Con il tram Toden Arakawa Line per scoprire la Tokyo quotidiana

Quanti di voi sanno che a Tokyo esiste anche un tram – la Toden Arakawa Line – che in 30 fermate unisce i quartieri non (ancora) turistici di Waseda e di Minowabashi? Io non lo sapevo e non finirò mai di ringraziare Stefania (@niachan_80 su Instagram), esperta conoscitrice del Giappone, per avermi dato una super dritta per conoscere una Tokyo diversa, utilizzando un mezzo di trasporto decisamente insolito ed un po’ agée soprattutto rapportato ad una città iperconnessa qual è la Capitale giapponese, in cui i treni locali e le metropolitane collegano capillarmente zone davvero distanti tra loro e quasi sempre in perfetto orario – ebbene sì, qualche minimo ritardo c’è anche a Tokyo, ma rarissimo e dovuto soprattutto a cause di forma maggiore come nevicate, incidenti o lavori straordinari sulla rete. Il tram Toden Arakawa Line è l’ultimo superstite di un sistema di linee tramviarie che una volta servivano la città di Tokyo finché negli anni ’50 del secolo scorso furono soppiantati definitivamente dalle metropolitane.

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Per fortuna questa linea è sopravvissuta e vi assicuro che è davvero interessante poter salire a bordo di questo tram per scoprire la Tokyo quotidiana, lontana dalle esagerazioni luminose e sonore di Akihabara, dalla folla impazzita per lo shopping di Ginza o dalle millemila persone che si ritrovano a Shibuya o a Shinjuko. Per andare alla scoperta della Tokyo ‘normale’, quella delle zone residenziali, dove si svolge la quotidianità degli abitanti di Tokyo e al posto degli uffici ci sono case abitate da famiglie, parchi per i bambini, mercati che vendono prodotti alimentari a prezzi accessibili (perfino la carissima frutta da queste parti ha un costo meno improponibile!) il tram Toden Arakawa Line è il compagno di strada perfetto, che introduce ad una Tokyo non più centro ma non ancora periferia, una Tokyo che è ai margini e, per una volta, esserlo non è certo un valore negativo.

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Il tram Toden Arakawa Line, quello che ci ha accompagnato a scoprire la Tokyo quotidiana, ha anche un nome davvero gentile, Tokyo Sakura Tram (per i giapponesi tutte le cose che hanno un valore meritano nomi poetici) perché lungo la linea tranviaria ci sono alcune zone piene di alberi di ciliegio giapponese che in primavera trasformano il percorso in tram in un hanami (l’azione di ammirare la fioritura dei ciliegi) su rotaie! Oltre ai ciliegi, piantate nei pressi del capolinea di Minowabashi ci sono anche numerose piante di rose: decisamente un tram floreale!

La linea ferroviaria della Toden Arakawa Line è curiosa: compie una sorta di percorso a ferro di cavallo con tante fermate spesso ravvicinate (in totale sono 30), passando in mezzo a condomini, zone di villette, attraversando strade di scorrimento, in un continuo susseguirsi di salite e discese, curve ardite e soste per attendere il semaforo verde ed… attraversare la strada! Ogni tram è composto da una sola vettura (più o meno moderna, più o meno colorata) e a circa metà percorso si riempie così tanto che in alcuni casi il conducente è costretto ad impedire l’accesso agli utenti, che devono quindi aspettare la vettura successiva nelle piccole, semplici, stazioncine (una pensilina o poco più). Fruitori del tram per scoprire la Tokyo quotidiana sono appunto gli abitanti delle zone toccate dalla tramvia: tante famiglie, moltissimi anziani, signore che vanno a fare la spesa in uno dei mercati di zona e – qui immagino perché noi l’abbiamo preso in un giorno che era festa nazionale – anche tanti studenti. E’ una Tokyo ‘normale’, dove l’affanno del centro arriva smorzato, e la rende perfino più simile  – nei tempi, nei ritmi, nelle abitudini, nell’urbanistica – alle nostre città.

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 Noi abbiamo percorso tutto l’itinerario del tram Toden Arakawa Line, partendo da Waseda (zona universitaria) e terminando appunto a Minowabashi, quartiere popolare esterno a Ueno e Asakusa. Vi dico subito che trovare la stazione di partenza del Sakura Tram a Waseda non è stato semplicissimo, ma solo per la nostra incapacità di leggere con attenzione le mappe di Tokyo. Per arrivare a Waseda bisogna prendere la metro azzurra, la Tozai Line, e scendere alla fermata Waseda. Da qui, con un passeggiata di circa 15 minuti si arriva alla stazione di partenza della Toden Arakawa Line di Tokyo.

