Visitare il Labirinto di Porsenna tra leggende etrusche e realtà

Sembra quasi impossibile, ma fino a qualche giorno fa per me Chiusi era soltanto una stazione ferroviaria di una certa rilevanza lungo la linea di Firenze, importante perché vi partono i treni che vanno fino a Siena, o al più un casello dell’Autostrada che collega Roma con Milano, proprio quello che utilizzo sempre quando vado a Buonconvento. Chiusi paese – perché c’è anche Chiusi Scalo, ma non è poi così rilevante per questo post –  l’ho finalmente scoperto durante le vacanze di Natale, con i festoni e le luminarie  che lo decoravano a festa e si è rivelata una scoperta molto interessante, tanto da farmi decidere a scriverci subito un post in modo da suggerire anche a voi che leggete di visitare questo paese fieramente toscano ma che ha il confine umbro proprio dietro l’angolo e di suggerirvi di visitare il Labirinto di Porsenna, che vi farà – letteralmente – calare nelle sue viscere fatte di stretti cunicoli sotterranei, dove ancora aleggiano incredibili leggende etrusche.

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Chiusi si trova in una posizione strategica su una piccola collina da cui lo sguardo spazia sulla Val di Chiana (a proposito: sapete che la Valle prende il nome da un fiume, il Clanis, che in epoca etrusca era utilizzato come via di commerci?), e sebbene il centro storico sia oramai abitato da poche centinaia di persone, ospita Musei di rilievo, una Cattedrale davvero splendida, assetti viari che ricalcano le forme medievali ed ancor prima romane ed etrusche ed ha un paio di percorsi sotterranei percorribili, un po’ misteriosi ma nemmeno troppo, che da soli valgono la visita. Chiusi in epoca etrusca era parte del sistema politico delle Dodecapoli etrusche, una vera e propria unione politica, militare ed economica di cui oltre a Chiusi facevano parte Arezzo, Caere (l’odierna Cerveteri), Chiusi, Orvieto, Populonia, Roselle, Tarquinia, Veio, Vetulonia e Vipsl (città tra Prato e Fiesole, scomparsa) e la città ha una storia importante e conosciuta anche grazie al Lucumone della città Lars Porsenna, sovrano e stratega militare che nel VI secolo a.C. riuscì a tenere sotto assedio Roma per rimettere sul trono il re romano, ma di origini etrusche, Tarquinio il Superbo.

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La leggenda vuole che il re Porsenna abbia fatto costruire in un luogo segreto di Chiusi o dei suoi dintorni il suo mausoleo funebre, senza alcun risparmio di denaro e di oro e di ciò ne da conto lo scrittore romano Plinio il Vecchio che a sua volta riporta nel Naturalis Historie quanto appreso dalle opere di Marco Terenzio Varrone: Porsenna avrebbe fatto costruire un mausoleo quadrato di grandi dimensioni sormontato da un sistema di piramidi, dischi bronzei e campanelli mossi dal vento ed all’interno un complicatissimo sistema di labirinti capaci di far perdere l’orientamento a chiunque. Il sarcofago d’oro del Lucumone sarebbe stato posto su un carro d’oro,  trainato da 4 sculture equestri ricavate nell’oro e circondato da statue in forma di chioccia e cinquemila pulcini, ovviamente d’oro anche loro, con il compito di risvegliare il Lucumone con il loro pigolare una volta giunti nella terra dei defunti. Insomma, in questa storia ci sono tutti gli ingredienti per creare una leggenda che ancora oggi intriga non poco!

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In realtà sotto le piazze e le vie di Chiusi un sistema labirintico di cunicoli esiste davvero e senza scomodare Porsenna si sa bene che si tratta di un sistema complesso di canalizzazione delle acque piovane, che affonda le sue origini proprio nel periodo etrusco. Da qualche anno, da quando sono stati rimessi in sicurezza grazie ai volontari del gruppo archeologico della Città di Chiusi, si può visitare il Labirinto di Porsenna, un tratto dei cunicoli che partono da quello che viene definito l’Orto Vescovile e sbucano all’interno della Piscina etrusco-romano (una cisterna di raccolta delle acque, in ottime condizioni) da cui si torna in superficie risalendo nella torre campanaria della Cattedrale di San Secondiano.

