Manuale super completo per un pellegrinaggio a Lourdes

L’esperienza di Lourdes (giugno 2017, ringrazio per l’esperienza l’Ente del Turismo Francese e gli enti turistici di Lourdes e degli Alti Pirenei) alla fine è stata più forte del previsto, lo ammetto. Soprattutto, a distanza di qualche mese, sono convinta che sia stata un’esperienza completa, ricca di spunti di riflessione. E molto arricchente. E sono giunta alla conclusione che almeno un viaggio a Lourdes, seppur breve, dovrebbero farlo tutti, al di là della fede religiosa. Soprattutto si dovrebbe fare un pellegrinaggio a Lourdes quando si è insofferenti della vita, della propria situazione, del proprio progetto di vita. Un confronto ‘sul campo’ non tanto e non solo con la divinità, ma soprattutto con se stessi. Ed il post di oggi è, in pratica, un piccolo manuale super completo per un pellegrinaggio a Lourdes, in cui si possono trovare informazioni pratiche (tante), suggerimenti e riflessioni spicciole utili per avere chiaro il quadro complessivo di un viaggio-pellegrinaggio che – in ogni caso – cambierà in modo impercettibile ma duraturo l’approccio alla vita. Vi avverto: il post è davvero lungo e per rendere più facile la lettura e la consultazione, può esservi di aiuto il sommario dei diversi argomenti.

Il Santuario di Lourdes 1

SOMMARIO DEL MANUALE SUPER COMPLETO PER UN PELLEGRINAGGIO A LOURDES

  1. Perché scegliere di andare in pellegrinaggio a Lourdes
  2. La città di Lourdes
  3. L’atmosfera di Lourdes, cosa aspettarsi 
  4. La storia di Bernadette e delle apparizioni 
  5. Chi sono i pellegrini
  6. Andare a Lourdes con un viaggio organizzato, sì o no?
  7. Gli edifici e le zone del Santuario
  8. I riti forti di Lourdes
  9. L’acqua della Grotta
  10. Gli infermi
  11. I volontari
  12. Le guarigioni: ma davvero si tratta di miracoli? 
  13. Candele, contenitori di plastica e rosari, cosa riportare a casa tra souvenir religiosi e non solo 
  14. Informazioni pratiche 1: come arrivare a Lourdes dall’Italia
  15. Informazioni pratiche 2: dove alloggiare, pranzare/cenare
  16. Come organizzare il viaggio ed una ipotesi di soggiorno

1. Perché scegliere di andare in pellegrinaggio a Lourdes: perché si ha fede, perché si vuole sperimentare il dono della speranza, per cercare una risposta ad inquietudini, per fermarsi e scendere dalla giostra del mondo in un luogo speciale, perfino per curiosità (ma è difficile, a meno di non avere una forte volontà di mantenere il distacco, non farsi coinvolgere dall’insieme di riti che scandiscono una giornata nel Santuario di Lourdes o dalla fraternità dei pellegrini, realmente tangibile). Per andare a Lourdes non è necessario essere credenti, Lourdes è un luogo speciale per tutti, che accoglie uomini e donne che arrivano da ogni dove, sani ed ammalati, giovani ed anziani, in una babele di lingue che si trasforma nella lingua comune dell’amore e della speranza. Un luogo dove ciascuno può trovare risposta a domande, a dubbi ed aspettative. Un pellegrinaggio a Lourdes è una grande occasione di vita comunitaria, di incontro fraterno con coloro che sono ammalati e infermi, è spirito di servizio senza barriere. Il credente andrà in pellegrinaggio a Lourdes per vivere la presenza viva del Signore, per adorare la Vergine ed i luoghi che hanno visto la sua presenza, per invocarne la grazia e ricevere benedizioni. A chi non ha il dono della fede – e qui mi inserisco anche io – Lourdes parlerà invece attraverso i volti degli infermi, i loro sorrisi radiosi anche se segnati dalla malattia, la liturgia comunitaria ed i meccanismi dell’accoglienza. Il pellegrinaggio a Lourdes è comunque liberatorio, avvicina a Dio ed alla Vergine oppure, molto più prosaicamente, mettendoci dinanzi alle sofferenze ed alle infermità, riesce a farci ritrovare senso e coerenza alla nostra vita frettolosa e affannata.

