Museo Philips di Eindhoven: una storia piena di luce

Eindhoven è la città olandese dove si  mangia pane e design a pranzo, cena e colazione, è sede della Design Week – che si tiene tutti gli anni ad ottobre – e probabilmente è la città più all’avanguardia e creativa di tutta l’Olanda. Ben prima di diventare famosa per la sua Accademia di design e per essere uno tra i centri di ricerca ed innovazione più importanti d’Europa, Eindhoven era già conosciuta per essere la città dove aveva sede la Philips, l’azienda di elettronica che con i suoi prodotti ha accompagnato tanti di noi dall’infanzia fino all’età adulta. Le notizie arrivavano nelle case attraverso le radio Philips, le canzoni del cuore venivano salvate grazie ai registratori portatili Philips, gli uomini scoprivano la semplicità di una rasatura perfetta con i rasoi Philips e tra gli anni ’60  e gli anni ’90, prima che iniziasse l’invasione dei prodotti di elettronica costruiti in Oriente, la maggior parte degli elettrodomestici – ferri da stiro, aspirapolvere, frullatori – erano Philips! Ma ancora prima Philips era sinonimo di lampadine: sfido chiunque a negare di aver mai avuto in casa almeno una lampadina prodotta in una delle tante fabbriche Philips sparse per il mondo! La fabbrica è stata attiva ad Eindhoven fino a non molti anni fa, con un ruolo molto importante nell’economia cittadina: in quello che è stato il primo nucleo produttivo dell’azienda – l’edificio bianco che si vede già uscendo dalla stazione ferroviaria, chiamato affettuosamente la ‘Dama Bianca‘ – oggi è ospitata l’Accademia del Design mentre  nel vecchio nucleo industriale del De Strijp, alle periferia della città, è in corso una riconversione degli spazi in uffici, laboratori e coworking. Perfino lo stadio e la locale squadra di calcio (PSV Eindhoven) sono una promanazione delle attività sociali che la Philips metteva (e mette ancora) a disposizione delle sue maestranze. Insomma, la Philips è la Philips, ad Eindhoven! Per celebrare questo rapporto profondo dell’azienda con la città è stato realizzato nel centro cittadino un museo multimediale che ripercorre le tappe della nascita e dello sviluppo dell’azienda e condivide le sue sfide per il futuro. Il Museo della Philips di Eindhoven è uno di quei musei che non finiresti mai di visitare, che non ti annoiano, che ti aiutano a comprendere le leggi della fisica e dell’elettronica e dove una volta che sei uscito non vedi l’ora di ritornare!

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Il Museo Philips di Eindhoven è esattamente dall’altro lato della strada su cui si trova la ‘Dama Bianca’ e ci si arriva rapidamente percorrendo la via pedonale Nieuwe Emmsingel, che detta così può sembrare una via sconosciuta ma è quella che costeggia il Blob, il curioso edificio in vetro e acciaio che assomiglia ad un mostro spaziale che fuoriesce dal terreno (progetto di Massimiliano Fuksas), capace di intercettare l’attenzione di chiunque passi sulla piazza che dalla stazione porta fino al centro della città. Il Museo Philips di Eindhoven recupera l’edificio della prima fabbrica, un piccolo edificio dove Gerard Philips aveva i suoi laboratori e lo inserisce in una struttura contemporanea più ampia in cui sono inseriti la biglietteria, la caffetteria e i servizi del Museo.

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Cosa ha di tanto speciale il Museo Philips di Eindhoven? Per prima cosa, aiuta i visitatori a comprendere il percorso complesso che ha portato una fabbrica di lampadine a trasformarsi in una multinazionale dell’elettronica, con oltre 100.000 dipendenti in tutto il Mondo e infinite specializzazioni che abbracciano i campi dell’elettronica, del digitale, della fisica sanitaria, delle comunicazioni, del benessere olistico. E’ poi un museo interattivo, dove si possono sperimentare i meccanismi fisici ed elettronici, osservare uno spaccato delle abitudini e delle scelte estetiche degli ultimi 125 anni, comprendere il reale attaccamento dei dipendenti e degli ex dipendenti Philips all’azienda: nel Museo della Philips di Eindhoven prestano la propria attività volontaria ex operai ed impiegati, che indossano con evidente orgoglio la maglietta azzurra un tempo parte della divisa di lavoro. Prontissimi a dare ogni informazione che venga richiesta, ad orari predefiniti si trasformano in guide ed accompagnano i visitatori in un tour del Museo che mette insieme dati, storia ed aneddoti.

