Da vedere a Roma: la mostra su Hokusai

La mostra su Hokusai è in corso a Roma al Museo dell’Ara Pacis e per me, che amo il Giappone, la sua cultura e la sua arte, è stata una grande emozione poterla visitare proprio nel giorno dell’inaugurazione. Il Maestro Hokusai, vissuto tra il 1769 ed il 1849, ha rappresentato i luoghi iconici del suo tempo, fissando nelle sue stampe immagini di vita quotidiana, volti di cortigiane, paesaggi con dettagli minuziosi. Hokusai è sttao un uomo poliedrico e bizzarro – nel corso della sua vita ha perfino cambiato più volte il nome con cui si firmava e nelle sue ultime opere ironizzò su se stesso, firmandosi come ‘Manji, il vecchio pazzo per la pittura’ – è conosciuto in Europa soprattutto per la xilografia La Grande Onda press le coste di Kanagawa, un’opera semplicemente drammatica e che ha una incredibile modernità nel colore, nelle linee e nei tratteggi utilizzati per enfatizzare la forza della narrazione.

03. HOKUSAI

Katsushika Hokusai Giornata limpida col vento del sud (o Fuji Rosso), dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

In realtà la Grande Onda è solo una delle tante xilografie prodotte da Hokusai e nello specifico è parte della serie delle  Trentasei vedute del Monte Fuji, pubblicate tra il 1830 e il 1831, in cui il Monte sacro e simbolo dell’identità nazionale giapponese viene riprodotto quale immagine costante e immutabile. sebbene inserito all’interno di paesaggi e storie dinamiche. A proposito di Monte Fuji: c’è un’immagine, più forte di tutte le altre, che mi porto dietro dal primo viaggio fatto in Giappone: poco prima di atterrare a Tokyo l’aereo ha incrociato, a breve distanza dalla sua rotta, il cono del Monte Fuji che, con i suoi 3.776 metri, sbucava come un bambino dispettoso dal mare di nuvole soffici e compatte su cui stavano volando. E’ vero, mi ero svegliata da poco dopo un sonno inquieto – come lo sono tutti i miei sonni in volo – ma l’immagine di perfezione e di assoluta bellezza è una delle più belle ed iconiche che abbia mai visto.

05. HOKUSAI

Katsushika Hokusai Il Fuji da Gotenyama presso Shinagawa sul Tōkaidō, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

Il merito della mostra romana dedicata ad Hokusai  è di portare all’attenzione del pubblico e degli appassionati non solo le opere del Maestro dell’Ukiyoe (‘immagini dal mondo fluttuante’) ma anche dei sui allievi assai meno noti in occidente (Eisen, Katsushika Hokumei, Teisai Hokuba, Ryūryūkyō Shinsai, Gessai Utamasa, Totoya Hokkei), mettendo a confronto differenze ed evoluzioni: in totale verranno presentate  200 opere, esposte a rotazione per evitare danni ai delicati materiali: nelle diverse sale si potranno ammirare  xilografie policrome, i tradizionali dipinti su rotolo con animali e piante e in una apposita sala sono raccolti i 15 volumi a stampa detti i Manga di Hokusai, non fumetti come si potrebbe pensare ma un vero e proprio compendio di immagini e di modelli, manuali ad uso degli artisti professionisti e degli allievi, tante pagine fitte fitte di schizzi e disegni, di studi tracciati con inchiostro nero e rosso.

01. HOKUSAI

Katsushika Hokusai La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

Artista completo, Hokusai, ma anche attento alla committenza e al mercato dell’epoca: moltissimi dei soggetti delle sue opere erano quelli più richiesti, come bellezze femminili idealizzate ed eleganti, simboli bene-auguranti, animali simbolici come l’aquila, la tigre e il drago, che  riproduce in modo dettagliato e realistico. E spesso la sua produzione non si limita a stampe e i rotoli artistici ma si incanala in progetti destinati al grande mercato, come gli inviti, i calendari ed i biglietti augurali, perfino giochi di società su tavole, come questo qui sotto che ricorda una sorta di gioco dell’Oca.

