Una gita al mare da Tokyo: l’isola di Enoshima ti stupirà!

Dopo aver visitato Kamakura, deliziosa cittadina marittima piena di templi e con un passato davvero importante che l’ha vista anche Capitale del Giappone per una manciata di anni, continuiamo la nostra ‘gita al mare da Tokyo‘ proseguendo per la piccola isola di Enoshima per andare ad ammirare dall’alto la costa giapponese e, se siamo fortunati e ci sono le condizioni atmosferiche giuste (no pioggia, no nuvole, no umidità!) anche la sagoma possente dell’iconico Monte Fuji quasi dalla stessa prospettiva scelta dal pittore Hokusai, che alla montagna sacra dedicò, tra le altre, la collezione delle “Trentasei vedute del Monte Fuji“.

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Ho scelto di spezzare in due il racconto della nostra visita perché la gita all’isola di Enoshima può essere organizzata anche in modo indipendente dalla visita di Kamakura ma soprattutto perché consiglio di dedicare due giornate distinte alla visita di questo angolo di Giappone: nonostante il flusso turistico che lo sceglie come meta, è una zona molto interessante e soprattutto alla sera si può apprezzare la sua particolarità. Per pernottare non ci sono troppi problemi: a Kamakura e lungo la costa fino all’isola di Enoshima non mancano ryokan, hotel e alloggi privati, anche in stile tradizionale (cercate su Booking, Agoda e Airb’nb).

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Per raggiungere la piccola isola di Enoshima bisogna arrivare alla stazione di Kamakura e prendere il tram della Enoden Line (o Enoshima Electric Railway), linea ferroviaria ultracentenaria. Non potete sbagliarvi, perché il buffo tram dalle forme vintage e dai colori intensi, così simile ad un modellino di una ferrovia giocattolo, a Kamakura fa capolinea. I binari si trovano verso l’uscita West Exit della stazione ed anche in questo caso potrete utilizzare, per pagare il vostro biglietto, la Suica Card. Il costo del tram è piuttosto economico: per arrivare fino alla stazione più vicina all’isola di Enoshima spenderete, a tratta, 260 yen (circa 2,40 euro) e le partenze sono frequenti, ogni 12 minuti. So che esiste la tessera Enoshima-Kamakura Freepass (costo 1470 yen) che comprende il viaggio di andata e ritorno da Tokyo-Shinjuko  e l’uso illimitato della Enoden Line, ma noi non l’abbiamo utilizzata.

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Una volta a bordo (se volete fare foto e vedere il panorama cercate di sedervi a sinistra, meglio se nei primi posti), il treno raggiungerà la fermata di Enoshima in 24 minuti precisi: la linea ferrata in alcuni tratti attraversa le cittadine che incontra lungo il percorso passando in spazi davvero ristretti e costeggia i muri di case e negozi. Per fortuna il tratto ‘urbano’ è limitato e buona parte del percorso della Enoden Line si svolge lungo mare, costeggiando spiagge, piccoli approdi, case estive. Nel tragitto il tram effettuerà diverse fermate, con sosta nelle stazioni di Wadakuza, Yuigahama, Hase, Gokurakuji, Inamuragasaki, Shichirigahama, Kamakurakoko-Mae, Koshogoe e, finalmente, la stazione di Enoshima.

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Una volta scesi dal tram per raggiungere l’isola di Enoshima sarà sufficiente andare in direzione del mare (seguite la massa, vanno tutti lì!) e sebbene l’isola sia davvero di piccole dimensioni, circa 4 km. quadrati, è una meta molto apprezzata dai giapponesi in quanto racchiude in poco spazio una serie di attrazioni interessanti. Che, poi, chiamarla isola è scorretto: ancora prima che il Benten-bashi, il ponte che la collega con la terraferma, la unisse stabilmente con la terraferma, l’isola di Enoshima in particolari condizioni di era comunque collegata da un istmo di sabbia.

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Oggi non c’è più la possibilità di vedere come il gioco delle maree renda possibile o meno il collegamento  ma in ogni caso il tratto di mare che viene scavalcato dal ponte è sempre piuttosto ‘inquieto’ e ventoso. A proposito di ponte: mentre lo percorrete gettate uno sguardo alla vostra destra per controllare se si riesce a vedere la sagoma del Fuji, ma occhio ai numerosi falchi pellegrini che scendono in picchiata e a quanto pare qualche volta sono fin troppo intraprendenti, tant’è che ci sono dei minacciosi cartelli che invitano a prestare grande attenzione!

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L’isola di Enoshima si trova alla foce del fiume Sakai e sebbene mi sia piaciuto molto visitarla, alla fine ne ho ricavato l’impressione che sia davvero turistica e vagamente simile ad un luna park. Alla base dell’isola vi sono alberghi, la marina per le imbarcazioni da diporto, numerose botteghe di souvenir e ristorantini o rivendite di street food, un onsen. Non manca proprio nulla per rendere felice il turista! A proposito di turisti e di cibo: una specialità apprezzatissima di Enoshima è una sottilissima sfoglia croccante, simile al pane carasau sardo, ma fatta con i… calamari!

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Superata la zona commerciale, abbastanza caotica, ci si trova alla base della collina rocciosa che costituisce l’isola di Enoshima e qui il caos lascia velocemente spazio al silenzio; una volta intrapresa la salita in mezzo al bosco seguendo il sentiero in pietra o salendo i tanti scalini si incontrano i tre santuari principali di di Enoshima – Hetsunomiya, Nakatsunomiya e lo Okutsunomiya – mentre più avanti una terrazza aperta sul panorama racchiude un piccolo giardino in stile inglese. I templi ed i luoghi di interesse di Enoshima sono tutti collegati tra loro e se non avete voglia di salire a piedi, potete investire qualche centinaio di yen per raggiungere la cima dell’isola freschi e riposati utilizzando le scale mobili, non previste però per il ritorno.

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Una volta arrivati nel punto più alto dell’isola di Enoshima, potete dedicarvi all’osservazione panoramica utilizzando le piattaforme e le terrazze oppure salire ancora più in alto acquistando il biglietto (300 yen) per salire sulla torre-faro, il simbolo di Enoshima (a mio parere una costruzione esteticamente discutibile, che deturpa la sagoma naturale dell’isola) conosciuta localmente come “Enoshima Sea Candle“. Per salire sulla torre ci sono due modi: prendere l’ascensore oppure salire a piedi lungo le scale esterne per arrivare fino alla piattaforma di osservazione che si trova a 120 metri di altezza. Dall’alto si vede molto bene il Monte Fuji (sempre se il meteo è favorevole) e tutto il panorama della baia di Sagami.

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Non distante dal faro (ma in realtà nell’isola di Enoshina tutto è vicino!) si può visitare il giardino botanico creato da Samuel Cocking, mercante inglese che acquistò l’isola per costruirvi una villa ed abitarci con la moglie giapponese Riki. Nel giardino botanico c’è una serra con piante tropicali mentre del giardino vengono coltivate camelie, tulipani, viole. Per visitare Enoshima calcolate circa 3-4 ore. Prima di tornare indietro a Tokyo in estate potete trattenervi un po’ di tempo sulla spiaggia di Katase.

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Al link, l’ Isola di Enoshima  secondo le formazioni del’Ente del Turismo Giapponese Jnto

Claudia Boccini

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