A Siena visitare Palazzo Salimbeni è possibile!

Le vacanze di Ferragosto sono state l’occasione per un piacevolissimo ritorno alla mia amata Siena, particolarmente animata in vista del secondo Palio della stagione, quello dedicato alla Madonna dell’Assunta che come oramai ben saprete si corre ogni anno nel tardo pomeriggio del 16 agosto. Ed è stata anche l’occasione per visitare Palazzo Salimbeni, la sede storica del Monte dei Paschi di Siena.

Difficile riuscire a spiegare quanto Siena sia legata alla sua banca ma di sicuro, si tratta dell’istituto di credito italiano più antico (forse addirittura il primo ad essere stato fondato nel mondo) ed in ogni caso il Monte dei Paschi per la città non è solo e soltanto una banca, piuttosto è una vera e propria istituzione sociale e storica: i senesi sono legati al Monte assai più di quanto si potrebbe immaginare, la banca nel corso dei secoli è stata vicina ai bisogni della città e del territorio fornendo assistenza, contributi, esaltando e facendo conoscere nel mondo la ‘senesità‘, che non è un modo di dire ma è un vero stile di vita, in cui il  Palio è solo l’aspetto più conosciuto e che comprende un amore profondo e raramente comparabile per la propria città, il continuo richiamo alla cultura delle proprie origini, l’esaltazione della tradizione e il sentirsi parte di un organismo collettivo e funzionale.

Il Monte dei Paschi di Siena – all’epoca Monte Pio – viene fondato nel 1472 su volere della Repubblica di Siena per combattere il fenomeno dell’usura e la mission – utilizzando un termine attuale – che aveva portato alla fondazione dell’Istituto è raffigurata nella pittura murale di Benvenuto di Giovanni del Guastala che raffigura la Madonna della Misericordia (si trova nell’Ufficio di rappresentanza del Presidente della Banca) in cui la Vergine protegge sotto il suo manto il popolo di Siena: il rapporto con il territorio e la cittadinanza del Monte ha davvero radici antiche. In ogni caso, il modo migliore per comprendere il rapporto tra Siena e il Monte dei Paschi e scoprire la storia di quest’ultimo è visitare Palazzo Salimbeni, appunto la sede storica del Monte dei Paschi che si trova nell’omonima piazza.

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La sede storica del Monte dei Paschi di Siena appare oggi come un palazzo neogotico con le finestre a trifora e facciata merlata e si sviluppa attorno a quella che era la dimora fortificata della famiglia Salimbeni. Una curiosità: Palazzo Salimbeni è piuttosto arretrato rispetto a via Banchi di Sopra (il corso di Siena) quasi a voler sottolineare una sua alterità rispetto allo scorrere delle vicende storiche e sociali e quella che la toponomastica classifica come piazza a ben vedere è più un cortile chiuso su tre lati, di cui due occupati da altri palazzi che fanno parte del Monte dei Paschi e ugualmente piuttosto austeri – Palazzo Tantucci e Palazzo Spannocchi. Ad eccezione di una breve scalinata che termina in un portale a sesto acuto – che di sera viene chiuso da un pesante portone di legno bugnato che ne sottolinea l’inespugnabilità – sulla facciata di palazzo Salimbeni non vi sono altri accessi ed anche la prima fila di finestre ad ogiva si trovano ad un’altezza notevole: se ci fosse un ponte levatoio, Palazzo Salimbeni potrebbe essere  un vero e proprio maniero!

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A voler essere più precisi, Palazzo Salimbeni nasce dal Castellare che attorno al XII° secolo era di proprietà della famiglia di mercanti e banchieri dei Salimbeni, poi trasferitasi a Firenze e la struttura originaria aveva torri di guardia e di rappresentanza, stalle, fondachi per gli affari oltre ai locali adibiti ad abitazione. L’attuale edificio ha in gran parte inglobato inglobato la sezione medievale più antica, che tuttavia resta ancora visibile. All’interno di Palazzo Salimbeni (detta anche Rocca Salimbeni), oltre agli uffici della Direzione e della Presidenza, vi sono alcune grandi sale destinate alla conservazione del tesoro artistico e storico della banca: volumi, opere d’arte, dipinti sono raccolti e catalogati con cura in quanto l’edificio di Palazzo Salimbeni è allo stesso tempo sede operativa del Monte dei Paschi di Siena e luogo di eccellenza deputato alla conservazione delle collezioni d’arte possedute dell’istituto di credito senese.

