La vera colazione romana è con i maritozzi

Come cominciate la giornata? Fate una colazione ‘vera’, vi limitate a bere un caffè ed al massimo sbocconcellate un biscotto oppure siete tra coloro che già dalla sera apparecchiano la tavola con cura e oltre ad una bevanda calda, ad un succo di frutta, a cereali e yogurt non escono di casa se non hanno assaggiato anche uova  e bacon?  Io sono una vera fan delle colazioni fatte come si deve, sia quando sono a casa che quando sono in viaggio (di colazioni in viaggio ve ne avevo già parlato in un post di qualche tempo fa). Tuttavia sono tante le volte che, per un motivo o per l’altro, non faccio in tempo e mi concedo una colazione al bar. E, comunque, la colazione al bar è un classico di quando parto per un viaggio, una sorta di rito bene augurante, al sapore di caffè e di zucchero. A Roma fare colazione al bar significa ordinare cornetto e cappuccino (no, non brioche ne’ croissant, a Roma è il cornetto a dettare legge!), oppure accompagnare il caffé con una pasta ripiena di crema, marmellata o panna – ultimamente vanno per la maggiore i fagottini ripieni di composta di crema e mele – anche se la scelta migliore, la più golosa e a mio parere anche la più sana, sarebbe ordinare un caffè o un cappuccino accompagnati da maritozzi con la panna. Per chi non li conosce, i maritozzi sono dolci lievitati da colazione (o da spuntino pomeridiano) tipici della Capitale, un tempo molto più facili da trovare nei bar e nelle pasticcerie romane.

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Tuttavia da qualche tempo i maritozzi stanno ritrovando nuovi estimatori perché sono buoni, hanno un aspetto semplice, un po’ informe e ‘ciccioso‘, e portano con sé il sapore genuino tipico delle cose genuine: a differenza della ricetta dei cornetti, che richiedono un quantitativo non indifferente di burro nell’impasto (è quello che garantisce la fragranza e la sfogliabilità dell’impasto), i maritozzi romani prevedono l’aggiunta di solo olio vegetale. Il loro segreto è tutto nella lunga lievitazione e se il pasticcere utilizza lievito madre, il dolcetto sarà ancora più buono. Esteticamente più simili a panini dolci, i maritozzi  trovano la loro massima espressione di golosità se farciti – meglio al momento –  con una generosa dose di panna montata senza zucchero che trasforma un dolce fondamentalmente ‘povero’ in un piccolo lusso alla portata di qualsiasi borsellino.

Gli ingredienti per preparare i maritozzi si trovano in tutte le dispense (lievito, uova, farina, latte, zucchero, olio di semi, limone) e nulla vieta di provare a prepararseli da sé. Vi lascio il link a sito web Cibo di Strada dove trovate quella che – a mio parere  – è la ricetta dei maritozzi che più si avvicina alla tradizione, senza troppe aggiunte e variazioni.

Ma se non avete voglia di ‘sporcarvi le mani’, la soluzione è di provarli in uno dei bar e pasticcerie di Roma che li servono, con la panna o senza. Vi lascio 5 indirizzi  ‘testati’, ma spesso si trovano anche in bar meno rinomati, perfino nei baretti di periferia:

  • Pasticceria Regoli all’Esquilino (ve ne parlo anche in questo post): Via dello Statuto 60 (zona Piazza Vittorio)
  • Gelateria Fassi (maritozzi farciti con la buonissima panna della gelateria): Via Principe Eugenio 65 (zona Piazza Vittorio)
  • Il Maritozzaro (il nome è tutto un prgramma!): via Ettore Rolli, 50 (Trastevere)
  • Romoli (la pasticceria specializzata in dolci, Sacher e Mont Blanc propone anche maritozzi): Viale Eritrea, 140 (quartiere africano)
  • Gino Bar (nel proprio laboratorio artigianale produce un’ampia varietà di cornetti e di lieviti, di tanto in tanto prepara anche i mitici maritozzi con la panna): Via di San Basilio 52 (vicino Piazza Barberini).
Claudia Boccini

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