Come visitare il museo di Hokusai a Obuse in Giappone

Se vai a Nagano, non puoi non visitare il museo di Hokusai a Obuse. L’arte del pittore giapponese Katsushika Hokusai è sempre più conosciuta ed apprezzata in Italia e la recente esposizione delle opere del Maestro presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma ne è la conferma. Un pittore prolifico e dalla lunga vita: tra il 1769 ed il 1849, anno della sua morte, Hokusai ha sperimentato diversi stili di pittura, alla ricerca della perfezione. Vissuto per lungo tempo nell’antica Edo (oggi Tokyo), quando era già avanti negli anni (85) il pittore intraprese un viaggio lungo e impegnativo alla volta della cittadina di Obuse, nello Shunshu, accettando l’ospitalità del giovane mecenate Takai Kouzan, ricco mercante e suo grande estimatore. Ad Obuse, Hokusai voleva trovare risposta alla sua ricerca costante di perfezione – affermava che sarebbe diventato un pittore veramente capace solo all’età di 110 anni! – e nella tranquillità dell’abitazione con studio che Takai Kouzan aveva messo a sua disposizione, circondato da un paesaggio idilliaco, produsse numerose opere e sviluppo nuovi studi. In epoca Edo Obuse non era soltanto un piccolo villaggio all’interno di un dominio feudale ma era anche un importante centro di commerci, che portarono benessere e diedero vita ad una classe agiata di commercianti che ben presto si trasformarono in mecenati, sostenendo letterati ed artisti che arrivavano da Edo e da Kyoto ed è in questo percorso di influenze artistiche e scambi culturali che portarono nel 1844 il trentanovenne mercante Takai Kouzen ad invitare ad Obuse Hokusai.

L’arte di Hokusai a me piace molto, mi affascinano le sue opere ricche di dettagli e nei particolari e mi intriga la sua voglia di continuare a studiare, sperimentare, produrre anche in tarda età. Obuse ancora oggi celebra il famoso pittore dell’Ukiyoe (‘immagini dal mondo fluttuante’) con un Museo tematico a lui dedicato, che contiene opere dell’artista e ripercorre le vicende della sua esistenza. Ed è per approfondire la figura e l’arte del Maestro che in occasione del nostro breve soggiorno a Nagano abbiamo scelto di visitare il Museo di Hokusai a Obuse.

Obuse 3

Per visitare il museo di Hokusai a Hobuse, aperto nel 1976,  abbiamo utilizzato il trenino locale della Railways Dentetsu (è la stessa linea con cui si arriva al Parco Nazionale di Jidokunachi, dove si trova un onsen naturale piuttosto famoso in cui si bagnano le scimmie) ed è importante che sappiate che questo percorso ferroviario è gestito da privati e non è compreso nel JR Pass, per cui dovrete pagare a parte, circa 670 yen a persona se salite su un treno locale e 770 yen con i treni espressi, per ogni singola tratta di andata e ritorno. Il viaggio è molto breve, la frequenza dei treni è all’incirca 1 ogni 20 minuti e più che un treno la linea Dentetsu assomiglia ad una metropolitana. Anche la stazione di Obuse è una piccola stazioncina che ricorda i plastici ferroviari: qui per passare da una banchina all’altra ancora si devono attraversare i binari!

Obuse è oggi una deliziosa cittadina giapponese piuttosto tradizionale, con tante villette con bei giardini (perfino in inverno e con la neve erano curati!), piuttosto tranquilla e famosa perché vi si producono delle ottime mele, un buon sakè e delle saporite castagne (in Giappone il costo della frutta raggiunge livelli per noi italiani inimmaginabili e per una cittadina essere zona di produzione dei preziosi prodotti è un vanto) e per visitare il museo di Hokusai a Obuse una volta usciti dalla stazione bisogna prendere la strada che si trova proprio davanti e seguirla per circa 500 metri: fate attenzione ai cartelli marroni con scritte bianche perché ad un certo punto troverete l’indicazione per il Museo di Hokusai e dovrete svoltare a destra. Il museo di Hokusai a Obuse si trova a circa 1200 metri dalla stazione ma non è segnalato benissimo (o, meglio, lo è ma solo in giapponese): come punto di riferimento prendete la pasticceria Marone (sulla vostra destra venedo dalla stazione) e il grande edificio scuro della distilleria del sakè (si trova a sinistra e se amate il genere, entrate perché c’è una bella esposizione di alcolici ed anche alcuni prodotti particolari come la gelatina) e a questo punto seguite per 100 metri la strada a sinistra in lieve salita che passa accanto ad alcune abitazioni tradizionali che ospitano atelier e gallerie d’arte. Il museo lo riconoscerete immediatamente: l’edificio è moderno, e all’esterno vi sono cartelli con riproduzioni delle opere di Hokusai che vi sono conservate.

Obuse 2

Per visitare il museo di Hokusai a Obuse calcolate più o meno un’ora e mezza: in totale sono cinque sale piuttosto grandi ed una sala dove vengono proposti video con la storia di Hokusai (per fortuna con sottotitoli in inglese!), sono esposte numerose opere della serie “100 vedute del Monte Fuji”, alcuni Ukiyo-e, studi e realizzazioni su rotolo, quaderni di schizzi ma in assoluto la sala più interessante è quella in cui sono esposti i due carri cerimoniali con le 4 tavole di Hokusai destinate a decorare, a due a due, la parte inferiore del baldacchino: riproducono una fenice, un dragone e due onde (tema ricorrente nella produzione di Hokusai), di cui è un’onda ‘femminile’ ed una ‘maschile’, in un gioco di opposti che si completano.

Purtroppo non posso mostrarvi alcuna foto dell’interno del Museo, ma solo gli esterni, perché è vietatissimo scattare fotografie. Non serve moltissimo tempo raggiungere  Obuse e visitare il museo di Hokusai e a mio parere se vi trovate a Nagano questa deliziosa cittadina merita una visita, anche per avere una visione del Giappone diversa da quella – complessa e frenetica –  che possono offrire le grandi città.

Informazioni utili:

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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