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Di grande impatto l’archivio storico, le sale della pinacoteca ed il bellissimo Museo di San Donato, realizzato all’interno dell’edificio che una volta era una Chiesa, sconsacrata a seguito dell’arrivo delle armate napoleoniche in Italia. Una vera e propria collezione tematica, in quanto le opere che vi sono ospitate sono esclusivamente opera di artisti senesi o che operavano nel territorio di Siena, una raccolta che è frutto di acquisizioni avvenute nel corso dei secoli già a partire dal XV° secolo. La collezione è davvero molto vasta, i pezzi complessivamente presenti in catalogo sono circa 55.000 e la selezione di opere esposte nel Museo di San Domenico – che svolge anche la funzione di sala conferenze  – e nella collegata Pinacoteca viene esaltata dalla struttura architettonica, che unisce le mura medievali in mattoni ad un soffitto che associa il legno ed il cemento armato, creando movimento ondulato.

Siena Palazzo Salimbeni visita 10All’interno del Museo di San Donato e della Pinacoteca sono presenti numerose opere tra cui segnalo ‘La Crocifissione’ di Pietro Lorenzetti, la ‘Madonna con Bambino in trono’ del Maestro di Panzano,  il ‘Sant’Antonio Abate’ del Sassetta, il ‘Compianto sul Cristo morto’ di Sano di Pietro, le numerose opere di Francesco Vanni, il prezioso dipinto che ritrae ‘Santa Lucia’ di Domenico Beccafumi e la grande tela che ritrae ‘Elia che resuscita il bambino della vedova’ di Rutilio Manetti. Nella sala adibita ad archivio storico sono conservate ulteriori opere tra cui la ‘Madonna col Bambino tra serafini e cherubini’ di Cennino Cennini e una statua lignea medievale di autore ignoto che ritrae il patrono di Siena, Sant’Ansano, che sostiene il modellino della città. Interessante anche il ciclo di dipinti, di autori diversi, che raffigurano Piazza del Campo in momenti storici diversi: in un paio di questi quadri si riesce a comprendere come fosse l’aspetto urbanistico della città prima che le sue torri patrizie venissero abbattute e il Palazzo del Comune ampliato con l’inserimento di un ulteriore piano. E’ evidente che la carriera del Palio non è un evento ‘costruito’ su misura per i turisti ma ha origini realmente storiche.

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Un accenno in particolare alla collezione documentale custodita nella sala dell’archivio storico, dove sono stati collocate numerose moderne teche piramidali che custodiscono i documenti di fondazione dell’istituto, antiche patenti di credito e centinaia di registri: assieme alle sezioni museali, costituisce un percorso didattico nella storia senese e italiana del credito.

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Gli ultimi  interventi di adeguamento e restauro del Palazzo Salimbeni sono stati realizzati negli anni ’70 del XX° secolo  in occasione del cinquecentenario della fondazione del Monte dei Paschi dall’architetto fiorentino Pierluigi Spadolini (fratello di Giovanni Spadolini, più volte Ministro e Presidente del Senato, n.d.r.) che ha recuperato e messo in evidenza le strutture originarie di Palazzo Salimbeni ed introdotto alcune strutture di grande impatto visivo come la scenografica scala ellittica realizzata in cemento armato e legno che poggia su quello che è il cuore della struttura, la storica torre del Castellare, un tempo svettante sui tetti di Siena e successivamente capitozzata, come tante altre torri di Siena, a seguito della conquista della città ad opera delle milizie di Firenze. Alla base della torre, la collezione di preziosissime bandiere realizzate in seta e ricamate a mano, dono delle Contrade al Monte dei Paschi quale ringraziamento per l’impegno e l’attenzione da sempre profusa nei confronti dell’istituzione del Palio.