Per evitare di camminare a vuoto (come appunto abbiamo fatto noi, per fortuna ci ha salvati un professore americano che ci ha reindirizzati sulla giusta via)  dalla stazione della metropolitana Waseda vi conviene andare in direzione del fiume Kanda (6 minuti a piedi in discesa) e quindi girare sulla Shin Mejiro Dori (via di grande scorrimento) andando verso sinistra. Il capolinea della Toden Arakawa Line è proprio nel mezzo. A proposito: se avete tempo fare anche una passeggiata lungo il corso del fiume Kanda: ci sono tanti alberi di ciliegio, in primavera deve essere uno spettacolo!

Il costo del biglietto del tram Toden Arakawa Line è di 170 yen per gli adulti, 90 yen per i bambini, qualsiasi sia il tragitto percorso o le fermate effettuate: si entra dalla porta anteriore e passando davanti al conducente, si paga sia in contanti (non viene dato il resto, quindi fate in modo di avere l’importo corretto) che con le classiche, comodissime card ricaricabili Suica o Pasmo (in questo caso avrete anche uno sconto di 5 yen!). Al momento di scendere, dovrete utilizzare la porta posteriore. Il mio consiglio è di cercare di sedervi: il viaggio da capolinea a capolinea con la Toden Arakawa Line impiega circa un’ora e comunque il tram diventa piuttosto affollato tant’è che spesso il conducente deve negare l’accesso ai passeggeri in attesa (ma sarà sufficiente attendere il tram successivo – passano con una frequenza rapida, ogni 6-7 minuti l’uno dall’altro). Non sarà facile fare foto decenti proprio per la tante persone che salgono a bordo (soluzione: prendetelo in orari non di punta) ma se vi sedete nei divanetti anteriori qualche cosa si riesce a scattare.

Il percorso è solo apparentemente monotono: cambiano i volti dei passeggeri, la prospettiva, si taglia attraverso piazze e viette. Uno spaccato di vita quotidiana, perché Tokyo  non è solo il ‘mostro turistico‘ a cui siamo abituati a pensare.  In più grazie al tram Toden Arakawa Line, scendendo alle diverse fermate del percorso,si possono visitare alcuni templi e luoghi interessanti altrimenti difficilmente raggiungibili (nel caso vogliate utilizzate il tram per più corse, conviene fare il pass giornaliero a 400 yen):

  • Arakawa Yuen (fermata Arakawa-yuenchiumae, n. 12): parco dei divertimenti classico, con giostre, un piccolo zoo ed un laghetto;
  • Tempio Oji Inari (fermata Oji Ekimae, n. 16): è un tempio associato alla dea Inari, protettrice delle volpi;
  • Sugamo Jizo-dori (fermata Shin-Koshinzuka, n. 20): strada commerciale con tanti negozi economici e luoghi dove mangiare
  • Tempio Zoshigaya Kihimojindo (fermata Kishibojimmae, n.27): tempio dove si venera la divinità dei bambini e dei parti facili.

Toedo line. jpg

Il capolinea terminale della Toden Arakawa Line è Minowabashi, un binario che termina in una piazzetta con un arco di edera e tutt’intorno edifici bassi e decisamente datati: se immagino il Giappone degli anni ’50, lo immagino proprio così! Accanto al capolinea, c’è un mercato coperto dove si può fare spesa di prodotti realmente locali (non ci sono negozi per turisti, evviva!). Noi ci abbiamo anche pranzato da TaRaFuKu, una izakaya specializzata in cucina giappo-cinese: speso il giusto (l’equivalente di 18€  a testa) per la qualità e la quantità, mangiato bene, i gestori sono molto gentili.

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Dal capolinea di Minowabashi per tornare al centro di Tokyo abbiamo preso la metro Hibiya Line alla vicinissima fermata di Minowa. Nulla vi vieta di fare al contrario il percorso che abbiamo fatto noi, anzi forse è più semplice :)

Claudia Boccini

2 Commenti

  1. Avatar
    Simona marzo 09, 2018

    Bello vivere la Tokyo quotidiana! un itinerario diverso da quello turistico

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      Claudia Boccini marzo 09, 2018

      Ciao Simona, hai compreso esattamente la belelzza di questo itinerario su due ruote: perché la Tokyo turistica è bella, ma lo è altrettanto quella che non è sotto la luce dei riflettori!

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