Shopping a Nihonbashi con tour nel gusto del Giappone

Tokyo è talmente grande e ricca di luoghi da scoprire che solo questa volta, giunti al quinto viaggio in terra nipponica, siamo riusciti a visitare il quartiere di Nihonbashi, diviso tra passato e presente e particolarmente attraente per chi vuole ritrovare alcune atmosfere del Giappone di un tempo. Nato come zona in cui vivevano e lavoravano i pescatori e ben presto trasformatosi in zona mercantile e dei commerci – il primo grande magazzino del Giappone, Mitsukoshi, è nato proprio qui ad opera del signor Mitsui, a cui è dedicato anche un memoriale ed ancora oggi fare shopping a Nihonbashi (o, almeno, vedere i negozi e le vetrine :) ) è un’esperienza imperdibile. Il quartiere si trova a ridosso di un canale che collega il fiume Sumida con il fiume Kanda, attraversato da numerosi ponti tra cui il più importante è proprio il Nihonbashi (lett.: “ponte del Giappone”) che al centro ha una placca metallica da cui vengono calcolate tutte le distanze stradali giapponesi, esattamente come avviene in Italia con Piazza del Campidoglio, il punto zero di tutte le strade consolari nazionali.

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Shopping a Nihonbashi: vista dal centro commerciale Coredo

Il  quartiere ha sempre avuto un ruolo importante nella storia di Tokyo, anche quando la città si chiamava ancora Edo. Dal ponte di Nihonbashi partivano infatti  le cinque strade più importanti del Paese, incluse la Nakasendō e la Tōkaidō, che raggiungevano la città imperiale di Kyoto seguendo la prima la via delle montagne e la seconda la linea costiera. Sebbene il quartiere sia fondamentalmente moderno, tra le vie di Nihonbashi continua ad aleggiare lo spirito dell’antica Edo e il ponte di pietra e ferro di Nihonbashi continua ad attrarre numerosi visitatori incuriositi dalle lanterne decorate con animali mitologici letteralmente incastrate sotto la carreggiata di una orribile sopraelevata costruita con scarso rispetto storico in occasione dei giochi olimpici che si tennero a Tokyo nel 1964.

La ‘modernità’ di Nihonbashi è presto detta: come gran parte della città di Tokyo, anche questo quartiere ha subito devastanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e solo alcuni degli edifici preesistenti sono ancora in piedi. In compenso sono sorti grattacieli moderni che contribuiscono a rendere il quartiere interessante da visitare anche solo per la sua architettura, un vero mix di stili, tradizionali ed occidentali.

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Shopping a Nihonbashi: si prepara il Satsuma-age

Non distante dalla stazione ferroviaria centrale di Tokyo, che io considero un po’ il centro della città ma soprattutto il punto da cui orientarsi per muoversi in città – Ginza non è distante, il Palazzo Imperiale è a poche centinaia di metri, più avanti si arriva al mercato di Tsuijki e proseguendo per qualche chilometro si arriva ad Asakusa – Nihombashi ha il fascino del Giappone più elegante e raffinato, dove poter acquistare oggetti artigianali di grandissima qualità oppure sorseggiare un tè verde inginocchiati sui tatami. Fare shopping a Nihonbashi è una vera esperienza: i negozi raffinati sono distanti anni luce dai negozi ‘tutto a 100 yen’ o dalle bancarelle che affollano la Nakamise Dori ad Asakusa, qui le vendeuse indossano kimono o abiti tradizionali, parlano più lingue straniere e curano la vendita con mille attenzioni capaci di far sentire ogni cliente speciale. A Nihonbashi si possono trovare oggetti realizzati con tecniche tramandate di padre in figlio, spesso i negozi hanno una storia centenaria e molto di loro riforniscono la stessa casa Imperiale.

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Shopping a Nihonbashi: il ponte di Nihonbashi ‘schiacciato’ dalla sopraelevata

Come vi dicevo, Nihonbashi è anche la zona dei grandi centri commerciali di lusso – il livello dei beni in vendita è molto alto – ed è un centro nevralgico per la finanza giapponese: nello spazio di poche centinai di metri hanno sede la Banca Centrale del Giappone, la Borsa ed diverse banche ed istituzioni finanziarie. Un quartiere ‘ricco’, non c’è dubbio, ancor più di quanto possa esserlo la caotica Ginza con le sue vetrine di stilisti famosi anche se è una ricchezza non ostentata.