08. HOKUSAI

Katsushika Hokusai Sugoroku gioco da tavolo dei Luoghi famosi di Edo Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

Per quel che riguarda l’allestimento della Mostra di Hokusai al Museo dell’Ara Pacis, le sale tendono ad essere piuttosto buie per preservare le delicatissime opere e il richiamo al Giappone non è mai eccessivo o privo di gusto: giusto una piccola zona in cui sono state installate colonne arancioni che ricordano i Torii, i portali sacri. In compenso, una stanza completamente vuota con gigantografie di alcune opere iconiche di Hokusai è a disposizione dei visitatori per l’immancabile scatto o l’immancabile selfie -souvenir.

07. EISEN

Keisai Eisen Yamashita in Shitaya e Kōriyama in Ōsh ū dalla serie Paragoni di luoghi famosi nelle province, 1818-1830 circa Silografia policroma, 38,0 × 25,7 cm Chiba City Museum of Art

Cinque le sezioni del percorso espositivo:

  1. Meishõ: mete da non perdere;
  2. Beltà alla moda;
  3. Fortuna e buon augurio;
  4. Catturare l’essenza della natura
  5. Manga e manuali per imparare

Cosa mi è piaciuto di più: sicuramente i dipinti su rotolo che ritraggono animali selvatici (l’aquila è di una verosimiglianza incredibile e la tigre sembra pronta a balzare via da un momento all’altro), il percorso espositivo che ripercorre le diverse fasi della produzione artistica di Hokusai e la mette in parallelo con quella dei suoi allievi. Assolutamente fantastici i Manga, che non avrei finito mai di osservare: Hokusai ha creato dei veri e propri campionari e, tanto per dire, è stato capace di tratteggiale una gru in tutte le possibili modalità, in volo, appollaiata, di profilo, dall’alto, ecc.. Mi ha poi incuriosito il parallelo che viene suggerito tra Hokusai e Leonardo da Vinci (entrambi uomini di genio, curiosi, poliedrici) e il fatto che il pittore olandese Van Gogh sia stato influenzato dall’opera degli artisti Ukiyoe.

Di cosa ho sentito la mancanza: mi sarebbe piaciuto essere introdotta nella visione della mostra attraverso la contestualizzazione storica, geografica e sociale del Giappone dell’epoca d Hokusai – è un momento particolare, pochi decenni dopo la morte del Maestro il Giappone si sarebbe finalmente aperto al mondo con la Restaurazione Meji. Sarebbe stato altrettanto utile avere gli elementi per comprendere le modalità di realizzazione delle xilografie, tecnica assolutamente non facile e poco conosciuta.

Le opere esposte nella Mostra su Hokusai del Museo dell’Ara Pacis di Roma provengono da collezioni giapponesi pubbliche e private tra cui il Chiba City Museum of Art e dal Kawasaki Isago no Sato Museum. Alcune provengono invece dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova.

04. HOKUSAI

Katsushika Hokusai Veduta del tramonto presso il ponte Ryogoku dalla sponda del pontile di Onmaya, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

Vi lascio con un haiku (componimento poetico composto da tre versi) di Matsuo Bashō, poeta giapponese non contemporaneo di Hokusai che ho letto su uno dei pannelli esposti alla mostra su Hokusai in corso a Roma:

“Pioggerellina sottile

bellissimo

anche il giorno in cui cela il monte Fuji”

Matsuo Bashō

Informazioni utili:

  • La mostra su HOKUSAI – sulle orme del Maestro è al Museo dell’Ara Pacis, in Lungotevere in Augusta, Roma.
  • La mostra resterà aperta fino al 14 gennaio 2018 con orario 9.30 – 19.30 (aperta tutti i giorni, orario ridotto 24 e 31 dicembre e chiusa solo il 25 dicembre ed il 1 gennaio).
  • Biglietto diingresso 11€ (solo mostra, previste riduzioni)
  • La mostra è promossa da Roma Capitale con il supporto dell’Ambasciata del Giappone, mentre l’organizzazione è curata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura.
Claudia Boccini

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