2. La città di Lourdes: una città pedemontana, a poche decine di chilometri dalla catena degli Alti Pirenei ed in particolare alla vetta del Pic du Midi de Bigorre, dove il clima è fresco e umido ed i contorni della città sono sfumati da soffici nebbioline. Luogo abitato da tempi antichi, a Lourdes si trovano tracce di insediamenti di tribù di Galli, di occupanti Romani, Barbari e Mori. Al momento in cui avvennero le apparizioni Lourdes era poco più di un grande paese, con circa 4.000 abitanti, sviluppatosi attorno al Castello e lungo le rive del Gave du Pau, le cui acque mettevano in funzione i mulini. Lourdes città, al di là del Santuario, rappresenta comunque una piacevole meta turistica, e tra le diverse attrazioni ‘laiche’ da non perdere è la visita al Castello fortificato ‘Chasse Fort’ da cui si gode di un bel panorama, l’escursione in funicolare fino in vetta al Pic du Jer (possibilità di biglietto cumulativo €16 previste riduzioni) e le passeggiate tematiche lungo le strade di Lourdes da seguire tramite App, con mappa da scaricare o da richiedere all’ufficio del turismo: “Il cammino di Bernadette“, che svela i luoghi dove è vissuta la giovane e la sua famiglia (circa 1 ora di percorso), e il sentiero di “Lourdes nel Medioevo“. Nella città alta non mancano negozi interessanti, ristoranti e rivendite di prodotti locali, ottimi ristoranti.

3. L’atmosfera di Lourdes, cosa aspettarsi: io direi di non aspettarsi nulla. Nel senso che la città di Lourdes si può vivere in tanti modi diversi, tanti quanti sono gli stati d’animo dei pellegrini che vi giungono. Oggettivamente – e ne avevo parlato nel post generale su Lourdes, link in fondo – la città è divisa in tre zone. La prima zona è una Lourdes più turistica che mistica, dove trovare negozi interessanti, supermercati, mercati e ristoranti di ottima qualità e coincide con la parte alta della città, vicino allo Chasse Fort (la Fortezza) e alla zona medievale, quella fatta di strade e vicoli, di case dai colori tenui dove vivono, lavorano e abitano i cittadini di Lourdes: una deliziosa cittadina francese, dove gli echi del santuario arrivano lontani, ovattati e la vita scorre senza alcun contatto (o quasi) con i milioni di pellegrini che affollano invece la città bassa, una zona della città che nasce e si sviluppa solo dopo il grande clamore delle apparizioni della Vergine. E una zona della città creata a misura dei pellegrini, che in uno spazio relativamente ridotto trovano tutto ciò che può nutrire il loro immaginario e dare risposta ai loro bisogni: hotel più o meno stellati, piccole pensioni, auberge, ostelli e case religiose in grande quantità sono pronte ad ospitare chi arriva da lontano; ristoranti, tavole calde, pizzerie, paellerie sono pronte a nutrire schiere di affamati; un turbinio di negozi che vendono oggetti sacri insieme a paccottiglia cinese, souvenir di dubbio gusto e le immancabili taniche di plastica da riempire con l’acqua che sgorga dalle fontanelle del Santuario. Qui Lourdes assume sembianze a metà tra una Babele dove gli idiomi sono un miscuglio ed un suk che di mistico, spirituale e religioso ha davvero poco. D’altra parte, a domanda corrisponde offerta e se i pellegrini domandano rosari a profusione, statue in plastica della Vergine, caramelle, bottiglie di vino e liquori con immagini sacre, perché non darglieli?

