La Op-art del Maestro Ferruccio Gard al Museo Boncompagni Ludovisi

Felice l’esposizione d’arte in cui l’ambiente ha la capacità di accordarsi ed esaltare le opere esposte. Una riflessione che è sorta spontanea una volta entrata all’interno del Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX che dall’11 maggio 2018 al 15 luglio 2018 ospita i lavori di Ferruccio Gard, uno dei massimi esponenti italiani della corrente optical-costruttivista.

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Non poteva infatti esserci contenitore più adatto per la mostra “Ferruccio Gard. Intrecci dinamici” della palazzina nobile di Via Boncompagni, al cui interno sono conservati, in un riuscito mix di elementi e di stili, le suppellettili originali appartenuti ad Alice Blanceflor de Bildt Boncompagni Ludovisi (ultima proprietaria del villino prima che  questo, su suo espresso mandato testamentario, venisse donato allo Stato), raccolte di oggetti d’arte decorativa e la preziosa collezione di abiti dell’Alta Moda italiana donati all’istituzione museale dai più noti stilisti italiani e che rappresenta una raccolta pubblica pressoché unica.

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All’interno del Museo Boncompagni Ludovisi le opere del Maestro Gard, con i loro colori acrilici accesi, in cui forme geometriche ricorrenti ed ipnotiche che riempiono lo spazio delle tele e dei supporti – simili a mandala dalle linee spigolose, punti focali da osservare per raggiungere l’astrazione e superare il limite dello spazio e del tempo – trovano la giusta ambientazione divenendo il fulcro attorno cui ruota in una danza armonica ogni altro oggetto in esposizione.

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Ed è così che tra ceramiche di Meissen, ventagli variopinti, sculture in bronzo, bellissimi abiti e raccolte di arte moderna, le diverse “Strutture” di Gard in esposizione tracciano un percorso di scoperta e di meraviglia fatto di tappe successive, in cui la forza della pittura del Maestro – che nasce dall’intreccio quasi ossessivo di geometrie e di colori, rivelano la consuetudine dell’artista con studi approfonditi e sperimentazioni in cui ‘stressa‘ le possibilità di dare vita a infinite variazioni che trovano compiutezza nelle tele più squisitamente astratte, nei ‘Cromatismi’ in cui le macchie di colore divengono simili ad un mosaico. Erede di un percorso pittorico avviato nel XX° secolo da Balla e Boccioni con il Futurismo, Ferruccio Gard ha ottenuto con la sua Opt Art numerosi riconoscimenti e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Nato attorno agli anni sessanta del XX° secolo il movimento della OP-Art è un’arte grafica, che attraverso lo studio dell’illusione ottica bidimensionale e della distorsione crea la parvenza di una immagine in movimento, ed ha come obiettivo il coinvolgimento dello spettatore

Fanno parte della mostra “Intrecci Dinamici” in esposizione al Museo Boncompagni Ludovisi anche alcune sculture, presentate per la prima volta al pubblico, che trasportano lo stile di Ferruccio Gard nella dimensione tridimensionale in cui oltre al colore ha valenza la luce e la trasparenza del plexiglass, materiale che viene utilizzato come medium eccellente capace di esaltare la plasticità dei colori.

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Ferruccio Gard ha una biografia interessante: nato nel 1940, vive da tempo stabilmente a Venezia ed è da tempo uno dei protagonisti italiani della corrente pittorica Optical-cinetica-neocostruttivista: ha partecipato a ben sette Biennali di Venezia (da ultimo nel 2017),  all’XI quadriennale di Roma e a numerose mostre internazionali di ‘arte cinetica’ con ben 170 personali, tra Italia ed Estero. Pittore apprezzato e quotato, ma non solo: Ferruccio Gard è un artista un capace, un romanziere noir ed un giornalista sportivo famoso per le sue telecronache mai scontate trasmesse nel programma Novantesimo Minuto, in cui si mostra capace di trasformare il racconto di una partita di calcio in un piccolo capolavoro attraverso similitudini e aggettivazioni insolite.

Informazioni utili:

  • La mostra “Ferruccio Gard Intrecci dinamici” è stata curata da Lorenzo Canova, critico e storico dell’arte nonché docente di storia dell’arte presso l’Università del Molise ed è stata organizzata nell’ambito del Polo Museale del Lazio del Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo.
  • La mostra resterà aperta fino al 15 luglio 2018.
  • Il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX si trova in via Boncompagni 18, è aperto dalle 9.30 alle 19.00 tutti i giorni ed è ad ingresso gratuito.
Claudia Boccini

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