Perché dovresti fare una gita a Nemi (non solo per le fragoline!)

Una gita ai Castelli Romani è sempre una grande gioia, perché senza allontanarsi troppo da Roma si incontrano tante belle cittadine, mete apprezzate dai romani e dai turisti per la loro vivacità e per i tanti ristorantini che  invitano ad una sosta. Nella zona dei Castelli Romani i boschi contendono spazio a grandi estensioni terriere, zone agricole sono vicine a luoghi pieni di storia e se hai la possibilità di visitare la zona con la moto il divertimento diventa ancora più grande perché le strade che attraversano la zona dei Castelli romani sono un continuo alternarsi di saliscendi e curve, spesso corrono in mezzo al verde e i paesaggi mutano chilometro dopo chilometro. L’ultima volta che abbiamo fatto una gita ai Castelli Romani, dopo una lunga galoppata con il nostro scooter Honda Silver Wing T400 (Francesco mi ha detto di specificarlo perché ci tiene a sottolineare che non si tratta di un motorino!) sulle strade che collegano Rocca di Papa con Albano, abbiamo fatto una deviazione per fare una gita a Nemi, il più piccolo dei Castelli Romani.

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Il borgo di Nemi ha la caratteristica di trovarsi in una posizione panoramica spettacolare, arroccato su un costone di roccia da cui si ammira dall’alto l’omonimo lago, uno specchio azzurro in cui un tempo si specchiava Diana Nemorensis, divinità silvestre venerata in epoca romana ed a cui era dedicato un tempio monumentale (le cui dimensioni ragguardevoli erano di 200 metri per 175 metri) proprio sulle rive del lago. Del tempio restano solo ruderi e di Diana nemorense, dei riti che venivano celebrati – a cavallo tra magia e religione – ne parla anche l’antropologo scozzese James Frazer nel suo libro “Il ramo d’oro“, che vi invito a leggere se volete approfondire la storia antica di Nemi. La nascita del borgo di Nemi risale all’incirca al IX secolo d.C. come insieme di abitazioni e locali di servizio costruiti attorno al Castrum, un complesso di edifici fortificati fatti edificare dai Conti del Tuscolo la cui struttura, con il caratteristico torrione, è oggi inglobata nel Palazzo Ruspoli.

Anche se ci siete già stati, una gita a Nemi è sempre la benvenuta: è un borgo tranquillo, sereno, dove nella bella stagione si svolgono feste e ed eventi (dedicati al vino, ai fiori, alle tradizioni, all’artigianato, ecc.), apprezzato dagli appassionati di storia romana per il suo Museo delle Navi Romane e dai golosi per essere specializzato nella produzione di fragoline di bosco, un tempo raccolte pazientemente a mano nei boschi circostanti, ora più agevolmente prodotte nelle serre che si vedono attorno al lago. Già apprezzato dai viaggiatori europei che percorrevano il Grand Tour (anche loro facevano una gita a Nemi :) ), in assoluto è la cittadina dei Castelli Romani dove – complice l’interdizione al traffico nel centro storico e l’inclusione nel Parco Regionale dei Castelli Romani – è possibile apprezzare ancora stili di vita lenti e tradizionali.

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Vi dicevo del Museo delle Navi Romane (aperto tutta la settimana con orario 9.00-18.30, biglietto di ingresso €3. Non ci sono audioguide ma un filmato introduttivo di 20 minuti). Costruito quasi sulle rive del lago su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo, ha un aspetto grandioso e celebrativo anche se si tratta di un Museo dimezzato, perché contiene reperti d’epoca ma le navi di epoca romana, recuperate dal lago in epoca fascista con un progetto fortemente voluto dallo stesso Mussolini, sono andate a fuoco solo pochi anni dopo il loro restauro – forse per un atto di sabotaggio delle truppe tedesche in ritirata.

Oggi all’interno della sede museale ci sono solo le riproduzione in scala ridotta (scala 1 a 5) di quelle che da studi approfondite sono state indicate come navi con funzioni cerimoniali. All’epoca l’impresa per recuperare le navi fu davvero degna di titani e fu necessario svuotare parzialmente l’invaso del Lago di Nemi rimettendo in funzione l’emissario artificiale, un lungo cunicolo di 1.635 metri e largo 80 centimetri costruito in epoca proto romana, forse dagli etruschi (che non per nulla erano specializzati nella realizzazione delle vie cave) con lo scopo di mantenere costante il livello del lago di Nemi.

