Cosa vedere a Genazzano, un borgo tutto da scoprire

E’ solo a 60 km. da Roma, in una posizione davvero invidiabile, per di più su una delle strade che dalla Capitale arriva fino a Fiuggi, non molto distante da altre cittadine o luoghi  turisticamente interessanti come Olevano Romano, Palestrina, i Monti Prenestini. E con lo scooter ci siamo passati vicini più volte per raggiungere il Piglio e gli Altipiani di Arcinazzo ma non avevamo mai avuto ne’ il tempo ne’ la pazienza di fermarci a Genazzano, borgo del Lazio che ha mantenuto l’atmosfera genuina e che offre ai visitatori davvero tante sorprese. Ci voleva un evento culturale e fotografico, con visita guidata, per deciderci a scoprirlo insieme a Visit Lazio (l’ufficio di promozione turistica della regione Lazio) e all’Associazione Yallers Italia. E, quindi, ora non solo lo abbiamo visitato ma posso anche suggerirvi cosa vedere a Genazzano!

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Il paese di Genazzano si allunga su uno sperone tufaceo sovrastato dal Castello dei Principi Colonna, poche strade che corr0no dall’alto in basso inframezzate da piazze più o meno grandi, in genere segnate dalla presenza di una Chiesa o di un edificio religioso. Il primo consiglio su cosa vedere a Genazzano è un consiglio di abbigliamento: indossate scarpe comode o comunque tacchi bassi, perché per visitare bene il paese è necessario camminare e percorrere a piedi le strade e le piazze del borgo laziale, che hanno la caratteristica di essere o tutte in ripida salita o tutte in discesa in base a dove iniziate il vostro tour genazzanese e spesso sono acciottolate o con sanpietrini. Il secondo consiglio è di cominciare la visita dal Castello, perché la strada sarà tutta in discesa fino a raggiungere i bastioni di Porta Romana e più avanti il Ninfeo (certo, se avete parcheggiato la macchina vicino al Castello, al ritorno vi aspetta comunque la salita!).

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Anche per questo motivo e per ottimizzare il percorso anche noi abbiamo iniziato la visita dal Castello Colonna di Genazzano, un edificio con una storia millenaria: già preesistente in forme diverse ancor prima dell’anno mille, dopo essere passato in proprietà ai Colonna nel 1053 viene trasformato in una vera e propria fortezza, con torri, fossato e un imponente sistema difensivo. Solo con l’avvento al soglio pontificio di Oddone Colonna, uno dei membri della famiglia Colonna nato e vissuto a Genazzano che divenne Papa nel 1417 con il nome di Martino V, il Castello perse in gran parte la sua funzione militare per diventare una prestigiosa residenza papale. Successivamente, tra il 1611 ed il 1639, con Filippo I Colonna vennero intrapresi lavori di rifacimento e rinnovamento dell’edificio seguendo lo stile rinascimentale, integrando nella struttura colonnati, loggiati, corridoi, fontane.

Il Castello, dopo aver resistito indenne al tempo ed a eventi tellurici di grande portata come quello che rase al suolo Avezzano nel 1915 (meno di 90 km.) subì gravissimi danni nel corso della II^ Guerra Mondiale a seguito di un serrato bombardamento aereo che mirava a distruggere il sistema dei rifornimenti delle truppe tedesche attestate a Cassino: nel castello erano stati infatti allestiti i forni. Una bomba di notevole potenza colpi in pieno il Castello, penetrando dentro il tetto e distruggendo saloni, pavimenti, scale.

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Un vero disastro, insomma, e per mancanza di fondi la struttura rimase non agibile fino al 1979, quando dopo esser stato venduto dai Colonna ed acquistato dalla Provincia di Roma, utilizzando anche i fondi stanziati per il Giubileo del 2000 vennero avviati gli imponenti lavoro di restauro e di recupero. Importante ai fini del recupero anche la scelta compiuta dal critico d’arte Achille Bonito Oliva di utilizzare le sale spoglie e ancora semi distrutte del Castello Colonna per ospitare, sempre nel 1979, una mostra di artisti della Transavanguardia che richiamò sulla struttura e su Genazzano l’attenzione internazionale.