4. La storia di Bernadette e delle apparizioni: Bernadette Soubiros, quella che oggi definiremmo una adolescente di 14 anni, tra l’11 febbraio ed il 16 luglio del 1858 vive un’esperienza che le stravolgerà la vita e sarà l’inizio di un percorso di speranza e di fede profonda per milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Figlia di una famiglia povera, sofferente di salute e con il fisico debilitato per il colera e per il ‘mal sottile’, la tubercolosi, di sicuro è una ragazzina semplice, assolutamente non istruita, abituata a rimboccarsi le maniche e a lavorare duramente per ‘cercare di tirare avanti la baracca‘ e contribuire ad alleviare la situazione di estrema povertà che aveva colpito la sua famiglia: delle cose di Dio ne sapeva ben poco, giusto lo stretto indispensabile come fare il segno della croce. L’11 febbraio 1858, mentre Bernadette si trovava lungo il corso del fiume Gave de Pau per raccogliere sterpi e di legna da rivedere in cambio di pochi denari, all’altezza della Roccia di Massabielle vide una giovane donna che la salutò con il segno della croce. Nel corso dei successivi incontri – furono 18 in totale – l’Immacolata Concezione mostra a Bernadette il luogo dove trovare l’acqua sorgiva, che all’inizio non è altro che fango ma sotto trattiene acqua pura, capace di spazzare via i peccati. Ed è proprio davanti alla pozza di acqua di Massabielle, all’interno della grotta sovrastata dalla statua della Vergine, che ogni giorno, ogni ora, scorrono in una fila infinita i pellegrini che arrivano a Lourdes in cerca di un miracolo, di un segno, di un conforto o, anche, di un semplice momento di condivisione e di riflessione. Bernadette, poco dopo la fine delle apparizioni, scelse di diventare suora a Nevers, presso il convento di Saint Gildard, senza tornare più a Lourdes. E’ morta a Nevers, il 6 aprile del 1879.

5. Chi sono i pellegrini: uomini, donne, famiglie, anziani, ragazzi. Non c’è una tipologia univoca. Molti pellegrini arrivano con i gruppi organizzati, altri da soli alla spicciolata (e li riconosci perché – almeno all’inizio – si aggirano un po’ persi tra i grandi spazi del Santuario). Tanti, tantissimi gli infermi e altrettanti numerosi i ragazzi. Quando ci sono stata io ho incrociato i volti di pellegrini indiani, filippini, sudamericani. Ovviamente tanti europei (e a quanto pare, dopo i francesi siamo proprio noi italiani i pellegrini che arrivano a Lourdes in numero maggiore, seguiti dagli spagnoli, dagli irlandesi, dai britannici e dai belgi).

6. Partire per un pellegrinaggio a Lourdes con un viaggio organizzato, sì o no? La risposta non posso darvela io, perché molto dipende dalle vostre aspettative, dai vostri bisogni e dalle vostre possibilità. Ma forse posso aiutarvi a decidere, questo sì. Se quello che cercate è un momento di raccoglimento, di ricerca spirituale e di introspezione, assolutamente consigliato un pellegrinaggio in solitaria. Se invece quello che cercate è un momento di condivisione comunitaria di un’esperienza, se volete essere seguiti in tutto il pellegrinaggio da un sacerdote o da un religioso e se, non ultimo, non volete avere preoccupazioni di sorta e delegare ad altri l’intera organizzazione del viaggio, decisamente un viaggio di gruppo fa per voi. Altrettanto consigliato un viaggio in gruppo se siete ammalati, infermi, anziani. In ogni caso, sarà un momento forte, da ricordare a lungo: ve lo dice una molto, molto scettica su tutto ciò che ruota attorno ai miracoli e che non è credente. In qualche modo, nonostante abbia fatto davvero di tutto per non farmi coinvolgere (troppo) dalla sua atmosfera, il pellegrinaggio a Lourdes è stata un’esperienza che farei di nuovo volentieri.