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Come vi dicevo, visitare il Labirinto di Porsenna è una delle attività da fare senz’altro se si visita la città di Chiusi: nei cunicoli si scende obbligatoriamente con la guida, il percorso è interessante e vi permetterà di scoprire una parte della città dove le leggende riescono ad essere un pochino più reali che altrove. Il biglietto per visitare il Labirinto di Porsenna (costo a dicembre 2017, 5€), vi permetterà anche di accedere al piccolo Museo della Cattedrale che custodisce opere di epoca paleocristiana, medievale e moderna. Nella prima sala sono conservate opere musive e reperti archeologici, le sale successive sono dedicate a custodire oggetti, paramenti sacri ed alcune tele a tema ecclesiastico mentre nel lungo corridoio che porta ad un altro paio di sale espositive in cui sono esposti oggetti e piccole opere d’arte più recenti, sono esposti all’interno di teche di vetro alcuni dei Codici Miniati di Monte Oliveto Maggiore (sì, proprio l’Abbazia benedettina che si trova tra Asciano e Buonconvento, di cui spesso ho scritto anche perché le sono affettivamente legata): i codici risalgono al XV secolo, sono particolarmente belli – grazie anche alle miniature opera di pittori famosi, come Sano di Pietro e Francesco di Giorgio Martini – e ben conservati e sono arrivati a Chiusi nel periodo delle invasioni napoleoniche quando a seguito dello scioglimento degli ordini monastici l’allora vescovo di Chiusi – che aveva anche la cura del territorio di Asciano – li mise ‘in salvo‘ presso la Cattedrale, non interessata dalla requisizioni.

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Una volta acquistato il biglietto, dovrete attendere l’orario per la visita guidata (*): una guida vi accompagnerà per prima cosa a vedere uno dei pozzi da cui veniva prelevata l’acqua che si raccoglieva nei cunicoli (e che poi rivedrete, dal basso, una volta scesi nel Labirinto di Porsenna), quindi dovrete scendere le scale che portano fino a quello che è definito l’Orto Vescovile. Da qui, una porticina moderna (e bruttarella) vi immetterà nel percorso sotterraneo.

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Non abbiate timore: il percorso per visitare il Labirinto di Porsenna non è molto lungo, è ben illuminato, ci sono dei piccoli slarghi che aiutano a dissipare la sensazione di trovarsi sotto terra e generalmente non è troppo claustrofobico, sebbene l’ultimo tratto (meno di 30 metri) sia un po’ strettino, ma insomma neanche tanto visto che si sono passata senza troppi problemi anche io che non amo troppo i luoghi chiusi. La larghezza media dei cunicoli è di circa 1 metro e l’altezza è variabile: in alcuni punti il soffitto si abbassa, in altri raggiunge anche più di tre-4 metri. In ogni caso lungo il percorso ci sono lampade di emergenza e la guida porterà sempre con sé due lampade portatili.

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Nel percorso aperto al pubblico – in totale sono 120 metri, quindi è fin troppo veloce – è interessante notare il labirinto di cunicoli e piccoli invasi scavato nell’arenaria che si aprono sul canale principale: un tempo, quando erano utilizzati per la loro funzione originaria, i condotti erano completamente pieni d’acqua e le pareti sono ben lisce. Successivamente i cunicoli sono stati utilizzati anche come magazzini, come discarica di materiale di risulta, perfino come nascondigli in caso di invasioni.

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Una volta compiuti il percorso da ‘piccoli speleologi’ e superato l’ultimo tratto di cunicoli, ci si trova davanti ad una scala in ferro che porta in quello che è uno dei luoghi più affascinanti di tutto il tour: la grande cisterna di origine etrusca-romana del I° secolo a.C., con le pareti in coccio-pesto ed il grande pilastro centrale costruito ‘a secco’ che sostiene la doppia volta. I pozzi di prelevamento dell’acqua creano sul soffitto della cisterna un curioso gioco di luci e di ombre che scatenano la fantasia ed ecco che la volta in mattoni assume quasi la forma di un volto.