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Il Castello dei Colonna di Genazzano è oggi un contenitore multifunzionale dove trovano ospitalità la biblioteca comunale, un piccolo museo dedicato alla festa dell’Infiorata, sale da concerto e vasti spazi espositivi utilizzati per mostre nell’ambito delle attività del CIAC, il Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, una  istituzione che ha il compito di promuovere l’espressione artistica contemporanea. All’interno del Castello Colonna – spogliato di arredi e suppellettili dagli stessi vecchi proprietari – resta fortunatamente  la piccola cappella gentilizia voluta da Filippo Colonna e affrescata dal pittore Marzio Ganassini.

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Un ampio ponte in cemento armato ad unica campata,  costruito nel XX° secolo in sostituzione di quello storico crollato, collega la parte posteriore del Castello Colonna con il parco comunale, dove si trovano ancora resti di un acquedotto romano. Uscendo dal castello in direzione del centro di Genazzano sulla destra si incontra la Chiesa di San Nicola (una delle più importanti del paese, risale al XIII° secolo), connotata dal soffitto ligneo di rara bellezza e dal pavimento in stile cosmatesco. Dall’altra parte della piccola piazza, entrando in un cancello di ferro, si scopre un caratteristico vicolo paesano con scalette, passaggi con volte a botte ed angoli ombrosi.

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Ecco, i vicoli di Genazzano sono, senza esagerare, una delle caratteristiche più belle e interessanti del borgo laziale: spesso connessi  l’uno all’altro da ripide scalette, con archi e portici segreti,  panni stesi che dondolano al vento e le porte di ingresso delle case sempre ingentilite da vasi e piante, rappresentano il sistema circolatorio di Genazzano, il luogo dove scorre la vita dei suoi abitanti e percorrerli fa scoprire piccoli spaccati di vita quotidiana ed anche qualche curiosità, come l’insegna che indica la casa natale del condottiero Giovanni Brancaleone, uno dei cavalieri della disfida di Barletta.

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La strada principale che attraversa il centro storico di Genazzano, Corso Vannutelli, è invece più austera, è il luogo dei palazzi pubblici, delle Chiese e degli spazi sociali: una volta lasciato il Castello e la Chiesa di San Nicola si trova, subito sulla destra, il Palazzo Appolloni, dalle belle finestre a bifora, impropriamente definita la casa natale di Papa Martino V, mentre più avanti il Santuario della Madre del Buon Consiglio è uyn luogo di culto amatissimo e meta di pellegrinaggio. L’immagine sacra che vi è conservata, una Madonna con bambino, ha una storia che affonda nei secoli, davvero particolare: la tradizione vuole che l’immagine sarebbe arrivata in volo il 25 aprile 1467 accompagnata da angeli direttamente da una chiesa di Scutari, in Albania, nel momento in cui la città al di là dell’Adriatico veniva invasa dalle truppe ottomane.

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L’immagine della madonna si posò sul muro di una chiesetta preesistente, che una pia vedova di Genazzano entrata nell’ordine delle Agostiniane, la Beata Petruccia, stava facendo costruire tra grandi difficoltà economiche. Sebbene oggi il Santuario appaia con una facciata neoclassica ed è abbastanza schiacciato dalla vicinanza delle case del paese che ne impediscono la giusta monumentalità, la fondazione dell’edificio risale al medioevo.

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Scendendo ancora, nella piazza principale di Genazzano si incontra la Chiesa di San Paolo, che risale al XIII secolo ed è facilmente individuabile per l’alto campanile romanico mentre proseguendo ancora verso la fine del borgo storico, accanto alla Porta Romana c’è una piccola chiesa con ben 4 cicli di affreschi, i più antichi dei quali risalgono al XIII° secolo: si tratta della Chiesa di Santa Croce, un tempo parte del nucleo di beni posseduti a Genazzano dai monaci benedettini del Sacro Speco di Subiaco, quindi cappella dell’ospedale costruito per volere di Antonio Colonna nella metà del XV° secolo ed oggi luogo della memoria (ospita il sacrario dei caduti). Quasi sicuramente è tra gli edifici di culto più vecchi di Genazzano.