Il Santuario di Lourdes 5

7. Gli edifici e le zone del Santuario: il Santuario di Nostra Signora di Lourdes è davvero grande, ben 53 ettari che si sviluppano lungo il corso del Gave du Pau. Un complesso di edifici, alcuni storici che risalgono al XIX° secolo ed altri estremamente moderni convivono in un grande complesso in cui grande rilievo ha l’acqua. L’acqua che sgorga nella Grotta Santa, l’acqua che scorre veloce in mezzo al Santuario con il corso del Gave de Pau; l’acqua che sgorga limpida e pura dalle cannelle sotto al santuario dove si va per lavarsi il volto e bere in un gesto devozionale colmo di significati; l’acqua che accompagna il rientro dei pellegrini nel proprio luogo di origine, racchiusa in contenitori da donare a chi è rimasto a casa (e talvolta i contenitori sono davvero di cattivo gusto, fatemelo dire, come le innumerevoli Madonne di plastica vendute a pochi euro nei  tanti negozi che affollano la via verso il Santuario!). Fanno parte del Santuario la Grotta delle Apparizioni (a cui si può accedere tutto l’anno, dalla mattina all’alba fino alla sera tardi); le tre Basiliche (di  cui la Basilica San Pio II è la più moderna e architettonicamente innovativa, costruita sotto l’esplanade; l’Esplanade, il grande piazzale su cui si svolgono le processioni pomeridiane e serali; la Cappella dell’Adorazione (aperta dalle 8.00 alle 17.00 e dalle 18.00 a tarda sera – in pratica chiude solo per il tempo necessario allo svolgimento della processione pomeridiana); la Cappella delle Confessioni, un sistema di confessionali dove incontrare i sacerdoti che parlano la propria lingua di origine (la Cappella è aperta dalle 8.00 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 18.30); il percorso della Via Crucis (sia le Stazioni alte che le Stazioni basse – parte di un percorso facilitato – sono fruibili dalle 6.00 alle 22.00); le piscine dove ci si immerge totalmente (per conoscere gli orari, che variano in base all’afflusso ed alla presenza di volontari, è bene verificare direttamente sul posto ma orientativamente si possono fruire tra le 8.30 e le 12.30 e tra le 13.30 e le 18.30). Fanno sempre parte del Santuario di Nostra Signora di Lourdes l’Ufficio delle Constatazioni medicali, l’Ufficio delle donazioni e il bookshop.

8. I riti forti di Lourdes: Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes è aperto tutto l’anno, sebbene i momenti forti religiosi cambino un po’ tra primavera-estate ed autunno-inverno poiché Lourdes non è distante dalla catena dei Pirenei e in inverno è abbastanza freddo, piovoso e talvolta nevica. In primavera ed estate (tra aprile ed ottobre) nel Santuario vengono celebrate numerose messe in tutte le lingue; nella grande esplanade alle 17.00 ed alle 21.00 si svolge la mistica processione eucaristica e mariana ‘aux flambeaux‘, con le torce, a cui partecipano anche gli infermi; ci sono molti sacerdoti a disposizione per le confessioni e vengono svolte attività speciali rivolte alle famiglie, ai giovani ed ai sacerdoti che arrivano in pellegrinaggio a Lourdes mentre tra novembre e marzo le attività vengono ridotte o comunque spesso si svolgono al chiuso anziché nella grande esplanade. Ad esempio il rosario in caso di meteo avverso si tiene nella immensa Basilica Pio II. Per tutti, anche per chi non crede, il fulcro dell’esperienza di un pellegrinaggio a Lourdes è sempre rappresentato da momenti forti della liturgia cattolica, il più famoso dei quali è forse la processione serale alla luce delle fiaccole: tutti, infermi, volontari e pellegrini si uniscono in un percorso che parte dalla grotta e gira tutto attorno all’Esplanade, per concludersi nel piazzale della Basilica, dove viene celebrata una funzione. Immaginate migliaia di uomini e di donne, centinaia di carrozzine da invalidi spinte da volontari, tutti in fila ordinata dietro alla statua della Madonna ed ai gonfaloni delle città e delle associazioni che marciano lentamente, cantando e pregando nelle diverse lingue, ciascuno di loro con una candela accesa in mano. Migliaia di fiammelle danzano fragili nella luce sempre più scura del tramonto mentre pian piano la basilica si illumina (la processione aux flambeaux si svolge ogni sera da aprile ad ottobre alle 21.00 in punto). Altro momento forte del percorso di visita al santuario è la partecipazione alla Messa: ogni giorno se ne celebrano ben 50, in tutte le lingue. Le diverse comunità nazionali hanno come riferimento un cappellano, per l’Italia è padre Nicola Ventriglia, missionario degli Oblati di Maria Immacolata.

