Museo per le Comunicazioni di Francoforte: imperdibile!

Un museo può essere divulgativo ma non noioso? Può coinvolgere senza annoiare? Certo che sì! E il Museo per le Comunicazioni di Francoforte ne è un ottimo esempio: inserito in un edificio luminoso e moderno, aperto ai grandi ed ai piccoli visitatori a cui dedica tanti laboratori istruttivi e divertenti, con una ricca collezione di opere artistiche, oggetti, strumenti, materiali connessi al servizio postale e, in modo più ampio, a tutto ciò a che ha attinenza con il concetto di ‘comunicazione’. In linea con lo spirito dinamico e contemporaneo che caratterizza la città tedesca, il Museo per le Comunicazioni di Francoforte è sì tematico ma anche aperto alle contaminazioni, è divertente e interattivo ed è quasi impossibile annoiarsi perché gli oggetti  che ripercorrono la storia delle comunicazioni (e dei sistemi che le hanno rese possibili) sono quasi sempre affiancati da testi da leggere, audio da ascoltare, meccanismi da provare, domande a cui rispondere.

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Il Museo si trova lungo lo Schaumainkai nella zona di Sachsenhausen, al di là del fiume Meno rispetto alla Willy Brandt Platz (detto così sembra lontanissimo, in realtà sono 15 minuti a piedi dalla stazione), parte dell’insieme di complessi museali che costituiscono il Museumsufer. Accanto vi sono altre importanti istituzioni della città come il Giersch Museum, lo Staedel Museum, il Deutsches Architekturmuseum, il Weltkulturenmuseum (museo sulle culture del mondo) e poco più avanti il Museo di arti applicate. Noi lo abbiamo visitato utilizzando il vantaggio offerto dalla Frankfurt Card (che prevede sconti e riduzioni in alcuni Musei di Francoforte, nel caso del Museo per le Comunicazioni lo sconto sul biglietto di ingresso è del 50%) ed è stata una visita voluta e programmata fin da Roma, perché il mondo delle comunicazioni incuriosisce me ma ancor più Francesco, che all’inizio della sua vita professionale ha avuto a che fare con telefoni e centrali telefoniche e in ogni caso la curiosità chi si occupa di comunicazione on line è sempre grande nei confrointi di tutti gli strumenti che rispondono al bisogno innato dell’uomo di comunicare con i suoi simili.

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Il Museo per le Comunicazioni di Francoforte nasce dall’evoluzione del Museo postale federale tedesco (Bundespostmuseum), inizialmente ospitato nell’edificio storico che si trova accanto alla nuova sede e che oggi è invece destinato ad ospitare uffici e biblioteca. Il nuovo Museo è stato inaugurato nel 1990 nella nuova veste contemporanea grazie al progetto dallo studio di architettura Behnisch & Partners di Stoccarda e si caratterizza immediatamente per la sua apertura verso l’esterno, ottenuta grazie ad ampi spazi aperti, superfici vetrate ed una suddivisione in più livelli che corrisponde all’incirca alle diverse funzioni dell’edificio: al piano -1 è collocata la collezione permanente, al piano terreno i servizi (biglietteria, guardaroba, bookshop, bar), al primo piano laboratori e piccole esposizioni mentre il secondo livello è dedicato alle esposizioni temporanee. Alla sommità dell’edificio, nel sottotetto, è ospitata una stazione radio che viene gestita da radioamatori volontari. Raccordare – anzi, in questo caso forse è meglio dire ‘far comunicare’ – i diversi piani,  è compito di una grande scala in legno mentre le grandi vetrate oltre a far entrare tanta luce creano unità con l’ambiente circostante ed il piccolo giardino laterale.

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Una volta acquistato il biglietto di ingresso e lasciati giacconi e zainetto nell’armadietto messo a disposizione (per poter chiudere a chiave ci vuole una moneta da inserire nella gettoniera all’interno, che verrà poi restituita) ci siamo diretti subito nella zona dell’esposizione permanente, ben 2.500 mq. da visitare in un tour assolutamente libero,  suddiviso in 44 sottosezioni o ‘isole’, in cui le diverse ‘tappe’ possono avere un principio cronologico oppure – cosa che abbiamo fatto noi – in base al singolo interesse. Come dicevo, quasi tutte le postazioni hanno un’attività pratica da fare e permettono a grandi e piccoli di scoprire il funzionamento di apparecchi attraverso il gioco e l’interattività.