Tra i diversi centri commerciali dove fare shopping a Nihonbashi è interessante segnalare il CorEDO, un insieme di tre edifici che all’interno ospitano negozi, ristoranti, perfino un cinema!Il nome del complesso non è casuale, perché è l’unione di Core (in inglese: nucleo, centro) ed Edo (l’antica città di Tokyo) e qui si cerca di far rivivere lo stile e i dettagli della vecchia Tokyo. In più, al livello B1F di CorEdo 1 (Muromachi 1), si trova il Centro di informazioni turistiche del quartiere di Nihonbashi, che oltre ad offrire documenti, mappe, informazione ha una piccola selezione di prodotti giapponesi, un piccolo caffè e soprattutto organizza dei tour guidati – anche in inglese – per far sperimentare alcune esperienze tradizionali giapponesi ed entrare nello spirito del Nihon attraverso degustazioni di cibo, corsi per imparare a creare oggetti di artigianato tradizionale o ammirando le performance artistiche e le doti di intrattenimento di una Geisha.

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Shopping a Nihonbashi: i dolci di Tsuruya Yoshinobu

I tour organizzati dal Centro di informazioni turistiche sono diversi, ve li sintetizzo velocemente mettendo accanto ad ognuno di loro costo e tempo necessario: come potete vedere, la maggior parte delle esperienze ha costi più che sostenibili; il prezzo varia da 1.000 yen (equivalente a meno di 8 euro) fino ad un massimo di 10.800 yen (circa 85 euro) a persona. Verrete sempre assistiti dalle addette del Centro informazioni, vestite con il tradizionale kimono (tra l’altro, ho scoperto che  impiegano almeno 20-25 minuti per indossarlo e proprio per questo motivo devono arrivare prima sul posto di lavoro). Ecco le diverse esperienze:

  • Esperienza culturale (Culture experience tour),  per conoscere la cultura e la tradizione giapponese – 90 minuti, 1.000 yen
  • Il meglio del Giappone tramite un tour gourmet (Best of Japan gourmet tour): un itinerario attraverso il cibo tradizionale – 90 minuti, 1.000 yen
  • Corsi di artigianato tradizionale giapponese:
    • laboratorio per la creazione della carta washi, 120 minuti, 7.500 yen
    • decorazione origami – 30 minuti, 500 yen
    • decorazioni con le corde mizuhiki, 60 minuti, 2500 yen
  • Time to Geisha – esibizione di danza e giochi tradizionali insieme ad una Gesha, 60 minuti, 3.500 yen
  • Cerimonia del tè, 60 minuti, 5.500 yen (con tè verde matcha)
  • Time to Geisha + cena, 180 minuti, 10.800 yen
  • Gourmet tour (vedi sopra) + lezione di cucina, 210 minuti, 8.000 yen
  • e inoltre possibile affittare un kimono tradizionale per vivere qualche ora abbigliati da veri giapponesi, con abiti magnifici, tempo per la vestizione 30 minuti + tempo a disposizione per passeggiare con il kimono, 5.500 yen.
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Shopping a Nihonbashi: i fiocchi di katsuobushi

La nostra scelta (e non poteva essere altrimenti) è caduta sul tour Best  of Japan Gourmet Tour: insieme a due giovani guide del Centro di informazioni turistiche di Nihonbashi – una giapponese ed una neozelandese incaricata di fornire le spiegazioni in inglesw – abbiamo partecipato ad un piccolo viaggio nella cultura alimentare giapponese attraverso  8 degustazioni in altrettanto diverse rivendite. Interessante perché abbiamo avuto modo di conoscere meglio alcuni prodotti alimentari che difficilmente arrivano in Europa (e quando riescono spesso sono ‘trattati’ per il gusto europeo) e assaggiarli, in modo da valutare in seguito la possibilità di acquistarli come souvenir o ordinarli al ristorante. In più, alla fine del tour, abbiamo visitato una rivendita di bastoncini (le posate che si usano per mangiare), dove abbiamo scoperto che ne esistono tanti tipi, adatti a pietanze specifiche e che usarli non è sempre così facile.