9. L’acqua della Grotta: sgorga in un anfratto della piccola grotta, cuore mistico del Santuario, circondata da grande silenzio e da reverente preghiera. La fila di chi vuole entrare a vederla, toccare le rocce che la sovrastano, si allunga in un serpentone che trova fine solo a sera inoltrata, quando tutti i pellegrini tornano nei loro alloggi. Nonostante il Santuario sia un luogo animato, pieno di vita e anche di voci che si rincorrono, la Grotta è silenziosa ed anche l’accesso dei pellegrini avviene nel silenzio reverente. Pochi secondi ciascuno per raccogliersi in preghiera per poi lasciare il posto al pellegrino seguente. Ed è qui che avere il dono della fede fa la grande differenza: chi la possiede, vedrà la grotta, la statua della Vergine, l’acqua che fluisce e le candele accese come segno del divino che travalica tempo e spazi, che unisce e consola; chi non possiede il dono della fede vedrà ugualmente (e solo) candele, acqua, una statua all’interno di una grotta. La scena è la stessa, ma cambia, completamente, la disposizione d’animo. A proposito di candele: nel Santuario è possibile accederle negli appositi spazi e in vendita ci sono candele piccole, medie, magnum e perfino giganti (le candele parono da 1€ sino a più decine di euro e sono vendute sia nel Santuario che nei negozi di oggettistica e chincaglieria religiosa che sono all’esterno). Non distante dalla Grotta, sotto ai bastioni che delimitano il Santuario, ci sono erogatori di acqua a disposizione dei fedeli. No, non è l’acqua della Grotta, è semplice acqua potabile, la stessa che scorre in tutta la città di Lourdes ma che per il solo scorrere all’interno del Santuario assume, grazie alla fede ed alla preghiera, una funzione di intermediazione della Salvezza. Un momento di fede molto forte, che vede l’acqua ancora protagonista, è l’immersione nelle piscine. In realtà, si tratta di grande vasche singole piene di acqua, dove ci si immerge – infermi e sani – aiutati da volontari addetti a questo rito specifico, in una sorta di nuovo battesimo consapevole, di affidamento e rinnovamento. Un avviso: in genere per accedere alle piscine c’è sempre molto afflusso, per cui mettete in conto di attendere anche qualche ora prima di riuscire a partecipare a questo rito.

10. Gli infermi: Lourdes non sarebbe la stessa cosa senza loro, gli ammalati, gli infermi, coloro che ripongono speranza e affrontano viaggi spesso complicati o stancanti in aero o in treno (più raramente in auto), coloro che hanno negli occhi la gioia vera, quella che sprigiona dal cuore. Uomini e donne con il corpo offeso, che combattono contro malattie terribili, invalidanti e talvolta senza speranza alcuna, sono i veri protagonisti del Santuario. Tutto è fatto a loro misura, ci sono servizi e mille attenzioni per i fratelli infermi, a partire dai numerosi volontari che si incaricano di trasportarli da una parte all’altra del santuario sulle curiose carrozzine che ricordano risciò. A loro disposizione una residenza temporanea (l’Accueil Notre Dame) allestita come una vera e propria clinica, dove gli infermi meno autonomi o, ahimè, più gravi, trascorrono il loro tempo a Lourdes. Una particolarità: sono gli unici ammessi a soggiornare nel recinto del Santuario e la residenza che li ospita, al di là del corso del fiume Gave du Pau, è proprio davanti all’Esplanade ed alla Basilica, cosicché anche se non possono partecipare alla processione ed alla liturgia possono però vederle. La presenza degli infermi costringe ad essere empatici, a porsi domande che non sempre hanno risposte ed è facile provare veri brividi di commozione quando poco prima delle 21.00, l’ora in cui nel periodo tra aprile ed ottobre si celebra la processione notturna con le torce e le candele, una fila infinita di carrozzine percorre veloce le vie che portano al Santuario. Una, due, tre, dieci, cento, mille carrozzine, e altrettanti infermi, ciascuno di loro con una una storia diversa che a Lourdes diventa un racconto collettivo senza la parola ‘fine’. Vengono tutti a Lourdes per implorare la Vergine, per sperare in un miracolo, per trovare un senso ai loro dolori. Ma anche se non ci saranno miglioramenti, riporteranno con sè la luce della speranza.