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Una curiosità: quando Siena venne sconfitta dai Medici, lo stemma della famiglia fiorentina fu posto sulla facciata del Palazzo Sansedoni (quasi a voler porre un sigillo di potere su quella che è una delle istituzioni più rappresentative del potere e dell’indipendenza di Siena) ma nei secoli successivi, a seguito di restauri, fu ricollocati sulla torretta che un tempo ospitava le stalle: quando si dice corsi e ricorsi storici!

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Peccato però che visitare Palazzo Salimbeni non sia facilissimo, in quanto apre le sue porte a tutti unicamente tre volte l’anno:

  • la mattina del 2 luglio, in occasione del Palio dedicato a Sant’Ansano;
  • la mattina di Ferragosto, festa dell’Assunzione di Maria Vergine a cui la città di Siena è particolarmente devota e antecedente il Palio del 16 agosto;
  •  il primo sabato del mese di ottobre in occasione della manifestazione promossa dall’Associazione Bancaria Italiana – ABI “Invito a Palazzo”, in cui le maggiori Banche italiane aprono le porte delle loro sedi storiche e/o rdi rappresentanza.

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Noi abbiamo avuto la possibilità di vistare Palazzo Salimbeni partecipando ad una delle visite guidate del 15 agosto e per riuscirci – considerato che l’orario di apertura previsto era solo dalle 9.00 del mattino fino alle 12.30 – dopo aver fatto una buona colazione al bar Nannini in Via Banchi di Sopra ci siamo messi in fila ben prima dell’orario di apertura in modo da evitare eccessiva attesa e lunghe code ed avere poi il tempo per fare un giro in Piazza del Campo, che durante il periodo del Palio ha l’anello esterno ricoperto in tufo (a Siena si dice ‘la terra è in piazza‘), in modo da trasformarla in pista su cui poi correranno i cavalli.

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Oltre ai locali adibiti a sale espositive e ad archivio storico, l’itinerario guidato per visitare Palazzo Salimbeni prevede anche una breve visita alla Galleria Peruzziana - oggi è un corridoio chiuso da vetrate, prima del restauro spadoliniano era una loggia aperta – da cui si accede agli Uffici storici della Presidenza della Banca e mette in comunicazione le diverse ali del Palazzo. La Galleria presenta soffitti decorati a grottesche con simbologie che richiamano i boschi, scene di vita agreste,  i ‘pascoli’, la campagna.

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Informazioni utili:

  • l’accesso e la visita guidata di Palazzo Salimbeni sono completamente gratuiti – ed all’ingresso vi verranno forniti altrettanto gratuitamente opuscoli e materiale informativo – ma l’evento non è molto pubblicizzato. La cosa migliore per restare aggiornati (ed avere notizia anche di ulteriori eventuali aperture straordinarie) è di iscriversi alla news-letter di MPSArt.

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  • parcheggiare l’auto a Siena è sempre una scommessa, perché il Centro storico è tutto zona a traffico limitato. Se non dovete sostare troppo a lungo, la soluzione più comoda per visitare Palazzo Salimbeni è fermarsi al parcheggio di San Francesco da cui, tramite scale mobili, si arriva a Piazza San Francesco e in 10 minuti a piedi in Via dei Banchi di Sopra (costo 2€ l’ora). Altrimenti, per soste prolungate, vi conviene munirvi di biglietto del tram (lo vendono i tabaccai, i giornalai ed alcuni bar) e lasciare la macchina ai parcheggi di scambio (uno è alla Coroncina) da cui potete prendere i piccoli bus urbani (i ‘Pollicini’) che vi portano in dieci minuti fino al centro di Siena.

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  • la statua di Sallustio Bandini, realizzata dallo scultore senese Tito Sarrocchi nel XIX° secolo e posta al centro di Piazza Salimbeni, è un omaggio a colui che avrebbe inventato la cambiale come mezzo di pagamento ma soprattutto al coltissimo arcidiacono senese grande collezionista di libri, che alla sua morte lasciò in eredità alla città di Siena.

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Claudia Boccini

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