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Quasi un tutt’uno con la Chiesa di Santa Croce è la Porta romana, anche questa di epoca medievale ed in seguito pesantemente restaurata dopo i bombardamenti della II^ guerra mondiale. Dopo aver percorso tutta la spina dorsale del borgo, dall’alto verso il basso e con frequenti deviazioni per ammirare i caratteristici vicoli della città laziale, ancora non è tempo di lasciare Genazzano: manca infatti un monumento conosciuto ma bisognoso di essere valorizzato e riportato a nuovo splendore, il cosiddetto Ninfeo Bramantesco, che si raggiunge in pochi passi dalla Porta Romana, seguendo le indicazioni.

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Ecco, il Ninfeo è così bello che quando lo vedi non riesci a credere che non vi sia nemmeno una rete a preservare questo piccolo capolavoro del Rnascimento, che non si paghi un biglietto o che non vi sia un custode. I Colonna, che commissionarono questo edificio così particolare, scelsero la valle di Soglia per realizzare il loro sogno di Arcadia, un casotto immerso nel verde tra alberi e piccoli laghetti: il Ninfeo probabilmente aveva un’aula con abside e alcune stanze, un pozzo, un’aula ottagona e nelle nicchie che ancora si vedono sulle pareti probabilmente si sarebbero dovute essere ospitate statue.

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Sarebbero state, appunto, perché con ogni probabilità il Ninfeo Bramantesco (così chiamato per lo stile che richiama le opere del Bramante) non fu mai completato sia per problemi politici che per il terreno che si rivelò incapace di sostenere la struttura. Passata la moda e l’interesse, il Ninfeo venne abbandonato al suo destino di reperto storico. Da notare le serliane, ovvero le lunette poste sulle colonne, che hanno ciascuna 5 oculi. Una curiosità: le villette moderne che si intravedono al di là del fossato che scorre ai piedi del Ninfeo riprendono la simbologia degli oculi nei prospetti dei balconi.

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Decisamente Genazzano è un borgo tutto da scoprire! Ma se si vuole vederlo abbigliato con il suo vestito più bello bisogna venirci la prima domenica di luglio (meglio ancora, dal sabato) quando, seguendo una tradizione che risale al lontano 1883, tutto il paese si mette all’opera per allestire l’infiorata, un tappeto colorato fatto di fiori ed elementi naturali disposti in modo da creare quadri. Non sto facendo errori o confusione: Genzano e Genazzano hanno nomi simili ma sono due città diverse ma entrambe hanno la tradizione dell’infiorata, un tappeto di fiori su cui passa una processione religiosa.

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Per disegnare il lungo tappeto vegetale di Genazzano, che raggiunge misure da primato (nel 2012 il Guinness dei Primati l’aveva indicata come ‘il più grande tappeto di petali di fiori’) occorre un grande quantitativo di fiori e già una settimana prima dell’infiorata si comincia a lavorare suddividendo i petali per colori: verranno conservati al fresco delle cantine di tufo del paese fino al momento dell’utilizzo. Il lavoro accorto e certosino resisterà fino al passaggio della processione in onore del sacro Cuore, con i partecipanti che creano quadri viventi e rappresentano scene delle sacre scritture.

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Informazioni utili su cosa visitare a Genazzano e come arrivare:

  • Genazzano è situato ad un’altezza di 375 metri s.l.m, vi abitano circa 6.000 persone (tra centro e frazioni) ed è facilmente raggiungibile da Roma con i bus del Cotral che in base agli orari  partono da Ponte Mammolo, da Anagnina, e Grotte Celoni;
  • a genazono, lungo il percorso di visita, si incontrano cartelli con un QR-Code: inquadrando i codice si accede ad una guida personalizzata, video, informazioni e notizie sulla tradizione genazzanese, sulla possibilità di pernottamento, sulla storia della città. La guida è anche accessibile ai non udenti, in quanto vi è una sezione dedicata alla LIS, il linguaggio dei segni.

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  • Un ringraziamento particolare al Sindaco Fabio Ascenzi, che ha messo a disposizione dei partecipanti all’instawalk di Genazzano buffet, guide turistiche, piazze interdette alle auto per scattare foto in santa pace.
  • Non mancano trattorie e ristoranti a Genazzano! Cucina del territorio, rustica e specializzata nella carne e nel pollame. Noi abbiamo pranzato con un costo davvero minimo (15€ presso il Ristorante-Pizzeria Il Contadino, Via della Portella, 19) ed anche senza la convenzione di cui abbiamo usufruito i costi sono pressoché questi.
Claudia Boccini

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