11. I volontari: il sistema-Lourdes si regge su un sistema complesso e rodato di volontari, impegnati a rendere l’esperienza di fede la più fluida possibile. Volontari addetti alle barelle (barellieri), alle carrozzine, all’accoglienza, alle informazioni, al servizio agli ammalati, volontari che smistano i pellegrini, che curano la ‘coreografia’ delle processioni. E, soprattutto, volontari di ogni età e di ogni nazionalità. Tanti gli scout (i foulard blanche), gli appartenenti ad associazioni ma anche singoli che si mettono a disposizione. E per molti, venire a Lourdes come volontari è un impegno che prosegue da decine di anni. Un volontario va a Lourdes sapendo che dovrà pagarsi il viaggio, che avrà la possibilità di consumare i pasti nella mensa e dormire in ostelli e case religiose sempre contribuendo alle spese. Non c’ guadagno, c’è condivisione e spirito di servizio nei confronti degli ammalati, dei poveri, degli anziani.

12. Le guarigioni: ma davvero si tratta di miracoli? Nel corso del press tour a Lourdes, abbiamo avuto la possibilità di incontrare il dott. Alessandro de Franciscis, pediatra clinico ed epidemiologo italiano con un cursus studiorum prestigioso, che dal 10 febbraio 2009 è stato nominato dal Vescovo di Tarbes  e Lourdes quale Medico Permanente e Presidente del Bureau des Constatations Médicales di Lourdes, primo medico di nazionalità non francese a capo dell’Ufficio delle constatazioni mediche, la struttura medico-scientifica interna al Santuario di  Lourdes incaricata di esprime il parere sulle presunte guarigioni in base a rigorosi controlli medici e scientifici. Un centro scientifico rigoroso, dove vengono studiate ed analizzate – sotto l’aspetto strettamente medico – le guarigioni con l’apporto di una Commissione internazionale a cui possono prendere parte tutti i medici ed il personale sanitario presente a Lourdes (i professionisti della medicina possono infatti chiedere di essere registrati al loro arrivo al Santuario, mettendosi a disposizione in caso di convocazione della Commissione stessa). A decretare l’avvenuto miracolo non sono i medici ne’ l’Ufficio delle constatazioni mediche; l’Ufficio delle constatazioni mediche non decreta infatti le guarigioni miracolose (semmai parla di guarigioni ‘inspiegate’, ovvero che allo stato della conoscenza e delle procedure mediche non si comprende come possano essere avvenute), limitandosi a effettuare perizie e certificare  le modalità di guarigione e rimettendo al Vescovo competente per territorio di appartenenza di colui che è guarito inspiegabilmente la decisione di dichiarare l’avvenuto miracolo. In ogni caso, dal 1858 la Chiesa ha riconosciuto 69 miracolati, di cui oltre l’80% donne, l’ultima nel 1989.

