi impostare un case history su una serie di post di argomento simile, da utilizzare come unico progetto. Non sarà la stessa cosa ma almeno hai materiale da presentare!
  • lavora al tuo case history con professionalità, cura, attenzione: non dimenticare che dietro le parole che stai scrivendo c’è la tua faccia ed il tuo impegno;
  • come base di lavoro per scrivere un case history usa un semplice foglio word in cui inserirai tabelle, immagini, campi specifici: ciò ti permetterà di avere una base su cui poter lavorare anche per altri progetti. Se vuoi proprio strafare (ed hai tanto tempo a disposizione!) puoi creare una ‘rivista’ con Canva in cui far confluire tutto il tuo materiale;
  • non esagerare nella lunghezza complessiva del documento, limitati a 3-5 pagine + le tabelle altrimenti rischi di annoiare chi legge;
  • una volta completato, salva una versione in formato .pdf: sarà quella che allegherai al tuo media kit (ugualmente in pdf!).

Una case history che funziona

Vediamo ora come ho organizzato lo schema che uso per scrivere un case history di successo:

  1. Identifica chi scrive il case history, ovvero scrivi ben chiaro il nome del tuo blog e se lo hai inserisci il logo, in modo da aiutare visivamente chi legge ad individuarti.
  2. Dai un nome al caso di studio che presenti e la data di realizzazione. Fai presente se il progetto è ancora in corso o non è ancora completato del tutto.
  3. Introduci il progetto realizzato:
    1. perché nasce il progetto
    2. qual è il motivo che ti ha spinto a spendere tempo impegno e professionalità
    3. che obiettivi vuoi raggiungere con il progetto, il fine, l’utilità
    4. chi c’è dietro il progetto: ci se solo tu? Partecipano altri attori? E in che veste?
    5. definisci il luogo fisico in cui si svolge il progetto, quindi la località ma anche le eventuali strutture coinvolte se ve ne sono.
  4. Lo sviluppo del progetto: racconta come hai impostato il progetto, come lo hai realizzato, come hai curato la comunicazione e quindi:
    1. REALIZZAZIONE
      1. Fai una piccola sintesi del progetto (bastano poche righe).
      2. Racconta come sei passato dalla progettazione alla realizzazione:
        1. strumenti
        2. mezzi
        3. contatti
        4. persone coinvolte
        5. target di riferimento.
      3. La tempistica necessaria per preparare il progetto e per realizzarlo.
      4.  Costi sostenuti.
    2. COMUNICAZIONE
      1. Di quali strumenti ti sei avvalso?
      2. Quali social hai usato?
      3. Hai fatto campagne adv di Facebook/Instagram per aumentare la visibilità?
      4. Hai seguito un piano editoriale definito? Si? No? Se si:
        1. a cosa hai dato maggiore rilievo?
        2. come lo hai strutturato?
        3. con quale criterio hai condiviso?
    3. RACCONTO
      1. Elenca i post che hai scritto ed inserisci il link cliccabile per facilitare la lettura. Soprattutto se il titolo non è chiarissimo, aggiungi al link una brevissima presentazione di un paio di righe che spieghi di cosa parla il post.
      2. Inserisci eventuali citazioni ed interviste.
      3. Racconta perché hai scelto di scrivere i post: sono informativi? Oppure, sono emozionali? Aggiungono nuovi elementi di conoscenza?
      4. Crea una piccola galleria selezionando le foto migliori riferite al progetto, eventualmente includi in una sezione a parte le immagini Instagram.
      5. Segnala i commenti (positivi o negativi) che hai ricevuto ai post condivisi, eventuali richieste di informazione e di approfondimento, quanto il tuo pubblico abbia effettivamente interagito con te.
    4. NUMERI
      1. Crea un elenco excel (* vedi esempio) in cui segnare i link dei post che hai pubblicato sui social: fai una tabella per ciascun social ed inserisci la data di pubblicazione, l’oggetto, il like, follower, cuoricini, ecc. ricevuti per singola pubblicazione. Alla fine, fai la somma dei dati. Ove disponibili (Facebook, Twitter, Instagram) aggiungi le singole metriche. Trasforma il tutto in pdf e allega al report del tuo case history.
      2. Metti a disposizione i valori del tuo Google Analytics (fai uno screenshot) dalla data di inizio del progetto alla data di chiusura del case history, in modo da evidenziare l’andamento generale delle visite del blog.
      3. Tira le fila del progetto, con onestà (il case history serve a presentare in modo ottimale il blog ma, come ti dicevo all’inizio, serve anche a te per capire meglio i tuoi punti deboli e migliorarli): quindi valuta:
        1. pregi e difetti
        2. cosa ha funzionato e cosa no
        3. il vantaggio ottenuto,
        4. il valore aggiunto che il progetto ha apportato al tuo blog ed alla tua professionalità.
    5. RECAPITI E RIFERIMENTI
      1. Riporta tutti i dati necessari per essere trovato (anche se poi li metterai nel media-kit, melius abundare) e quindi oltre al tuo nome/cognome, la mail per eventuali chiarimenti e contatti, i riferimenti social, di nuovo il link al blog.