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Shopping a Nihonbashi: come si grattugia il katsuobushi

Ed ecco i prodotti che abbiamo avuto modo di provare nel tour di degustazione, che  volendo si possono anche acquistare:

  • Alghe (zona di Fukui): assaggiate presso lo shop Okui Kaisedo, fondato nella Prefettura di Fukui nel 1871, che oggi come allora offre alghe essiccate di alta qualità molto apprezzate dai migliori ristoranti giapponesi. Le alghe che abbiamo assaggiato erano di due tipi: una versione al naturale (farà tanto bene ma il sapore insomma…) ed una fatta rinvenire e marinata (molto, molto meglio!).
  • Kozumochi (zona di Tokyo) è un dolce tradizionali giapponese, preparato con grano e ricoperto di caramello e polvere di kinako (farina di soia tostata). All’inizio il gusto lascia perplessi – troppo diverso da quello dei dolci a cui siamo abituati – poi si apprezza parecchio. Abbiamo provato il Kozumochi presso lo shop Funabashya. Il primo negozio venne aperto nel 1805 vicino al tempio Kameido Tenijin, nella zona di Tokyo al di là del fiume Sumida.
  • Tsukemono (zona di Kyoto): queste verdure fermentate, tipiche di Kyoto, vanno mangiate a piccoli bocconcini o come accompagnamento del pasto;  ci sono piaciute molto: saporite ma non salate, pare che grazie alla fermentazione facciano molto bene alla salute. Il negozio è Kyo-tsukemono Nishiri.
  • Katsuobushi (zona di Tokyo): è il durissimo e onnipresente pesce essiccato, che viene utilizzato per migliorare il sapore di zuppe e come guarnizione e condimento. Si tratta dei filetti di un pesce simile ad un piccolo tonno, che vengono essiccati a lungo fino ad assumere la consistenza e la compattezza di un pezzo di legno. Per poterlo usasre il katsuobushi deve essere letteralmente piallato per ricavarne trucioli alimentari. Lo abbiamo assaggiato (sotto forma di brodo) presso lo storico negozio Ninben, la cui prima rivendita risale al 1699, fondato durante il periodo Edo proprio a Nihonbashi. Per chi non ha pazienza di piallare il katsuobushi o ha timore di farsi male (per usare la pialla si indossano guanti di acciaio), vendono i fiocchi già pronti da usare.
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Shopping a Nihonbashi: le buonissime patatine dolci Imo Kempi

  • Imo Kenpi, uno snack di patate dolci tipico della prefettura di Kochi: quasi non volevo venir più via, l’Imo Kenpi secondo me crea dipendenza! Si tratta di bastoncini sottili di patate dolci (immaginate delle patate stick ma lunghe) che vengono prima fritte e quindi glassate con uno sciroppo denso di zucchero, simile a caramello. Assaggiate – in grande quantità da me ma ancor più da Francesco – presso il laboratori artigianale Imoya Kinjiro.
  • Amazake, una bevanda dolce di riso, lattiginosa e con un sapore leggero,  tipica della zona di Niigata. Assaggiata presso il negozio Hakkaisan Sennen Koujiya.
  • Satsuma-age: lo street food tradizionale a base di crocchette di pesce fritto a cui vengono aggiunti vegetali o mais. Vengono infilzate su uno stecco per poterle mangiare comodamente ed è una ricetta tipica della zona di Kagoshima. Noi le abbiamo assaggiate presso lo shop Qjiki
  • Iromonaka: una vera goduria per gli occhi e per il palato, perché presso il negozio specializzato Tsuruya Yoshinobu, fondato a Kyoto nel 1803, i pasticceri creano a vista dolci bellissimi da vedere, che è quasi un peccato assaggiare. Viene consigliato di assaggiare i dolci, a base di riso glutinoso mochi e altri ingredienti, con il thè verde matcha, amarognolo, per equilibrare il gusto.
  • Infine, presso il negozio specializzato Hashicho ci è stato spiegato come usare i bastoncini giapponesi e le loro diverse tipologie:  ci sono bastoncini da poche centinaia di yen fino ad arrivare a bacchette che costano centinaia di migliaia di yen, realizzate in metalli, legni o materiali pregiati. In ogni caso, non esiste un unico tipo di bastoncino ma ce ne sono tante varianti in base al cibo che sono destinati a prelevare. Un negozio da tenere presente se si vuole fare shopping a Nihonbashi per riportare a casa oggetti davvero particolari.
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Shopping a Nihonbashi: dolci tradizionali e snack

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Shopping a Nihonbashi: i dolci raffinati

In assoluto, una bella esperienza dal costo economico, che consiglio a tutti di provare se andate a Tokyo e volete scoprire i sapori della tradizione giapponese. Ma devo essere onesta e ringraziare: i tour culturali e gastronomici organizzati dal Centro di informazioni turistiche di Nihonbashi non l’avrei (forse) mai scoperti se non fosse stato per il post letto su Warmcheaptrips, blog di Michela, giovane expat e studentessa di giapponese che vive a Tokyo da qualche tempo.

Claudia Boccini

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