13. Candele, contenitori di plastica e rosari, cosa riportare a casa tra souvenir religiosi e non solo: Lourdes, come dicevo alcuni paragrafi più in alto, ha diverse facce e forse quella meno edificante è rappresentata dal ‘mercato delle Madonne‘, ovvero la fila di negozi e botteghe specializzate nella vendita di oggetti sacri o a tema mariano che senza soluzione di continuità si incontra lungo la strada principale che porta al Santuario. Rosari di tutte le fogge, taniche e bottiglie di plastica per contenere l’acqua presa al santuario, spesso a forma di statua della Vergine, ceri di misure ragguardevoli, icone mariane ma anche negozi di abbigliamento da poco prezzo o adatto alla terza età (moltissimi, infatti, sono i pellegrini avanti con gli anni), rivendite di liquori di Lourdes o di Bernadette, dolci con immagini sacre, monili con il volto della Signora di Lourdes. Tanta, tantissima chincaglieria e oggetti assai spesso di pessimo gusto, adatta a trasformarsi in souvenir a prezzo contenuto da riportare a casa e distribuire ad amici e parenti. Diversa invece la situazione nella parte alta di Lourdes, dove i negozi vendono oggetti e abbigliamento qualitativamente interessanti. Cosa riportare da Lourdes? Se siete credenti, un rosario da far benedire al Santuario, un piccolo contenitore pieno d’acqua, una candela mentre se siete alquanto miscredenti, infilatevi direttamente nel Mercato Les Halles e fate incetta di prodotti locali (ma vi consiglio di farlo anche se credete, si trovano prodotti del territorio ottimi).

Il Santuario di Lourdes 4

14. Informazioni pratiche 1: come arrivare a Lourdes dall’Italia: Lourdes si può raggiungere in treno, aereo, auto. In auto bisogna prendere l’Autostrada A64 che arriva a Tolosa (distanza da Lourdes 2 ore) o la A65 che arriva a Bordeaux (distanza da Lourdes 2 ore e 30). In treno si arriva con il treno veloce TGV da Parigi (5 ore e 30 di percorso) oppure con le linee ferroviarie che arrivano a Lourdes da Bordeaux, Tolosa, Marsiglia, Montpellier, Nizza, Lione, ecc. Per chi invece preferisce viaggi rapidi, l’aereo rappresenta la migliore scelta e si consiglia di atterrare all’aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées.

15. Informazioni pratiche 2: dove alloggiare, pranzare/cenare: se c’è una cosa che non manca a Lourdes sono i posti dove dormire. In uno degli ultimi censimenti è risultato che  ha 30.400 posti letto (di più ne ha solo Parigi) distribuiti tra hotel da 1 a 4 stelle (sono 149, un numero impressionante considerata la dimensione della città francese!), alloggi, ostelli, residence, case famiglia e case religiose. L’hotel storico per eccellenza è il Grand Hotel Moderne, tra l’altro il più vicino al Santuario, realizzato per volere di alcuni parenti di Bernadette nel 1896. Per quanto riguarda la possibilità di pranzare e cenare, molti hotel sono organizzati con il trattamento di mezza pensione o pensione completa ed in ogni caso ci sono numerosi ristoranti, tavole calde, pizzerie, kebabberie e paellerie.

16. Come organizzare il viaggio ed un’ipotesi di soggiorno: premesso che molto dipende dal tipo di esperienza che si vuole vivere a Lourdes, per prima cosa decidete se preferite un viaggio organizzato o un viaggio in autonomia. Nel primo caso, penserà a tutto il tour operator (in Italia uno degli operatori specializzati in pellegrinaggi a Lourdes è l’Opera Romana Pellegrinaggi, che fa accompagnare i pellegrini da un sacerdote e che organizza momenti di preghiera e di incontro) mentre nel secondo caso dovete scegliere se arrivare a Lourdes in treno o in aereo, prenotare un hotel (come detto sopra, c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra strutture più o meno nuove, più o meno eleganti o spartane) e organizzarvi la giornata in base agli orari del Santuario. Dedicate al Santuario un paio di giornate, suddividendo il tempo tra la partecipazione a celebrazioni eucaristiche, a processioni, alla recita del rosario, alle confessioni. Almeno una sera partecipate alla processione con le fiaccole e, se volete e ve la sentite, mettetevi in fila per il bagno nelle piscine. Nonostante le migliaia di persone, il Santuario è comunque un luogo di pace e  sarà piacevole tornare a visitarlo in più momenti della giornata, anche se non siete credenti. Ritagliatevi poi almeno un altro giorno (meglio due) per visitare la Lourdes laica e per visitare i suoi dintorni.

Ho parlato di Lourdes anche in questo post:

Link a siti web utili:

Claudia Boccini

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