Avvertenza:  sebbene sia stata particolarmente attenta a creare una griglia di riferimento generica per scrivere un case history, temo che da qualche parte siano scappate indicazioni fin troppo legate alla specificità di un blog di viaggi come è La Bussola e il Diario. Nel caso tu abbia bisogno di informazioni, chiarimenti o suggerimenti, non aver paura di lasciarmi un commento o di scrivermi alla mail del blog (bussoladiario@gmail.com). Non assicuro risposte immediate ma normalmente rispondo a tutti!

(*) esempio tabella excel per social

Cattura1

Claudia Boccini

5 Commenti

  1. Avatar
    Elena luglio 18, 2017

    E allora niente… toccherà anche a me fare l’Olanda!!! :DDD
    Sei stata preziosissima!! Grazie! :*

    Reply
  2. Avatar
    Elena luglio 18, 2017

    Questo post è utilissimo e molto chiaro! Grazie! Ti posso fare una domanda da principiante? Se i post social sono molto vecchi, dove recuperi il numero di visualizzazioni? Esempio: twitter?

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    • Avatar
      Claudia Boccini luglio 18, 2017

      scorro la time line… con tanta, tanta pazienza! In ogni caso difficilmente vengono fatte case history oltre un anno e il consiglio è di non lasciare passare mesi prima di fare il punto della situazione. A naso, io dopo max 4 mesi faccio i totali anche perché sui social diventano ‘vecchi’, difficilmente crescono ancora (per i dati numerici: su ogni post twitter c’è il simbolino dell’istogramma con le visualizzazioni, uso i quei numeri)

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  3. Avatar
    Michela luglio 13, 2017

    No va beh ma io ti sposo ahahahah!
    Grazie 1000 Claudia, volevo appunto creare una case history con il mio progetto sulla Grande Guerra, ma oltre a raccogliere e segnarmi i dati non avevo idea di come impostarlo decentemente e presentarlo, questo tuo post è una vera salvezza!!!
    Un abbraccio da Tokyo, ti aspetto presto qui!

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      Claudia Boccini luglio 13, 2017

      Grazie Michela, il tuo commento mi rende felice! Non sapevo se scrivere questo post, volevo evitare l’effetto maestrina o ‘venditrice di corsi di blogging’ che ora va tanto per la maggiore ma mi sono detta che forse era una mia competenza che potevo condividere. In parte è fatto sulla base dei report che uso in ufficio, ovviamente modificato e semplificato.
      Ad esempio, ho evitato di suggerire un diagramma o un istogramma per riepilogare visivamente (lo sto facendo ora :P ).
      Per Tokyo, non sarà a breve, ma sarà!
      Un abbraccio caro e mangia un gyoza anche per me (saluti anche al ‘boy’ – ma entra nella microcasa?)

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