L’ineguagliabile profumo della lavanda provenzale

Ci sono aromi, profumi, che hanno la capacità di far tornare indietro nel tempo, odori che risvegliano la memoria olfattiva – molto più profonda e ancestrale della memoria visiva  – in modo pervicacemente intenso. Basta annusare quel determinato profumo e si aprono le porte dei ricordi, tornano a rivivere storie, persone, episodi di vita vissuta che a quegli odori sono legati. Se per Proust erano le petites madeleines, i dolcetti francesi “corti e paffuti“, che risvegliavano in modo incontenibile ricordi di infanzia, la mia madeleine personale è il profumo della lavanda provenzale che si sprigiona in una giornata di pieno sole: l’odore di spigo – termine affettuoso per indicare le spighette di lavanda –  è lo stesso che avvolgeva i corredi antichi perfettamente piegati e avvolti in carte veline crocchianti che mia nonna Paolina mi mostrava con orgoglio, un tesoro fatto di stoffe tessute a telaio e di paziente lavoro di ricamo; ha la medesima consistenza morbida e confortante delle coperte di lana sferruzzate da mia madre nelle fredde sere invernali; ha la leggerezza di un bouquet di fiori lasciato seccare al sole caldo di agosto per farne preziosi pot-pourri da disporre nelle ciotole di terracotta o in sacchettini da riporre nei cassetti. Per me la lavanda è – più di ogni altro – il profumo di casa, di buono, di pulito. E non posso pensare alle spighe di lavanda provenzale senza rammentare il bellissimo viaggio fatto qualche anno fa proprio in Provenza, seguendo un itinerario che si snodava tra città e piccoli borghi assolati alla ricerca dei campi coltivati a lavanda spostandosi ad altitudini sempre più elevate pian piano che l’estate entrava nel pieno del suo vigore.

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Era agosto e in pianura il caldo intenso e opprimente si faceva sentire, le campagne coltivate a girasoli, ad olivi e vigne invocavano acqua e qua e là qualche cipresso che ricordava i paesaggi dolci e struggenti della mia Toscana si stagliava come una sentinella nella calura meridiana. Il giorno ci spostavamo con l’auto – un giorno dedicato ad Avignone, un altro al Mont Ventoux e a Vasoin La Romaine, un’altro ancora Gordes, a Cavaillon, a Carpentras, a l’Isle sur la Sorgue – e la sera rientravamo ad Aix en Provence, città elegante amata da Paul Cézanne e da Emile Zola, che ci aspettava in un abbraccio serale per offrirci il refrigerio delle belle piazze, delle fontane monumentali e dei corsi ombreggiati, dove nei dehors estivi delle locande l’aperitivo era esclusivamente a base di pastis e di kyr. Notti stellate, concerti di grilli, profumi di fiori e di erbe selvagge. Un viaggio in cui tutti i sensi erano risvegliati, pungolati, appagati. Una meraviglia di viaggio ed una meraviglia di luoghi.

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Tuttavia, la nostra caccia alle fioriture della lavanda provenzale non aveva ancora ottenuto risultati apprezzabili: in pianura i cespugli avevano terminato il ciclo di fioritura e non c’era nessun colore azzurro-viola nemmeno nei campi attorno all’Abbazia di Senanque, in assoluto uno dei luoghi più belli ed emozionanti dove ammirare le coltivazioni di lavanda in Provenza, purché ci si vada a giugno. Ma io volevo vedere la lavanda, annusarla, sfregarne le foglie tra le mani per poi immergervi il volto per respirarne l’aroma intenso, farlo scendere nei polmoni lasciando scaturire memorie di persone e luoghi. Cercavo la lavanda come cercavo ricordi.