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Mi aspetto la domanda: ma se decido di fare una gita a Nemi in estate, posso fare il bagno nel Lago di Nemi? Sì, si può fare, almeno secondo le rilevazioni più recenti (aprile 2018) del’Arpa Lazio l’acqua del lago idonea alla balneazione. Peccato che a differenza del Lago di Castel Gandolfo-Albano – sulle sue rive ha veri e propri stabilimenti balneari – qui non vi siano spiaggette attrezzate e per fare il bagno bisogna un po’ arrangiarsi. Piccolo consiglio: fare il bagno al lago di Nemi è tutta altra cosa rispetto al bagno al mare, la spinta di galleggiamento dell’acqua dolce è minore e la profondità diventa subito elevata (il lago è profondo 33 metri) come ci si aspetta da un lago sorto in un cratere spento di un vulcano. Quindi, meglio evitare a meno di non essere super esperti!

Dal borgo di Nemi si arriva al Lago percorrendo una strada strettissima e con il fondo stradale di sanpietrini (via del Tempio di Diana), che passa in mezzo a boschi e zone agricole (ci sono le famose serre delle fragoline) e che termina proprio davanti al Museo delle Navi romane ma è davvero complicata, poco più di un sentiero pedonale (dal Nemi paese al Lago sono circa 4 chilometri), altrimenti in auto il modo più semplice per arrivare al lago è passare da Genzano e seguire la via Diana. Se vi piace camminare, potete fare il periplo del Lago di Nemi con il sentiero del CAI 515, che parte proprio dal Museo delle Navi romane: è un percorso generalmente pianeggiante di 5,9 chilometri.

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Come centro climatico e di vacanze Nemi ha un’altitudine perfetta: è a 521 metri sul livello del mare, in estate il clima seppur soleggiato difficilmente è caldo e opprimente come nella Capitale ed in inverno fa freddo ma non in modo eccessivo. Ed è anche piccolo in termini di densità abitativa: meno di 2.000 residenti, nulla a che vedere con la vicinissima Genzano (oltre 23.000 abitanti), che tuttavia per chi abita a Nemi costituisce il naturale riferimento per tutto ciò che riguarda i servizi maggiori ed il commercio.

Per fare una gita a Nemi vi conviene lasciare la macchina al parcheggio (molto spartano) realizzato sotto il cavalcavia della via Nemorense e quindi raggiungere il centro storico in non più di 10 minuti a piedi. La via Nemorense vale da sola il viaggio fino a Nemi: per risolvere un problema di quote stradali da superare in uno spazio ridotto è stato utilizzato un principio caro alle gallerie ferroviarie ed è stato realizzato un tunnel che in pratica gira attorno a se stesso: nello spazio di poche decine di metri si passa dal livello alto della collina a quello più basso corrispondente alla zona di accesso alla cittadina di Nemi.

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Se Nemi è deliziosa durante tutto l’anno, diventa imperdibile tra il mese di maggio e la prima settimana di giugno quando nel borgo dei Castelli Laziali si festeggia la produzione delle fragoline, un prodotto locale apprezzatissimo che normalmente viene venduto nei bar, nelle pasticcerie e che durante la sagra diventa la protagonista assoluta, con banchi di vendita lungo il Corso. Le pasticcerie di Nemi da tempo sono specializzate in dolcetti dall’aspetto bello e dal sapore squisito: sarà davvero arduo resistere alle lusinghe delle vetrine in cui fanno bella mostra tortine con la crema e fragoline, coppe di fragoline con la panna, crostate con la marmellata di fragoline! Ah, e nei negozietti di Nemi sono in vendita anche ciondoli in argento a forma di fragoline: un souvenir decisamente a tema!

Ma se non ho la moto e nemmeno la macchina, come posso fare per visitare Nemi? Si può fare, anche se non è comodissimo (e ciò contribuisce a rendere Nemi ancora più appartata rispetto alle altre cittadine dei Castelli Romani): dal capolinea della metropolitana di Roma Anagnina bisogna prendere prima il bus del Cotral che arriva fino a Genzano e quindi da Genzano prendere il bus navetta (con orari non troppo frequenti) che porta a Nemi in circa 10 minuti. Per i buoni camminatori, da Genzano a Nemi sono 3 km, quasi tutti in lieve discesa.

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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