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Alla fine, dopo altre spiegazioni storiche e architettoniche, si sale con una scala dentro la torre campanaria della Cattedrale (è del XII° secolo e prima di essere riconvertita in campanile svolgeva funzioni di avvistamento e difesa) per poi uscire sulla piazza dal lato dei giardini. Noi non siamo potuti salire fin sulla cima della torre perché sono in corso lavori di adeguamento ma normalmente – e si spera che ciò possa avvenire di nuovo con la bella stagione – il percorso termina dopo aver ammirato dall’alto il panorama su Chiusi e sulla Val di Chiana.

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Una volta concluso il percorso museale-ipogeo, frugate nel borsellino e cercate 50 centesimi di Euro: vi serviranno per visitare la Cattedrale di San Secondiano, dove la bellezza delle decorazioni è purtroppo immersa nel buio (la cassetta dove inserire la moneta e far accendere le luci è proprio sulla destra appena entrati). Una volta illuminata, vi troverete davanti a quello che è un vero e proprio inganno visivo: la chiesa nel XIX secolo è stata completamente decorata a mosaico ma… non è mosaico! Le tessere musive sono infatti soltanto tratteggiate a pennello ma è possibile accorgersene solo da molto vicino.  Il colonnato della Cattedrale è stato realizzato con capitelli romani e la Chiesa, pur essendo una delle più antiche della Toscana (il primo impianto risale al IV secolo) è stata più volte modificata e rimaneggiata.

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Per una full-immersion nell’arte antica, davanti ai giardini della Cattedrale c’è il Museo Nazionale Etrusco (riconoscibilissimo, assomiglia ad un tempio romano) e se visitare il Labirinto di Porsenna vi ha fatto venir voglia di scoprire gli altri misteri del sottosuolo di Chiusi, non vi resta che incamminarvi su via Porsenna fino a raggiungere Via Bonci e quindi salire verso via II Cimina: qui si trova un altro curioso e interessantissimo Museo Civico di Chiusi, “La Città Sotterranea”, che attraverso un itinerario suddiviso in tre sezioni consente di conoscere la storia della città. Una sezione, Il Labirinto, approfondisce la storia dei cunicoli che scorrono sotto Chiusi, un’altra è dedicata al fiume Clanis (si può vedere un sistema idraulico etrusco ed un laghetto) e la sezione forse più famosa, dedicata all’epigrafia etrusca, che all’interno di cunicoli sotterranei conserva 300 urne cinerarie e tegole funerarie, tutte con iscrizioni nella misteriosa lingua etrusca.

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Informazioni utili:

  • la Cattedrale di San Secondiano è in Piazza Duomo, 7 – 53043 Chiusi. L’ingresso del Museo della Cattedrale nonché biglietteria per visitare il Labirinto di Porsenna è a sinistra della Chiesa, sotto il piccolo portico;
  • l’addetto della Pro Loco di Chiusi (si trova dall’altro lato della piazza della Cattedrale) è molto gentile e prodigo di informazioni. Potete chiedere la mappa della città. L’Ufficio è aperto da ottobre a marzo la mattina (9.30-12-30, chiuso lunedì) mentre da aprile a settembre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00, con chiusura la domenica pomeriggio. In agosto l’orario di apertura è prolungato fino alle 18.00)
  • il Museo della Cattedrale di Chiusi in bassa stagione è aperto dal lunedì al venerdì solo la mattina dalle 10.00 alle 12.10 (e per visitare il Labirinto di Porsenna gli slot di accesso sono alle 10.10; 10.50, 11.30, 12.10) mentre il sabato e la domenica oltre che nei periodi di festa (ponte dei Santi, festività natalizie) si aggiunge anche l’apertura pomeridiana dalle 15.00 alle 16.30, con possibilità di visitare il Labirinto di Porsenna alle 15.10, 15.50 e 16.30. Nel periodo dall’8.1.2018 al 31.1.208 sia il Museo della Cattedrale che il Labirinto sono chiusi.
  • Per arrivare a Chiusi, oltre che con la macchina, potete utilizzare il treno. Dalla Stazione ferroviaria fino al centro storico ci vogliono meno di 10 minuti di autobus urbano.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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