A forza di volerlo, spesso i desideri si avverano e sono a portata di auto e a poche ore di viaggio: in Provenza le coltivazioni di lavanda si sviluppano su quote altimetriche differenti e se in pianura, appunto, in piena estate il ciclo vitale dei profumati fiori azzurri finisce velocemente, lungo le colline, le Prealpi e poi ancora più su, verso le Alpi, si possono trovare i filari di lavanda ancora nel loro pieno fulgore anche ad agosto inoltrato (la fioritura dipende molto dalle stagioni, se sono più o meno secche e calde). Le principali zone della lavanda attorno a Forcalquier e ad Apt erano ugualmente, tristemente prive di fioriture, già terminate, ma non così era nella zona dell’Alta Provenza, tra Manosque e Valensole lungo la strada che porta verso le incomparabili Gole del Verdon.

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Da Aix en Provence si arriva a Valensole seguendo l’Autoroute A51, che passa lungo la Val de Durance, il fiume che nasce sulle Alpi dell’Alta Provenza e scorre fino a gettarsi nel Rodano all’altezza di Avignone. All’altezza di Manosque si imbocca la Route de Manosque (D6) ed proprio lungo questa strada che dopo pochi chilometri abbiamo – finalmente! – trovato i campi di lavanda provenzale. Ci sono venuti incontro ancor prima di vederli, con il loro profumo pieno, intenso, quasi liquoroso, capace di saturare l’aria con un effetto aromaterapico naturale e assolutamente spontaneo. Il profumo si è ben presto trasformato in file infinite di cespugli di lavanda, perfetti nella loro semplicità, coltivati a file parallele e su terreni cosparsi di sassolini bianchi. No, non eravamo i soli a cercare la fioritura della lavanda: sui bordi delle strade tanti i fotografi impegnati a ritrarre lo spettacolo naturale ma ancor di più gli entusiasti, i turisti come noi con lo sguardo immensamente felice, perché la lavanda, ancor prima di essere una pianta officinale, dona allegria, dispensa gioia anche solo a vederla.

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Qualche consiglio utile:

  • ricordatevi che è vietato raccogliere la lavanda coltivata nei campi (ha un proprietario e se ogni turista prendesse solo 10 spighe,  ben presto non resterebbe più nulla);
  • generalmente non ci sono problemi a fotografare i campi di lavanda provenzale ma se volete addentrarvi, fatelo sempre con grande rispetto e senza danneggiare le piante;
  • lungo la strada che porta a Valensole si incontrano diversi negozi e spacci dove acquistare la lavanda provenzale, sia al naturale che trasformata in dolci biscotti, in profumi ed estratti, in creme, unguenti ed oli essenziali (post sugli acquisti in Provenza);
  • non dimenticate di acquistare e riportare con voi a casa un barattolo di miele alla lavanda provenzale, prezioso e raro.

Le proprietà della lavanda (lavanda officinale, fam. Lamiaceae)

  • è usata da tempo immemorabile, tra le sue virtù si annoverano proprietà sedative, ipotensive, balsamiche, battericide. Inoltre può essere usata come antinfiammatorio, antinevralgico e lenitivo. In caso di mal di testa, qualche goccia di lavanda messa sul cuscino aiuta ad alleviare il dolore e favorisce il riposo;
  • per profumare la casa, basta racchiudere una manciata di fiori di lavanda essiccati in una ciotola mentre per gli armadi un sacchettino di cotone pieno di fiori e foglie servirà anche da anti tarme. La stessa cosa anche per profumare l’abitacolo dell’auto;
  • 10 gocce di olio essenziale di lavanda nella vasca rilassano ed ammorbidiscono l’epidermide;
  • un paio di cucchiai di fiori di lavanda infilati nel sacchetto dell’aspirapolvere aiutano a profumare la casa mentre si pulisce;
  • per utilizzare in cucina i fiori di lavanda (che sono edibili), potete aggiungerne un paio di cucchiaio all’impasto per biscotti (post con biscotti alla lavanda) oppure aggiungerli alla crema dolce di una crostata.

Per maggiori informazioni sulla Provenzahttp://www.provenzafrancia.it/

Claudia Boccini

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