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Il patrimonio museale è importante e deriva, in gran parte, dalla collezione postale imperiale conservata a Berlino  che durante gli eventi della II^ Guerra mondiale venne messa al sicuro per sottrarla ai bombardamenti alleati. C’è di tutto, si va dalla tavoletta incisa al computer satellitare, ci sono furgoni, automobili, perfino gli sci dei postini che dovevano recapitare la corrispondenza nelle valli innevate, lettere, telegrammi, sigilli, francobolli, un vero ripartitore meccanico della corrispondenza e poi telefoni in tutte le forme, cabine telefoniche, apparecchi per la trasmissione morse, riproduzioni di colombari, macchine per messaggi segreti  (tra cui un esemplare di Enigma, la macchina utilizzata dalle truppe tedesche per cifrare comunicazioni riservate), tanti pannelli che invitano a riflettere sull’importanza della comunicazione per la circolazione delle idee. E poi, ancora, una sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea (ovviamente il tema conduttore è sempre la comunicazione) ed una dedicata all’evoluzione del telefono fino agli attuali smartphone ed all’impatto di internet e dei social media nella vita quotidiana, in cui si evidenzia il problema del confine sempre meno visibile tra reale e virtuale e sulla necessità, sempre più sentita, di tutelare privacy e dati sensibili.

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La collezione permanente di arte del Museo per le Comunicazioni di Francoforte abbraccia un arco temporale che va dal XVII secolo ai nostri giorni ed espone quadri, fotografie, sculture di artisti famosi. Da segnalare, la divertente installazione TribuT, creata nel 1989 da Jean-Luc Cornec, che raffigura un gregge di pecore grigie in cui il corpo è costituito da cavi telefonici arrotolati e i musi da apparecchi telefonici degli anni ’60.

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Dopo la collezione storica, abbiamo visitato velocemente il primo piano del Museo per le Comunicazioni di Francoforte, in cui una parte dello spazio è dedicata ai laboratori e workshop, sia per adulti che per bambini (questi ultimi hanno a disposizione perfino un ufficio postale a loro misura!) e siamo saliti mentre al secondo piano dove la mostra temporanea Oh Yeah! Pop Music in Deutschland (sarà visitabile fino al 25 febbraio 2018, se siete a Francoforte andateci perché a noi è piaciuta tantissimo) dedicata agli ultimi 90 anni della musica pop in Germania.

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La mostra, tra l’altro molto ben organizzata, è stata la chicca finale della nostra visita al Museo per le Comunicazioni di Francoforte: all’ingresso ad ogni visitatore viene consegnata una cuffia audio, munita di un lungo filo con spinotto. Seguendo l’itinerario si incontreranno pannelli e video, riproduzioni di oggetti ma soprattutto delle misteriose semi cupole bianche, postazioni e divanetti pieni di fori: connettendo il jack della cuffia si ascoltano i brani della musica tedesca che più esemplificano il periodo storico o il genere musicale della sezione della mostra in cui ci si trova.

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Di canzoni conosciute ne avrò riconosciute forse 6 (tra cui il vecchiotto ma indimenticabile 99 Luftballons cantato nel 1983 da Nena), in compenso ho scoperto la musica beat tedesca, la technomusik, la Neue Deutsche Welle e sono rimasta sorpresa di quanto i tedeschi dell’ex Germania dell’Ovest fossero appassionati di Elvis Presley! Sociologicamente interessante la sezione che mette a confronto, nello stesso periodo storico, la musica della Germania dell’Est con quella dell’Ovest, in cui la prima era una melodia tradizionale e datata, la seconda seguiva i canoni internazionali del rock duro e provocatorio. L’esposizione ha però un effetto collaterale: fa  battere i piedi a tempo di musica e invita a ballare. Non stupitevi perciò di vedere  giovani, bambini, stagionati signori in visita ( :) ) con un paio di cuffie in testa dimenarsi nel silenzio più assoluto!

Ah, dimenticavo! Il bookshop del Museo per le Comunicazioni di Francoforte è una tentazione continua: tanti gli oggetti a tema, i bloc notes, le cartoline in vendita. Secondo voi ho resistito a non comprare nulla? ;)

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Informazioni utili:

  • Museo per le Comunicazioni di Francoforte - Schaumainkai 53 (Museumsufer)
  • orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 18.00; sabato, domenica e giorni festivi dalle 11.00 alle 19.00
  • costo biglietto di ingresso: 4€, previste riduzioni e sconti con la Frankfurt Card
  • Come arrivare: metropolitana U1 fino a Schweizer Platz, oppure metropolitane U4 e U5 fino a Willy-Brandt-Platz, poi bisogna traversare il ponte sul Meno; tram 16 oppure bus 46 in direzione Untermainbrücke (il bus ferma di lato alla stazione centrale);
  • il sabato mattina davanti al’entrata del Museo per le telecomunicazioni c’è un mercato di cose usate, non interessante (è simile alla discarica di uno straccivendolo!);
  • dalla terrazza di accesso al Museo, si ha una buona vista sulla zona dei grattacieli di Francoforte.
Claudia Boccini

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