Al ristorante Temakinho il menù è fusion

Un appuntamento pieno di gioia con un’amica che non vedevo da (troppo) tempo è stata l’occasione per provare la cucina fusion del ristorante Temakinho, una delle isole del buon gusto che la nuova Rinascente di Roma – sì, proprio quella bellissima, lussuosissima e terribilmente internazionale aperta da poco in Via del Tritone dopo un attento restyling durato ben 11 anni, che ha permesso di valorizzare un edificio da tempo abbandonato ricavando oltre 14.000 mq di spazi utili e nei cui piano interrato si trovano i resti archeologici dell’acquedotto Vergine, valorizzati da un eccellente gioco di luci – ospita al sesto piano, nella zona della Food Hall. Un ristorante che non conoscevo, che ho scelto seguendo l’istinto perché sia a me che alla mia amica fondamentalmente più che il menù (che non conoscevamo) piacevano tantissimo gli arredi eclettici dell’ambiente e l’idea di pranzare immerse in un’atmosfera tropicale, con pareti ed arredi dei toni del blu e del senape metteva tanta allegria. Ed è stata davvero una buona intuizione!

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Il ristorante Temakinho propone cucina fusion, prodotta dall’incontro dei sapori brasiliani con quelli giapponesi. Un azzardo, penserete? Assolutamente no, considerato che in Brasile vive una numerosa comunità giapponese o comunque con radici giapponesi, erede di quei cittadini nipponici che nel XX° secolo lasciarono le isole del Giappone per trasferirsi – grazie ad incentivi economici e di lavoro – nelle lontane terre del Paese sudamericano (*).  Brasiliani giapponesi o giapponesi brasiliani? Difficile dare una definizione univoca  – ma forse la definizione di Brasile Nikkei è quella che più si avvicina – perché alla fine l’incontro di culture, abitudini, storie ha dato origine ad un nuovo e diverso stile, che incarna sia il rigoroso spirito giapponese che il colorato, allegro approccio brasiliano alla vita. Ed ovviamente anche la cucina ha beneficiato di questo mix e il sushi, i tekamaki, le zuppe, i rolls, il pesce hanno aggiunto alla rigorosa preparazione ‘alla giapponese’ i profumati sapori degli ingredienti tropicali. Presso il ristorante Temakinho la qualità degli ingredienti è al primo posto, così come l’attenzione all’ospite, la cura estetica dei piatti generalmente decorati con fiori eduli e profumate erbe aromatiche. Il pesce utilizzato proviene da filiere eco-sostenibili (è certificato Friend of the Sea) e tutti i piatti sono preparati al momento per garantire salubrità e freschezza. Il ristorante Temakinho della Rinascente di Via del Tritone non è il primo ad aprire in Italia ne’ tanto meno a Roma: nella Capitale ce ne sono altri due (uno è in zona Monti ed uno si trova nel rione Borgo) mentre a Milano i locali Temakinho sono nelle zone di Brera, Magenta e Navigli. Altre sedi internazionali sono ad Ibiza e a Londra (Soho).

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Ma torniamo al pranzo romano ed all’incontro con lo stile fusion del ristorante Temakinho inserito all’interno della Rinascente di Via del Tritone: come vi dicevo, lo styling richiama immediatamente i tropici con l’uso di pannelli ceramici turchesi multi sfaccettati che esaltano la carta da parati effetto serra, declinata nei toni del turchese, del blu e dell’ottanio tra le cui palme stilizzate si nasconde un mondo pieno di vita, con pappagalli, scimmie e grossi felini. Le comode sedute senape creano un contrasto cromatico affascinante ed anche l’abbigliamento del personale di sala è totalmente in tema – nessuna sobria divisa da Temakinho, ma camice floreali a gogo!

Il menù, curato dallo chef  Mauricio Giacomo Flud, prevede una scelta di petiscos (antipasti, ma le porzioni sono grandi e van bene come primo piatto);  delle cheviches di pesce crudo o di tofu; una scelta di sushi (temaki e rolls) al salmone, tonno e frutti di mare; pesce preparato in stile brasiliano-giapponese; tartare di salmone, brazino, tonno; zuppe speziate. Una nota a favore del ristorante fusion Temakinho è la carta delle bevande:  oltre alle solite bibite internazionali, sono presenti frullati di frutta fresca, cocktail ai profumi tropicali, birre brasiliane e guaranà.

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Io ho assaggiato una zuppa di gamberi al latte di cocco, un cheviche mixto con ombrina, salmone, polpo, aragosta e astice marinati con lime, zenzero fresco, coriandolo, peperoncino e cipolla fresca ed una fetta di cheese cake alla guayava (non conoscevo questo frutto, vi metto il link così vedete di cosa si tratta) mentre la mia amica ha preferito scegliere una quinoa tropical, con quinoa, avocado, cipolla rossa, pomodoro, palmito, coriandolo, peperoncino fresco e lime; un set di rolls al salmone ed una cheese cake alla maracuja. A me è piaciuto davvero molto, sapori mai eccessivi, giustamente speziati e piccanti, esotici ma senza eccedere e in ogni caso leggeri,  tant’è che spero di tornare presto da Temakinho per assaggiare le altre proposte della cucina giappo-brasiliana.

Informazioni utili:

  • dove: ristorante fusion Temakinho presso il flag ship store La Rinascente di Via del Tritone, 62, 00187 Roma (6° piano) – tel. +39 06 87916660
  • consiglio: meglio prenotare sempre, anche a pranzo durante la settimana, perché ho visto che tra le 13.00 e le 15.00 il ristorante era al completo
  • orari di apertura: dalle 9.30 alle 23.00
  • costi: senza bevande (acqua gratuita), una media di 25€ a persona
  • (*) curiosità: un ragazzo giappo-brasiliano è uno dei personaggi principali dell’avvincente romanzo noir di Natsuo Kirino “Le quattro casalinghe di Tokyo“. Ed è proprio leggendo questo libro che ho scoperto la storia dei giapponesi che si sono trasferiti in Brasile in cerca di fortuna.

Claudia Boccini

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