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Il nostro albergo (l’ Inntel Hotel, bellissimo, di design e assolutamente consigliato) era vicinissimo al Museo della Philips di Eindhoven ma noi siamo riusciti a visitarlo solo di domenica mattina, giusto qualche ora prima di riprendere il pullman della KLM che ci riportava ad Amsterdam e quindi tornare in Italia dopo aver preso parte alla Design Week.  Sono state ore davvero ben spese e utili per comprendere il percorso dell’azienda e la stessa città di Eindhoven, a ben vedere una vera città-fabbrica in cui la lungimiranza commerciale e finanziaria di  Gerard e Frederik Philips è riuscita a dare lavoro a migliaia di operai, creare strutture culturali ed infrastrutture e a trasformare quello che era poco più di un grande paesone  di confine in un luogo dove lavorare e vivere bene.

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Dopo essere entrati ed aver fatto il biglietto di ingresso, l’itinerario nel museo segue un percorso cronologico: in una delle prime sale che si visitano, ricavata nell’edificio originario della prima fabbrica, c’è la ricostruzione del laboratorio sperimentale dove è nata la prima lampadina elettrica a bulbo incandescente: il luogo – pieno di strumenti e di macchinari decisamente di un’altra epoca – è interessante e sembra proprio che da un momento all’altro il signor Gerard Philips entri dalla porta per riprendere il lavoro interrotto!

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 Il percorso prosegue tra cronologie di scoperte, teche di vetro con strumenti meccanici, raccolte di oggetti ma il bello è che non è mai noioso, perché tra una collezione e l’altra vi sono cartelli, manifesti e postazioni interattive. Tra i settori in cui la Philips ha sviluppato la sua produzione, grande rilievo ha la branca dell’elettronica sanitaria e quindi un settore del Museo della Philips di Eindhoven è dedicato alle invenzioni ed innovazioni in questo campo, che ha come obiettivo una corretta analisi degli stati morbosi. Molte sono le accortezze studiate in Philips per alleggerire le situazioni di disagio di chi si deve sottoporre ad indagini strumentali : c’è perfino un mini body-scanner ‘giocattolo’, in tutto e per tutto uguale a quelli usati per le indagini diagnostiche, che viene usato per far comprendere ai bambini che devono essere sottoposti a scansione cosa succede durante l’esame. E, si sa, le cose conosciute fanno sempre meno paura.

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Un altro settore del Museo Philips di Eindhoven è meno tecnico è mette insieme produzione e design vintage: è stata ricostruita una casa  con ambienti che vanno dagli anni ’60 agli anni ’70, ogni stanza con il mobilio e le suppellettili d’epoca ed, ovviamente, gli apparecchi Philips del periodo. Nella camera anni ’70 ho ritrovato alcuni ‘compagni di strada’ della mia infanzia, come il registratore Philips che mi venne regalato da papà a sette anni per invogliarmi ad ascoltare le cassette del corso d’inglese  (e che io invece utilizzavo per registrare la musica alla radio, ‘stoppando’ di volta in volta quando trasmettevano la pubblicità: decisamente una qualità audio indecente ma per l’epoca era il top! :) ) Se per un bambino il Museo Philips di Eindhoven è il regno della scoperta, per chi è più avanti negli anni diventa il luogo della nostalgia: è forse questo il segreto, non tanto nascosto, che rende questo museo tanto apprezzato dalle famiglie!

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Il Museo Philips di Eindhoven offre una visione complessa e completa sul passato, sul presente  e sul futuro dell’azienda attraverso una esposizione permanente che abbraccia un’intera epoca a partire dal 1891, anno di fondazione della Philips, ad oggi. Scoprire i meccanismi della fisica, sperimentare come le moderne tecnologie  che cambiano e facilitano la nostra vita. Provare di persona meccanismi fisici alla base di scoperte. Questo e altro (molto altro!) è ciò che si può sperimentare al Museo Philips di Eindhoven.

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Non vanno dimenticate le importanti e commoventi testimonianze audio e video degli operai che lavoravano in fabbrica in tempo di guerra e tra questi vi erano ben 382 di religione ebraica, che vennero salvati dalla deportazione dai signori Philips che sostennero strenuamente la loro indispensabilità per la produzione.

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Informazioni utili:

  • Il Museo della Philips di Eindhoven è un museo accessibile, adatto ad appassionati e a famiglie con bambini.
  • Biglietto di ingresso standard: 9€. Previste riduzioni.
  • Aperto da martedì a domenica (orario standard 11.00 – 17.00)
  • Nel bookshop del Museo Philips di Eindhoven si possono acquistare libri che ripercorrono la storia aziendale, copie dei poster d’epoca, prodotti di cartoleria con il marchio ed, ovviamente, lampadine!

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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